La Chiesa che riparte, il vescovo Napolioni accoglie le indicazioni di Papa e Cei: «Credenti in prima linea nell’impegno per la salute»

Cari fratelli e sorelle della Chiesa cremonese, sottoscrivo pienamente i contenuti del messaggio pubblicato ieri (8 settembre, ndr) dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana sui temi legati alla ripresa della vita pastorale in questa fase di prolungato confronto con la pandemia da coronavirus (QUI il testo integrale del messaggio della Presidenza Cei).

Proprio oggi celebriamo all’hub vaccinale presso la Fiera di Cremona un’Eucaristia di ringraziamento per il generoso e costante impegno di sanitari e volontari in questi mesi di lotta alla diffusione del contagio, per il bene di tutta la collettività. Permettetemi anche un cenno personale: proprio un anno e mezzo fa ero ricoverato nel reparto di Pneumologia del nostro Ospedale, attaccato al ventilatore polmonare, mentre tante persone si ammalavano e morivano.

Cremona non dimentica la drammaticità di quella esperienza, che ha segnato tante famiglie e comunità, e lo dimostra la massiccia risposta positiva alla chiamata alla vaccinazione. Voglio credere che i credenti siano sempre in prima linea nell’impegno per la salute e la salvezza di tutti, non solo con le armi della preghiera e della carità, ma anche con l’intelligente e umile stima per gli apporti della scienza e per il non facile impegno delle Istituzioni. Anche oggi la liturgia ci ricorda che “siamo un solo corpo”, impegnandoci in ogni direzione per attuare tale profonda verità sulla nostra vita.

Noi che abbiamo in sorte il privilegio di poter accedere facilmente alle risorse della medicina, ricordiamoci di quanti popoli, quanti poveri, vorrebbero poter disporre degli strumenti che qualcuno invece snobba o peggio demonizza. Saremo giudicati anche su queste scelte e prassi di giustizia.

Chiedo ai sacerdoti di essere di esempio nel recepire con spirito di saggezza e di matura appartenenza ecclesiale gli inviti che ci vengono dal Papa e da tutti i Vescovi, in modo da rassicurare le comunità, e in esse le persone più ferite e timorose, circa la serietà dei comportamenti adottati nei diversi campi dell’azione pastorale che finalmente possiamo riattivare con più serenità e coraggio. La Curia diocesana è sempre stata disponibile per suggerire e chiarire modalità di azione, mettendo a disposizione anche i necessari supporti tecnici, e continuerà a farlo anche in futuro. Con gli organismi di partecipazione verificheremo e rilanceremo le attenzioni da condividere.

Rifiutiamo decisamente ogni forma di mala informazione, rifuggiamo dalla sterile polemica, sottraiamoci alle strumentalizzazioni che, scandalosamente, osano giocare con materie così delicate. Chiediamo al Signore Gesù, venuto anche per curare gli infermi, di coinvolgerci da adulti in questa missione, ciascuno per la sua parte, a vantaggio del suo intero corpo: la Chiesa, l’umanità tutta.

+ Antonio, vescovo

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