In Cattedrale la gratitudine agli operatori del 118 per il 30° anniversario dell’istituzione

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Nel trentennale dell’istituzione del Servizio sanitario di urgenza ed emergenza del 118 si è celebrata in Cattedrale l’Eucarestia nella IV Domenica di Quaresima: come in un abbraccio, al termine della celebrazione, è stata impartita la benedizione degli operatori e dei mezzi di primo soccorso sulla piazza del Comune antistante. A presiedere la celebrazione, colorata dalle tante e diverse divise degli operatori, mons. Attilio Cibolini, rettore della Cattedrale, che ha portato il saluto del vescovo. Nelle prime file hanno partecipato anche le autorità civili e militari della città e della provincia.

Commentando il Vangelo del figlio prodigo, Cibolini ha messo l’accento sulla forma eccezionale dell’amore divino, specialmente in questi periodi storici particolarmente travagliati: «Siamo tutti nelle mani di questo Padre, non di disegni folli o disegni di prepotenza di qualcuno. Se questa guerra assurda pesa su noi, chissà quanto pesa sul cuore di Gesù Cristo, su questo padre di tutti, di chi è ammazzato e di chi ammazza. Possiamo a ragione contare su questo padre che è onnipotente per amarci – ricordando le parole del Papa, ha quindi proseguito – “senza amore che cosa possiamo offrire al mondo? Che cosa manca al mondo se non l’amore?” Occorre che ritroviamo in noi stessi e recuperiamo la nostalgia e la decisione del ritorno a una vita di ragionevolezza e di pace nel rispetto della libertà di tutti che Dio stesso rispetta».

La riflessione del rettore è quindi stata per tutti gli operatori del 118: «Il Vangelo mette in risalto quella comprensione e aiuto vicendevole che devono esserci sempre nella casa comune dell’umanità, per tutte le situazioni di necessità che la vita ci presenta: è un patrimonio davvero di umanità questo prodigarsi quotidiano e incessante di tanti uomini e donne che professionalmente o volontariamente hanno scelto questo lavoro e impegno per gli altri. Stanno anche loro alla finestra del mondo ad aspettare e corrono dietro a chiunque come fa il Dio di Gesù Cristo».

Con parole di gratitudine ha quindi concluso la propria omelia mons. Cibolini: «È bello che ad esprimere la gratitudine di tutta la nostra società siano intervenuti oggi qui in cattedrale anche tutte le autorità, significando nel migliore dei modi, la condivisa gratitudine di tutta la nostra società: a voi tutti va il nostro plauso e la nostra riconoscenza per quello che fate e che farete».

Dopo le comunioni, è intervenuto Ugo Rizzini, direttore di Aat Cremona Areu, per ringraziare il vescovo Napolioni e mons. Cibolini: «Questo servizio si è dimostrato un pilastro fondamentale del sistema sanitario nazionale, gli operatori e i mezzi di soccorso del 118 hanno rappresentato le articolazioni della sanità sul territorio capaci di affrontare i bisogni dei cittadini in difficoltà. Ma il 118 non è stato solo questo perché insieme a tutte le istituzioni ha fornito risposta immediata alla comunità con servizi capaci di reagire in maniera veloce ed efficace davanti a qualsiasi calamità».

Al termine della celebrazione, la ricorrenza è proseguita spostandosi sul sagrato della Cattedrale, dove mons. Cibolini ha impartito una benedizione particolare agli operatori e ai mezzi di soccorso del 118, alla quale hanno risposto le sirene dei mezzi, suonando insieme per celebrare questo anniversario.

Non sono, infine, mancate le parole di ringraziamento e gratitudine anche da parte di una rappresentante della Prefettura e del presidente del Consiglio Comunale, in rappresentanza del sindaco.