Il Papa all’Angelus dal Gemelli: “Vi ringrazio tutti, ho sentito molto la vostra vicinanza”

“Sono contento di poter mantenere l’appuntamento domenicale dell’Angelus, anche qui dal Policlinico Gemelli”. Lo ha detto il Papa, che a una settimana dal suo ricovero al Policlinico Gemelli ha guidato la recita della preghiera dell’Angelus dal balcone al decimo piano dell’ospedale romano, come aveva già fatto Giovanni Paolo II nei suoi dieci soggiorni in questo stesso luogo da paziente.

“Vi ringrazio tutti”, l’omaggio del Papa, che in otto anni di pontificato, per la prima volta, ha pronunciato la preghiera mariana lontano da piazza San Pietro: “Ho sentito molto la vostra vicinanza e il sostegno delle vostre preghiere. Grazie di cuore!”.  Poi il riferimento al Vangelo di oggi, e all’olio simbolo del sacramento dell’unzione dei malati. “Questo olio è anche l’ascolto, la vicinanza, la premura, la tenerezza di chi si prende cura della persona malata”, ha commentato Francesco: “è come una carezza che fa stare meglio, lenisce il dolore e risolleva”. Papa Francesco, apparso in ottima forma, era affiancato da alcuni piccoli pazienti.

“Tutti abbiamo bisogno prima o poi di questa unzione, e tutti possiamo donarla a qualcun altro, con una visita, una telefonata, una mano tesa a chi ha bisogno di aiuto”. Lo ha detto il Papa, dalla finestra del balcone al decimo piano del Policlinico Gemelli. “In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c’è in Italia e in altri Paesi. Un sistema sanitario che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti”. “Anche nella Chiesa succede a v che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente e il primo pensiero che ci viene è venderla”, ha aggiunto a braccio: “Ma la tua vocazione è in chiesa, non è a fare quattrini, è il servizio”.

“Voglio dire il mio apprezzamento e il mio incoraggiamento ai medici e a tutti gli operatori sanitari e al personale degli ospedali”, l’omaggio del  Santo Padre: “Lavorano tanto”. “Qui ci sono alcuni bambini malati”, ha aggiunto a braccio: “Perché soffrono i bambini? E’ una domanda che ci tocca. Accompagnarli nella preghiera, e pregare per tutti malati”. “E preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli in condizioni più difficili: nessuno sia lasciato solo, ognuno possa ricevere l’unzione dell’ascolto, della vicinanza e della cura”, ha concluso il Papa.

“Che cessi la spirale di violenza e la nazione possa avere un futuro di pace”. È l’appello del Papa, al termine dell’Angelus. “Ho pregato molto in questi giorni per Haiti”, le parole di Francesco, che era affiancato da alcuni bambini malati ed è apparso in ottima forma: “Sono vicino al caro popolo haitiano. Auspico pace, giustizia e dialogo”. Poi Francesco ha citato la Giornata dedicata agli operatori del mare: “Curare la salute dei mari, niente plastica in mare”; il doppio invito. Dopo aver citato il pellegrinaggio di Radio Maria in Europa, il Santo Padre ha ricordato che oggi è la festa di San Benedetto, patrono d’Europa. “Un applauso al nostro santo”, l’invito, unito agli “auguri ai benedettini e alle benedettine in tutto il mondo”. “Un augurio all’Europa, che sia unita nei suoi valori fondamentali”, l’auspicio finale del Papa, che poi come di consueto ha concluso: “Non dimenticatevi di pregare per me”. Dalle persone radunate nel cortile principale del Gemelli, all’inizio e alla fine della preghiera mariana, è saluto un “viva il Papa” corredato da applausi di gioia.