La splendida chiesa di Santa Maria Maddalena di Cremona risplende di nuova luce

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Nella serata di venerdì 8 ottobre si è svolta l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione della Chiesa di S. Maria Maddalena (Cremona).
Si tratta di un edificio di notevole importanza storico-artistica oltre ad essere molto caro non solo ai parrocchiani, perché luogo per anni delle funzioni liturgiche, ma anche a molte coppie di sposi che hanno scelto S. Maria Maddalena per celebrare il sacramento del matrimonio.

Il parroco, don Antonio Bandirali che ha pensato e si è impegnato per la realizzazione di quest’opera di adeguamento e sicurezza, nel saluto iniziale agli intervenuti, ha sottolineato come la luce di cui ora gode la chiesa, e che ne mette in risalto la bellezza, possa essere segno di speranza per l’epoca che stiamo vivendo, l’auspicata l’uscita dal buio del periodo di pandemia.
L‘opera è stata economicamente possibile grazie agli Amici di S. Imerio Onlus con i proventi del 5×1000, il Comune di Cremona attraverso i fondi derivati dagli oneri di urbanizzazione, il Touring club e i privati che hanno contribuito generosamente.

L’architetto Romano Ruggeri dello studio associato Archidue ha presentato i lavori svolti mentre venivano accese le luci e l’edificio sacro si mostrava in tutto il suo splendore.

Don Gianni Cavagnoli liturgista, già vicario negli anni ottanta nella parrocchia di S.Imerio, nel suo competente e appassionato intervento ha poi presentato il profondo legame tra il tema della luce e la liturgia. Le due feste: della Pasqua, la festa delle feste, e il Natale, attorno alle quali ruotano tutte le altre feste – ha sottolineato – mostrano attraverso il segno della luce il mistero della risurrezione e dell’incarnazione. Il Natale – ha ricordato ancora don Cavagnoli nel suo intervento – si celebra al solstizio d’inverno, quando il sole incomincia a “vincere sulle tenebre dell’inverno”. La Pasqua è invece legata al plenilunio di primavera. Ancora una volta la liturgia si serve di segni per parlarci di Cristo, come ad esempio si evidenzia nel canto dell’Exsultet durante la Veglia pasquale: “Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero, offerto in onore del tuo nome per illuminare l’oscurità di questa notte, risplenda di luce che mai si spegne”.
La luce dell’alba e del tramonto segnano inoltre tutta la preghiera cristiana “delle ore”. Nelle lodi mattutine ad esempio si prega: “verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”. (Benedictus)

Un’arte, quella della luce e dell’illuminazione in ambito liturgico, da scoprire e valorizzare.

La Prof.ssa Mariella Morandi, nella sua illustrazione storico-artistico, ha ripercorso la storia della Chiesa di S. Maria Maddalena che affonda le sue radici nel XIII sec. e deve il suo aspetto attuale ai lavori di consolidamento condotti negli anni ‘60 che hanno portato alla luce diversi affreschi quattrocenteschi. Tra gli aspetti artistici di notevole interesse che la chiesa custodisce si segnalano la pala d’altare di Tommaso Aleni, la decollazione del Battista di Luca Cattapane nella quale si evidenzia un uso sapiente, e fortemente innovativo per l’epoca, della luce che bene si inserisce nel tema che ha segnato la serata.

Ad accompagnare i diversi interventi l’audizione straordinaria del preziosissimo violino Omobono Stradivari del 1730 suonato dal giovane talento Lorenzo Meraviglia accompagnato da Mauro Ivano Benaglia, primo violino e direttore della Accademia Concertante d’Archi di Milano.
I brani eseguiti hanno riscosso grande apprezzamento e sono stati accompagnati da lunghi applausi.

La chiesa, così dunque riportata al suo massimo splendore, è ora aperta al pubblico e potrà essere visitata grazie ai Volontari per il Patrimonio Culturale del Touring Club.

Questa domenica, 10 ottobre, la Messa delle 18.30 solitamente celebrata a S. Ilario, sarà celebrata in Santa Maria Maddalena.