“A proposito di donne”, a Casa di Nostra Signora uno spettacolo contro la violenza sulle donne

Sabato 25 novembre, tra gli eventi promossi a Cremona nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Casa di Nostra Signora, la struttura della Caritas diocesana di via Ettore Sacchi con un’attenzione tutta particolare al mondo femminile, ha fatto da scenario allo spettacolo “A proposito di donne”: storie meravigliose di donne che hanno insegnato al mondo. L’evento è stato organizzato da Caritas Cremonese e Tavolo Rosa nel contesto della Settimana della carità.

In una suggestiva cornice, in quelle che un tempo erano le cantine e oggi, dopo il restauro, sono diventate eleganti sale per incontri, è stato offerto al numeroso pubblico un estratto dallo spettacolo scritto da Mauro Monni, attore e regista teatrale. La messa in scena ha offerto spunti di riflessione su alcune donne che, alcune loro malgrado, sono entrate nella storia. Chi nel mondo dello spettacolo, chi nell’ambito accademico, chi “semplicemente” nel loro quotidiano facendo scelte che hanno compromesso la propria vita.

In una scenografia essenziale si sono alternati alcuni monologhi all’interno di un contenitore di storie di donne che hanno tracciato con le loro vite un percorso che ha segnato il loro tempo.

Nei monologhi le storie di Anna Magnani, Clara Schumann, Franca Viola, Greta Garbo, Francesca Morvillo e Rosa Parks. Sul palco 6 donne cremonesi: Serena Carpaneto, Emi Mori, Chiara Tambani, Anna Governatori, Angela Bartoli, Elena Poli, attrici non professioniste che nei mesi scorsi, insieme al regista, hanno allestito tutte insieme lo spettacolo che era stato proposto nel teatro di Ostiano e a Cremona a Palazzo Cittanova.

Le voci, le storie, alcune immagini e le musiche scelte con cura e che facevano viaggiare nel tempo, negli anni in cui quelle donne coraggiose si sono confrontate con realtà difficili, spesso crude hanno reso ancor più vive ed attuali le loro storie.

La serata, aperta da un momento di aperitivo, ha visto molti indossare qualcosa di rosso, proprio in riferimento alla Giornata.

La nuova Casa di Nostra Signora, inaugurata lo scorso anno, sta ormai iniziando a offrire a pieno regime un’attenzione tutta particolare al mondo femminile nella realtà cremonese attraverso tre attenzioni: la casa, l’educazione e il lavoro. Nel 2014 l’Istituto secolare delle Oblate di Nostra Signora del S. Cuore di Gesù ha donato lo stabile di via Ettore Sacchi (sua storica sede) alla Diocesi di Cremona perché continuasse a rispondere alle esigenze delle donne in difficoltà e a una funzione di aggregazione e collaborazione tra tutte le associazioni che, a vario titolo, operano sul territorio diocesano nel settore della formazione e promozione morale, civile e culturale della donna. Un punto di riferimento emblematico, dunque, dell’attenzione della Chiesa cremonese alla condizione femminile, soprattutto nei suoi aspetti più fragili.

Gli obiettivi che la rinnovata Casa si propone sono:

  • presa in carico di donne in situazioni di fragilità: donne sole senza lavoro, donne e madri che escono da percorsi di comunità e che devono essere accompagnate verso l’autonomia;
  • sostegno a madri bisognose di aiuto, anche in vista della conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli della cura dei figli;
  • offerta di riferimento a donne che sono in condizione temporanea di fragilità: badanti, donne straniere bisognose di orientamento in un contesto sociale estraneo;
  • formazione (per le nuove generazioni, educatori e operatori sociali, genitori) a un nuovo modo di pensare la condizione femminile;
  • offerta culturale alla città su temi attinenti la condizione femminile;
  • offerta di sostegno relazionale a donne sole, soprattutto anziane.

La violenza contro le donne esiste, è diffusa e, nonostante anni di impegno e di crescente attenzione, non appare affatto in diminuzione. Le donne sono vittime di brutali ed efferate forme di violenza nella quotidianità e, soprattutto, nelle relazioni più intime. Un aspetto inquietante della violenza che deve interrogare a più livelli. Risulta allora fondamentale acquisire conoscenze e competenze per riconoscere il paradigma della differenza di genere e la violenza contro le donne come un fenomeno socio-culturale e una violazione dei diritti umani.

In provincia di Cremona è attiva da tempo una rete territoriale costituita da istituzioni, servizi e associazioni di volontariato che accoglie, ascolta, orienta, sostiene e cura le donne vittime di violenza. Ma non basta. La violenza di genere colpisce le donne ma è agita dagli uomini. Molti di loro hanno già preso la parola pubblicamente assumendo direttamente il problema e impegni concreti.

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