Il 10 maggio Messa del Vescovo per Rebuschini

Mercoledì 10 maggio si celebra la memoria liturgica del Beato Enrico Rebuschini: camilliano, vero apostolo della carità, elevato agli onori degli altari da Giovanni Paolo II il 4 maggio 1997. Il suo nome e la sua opera è indissolubilmente legato alla città di Cremona dove visse per quasi quarant’anni alleviando sofferenze materiali e spirituali di centinaia di persone che hanno varcato la soglia della clinica San Camillo di via Mantova. Qui alle 10 il vescovo Napolioni presiederà la solenne Eucaristia, che quest’anno assumerà un particolare significato data la ricorrenza del ventesimo della beatificazione.

La liturgia sarà concelebrata dai religiosi della comunità camilliana con il superiore padre Virginio Bebber, insieme ad alcuni sacerdoti diocesani. Al termine dell’Eucaristia i fedeli presenti potranno venerare una reliquie del beato.

La giornata intende celebrare la figura del beato Enrico Rebuschini – padre camilliano dell’Ordine dei Ministri degli Infermi nato a Gravedona (CO) il 28 aprile 1860 e morto a Cremona il 10 maggio 1938 – ricordandone le opere e la dottrina, che ben si riassume nella missione “Andate ad annunciare il regno di Dio e curate gli infermi”, di cui diede prova ed esempio fin dal suo arrivo a Cremona il 1 maggio 1899, nella Casa di cura S. Camillo, dove rimase sino alla morte.

Nella vita, e in particolar modo nella sua attività a Cremona (undici anni come superiore della comunità e per trentaquattro anni amministratore-economo), lasciò un segno indelebile della carità ed umiltà nello spirito di servizio, declinati in una concreta solidarietà ed applicando, pienamente, la raccomandazione di san Camillo: “Servire i malati come fa una madre con il suo unico figlio infermo”.

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Locandina dell’evento

 

 

Cronologia in breve del Beato

1860 – Enrico Rebuschini nasce a Gravedona, ultimo di cinque figli.

1871 – Terminato il Ginnasio, Enrico si iscrive al Liceo “Volta” di Como, poi, frequenta il primo anno alla Facoltà di Fisica e Matematica di Pavia.

1880 – Compie un anno di volontariato nel servizio militare a Milano come sottotenente.

1882 – Ottiene il diploma di ragioneria a Como. Il papà lo colloca all’Ospedale di Sant’Anna della città; spesso lascia gli uffici per incontrare ed interessarsi personalmente dei malati aiutandoli anche con denaro e abiti propri.

1884 – Nonostante l’opposizione paterna, è ac-colto dal Vescovo di Como in Seminario, poi inviato a Roma per studiare alla Gregoriana.

1886 – Costretto da un grave esaurimento, Enrico rientra in famiglia, ma il desiderio di seguire il Signore non lo abbandona. Nella Chiesa di Sant’Eusebio, di fronte ad un dipinto che rappresenta San Camillo incoraggiato dal Crocifisso, si fa strada la vocazione camilliana.

1887 – Entra nella Comunità camilliana di Vero-na. Dopo due anni inizia il noviziato, durante il quale, per dispensa speciale chiesta dagli stessi superiori, è ordinato sacerdote dal futuro S. Pio X

1899 – P. Enrico è destinato a Verona, poi a Cremona dove rimarrà per il resto della vita, svol-gendo numerosi incarichi: Economo e Superiore della nuova Clinica da lui apprestata, coordina-tore con le Suore Camilliane nell’assistenza ai malati di vaiolo, collaboratore della Croce Rossa Italiana nella cura dei soldati feriti in guerra, confessore del Vescovo e di numerosi penitenti della città, sollecito nell’assistenza spirituale ai malati a domicilio. In città tutti lo conoscono, lo stimano, lo cercano.

1938 – Muore a Cremona, il 10 maggio.

Nella sua vita spirituale spiccano: l’amore al Crocifisso e all’Eucaristia, l’affetto filiale alla Madonna della Salute e a S. Camillo, le devozioni alla Vergine di Pompei e a San Giuseppe.

 

009L’altare dove sono conservate le spoglie del beato Enrico Rebuschini