Il vescovo celebra i 10 anni dall’Ordinazione con i religiosi di tutta la Diocesi: «Solo insieme siamo con-sacrati»

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È una coincidenza suggestiva e non certo casuale quella che ha fatto coincidere la celebrazione della Giornata mondiale della Vita consacrata con il ricordo comunitario dell’ordinazione episcopale di mons. Napolioni di cui solo pochi giorni fa, il 30 gennaio, ricorreva il decimo anniversario.

Due intenzioni di preghiera e di unione ecclesiale, una sola celebrazione eucaristica, presieduta proprio dal vescovo Antonio Napolioni in Cattedrale nel pomeriggio del 2 febbraio, con la partecipazione di molti sacerdoti concelebranti – tra cui i vescovi Lafranconi e Scampa, i vicari episcopali, il delegato episcopale per la vita consacrata – e delle religiose e dei religiosi degli Istituti presenti sul territorio diocesano, che come da tradizione hanno ricordato in questa giornata anche gli anniversari di professione rinnovando le proprie promesse.

«Vogliamo vivere questa celebrazione con grande gioia per rendere testimonianza di quello che lo Spirito di Dio compie in noi nonostante i nostri limiti», ha introdotto il vescovo durante la benedizione delle candele, che ha aperto la liturgia dal fondo della Cattedrale, richiamando il significato profondo della festa liturgica della Presentazione del Signore e il senso della consacrazione come testimonianza luminosa nel cammino ecclesiale.

Nella sua omelia il vescovo Napolioni – che ha indossato il camice donatogli dalla Diocesi in occasione del suo anniversario episcopale e consegnato prima dell’inizio della celebrazione come segno di affetto e riconoscenza da parte dell’intera comunità diocesana – ha proposto una riflessione sul significato della vita consacrata oggi, sottolineandone il valore profetico e la chiamata a essere segno di speranza nella Chiesa e nella società, a partire dall’esortazione apostolica “Vita Consecrata” di Papa Giovanni Paolo II.

«Gesù – ha invitato a riflettere – è venuto per consacrare tutto, per consacrarci tutti. E stasera noi ci consacriamo tutti insieme a Lui». Con-sacrare, dunque: «Senza questo prefisso “con”, il verbo “sacrare” non esiste. Come a dire che tante cose sono sacre: la terra è sacra, l’aria è sacra, la vita è sacra, la famiglia è sacra, ma noi possiamo agire secondo questo disegno di Dio se ci uniamo a Lui e tra di noi. Ci si può solo con-sacrare. Io non mi posso far vescovo da solo. E non bastava nemmeno il vescovo Dante a impormi le mani, ma una catena di mani, nel tempo e nello spazio. Nessuno si inventa da solo una forma di vita consacrata. Nessuno porta avanti una parrocchia con fecondità se assolutizza se stesso».

Un messaggio di comunione e unità che diventa invito rivolto ai presenti e a tutta la comunità cristiana della Chiesa cremonese: «Continuate a formarmi, a plasmarmi e insieme lo facciamo», come Chiesa ispirata da quella Grazia che mons. Napolioni ha invocato «su tutte le nostre vocazioni, su tutti i nostri ruoli di servizio». Perché – ha concluso –  tutti, insieme «veniamo coinvolti nel suo stile di consacrazione e di missione, che non è chiuderci nel tempio, ma uscire incontro agli uomini, tornare alle nostre case, alle nostre attività, trasformati non magicamente, ma da questo continuo lavorio del Vasaio sulla nostra povera creta. Affinché possiamo essere tutti partecipi del regno di Dio e proseguire il cammino con grande fiducia, non per i nostri bilanci umani ma per obbedienza a colui che ci consacra ancora con il suo infinito amore».

La Messa è terminata con il rinnovo delle promesse e festeggiando i religiosi e le religiose che quest’anno ricordano un particolare anniversario di consacrazione:

25° di professione

  • Suor Claret Mariavilla – Figlie di San Camillo
  • Suor Melanie Bonou – Figlie di San Camillo
  • Suor Sowgiagna Decavapapu – Suore Catechiste di Sant’Anna
  • Suor Irene Kwambai – Suore della Beata Vergine
  • Suor Tsega Abraha Tesfagabir – Suore Buon Pastore

50° di professione

  • Suor Claudia Colombo – Figlie dell’Oratorio

60° di professione

  • Suor Concetta di Pietro – Suore Adoratrici del SS Sacramento
  • Suor Ernestina Gastoldi – Suore Adoratrici del SS Sacramento
  • Suor Gianna Scaramuzza – Suore Adoratrici del SS Sacramento
  • Suor Agnese Pandolfi – Figlie del Sacro Cuore di Gesù

70° di professione

  • Suor Afra Sala – Suore Adoratrici del SS Sacramento
  • Suor Tecla Rosa – Suore Adoratrici del SS Sacramento

 

Prima della conclusione della celebrazione, la comunità ha voluto esprimere il proprio ringraziamento per i dieci anni di ministero episcopale del Vescovo. Il momento è stato introdotto dal saluto del vicario generale, don Antonio Mascaretti, che ha interpretato i sentimenti di affetto e gratitudine della Diocesi ripercorrendo il cammino compiuto in questi anni insieme alla Chiesa cremonese. Un percorso caratterizzato dall’incontro con tutte le comunità in occasione della visita pastorale, ormai prossima alla conclusione, e che ha trovato espressione anche nel cammino sinodale, oggi giunto alla sua fase attuativa. Non è mancato un ricordo del tempo della pandemia, durante il quale mons. Napolioni ha condiviso nel corpo e nell’anima le sofferenze del territorio, indicando però sempre, anche nella prova, la via della speranza radicata in Cristo. «La ringraziamo – ha concluso il suo messaggio don Mascaretti dando voce a tutta la comunità diocesana – perché ha saputo trasformare la fatica in offerta e la distanza in vicinanza. Oggi riconosciamo i frutti della sua guida sapiente e coraggiosa. Il Signore continui a benedire il suo ministero donandole forza e gioia nel servire questa Chiesa che oggi rinnova il proprio impegno a camminare fedelmente al suo fianco».

Il vescovo ha quindi rivolto il suo personale ringraziamento alla Chiesa cremonese di cui sente l’affetto e il sostegno, rivolgendo il suo pensiero in particolare al vescovo emerito Dante Lafranconi, al Presbiterio «con il quale abbiamo tutti i giorni a che fare come un corpo solo», alla Vita consacrata «che sento proprio come una madre», e al Laicato «che ha una storia gloriosa, ma anche tante risorse ancora da sprigionare»; senza dimenticare le autorità civili, con un saluto all’assessore Burgazzi presente in rappresentanza della Amministrazione comunale di Cremona.

«Un po’ di Magnificat, un po’ di Miserere per rinnovare il mio “eccomi” sul Po», ha quindi concluso prima di impartire la sua paterna benedizione a tutta la Diocesi da questa Cattedrale in cui nel 2016 è stato ordinato vescovo e che oggi  sente come casa.

 

 

Il video integrale della celebrazione