A Castelleone taglio del nastro per il primo lotto dell’oratorio (AUDIO)

Finalmente Castelleone ha il suo nuovo oratorio: nella mattinata di domenica 10 marzo, con il taglio del nastro e la benedizione del vescovo Antonio Napolioni, il nuovo oratorio comincia vivere e a popolarsi di energia e di entusiasmo. Entusiasmo misto a soddisfazione che già nei giorni precedenti si percepiva in tutta la comunità, l’orgoglio di aver realizzato qualcosa di importante.

La giornata è iniziata alle 9.45 con la celebrazione della Messa presieduta dal vescovo Napolioni in una chiesa parrocchiale gremita di fedeli come nelle grandi celebrazioni liturgiche.

Il saluto al Vescovo (pdf)

Il Vescovo, riprendendo il Vangelo delle tentazioni di Gesù, ha ricordato come ogni caso o evento della vita si presenta come occasione o tentazione, ognuno ha la possibilità di scegliere. Oggi la parrocchia di Castelleone con l’inaugurazione del nuovo oratorio mostra i muscoli e mostra al Vescovo di essere la parrocchia migliore, anche se non esistono classifiche, e il vescovo è felice della nuova struttura. Ma bisogna fuggire dalla tentazione di aver costruito un rifugio antiatomico a protezione dei ragazzi, per loro il nuovo oratorio deve essere un laboratorio di ricerca, di riflessione e di libertà.

Durante la celebrazione sono stati presentati al Vescovo le ragazze e i ragazzi che il prossimo 19 maggio riceveranno i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana.

Al termine della Messa, attraversando a piedi con un corteo festoso la piazza occupata dai banchi di Castelleone Antiquaria, fedeli, clero vescovo e autorità hanno raggiunto i locali del nuovo oratorio per il taglio del nastro.

Prima della benedizione del Vescovo ha preso la parola don Vittore Bariselli, vicario dell’oratorio, instancabile sostenitore della realizzazione della nuova struttura. «Siamo quasi arrivati alla meta, finalmente! È stato un cammino lungo, faticoso per la nostra comunità. Un cammino incominciato nei primi anni Novanta, quando si voleva dare una prima sistemazione al vecchio oratorio. Un cammino ad ostacoli che anche sul finale ha subito una importante battuta di arresto. Ora finalmente siamo arrivati e nulla deve impedirci di gioire per il traguardo raggiunto. Non è sempre stato facile, a volte ci siamo sentiti come Mosè, chiamato ad accompagnare il popolo per i quarant’anni dell’esodo, verso la Terra Promessa. La tentazione di abbandonare tutto, di fermarsi lamentando la fatica del cammino è stata grande. Hanno vinto la fiducia in Dio, la certezza di fare il bene della comunità».

Hanno rimarcato il valore dell’iniziativa e l’importanza dell’oratorio nella vita delle famiglie e nella crescita dei ragazzi anche il senatore Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, residente a Castelleone, e Pietro Fiori, sindaco della città.

All’inaugurazione erano presenti, oltre al parroco di Castelleone, don Giambattista Piacentini, anche mons. Amedeo Ferrari, parroco della comunità fino allo scorso anno, e don Gianpaolo Maccagni, vicario episcopale per la pastorale e il clero, originario di Castelleone.

Nel pomeriggio molte persone hanno voluto visitare le nuove strutture, mentre la catechesi quaresimale di don Maurizio Compiani ha inaugurato la nuova sala per conferenze San Bernardino. Alla sera apericena alla presenza di moltissime persone.

Ma questo è solo il primo passo del nuovo oratorio, nei prossimi giorni inizieranno i lavori per il secondo lotto con l’abbattimento della vecchia struttura e la sistemazione di un’area attrezzata ludico-sportiva per arrivare veramente alla meta.

 

Il progetto del nuovo oratorio

La speranza di realizzare un nuovo oratorio ha iniziato a realizzarsi in occasione del 500° anniversario delle apparizioni della Madonna della Misericordia del 2011, con l’idea di farne segno concreto da lasciare alla comunità a ricordo dell’evento, affidando a Maria le future generazioni. Il 31 gennaio 2013 il progetto è stato presentato ufficialmente.

Il progetto del nuovo edificio è stato elaborato dallo Studio28 Architettura di Bergamo, mentre la realizzazione è stata affidata alla ditta Sandrini Costruzioni. Il primo lotto del nuovo oratorio è costato circa tre milioni di euro, di cui due terzi già pagati, mentre la sistemazione del secondo lotto costerà circa 400 mila euro.

Il primo lotto comprende la cappella, le aule per tutte le diverse attività pastorali, il bar, una sala riunioni, una cucina attrezzata con spazio ristoro, gli spogliatoi per le attività sportive, gli appartamenti per il vicario e il custode dell’oratorio.

I lavori per il secondo lotto inizieranno a breve e prevedono l’abbattimento della vecchia struttura con la sistemazione di un’area attrezzata ludico-sportiva.

L’unica struttura che resterà in piedi del vecchio oratorio, costruito negli anni Cinquanta, è la sala cinematografica e teatrale Giovanni Paolo II, già interessata da lavori di ammodernamento e sistemazione negli anni scorsi.




Mare Omnium: inaugurata la mostra a S. Vincenzo

È stata inaugurata nel pomeriggio di sabato 9 marzo nell’antica chiesa di San Vincenzo a Cremona, la mostra “Mare Omnium” di Adriano Rossoni, docente di Arti figurative al Santa Giulia di Brescia. Un folto pubblico ha presenziato alla presentazione di questa personale dedicata al tema dei migranti e del rapporto “con l’altro”, fortemente voluta dall’Ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Cremona, Caritas cremonese e Ufficio diocesano dei Beni culturali, con la collaborazione dell’Unità pastorale S. Agata–S. Ilario.

È don Paolo Arienti, responsabile della pastorale giovanile diocesana, ad introdurre la serata. “Lo scopo di questa mostra è triplice. Innanzitutto culturale – perché queste opere e questo progetto interpellano l’umano. In secondo luogo obbliga lo spettatore ad affrontare il tema del mare, oggi scottante, spesso interpretato in mille modi diversi. ‘Cos’è l’acqua? L’acqua oggi divide o unisce? Infine, non è un caso che le opere siano allestite dentro una chiesa, che serve a celebrare il Mistero cristiano. Quale sia l’incontro tra spirituale e terreno in questa personale, sta a noi scoprirlo”.

A seguire l’intervento del professor Valerio Guazzoni, amico personale di Rossoni. “Conosco Adriano da tanti anni, ha esordito,  ma l’ho scoperto come artista solo più avanti ed è  stata una scoperta sorprendente. Per la qualità di segno e immagine. Adriano è anche uno che sa incoraggiare i talenti, è un vero maestro”. Ancora: “Il tema del mito attraversa l’arte del ‘900 e arriva fino a noi. In queste opere c’è un sostrato di dolore e sconfitta ma anche di possibile redenzione. Come cornice ci sono le vicende presenti: il mare, il naufragio, tutte cose che oggi mettono in crisi le nostre certezze”. Infine, l’intervento dell’autore delle opere.

“Nel grande telero che chiude la mostra nella vicina chiesa di Sant’Agostino compaiono i migranti non come fenomeno politico, bensì antropologico ed umano. Con questa mostra ho voluto chiudere il ciclo della migrazione e ora si deve andare ad affrontare il tema della relazione, dell’incontro con l’altro come ben individuato nella Pietas che ho collocato sul fondo del mare”. Questa, ha spiegato ancora, in fondo non è una personale, ma la continuazione di un progetto che – in diverse forme – continua dal 2014. E’ una mostra itinerante nata per offrire un contributo ad una riflessione su due temi decisivi per Rossoni: le relazioni tra gli uomini (come già detto) e la relazione umanità-ambiente, umanità-natura.

“Il mio obiettivo è far capire che nella mitologia e nell’iconografia cristiana ritroviamo dei drammi che costantemente tornano e che viviamo anche nel presente, come ad esempio il mito di Europa. Europa è un mito di migrazione e del resto l’uomo non è da sempre un migrante? Ecco, io credo che l’arte oggi debba avere il compito di accompagnare l’uomo in una riflessione sul proprio passato per costruire un comune futuro possibile”.

Gli interventi sono stati accompagnati musicalmente da diversi brani eseguiti da alcuni alunni del Liceo musicale “A. Stradivari”, preparati dai maestri Francesco Molmenti, Eleonora Pasquali e Andrea DeLuca. Si sono alternati alla chitarra Alessandro Manzato, Malina Curut, Edoardo Anti, Luca Rugginenti e Dario Carollo.

 

L’esposizione sarà visitabile fino al 14 aprile secondo i seguenti orari:

CHIESA DI S. VINCENZO (Cremona, via Palestro)
lun-ven 9.00-12.00
sab 9.00-12.00 / 16.00-19
dom 10.00-12.00 / 15.30-18,30

CHIESA DI S.AGOSTINO (Cremona, piazza S. Agostino)
lun-dom 7.00-12 / 15.00-19.00




Sinodo, il vescovo Antonio scrive a preti ed educatori: «Vogliamo metterci con i giovani “in ascolto del futuro”»

«Per progettare insieme questo cammino, il Sinodo dei giovani 2016-2018 e la vita quotidiana della nostra pastorale giovanile, abbiamo bisogno di tutti voi». Con una lettera indirizzata ai responsabili e agli educatori degli oratori, dei gruppi e delle aggregazioni e di tutte quelle realtà ecclesiali legate al mondo giovanile, il vescovo Antonio presenta l’incontro di giovedì 8 settembre in Seminario dedicato  ad una prima riflessione e un primo confronto su questo importante appuntamento che coinvolgerà in prima persona i giovani dai 18 ai 30 anni. «Vogliamo metterci con i giovani “in ascolto del futuro” – continua mons. Napolioni -, quello che il Signore prepara con amore anche alla Chiesa di Cremona, pur tra luci e ombre che dobbiamo imparare a decifrare. Per questo dobbiamo esercitare sempre una effettiva sinodalità, ossia quel “camminare insieme” in cui anche il più giovane o il più debole ha tanto da dire a da offrire a tutti».

La lettera del vescovo Antonio

La convocazione dell’8 settembre sarà dunque un primo fondamentale momento che aprirà un tempo di ascolto e coinvolgimento diretto dei giovani. La Settimana dell’educazione 2017, soprattutto nei momento diocesani, sarà occasione propizia per accogliere le prime suggestioni del mondo giovanile anche grazie alla presenza di non credenti e di “addetti ai lavori” del mondo della scuola, della politica locale, della cultura e dell’informazione.

Dopo questo passaggio l’ufficio di pastorale giovanile, coordinato da don Paolo Arienti, proporrà ai gruppi parrocchiali, zonali, associativi e di movimento, ma anche ai ragazzi che vivono nel carcere di Cremona, come pure a singoli, di pensare e di esporre il proprio punto di vista grazie anche a video e schede che saranno preparati ad hoc.

Un terzo step sarà la “due-giorni” assistenti di oratorio: in quel contesto saranno raccolti e analizzati i primi materiali pervenuti e si cercherà di proseguire nel cammino di condivisione delle idee.

Interlocutori preziosi in questo primo momento saranno anche gli educatori, gli adulti più sensibili, i sacerdoti, a cominciare da quanti in oratorio, a scuola e nei percorsi pastorali hanno una competenza diretta sul mondo giovanile. È a loro che sarà chiesto di contribuire a rendere il Sinodo il meno accademico, scontato e formale possibile, anche raccontando esperienze e sensibilità.

Prevista anche la costituzione di un gruppo stabile di giovani che fungerà da “intercettore” di idee, attitudini e percezioni dei 18-30enni: una sorta di “cinghia di trasmissione” tra i territori umani giovanili e l’ascolto diocesano. In cantiere, poi, la condivisione di strumenti culturali come mostre e pubblicazioni di testi.

La proposta dell’esperienza nella comunità ecumenica di Taizé in Francia, che da decenni è capace di coinvolgere nella preghiera e nella fraternità migliaia di giovani, farà da cerniera tra il primo e secondo anno. Nel 2017-2018 sarà chiesto ai gruppi parrocchiali, associativi e di movimento di esprimere giovani che direttamente con il Vescovo avranno momenti di incontro (una “assemblea sinodale”) con alcuni sacerdoti ed educatori, per l’elaborazione di alcune considerazioni specifiche.

Il “terzo tempo” – che non coincide con un periodo definito – consisterà nella ripresa e nell’innervatura dell’ascolto sinodale nella vita e nella pastorale diocesana.

Per interagire con la segreteria del Sinodo è stata creata una mail ad hoc: sinododeigiovani@focr.it.

Lo speciale del Mosaico dedicato al Sinodo

 

Programma dell’assemblea dell’8 settembre

ore 9.30: accoglienza e ritiro dei materiali. Saranno visionabili tutti i materiali utili per l’anno oratoriano e le prime schede di preparazione del sinodo

ore 9.45: apertura dell’assemblea e preghiera guidata dal Vescovo. Introduzione di mons. Napolioni

ore 10: presentazione dell’anno oratoriano 2017 e delle attenzioni dell’area giovani con particolare rilievo al servizio vocazionale. Condivisione del primo materiale di lavoro sul sinodo e presentazione della proposta di cammino

ore 10.30: coffee break

ore 10.45: lavori per gruppi sul tema del sinodo dei giovani

ore 11.45: sintesi e prospettive

ore 12.30: pranzo condiviso (occorre iscriversi in Seminario o in Focr)

 




Pastorale giovanile, tre anni segnati dal Sinodo

Di ritorno dall’esperienza di Cracovia e dalle altre attività estive, riprende il filo della programmazione e della proposta anche per la pastorale giovanile. Sono già stati pubblicati diversi materiali orientativi sul prossimo anno oratoriano e a breve l’ufficio rilascerà i due sussidi Cittadini del cielo per la fascia giovanile e Gente che dà sapore per gli adolescenti: da diversi anni questi materiali fungono da provocazione e sostegno alle iniziative di formazione e catechesi e si affiancano al resto della produzione annuale. Logo, tema, locandina, schemi di preghiera e altri supporti sono già on line, accanto al brano musicale che è stato coniato ad hoc sulle corde dell’icona biblica del sale, della luce e della città.

A breve saranno messi a disposizione anche i primi materiali che riguardano il Sinodo dei giovani che avrà un logo dedicato, ma soprattutto una prima programmazione per il biennio 2016-2018. L’assemblea oratori dell’8 settembre in seminario sarà occasione preziosa per condividere l’intuizione del Vescovo e costruire i primi passi verso l’esperienza sinodale, coinvolgendo innanzitutto i sacerdoti, naturalmente primi responsabili dell’annuncio del Vangelo ai più giovani. Mons. Napolioni ha voluto lanciare una sfida grande che non può restare disattesa né ridursi ad una serie di momenti formali e quindi di per sé inutili.  Al contrario anche in Sinodo potrà essere un periodo di domande e risposte, di percorsi fatti insieme, di prospettive che interessano l’intera comunità cristiana ed il territorio umano nel quale vive.

Molto c’è ancora da pensare e da costruire: ogni progetto, ogni idea suppone il contributo di quanti desiderano convergere e aiutare ed è proprio dell’indole sinodale costruirsi in itinere. Un progetto ed un programma troppo dettagliati suonerebbe come impositivi; un’idea troppo vaga come inconcludente ed astratta. I primi mesi serviranno proprio ad abitare la giusta dimensione dell’iniziativa che prenderà corpo dalla Settimana dell’educazione 2017 (fine gennaio) e vorrà riorientare gli appuntamenti classici nell’orizzonte di una forte interlocuzione con i più giovani sul futuro e sulla loro appartenenza alla Chiesa. Nel messaggio agli Oratori il Vescovo ha insistito sulla condivisione della fase preparatoria, accanto alla sollecitazione circa le esperienze comunitarie e la ripresa delle metafore del discorso della montagna che seguono immediatamente le Beatitudini.

Mentre si lavorerà in queste direzioni, la pastorale giovanile diocesana avrà a che fare con altri campi di lavoro: la costruzione con le altre diocesi lombarde dei percorsi condivisi (progetti educativi, di ricerca e ovviamente l’estate 2017), la sussidiazione dei tempi liturgici per fasce d’età, i cammini di formazione dentro e fuori l’Oratorio, l’attenzione ai linguaggi espressivi (teatro, musica..)… sino alle questioni più cruciali: la sussidiarietà delle proposte e il coinvolgimento dei territori, la mistagogia e l’iniziazione alla fede giovanile, l’istanza vocazionale della pastorale giovanile, il fabbisogno educativo degli Oratori, la terza annualità “Giovani insieme” e la problematica della direzione degli ambienti educativi parrocchiali, feriale e progettuale, il lavoro dentro il tavolo giovani voluto dal Vescovo Antonio.

Come negli anni scorsi, l’Ufficio diocesano si avvarrà di preziose collaborazioni, alcune professionali ed altre volontarie, orientate nella direzione di qualificare un servizio di pensiero e azione utile alle esperienze concrete delle comunità cristiane. Sarà incrementato l’uso dei social non solo sul versante informativo, ma anche su quello formativo, consentendo l’accesso a tutti i materiali dalla piattaforma focr.it.

Un ultimo pensiero, certo non peregrino: se sinodo significa cammino condiviso e se comunione è il cuore della chiesa e dunque di ogni attività pastorale, l’anno che si apre, non sarà privo della presenza tutta speciale di un fratello ed amico che segue da sempre la pastorale giovanile diocesana: don Giampaolo Rossoni che ricorda a tutti il mistero della vita donata proprio quando non sa imporsi né urlare.

Don Paolo Arienti
incaricato diocesano per la pastorale giovanile

Il tema dell’Anno Oratoriano 2016-2017




Tempo ben speso: per i migranti accolti sul territorio la possibilità di fare volontariato in oratorio

Azienda Sociale del Cremonese, Comune di Cremona, Caritas ed altri enti hanno con alcuni Comuni della provincia da tempo in carico decine e decine di migranti nella condizione di profughi. Per moltissimi di questi la permanenza nel Cremonese è legata al laborioso iter di riconoscimento dello status di profugo e al conseguente rilascio del documento di soggiorno o al rigetto della domanda presentata per averlo.

Come si sa, i tempi possono variare da uno ad anche due anni, in cui si apre un periodo di attesa che è un vero e proprio “limbo”. La Chiesa cremonese, accanto ad altre istituzioni del territorio, si è subito attivata intercettando una richiesta di accoglienza che segue i flussi delle rotte migratorie e delle urgenze del momento. Ad un primo momento di accoglienza centralizzata presso le strutture Caritas sono seguiti una fase di collocazione di piccoli nuclei presso alcune Parrocchie ed il coinvolgimento di altri soggetti cooperativi.

Uno specifico percorso ha condotto alla proposta di inserimento per attività volontarie di alcuni profughi presso associazioni in convenzione con gli enti gestori l’accoglienza e i comuni della provincia di Cremona. Si profila pertanto la possibilità di accompagnare in percorsi di condivisione di bisogni sociali del territorio e piccoli interventi volontari e occasioni di incontro alcuni profughi, con cui instaurare un libero rapporto di collaborazione, mirato innanzitutto alla gestione di un tempo di qualità sottratto alla sola attesa, nella logica di un inserimento anche operoso nel tessuto di accoglienza.

Gli Oratori configurati come “Circoli NOI”, ovvero come APS, e gli altri Oratori parrocchiali attraverso l’ente Parrocchia possono accedere a questo percorso, se e quando intendano esprimere una disponibilità.

Caritas cremonese e Federazione Oratori Cremonesi intendono sostenere ed accompagnare nella realizzazione di questa possibilità concreta, in ragione dell’impegno – spesso già molto oneroso, ma motivato da istanze umanitarie – della Chiesa cremonese e già in parte “raccontata” da buone pratiche in essere presso alcune Comunità.

Gli Uffici coinvolti sono disponibili per fornire tutte le informazioni del caso.

don Antonio Pezzetti, direttore Caritas Cremonese 
don Paolo Arienti, responsabile diocesano Pastorale giovanile – Focr

 

Percorso tecnico

Per i Circoli NOI:

  • Convenzione diretta con il Comune di Cremona per i circoli del comune e con l’Azienda Sociale del Cremonese per i circoli residenti in altri comuni della Provincia
  • Individuazione dei soggetti attraverso Caritas
  • Tesseramento dei profughi al Circolo
  • Individuazione di percorsi e piccole mansioni volontarie
  • Creazione di occasioni di incontro e concreta gestione condivisa dei servizi
  • Libertà massima da entrambe le parti di modifica e/o recesso dall’impegno

Per gli Oratori Parrocchiali e le Parrocchie:

  • Convenzione diretta con il Comune di Cremona per i circoli del comune e con l’Azienda sociale del Cremonese per i circoli residenti in altri comuni della Provincia
  • Individuazione dei soggetti attraverso Caritas
  • Iscrizione dei profughi nella Associazione “Buon Samaritano” presso la Caritas diocesana
  • Individuazione di percorsi e piccole mansioni volontarie
  • Creazione di occasioni di incontro e concreta gestione condivisa dei servizi
  • Libertà massima da entrambe le parti di modifica e/o recesso dall’impegno

La proposta è frutto di un percorso condiviso tra Enti (tra cui anche i Sindacati) al fine di evitare equivoci rispetto all’impiego ambiguo di soggetti e/o “lavoro nero”. I percorsi sono strettamente vincolati alla libera iniziativa, al volontariato e alla decisione dei soggetti e delle Associazioni, secondo un progetto condiviso.

Sono possibili alcune ipotesi di volontariato come: piccole pulizie e manutenzioni (a partire anche dalle competenze dei ragazzi coinvolti), magari a margine dei Grest o di altre iniziative parrocchiali, feriali o festive, momenti di collaborazione per piccole tinteggiature e altri lavori condivisi con i volontari della Parrocchia e dell’Oratorio…

Documenti da scaricare:




Alternanza scuola lavoro: opportunità anche per le parrocchie

Nuove prospettive e possibilità per le parrocchie cremonesi grazie all’alternanza scuola lavoro che, promossa da regione Lombardia in concerto con l’Istituto Scolastico Regionale, potrà vedere protagoniste anche le comunità del territorio.

L’alternanza è una norma che riguarda la formazione obbligatoria degli studenti delle scuole superiori, chiamati a svolgere nel triennio un certo numero di ore lontano dai banchi di scuola: 400 ore per gli istituti tecnici e professionali, 200 per i licei. Tali ore potranno essere svolte in enti e aziende iscritte al registro stipulato da Regione Lombardia: un’opportunità estesa anche alle parrocchie (non gli oratori, in quanto non enti giuridici).

La progettazione di questi percorsi intende favorire l’orientamento dei giovani per valorizzare le vocazioni personali e gli interessi, realizzando un organico collegamento delle Istituzioni scolastiche formative con la società civile. Convenzioni che, naturalmente, si differenziano in base alla specificità delle diverse scuole. Così, ad esempio, studenti del liceo socio-psico-pedagogico potranno diventare protagonisti dell’esperienza del dopo-scuola attivata dalle parrocchie. Ma le possibilità sono le più diverse e possono riguardare anche le attività di animazione, comprese anche quelle estive.

Le convenzioni dovranno essere stipulate direttamente tra l’Istituto scolastico e la Parrocchia, pur con un sostegno garantito dalla Federazione Oratori Cremonesi. Per ogni tirocinio dovrà essere istituito un tutor didattico esecutivo, garantito dalla scuola, e un tutor “aziendale” indicato dall’ente che aderisce al progetto di alternanza.

“Nessuno è obbligato a entrare nella partita – precisano dagli uffici diocesani per la pastorale giovanile e scolastica in una nota congiunta – ma si tratta comunque di una opportunità formativa per i ragazzi da tenere in considerazione. Si profila inoltre anche un beneficio per le attività della parrocchia in termini di continuità, formazione, competenza e lavoro con il territorio”.

I ragazzi saranno chiamati a esprimere la propria preferenza tra le proposte offerte della propria scuola e scelte tra gli enti iscritti nel registro stipulato dalla Regione secondo l’indirizzo dell’istituto. Per diventare parti attive nell’alternanza, le Parrocchie dovranno avere tutte le necessarie certificazioni in materia di salute e sicurezza, assicurando ai tirocinanti percorsi adeguati di formazione.




«Il cortile dei sogni», per riprendere in mano il “capitolo oratori”

Inizia con il consueto appuntamento di fine marzo, quest’anno mercoledì 27 e giovedì 28, il cammino che nel dopo-sinodo interessa anche gli Oratori della diocesi. Nella Lettera Gesù per le strade il Vescovo Antonio rimanda a tre considerazioni improrogabili che dovranno come catalizzare l’attenzione della Chiesa cremonese e non solo in termini di pastorale giovanile strettamente intesa.

La seconda delle tre considerazioni conclusive della Lettera suona così: “… una passione educativa per bambini, ragazzi e giovani, che si traduca nel rilancio degli oratori e nella sperimentazione di qualcuna delle nuove proposte, anche associative e interparrocchiali” (Gesù per le strade, n. 42).

Ed è incastonata tra la prima (il richiamo alle comunità perché si lascino plasmare dall’ascolto della Parola) e la terza (che rilancia sulla formazione di adulti capaci di discernimento e accompagnamento).

Di qui la necessità di riprendere in mano il “capitolo” Oratori, come fattore non esclusivo, ma sicuramente determinante della pastorale giovanile diocesana, alla luce delle trasformazioni anche pesanti che tessuto sociale, configurazioni comunitarie e forma dell’annuncio del Vangelo ai più giovani hanno assunto.

Nessuno può ipotecare il futuro; ma certamente si possono immaginare passi di “alleanza” e di sinergia perché il “DNA dell’Oratorio”, consegnato dal magistero e dalla prassi diocesana, non venga disperso, mentre attraversa le opportune trasformazioni e si interroga su strumenti, tempi e modi della formazione cristiana, dell’educazione secondo il Vangelo, delle iniziative rivolte ai ragazzi e ai giovani.

La “Due giorni” si occuperà pertanto di “prendere le misure” sulle condizioni attuali della pastorale giovanile oratoriana: mettere in evidenza come si sta reagendo alle crisi e alle fatiche, con la narrazione di alcune buone prassi e con la individuazione di alcune priorità di investimento; toccare anche il “modello” presbiterale che accompagna la pastorale oratoriana e di cui si fa carico; e questo mentre si assiste all’assottigliarsi della deputazione tradizionale del clero “giovane”, al comparire delle unità pastorali, al lavoro di zona e interparrocchia.

La prima sessione di lavoro sarà mercoledì 27 marzo, con inizio alle ore 18.30 e conclusione per le 22, in Seminario, con la proposta di un veloce buffet; la seconda la mattina successiva, giovedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 12.00.

Ascolteremo testimonianze di rilettura, ma soprattutto sarà possibile ascoltarsi e condividere l’idea di un progetto di ripensamento che interesserà il prossimo anno pastorale, dedicato anche alla cura della comunità ecclesiale. Non sono invitati personaggi del mondo accademico: punteremo sul desiderio interno di riconoscerci al tempo stesso competenti e bisognosi di “fare verità” e superare visioni idealizzate o residuali dell’Oratorio.

Alla Due giorni sono invitati tutti i sacerdoti e quei laici che svolgono compiti educativi e che sono comunque interessati a condividere la riflessione.

La domanda provocatoria che si vorrebbe condividere con un respiro diocesano è: questo cortile dei sogni, l’Oratorio, continua? E ovviamente come? Con quali alleanze e con quali risorse?  Papa Francesco ha messo in guardia – nella recente GMG di Panama – dalla speranza stanca: e forse anche ai nostri Oratori indica la strada di una riscoperta e di un  rilancio delle “alleanze educative e di passione” che possono aiutarci a non smarrire il prezioso tesoro della sapienza oratoriana.

È bene iscriversi presso la Focr, secondo le solite modalità, entro venerdì 22 marzo.

Locandina 2GG 2019-1

Il cortile dei sogni – SCHEDA DI PROPOSTA-1




Anteprima Grest 2019: sarà l’estate delle storie

«Sarà l’estate delle storie, le nostre e quelle di uomini e donne che ci hanno preceduto o che esistono grazie al genio letterario di qualche scrittore». Così gli oratori delle diocesi lombarde presentano in anteprima il tema che accompagnerà l’estate dei Grest. La macchina organizzativa è partita da tempo e presto saranno disponibili le prime anticipazioni su tema, tracce, scuola animatori.

Tema, percorsi di formazione per gli animatori e approfondimenti sono scaricabili sul sito www.cregrest.it

Intanto la Federazione oratori cremonesi anticipa le date delle presentazioni programmate in diocesi

Presentazione ai responsabili

  • Lunedì 8 aprile ore 20,45 presso l’Oratorio di San Francesco
  • Martedì 9 aprile ore 20,45 presso l’Oratorio di Mozzanica
  • Mercoledì 10 aprile ore 20.45 presso l’Oratorio di Bozzolo

Presentazione agli animatori

  • Domenica 28 aprile ore 20.45 al Palazzetto dello Sport di Cremona
  • Domenica 5 maggio ore 20.45 al Palazzetto dello Sport di Caravaggio Piazza Morettini

Scarica QUI la locandina delle presentazioni diocesane