Il Vescovo in Cattedrale il 1° novembre: «La santità è un cammino proposto a tutti, oltre le differenze di cultura e religione»

Si è celebrata nella mattinata di lunedì 1 novembre la S. Messa per la solennità di Tutti i Santi, presieduta da Mons. Antonio Napolioni in Cattedrale a Cremona.

La riflessione proposta dal Vescovo ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla possibilità che Dio offre a ogni uomo e donna, appartenente a qualsiasi religione e cultura, di perseguire la santità quale stile di vita e accoglimento del disegno di Dio per sé e per il mondo.

«La santità è il disegno originario di Dio – ha detto – ed è il nostro destino e cammino nel tempo», un tempo in cui la nostra fragilità umana incontra la forza dello Spirito per divenire frutto nel contesto di vita. 

Ricordando il Convegno della Chiesa Italiana che 15 anni fa motivava all’analisi della situazione ecclesiale a partire dalle iconografie dei Santi di ogni diocesi,  il Vescovo chiede alla Chiesa cremonese uno sforzo di realtà. Abbandonare l’immagine “da figurina” dei Santi come uomini e donne perfetti e aderire a un modello, quello cristiano, che fa del cammino verso la santità la ragione della nostra gioia e della nostra speranza. «La santità non è un optional – ha detto durante l’omelia – ma la vera grande questione della nostra esistenza. Non come un peso, ma come una grande opportunità offerta davvero a tutti, secondo il disegno originario che attinge la sua sorgente all’abisso d’amore della Santissima Trinità».

Quello della santità  – aggiunge il Vescovo – è «un cammino che non compiamo da soli, perché siamo in Sinodo, in cammino condiviso con il Signore e con tutti i fratelli e le sorelle che ci mette accanto».

Un cammino di speranza anche «in una società che invecchia e sembra non trasmettere più ragioni di speranza», perché «noi sappiamo che quando il Signore si manifesterà appieno noi saremo simili a lui. Questa chiamata alla somiglianza segna il tragitto della storia: siamo stati pensati simili a Dio, saremo per sempre simili a Lui. Si compirà il destino che il Signore non scrive da solo, ma scrive assieme alla libertà, alla responsabilità, alla vicenda di ciascuno di noi».

Un disegno, un destino che il Signore non scrive da solo, ma che racchiude la libertà e la responsabilità delle vite di tutti noi. Dentro e fuori dalla Chiesa: «Siamo stati creati fratelli e sorelle – ha concluso mons. Napolioni – abitanti di questo pianeta che ora rischia e che ha bisogno di un sussulto di santità, la santità cristiana ma anche di tutti coloro che cercano vita, il vero bene, il futuro per tutti. Nel destino di santità c’è, sì, la gloria della Chiesa celeste, ma quante sorprese avremo! I giusti tra le nazioni, i poveri del mondo, chi è stato fedele alla sua coscienza, chi avrà operato per il bene di tutti, al di là delle differenze di razza e di religione. Perché il Padre manifesterà il compimento del suo disegno universale».

E  in un periodo storico in cui la Chiesa mostra li segni della sua fragilità, il vescovo ricorda come continuino a « fiorire i martiri, i seminatori, i costruttori. Che danno luce al mondo come il Signore Gesù». 

Anche questo è segno della fedeltà di Dio Padre alla nostra umanità. Anche questo significa che la Santità non è un miraggio ma una possibilità offerta alla vita di tutti.