Il Vescovo al Santuario di Ariadello: «La Chiesa non sia sorda verso chi ha bisogno e ritrovi la parola per evangelizzare con la Buona Notizia vissuta»

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Il ritorno della sagra di Ariadello è stato accolto con grande entusiasmo, tanto che il Santuario soresinese ha ritrovato i “colori” dei tanti visitatori e di tutte le sue iniziative. Lunedì 9 maggio, ultimo giorno di festa, la Messa solenne è stata presieduta dal vescovo Antonio Napolioni che ha fatto il suo ingresso in processione, di fronte ai fedeli in attesa sul sagrato.

La chiesa, vestita dei colori bianco e azzurro, finalmente ha ritrovato la presenza dei fedeli che hanno partecipato all’Eucarestia animata dal Coro Psallentes.

Il parroco don Angelo Piccinelli, nel suo saluto iniziale, ha ringraziato il vescovo per la sua presenza e sottolineando come la comunità abbia sentito, in questi due anni di pandemia, la mancanza di questa festa. Una festa e una devozione mai dimenticate di cui il sacerdote ha quindi ricordato la storia plurisecolare, tratteggiandone le caratteristiche e le tradizioni tramandate fino ad oggi.

E tanta devozione e tanto attaccamento per il luogo, la festa e la sua spiritualità hanno piacevolmente colpito il vescovo Napolioni che nell’omelia ha così esordito: «Finalmente mi godo questa festa e partecipo alla vostra gioia e alla vostra preghiera a Maria, che chiamiamo Regina della Pace perché ci insegni le vie della pace e perché davvero si realizzino i nostri desideri più belli».

Riflettendo sulle letture, il Vescovo ha sottolineato che «vero motivo di gioia è che il Signore ha spezzato le armi e vinto la violenza». Parole di forte attualità che hanno aiutato e riflettere anche sul senso della famiglia e sulla costruzione di relazioni feconde.

Quindi, ricordando il miracolo avvenuto secoli prima proprio al Santuario di Ariadello (una bambina sordomuta a cui la Madonna ridiede voce e udito), ha detto: «Come la bambina sordomuta è stata guarita dalla Vergine qui dove sorge questo santuario, preghiamo perché la Chiesa non sia “sorda” verso chi ha bisogno e ritrovi la parola per diffondere la Parola di Dio ed evangelizzare il mondo con la Buona Notizia vissuta».

 

Insieme al parroco hanno concelebrato l’Eucaristia i collaboratori don Giuseppe Rigamenti e don Enrico Strinasacchi, mons. Giuseppe Quirighetti e l’ex vicario don Andrea Piana, con don Alberto Bigatti che ha coordinato il gruppo di ministranti sotto la guida del cerimoniere vescovile don Flavio Meani.

A Messa conclusa, il Vescovo ha affidato i bambini da 0 a 6 anni alla Vergine Maria. Per compiere questo gesto è stato scelto il sagrato, perché la benedizione arrivasse a tutti, anche a chi era sui prati circostanti. Un gesto per raggiungere tutti ed essere vicino a tutti.

Nell’occasione monsignor Napolioni ha anche incontrato i ragazzi che riceveranno i sacramenti della Cresima e dell’Eucarestia e di tutti ha voluto conoscere il nome: un gesto paterno per accompagnarli in questo momento fondamentale della loro vita cristiana.