Festa patronale di S. Agata: Messa con il Vescovo e incontro culturale sui reliquiari di sant’Agata e santa Firmina
In occasione della festa patronale di S. Agata sono diverse le iniziative in programma a Cremona, nella parrocchia intitolata alla santa catanese e appartenente all’unità pastorale Cittanova.
Giovedì 5 febbraio, memoria liturgica della santa, il vescovo Antonio Napolioni presiederà l’Eucaristia nella chiesa di S. Agata alle 18.30: alla solenne celebrazione prenderanno parte come consueto le aderenti all’Apom, l’Associazione patologia oncologica mammaria.
Sabato 7 febbraio, alle 16.30, presso il teatro parrocchiale di S. Agata, si svolgerà l’evento “La devozione ai santi e il ripristino dei reliquiari di sant’Agata e santa Firmina”. Insieme al parroco don Irvano Maglia interverranno la storia dell’arte Mariella Morandi e l’artigiano argentiere Achille Saulle.
Domenica 8 febbraio, inoltre, la Messa solenne della festa patronale sarà presieduta alle 10 dal vescovo dom Carmelo Scampa (sospese le Messa in S. Ilario e S. Agostino).
La chiesa di S. Agata e le reliquie
Nella chiesa cittadina di S. Agata si conservavano numerose reliquie della martire catanese: le più antiche sono l’osso iliaco (erroneamente considerato un omero) e il frammento del velo, citati per la prima volta nel 1580 come contenuto di un reliquiario gotico a torre. La parte ossea è un reperto molto significativo: reliquie così ingenti erano solitamente doni di importanti dignità (come papi o imperatori) a chiese di particolare prestigio: perciò nel 1755 fu trasferita in un nuovo reliquiario d’argento tuttora esposto sopra l’altare. Del frammento di velo, invece, non si hanno più notizie dopo la citazione di Merula del 1627.
Altre piccole reliquie della santa, la cui natura non è precisata, a metà Ottocento erano inoltre conservate in una teca ovale e in una scatoletta pure ovale insieme a quelle dei santi Omobono, Antonio da Padova, Andrea Avellino e Giuseppe da Copertino. A quella data le numerose reliquie considerate insigni erano ancora conservate all’altare di sant’Agata insieme alla Tavola: qui si trovavano, fra l’altro, il legno della Santa Croce, chiuso in una stauroteca d’argento nella quale era collocato un piccolo crocifisso in argento dorato, un braccio di san Fermo e un braccio di santa Firmina.