Gmg, in Cattedrale la veglia dei giovani «con il bisogno e la capacità della profezia»

Tempo di attesa e di preparazione per la prossima Giornata mondiale della gioventù, l’evento che ad agosto accoglierà a Lisbona Papa Francesco e centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Ogni anno, però, la Gmg ha anche una declinazione a carattere diocesano, che dallo scorso anno è stata spostata dalla Domenica delle Palme alla solennità di Cristo Re. Così nel pomeriggio di sabato 19 novembre, a Cremona, nel solco della tradizione pur con alcune novità, si è tenuta la veglia diocesana dei giovani con il Vescovo. L’evento è stato promosso dalla Pastorale giovanile diocesana attraverso la Federazione oratori cremonesi, che ha organizzato un’intensa serata che ha coinvolto i giovani delle diverse parti della diocesi nel cortile del Palazzo vescovile, per poi proseguire in Cattedrale tra momenti di suggestione e riflessione, a partire dal tema della Giornata proposto da Papa Francesco nel messaggio dal titolo «Maria si alzò e andò in fretta (Lc 1,39)».

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Una veglia che i giovani erano soliti vivere al palazzetto dello sport di Cremona, ma che quest’anno si è scelto di vivere in Cattedrale per dare in qualche modo continuità alla Dedicazione del nuovo altare dello scorso 6 novembre. Un clima di festa arricchito anche dall’atmosfera del centro cittadino, caratterizzato questo fine settimana dalla conclusione della Festa del Torrone.

Dopo un momento di ritrovo e accoglienza informale nel cortile del Palazzo vescovile, che i giovani hanno potuto ammirare nella sua bellezza dopo il restauro attuato con l’apertura del Museo diocesano e che molti dei ragazzi hanno visto per la prima volta, i collaboratori della Federazione oratori cremonesi hanno guidato i presenti ad attraversare piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, per entrare in Cattedrale dal portone del transetto sud.

Lì hanno assistito alla prima parte della veglia, caratterizzata da alcuni suggestivi momenti giocati tra suoni e luci, come a simulare la presenza in un rifugio per scappare dai bombardamenti. Poi la comparsa di un’attrice, incinta, a rappresentare Maria, simbolo di rifugio di vita e salvezza. Un incontro, quello con la Madonna, evidenziato anche dalla lettura del XXXIII canto del Paradiso della Commedia di Dante, che un altro attore ha recitato.

I giovani hanno quindi raggiunto i propri posti tra i banchi della navata centrale, dove al centro dell’attenzione è stata posta la scena della Visitazione, con l’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta. Una suggestiva coreografia che è stata accompagnata dalle note del Magnificat nella versione di una cremonese doc, Mina.

La veglia, che è stata animata dai canti del coro di Caravaggio, ha dato spazio anche a un momento di riflessione artistica, tenuta da don Gianluca Gaiardi: l’incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto ha offerto il proprio contributo a partire dalla contrapposizione fisica e figurativa tra i meravigliosi affreschi del catino dell’abside e la grandiosa controfacciata della Cattedrale.

A rispondere alle sollecitazioni del messaggio di Papa Francesco per questa Giornata sono stati quindi dieci giovani che hanno presentato le proprie motivazioni in risposta alla domanda: «Per cosa vi alzate? Quali sono le frette che vi muovono?». Per ultimo ha offerto il suo impegno e la sua riflessione anche il vescovo Napolioni, dopo aver lasciato la parola a don Davide Ferretti, il sacerdote cremonese fidei donum in Brasile che per alcuni giorni ha fatto ritorno in Italia e che ha annunciato la presenza di alcuni giovani della sua parrocchia di Salvador de Bahia alla Gmg, dopo una tappa a Cremona che sarà occasione di scambio e confronto anche grazie ai momenti di incontro e accoglienza garantiti in diocesi. L’incontro dei giovani è stato così anche occasione per presentare la raccolta fondi per sostenere il viaggio verso l’Europa dei ragazzi della parrocchia di Gesù Cristo Risorto, a Salvador de Bahia, in Brasile, dove operano alcuni fidei donum cremonesi. Anche i ragazzi di don Davide Ferretti, infatti, parteciperanno alla Gmg a Lisbona. L’evento mondiale con il Papa sarà anticipato di una settimana di gemellaggio in cui i giovani brasiliani potranno fare tappa a Cremona per conoscere da vicino la diocesi che da anni sostiene la loro comunità.

Nella sua riflessione il Vescovo, aggiungendo agli interventi dei giovani anche la sua scelta di alzarsi, ha voluto ricordare le tante volte che nella sua vita si è lasciato rialzare dal Signore, un immagine ripresa anche ricordando l’ordinazione episcopale di sette anni fa proprio in Cattedrale.

Il pensiero di monsignor Napolioni è andata anche agli anni di crisi e stanchezza vissuti durante il covid, senza però dimenticare le tante domande e attese che proprio questo tempo ha suscitato, un segno di speranza che sarà rappresentato in modo evidente dal viaggio di tanti giovani di ogni parte del mondo verso la Gmg di Lisbona.

Riprendendo gli spunti offerti poco prima da don Gaiardi e la fotografia di una Cattedrale ritrovata dopo il rinnovamento liturgico del presbiterio. Cattedrale che è il cuore del territorio e richiama al cuore di ciascuno come è fatto.

«I ragazzi hanno bisogno di voi, che diventate adulti di fronte a loro», ha detto ancora il Vescovo sottolineando poi come «stasera sperimentiamo insieme quanto è importante essere un unico popolo». «Siamo una Chiesa che ama – ha proseguito il Vescovo – impara dal Signore ad amare questo mondo sempre di più. Una Chiesa che si rialza dalla tentazione di ripiegarsi su se stessa e che segue proprio i giovani, che non hanno la tentazione della nostalgia, ma hanno il bisogno e la capacità della profezia».

Un vero e proprio mandato: «Voglio condividere con voi la scommessa della vostra e della nostra esistenza: Maria giovane, Gesù Messia giovane, questi giovani dei quali si raccontano non le imprese lontane ma la grazie perenne bussano stasera e busseranno nei prossimi mesi al vostro cuore. Stavolta vi chiedo proprio di farvi animatori, missionari di questo invito».

«Facciamo di tutto – ha quindi concluso guardando alla prossima Gmg e al gemellaggio con i giovani di Salvador de Bahia – perché questo appuntamento ci rialzi come Chiesa di Cremona, come Chiesa universale, come testimonianza dei cristiani in un mondo che ha bisogno di operatori di pace, di uomini e donne nuovi, quali quelli che stasera abbiamo contemplato nella Parola e invocato nella preghiera».

A termine della serata la consegna da parte del vescovo ai rappresentanti di ogni gruppo e parrocchia presenti di un cero, che nella Domenica di Cristo Re sarà acceso nelle rispettive parrocchie e che potrà accompagnare la comunità nel percorso di fede.

Nel saluto finale di don Francesco Fontana, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, gli avvisi per la prossima Gmg insieme a tanti grazie, con un saluto particolare rivolto ai quattro giovani diaconi che a giugno saranno ordinati sacerdoti e che hanno affiancato il vescovo durante la veglia.

A tutti i presenti è stata anche regalata l’ultima lettera pastorale del vescovo Napolioni, “La casa dello Sposo. Vivere oggi la nostra cattedrale”.

 

Il video integrale della Veglia diocesana dei giovani