Grest, alla presentazione agli animatori attività da “Batticuore” per scoprire le emozioni

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Una stanza buia, la silent disco, il cinema, le fotografie, la slackline e un seggiolone che fa cadere a terra. Attività diverse per dare un nome alle emozioni. Per conoscere – non solo per nome, “Batticuore” – il Grest proposto per quest’estate dalla Federazione oratori cremonesi alle parrocchie della diocesi. Protagonisti quasi 700 adolescenti dagli oratori della diocesi che, a gruppi distribuiti tra due giornate, quella di oggi, sabato 30 aprile, e quella di domani, rispettivamente presso gli oratori di Castelleone e di Piadena, hanno risposto all’invito  per l’evento di presentazione agli animatori.

La musica si avverte ancora prima di entrare in oratorio. Serve a creare il giusto entusiasmo ed accogliere il primo gruppo di adolescenti. La voce di Martina, una delle coordinatrici dell’evento di presentazione, arriva forte e chiara: «Abbiamo strutturato diverse proposte per rendervi protagonisti e per consentirvi di dare un nome alle emozioni che provate». Saranno loro, le emozioni, il tema del Grest 2022: quelle che fanno battere il cuore, tremare di paura o toccare il cielo con un dito. Quelle che fanno sentire la vita sottopelle.

Nei pressi della slackline (una fettuccia larga poco più di 2 centimetri sulla quale restare in equilibrio e per più folli provare a camminare) gli sguardi dei giovani non nascondono l’incertezza. «Qui eserciteremo la fiducia, in noi stessi e negli altri».

Sul seggiolone che ci lascia cadere, invece, «ciascuno può provare sensazioni diverse, in base al proprio vissuto. Certo, ci vuole del coraggio: bisogna lasciarsi andare». Poco più in là, alcune fotografie consentono ai ragazzi di riflettere su diversi modi di vivere, attraverso icone che hanno fatto la storia ed istanti di vita quotidiana.

Al termine di ogni attività le emozioni si raccontano con le parole, con i colori. Lasciano un segno. Dentro il cuore e su un foglio bianco.

Al piano superiore, la silent disco non raccoglie un consenso unanime. «Ansia, disagio, stress», alcune delle sensazioni esternate dopo l’esperienza. Altri chiedono pace. Alcuni ringraziano «per la musica piacevole e bella». Poco più avanti la tappa al cinema suscita sorrisi, stupore e riflessioni. La stanza buia, infine, è «l’occasione per ascoltarsi, lasciandosi trasportare dai rumori in sottofondo».

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Il momento di preghiera chiude la giornata, prima del grande spettacolo finale. «Abbiamo voluto aiutare i ragazzi ad acquisire consapevolezza delle loro emozioni» spiega il coordinatore Mattia Cabrini. «Non basta provarle, bisogna riconoscerle in noi stessi, dare loro un nome e poi esternarle. Infine imparare a scovarle nel prossimo. L’empatia è questo, è saper comprendere l’altro e condividere».

Mancano ancora le iscrizioni, i dettagli, le magliette, gli inni e le coreografie da imparare (il ritornello «si impara in 5 minuti» prima di salutarsi), ma l’entusiasmo c’è e gli ideali sono chiari: «Vogliamo riprendere contatto con le famiglie, con gli adolescenti, con le comunità. Vogliamo far arrivare il messaggio che il Grest non è una bolla, un momento isolato per passare l’estate, ma può essere l’inizio di un percorso di condivisione. Questo incontro ci consente anche di tornare a riflettere, a fare formazione sui temi dell’animazione. Stiamo cercando di coinvolgere gli adolescenti nella realizzazione di uno spettacolo, proprio per tornare a parlare con loro».

Perché, come ha confermato anche il direttore della Federazione oratori cremonesi, don Francesco Fontana «In questo periodo nelle varie comunità gli adolescenti si sono un po’ isolati. La nostra proposta ha ottenuto una buona adesione: hanno partecipato con entusiasmo, ma dobbiamo coinvolgerli. Questa giornata ci ha fatto sentire (nel limite del possibile) vicini gli uni agli altri, ma anche vicini a Gesù, che, in quanto uomo, ha vissuto emozioni. Ecco, quindi, che anche in questo Gesù è prossimo a noi». “Batticuore”, la scritta colorata all’ingresso riporta l’importanza dei sentimenti al centro: «Parlare di cuore significa parlare di vita» chiude Cabrini.

Insomma, sarà un’estate carica di emozione. Di nome e di fatto.

 

La prossima estate sarà un Grest da “Batticuore”