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La Diocesi si prepara alla Settimana Sociale. Nerozzi: «Un’esperienza di popolo»

Domenica 12 maggio si è tenuto a Cremona, presso il Centro pastorale diocesano, l’incontro “Verso Trieste: il cammino diocesano verso la 50ª Settima sociale”.

Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico delle Settimane sociali, ha presentato il tema della Settimana sociale in programma a Trieste dal 3 al 7 luglio: “Al cuore della democrazia: partecipare tra storia e futuro”.

«La settimana sociale è al servizio del territorio, è al servizio delle diocesi. È un momento per fare sintesi per poi ritornare a lavorare», ha introdotto Nerozzi. E ha poi proseguito: «Vorremmo che fosse una esperienza di popolo e non solo di menti e di deleghe. Per questo è una settimana sociale aperta a tutti».

Per la prima volta, nella storia recente della Settimana sociale, infatti, la partecipazione all’evento di Trieste non sarà riservata ai soli delegati. Potranno partecipare tutti coloro che lo desiderano, secondo modalità diverse. I delegati e le delegate parteciperanno agli incontri e ai laboratori loro riservati mentre, associazioni, gruppi, famiglie e singoli potranno iscriversi e partecipare come visitatori e partecipare a tutti gli eventi pubblici che si terranno nelle vie di Trieste.

Il comitato Scientifico e Organizzatore propone di riflettere sullo stato di salute della nostra democrazia dal punto di vista della partecipazione attiva dei cittadini e di elaborare proposte concrete. Importante il ruolo del confronto e dialogo, anche con la presenza dei “Cantieri del Cammino solidale”, innovativa esperienza di ascolto, confronto e analisi della realtà.

Protagonisti saranno gli interpreti di tante “Buone pratiche”, anche la diocesi di Cremona porterà la sua esperienza a Trieste, presentando il progetto delle Comunità energetiche rinnovabili, illustrato durante la serata al Centro pastorale da Pierluigi Lazzarini.

A moderare l’incontro Eugenio Bignardi, incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro.

Presente il Vescovo Antonio Napolioni che ha sottolineato: «Abbiamo bisogno di lungimiranza disinteressata, che metta al centro il bene comune, il bene vero, il bene che è per tutti se parte dagli ultimi, se si sperimenta il guadagno di essere comunità».