{"id":114,"date":"2014-05-18T21:36:14","date_gmt":"2014-05-18T19:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/?p=114"},"modified":"2019-03-14T15:32:40","modified_gmt":"2019-03-14T14:32:40","slug":"occasione-di-approfondimento-e-non-di-contrapposizione-on-line-le-relazioni-del-convegno-del-18-maggio-2014-sul-gender","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/2014\/05\/18\/occasione-di-approfondimento-e-non-di-contrapposizione-on-line-le-relazioni-del-convegno-del-18-maggio-2014-sul-gender\/","title":{"rendered":"\u00abOccasione di approfondimento  e non di contrapposizione\u00bb. On-line le relazioni del convegno del 18 maggio 2014 sul gender"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/famiglia\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>Un incontro dai toni pacati, ma fermo sui principi, per fare chiarezza su un tema che, sul piano culturale \u00e8 ormai predominante e che sta creando, anche all&#8217;interno del mondo cattolico, molta confusione. Oltre 300 persone, nella mattinata di domenica 18 maggio, hanno partecipato al convegno, fortemente voluto dal vescovo Lafranconi e promosso da diverse realt\u00e0 della diocesi &#8211; in primo luogo l&#8217;ufficio famiglia diretto da don Giuseppe Nevi &#8211; dal titolo: \u00abIdeologia gender: abolizione dell&#8217;umano?\u00bb.<!--more--><\/p>\n<p>Al tavolo dei relatori il prof. Tommaso Scandroglio, docente di etica e bioetica e filosofia del diritto all\u2019Universit\u00e0 Europea di Roma che ha trattato l&#8217;argomento dal punto di vista antropologico, il prof. Matteo D\u2019Amico, docente di Filosofia AESPI (Associazione Europea Scuola e Professionalit\u00e0 Insegnante) che si \u00e8 soffermato sugli aspetti educativi, la dottoressa Chiara Atzori, medico in malattie infettive dell\u2019ospedale Sacco di Milano, che ha chiarito il punto di vista della scienza e, infine, il cremonese prof. Luca Galantini, docente di Storia del diritto moderno all\u2019Universit\u00e0 Europea di Roma, che ha tratteggiato il quadro giuridico-legislativo internazionale. I lavori, ottimamente moderati dal dottor Paolo Emiliani, presidente del Forum provinciale delle associazioni familiari e del Movimento per la vita, sono stati introdotti dal vescovo Lafranconi che a causa della celebrazioni delle cresime ha partecipato solo alla prima parte dei lavori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Audio:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/emilianigender.mp3\" target=\"_blank\">Introduzione dottor Paolo Emiliani<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/lafranconigender.mp3\" target=\"_blank\">Saluto del vescovo Lafranconi<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/primorelatoregender.mp3\" target=\"_blank\">Relazione del prof. Tommaso Scandroglio<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/secondorelatore.mp3\" target=\"_blank\">Relazione del prof. Matteo D&#8217;Amico<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/terzorelatore.mp3\" target=\"_blank\">Relazione della dottoressa Chiara Atzori<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/archivio.diocesidicremona.it\/main\/file\/DOWNLOAD\/quartorelatore.mp3\" target=\"_blank\">Relazione del prof. Luca Galantini<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/s-photogallery\/18052014-convegno-sul-gender-seminario-vescovile\" target=\"_blank\">Photogallery del convegno<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presule, riprendendo anche alcuni concetti espressi nel saluto iniziale dal prof. Emiliani, ha rimarcato fortemente il carattere culturale dell&#8217;assise: \u00abNon un momento di contrapposizione &#8211; ha spiegato &#8211; ma di apprendimento che, cerca attraverso un dialogo serio e vero, avulso da slogan o pressioni esterne, un approfondimento in materia antropologica\u00bb. Un appuntamento necessario per il Vescovo Dante perch\u00e8 anche nel mondo cattolico persistono confusione e incertezza sul rapporto tra identit\u00e0 sessuale e quella di genere, sulla relazione tra natura e cultura, sul riconoscimento dei diritti a certe categorie di persone.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>Il giovanissimo e brillante <strong>prof. Scandroglio<\/strong> ha anzitutto chiarito che per ideologia gender si intende quell&#8217;insieme di teorie per le quali una persona, soggettivamente, al di l\u00e0 del dato biologico, pu\u00f2 definire la propria identit\u00e0 sessuale. Per quanti propugnano questa idea il dato sessale \u00e8 un elemento accessorio, che non \u00e8 importante per identificare un individuo. Il relatore, invece, ha spiegato quanto la sessualit\u00e0 determini, anche se non esclusivamente, la persona umana: non esiste, cio\u00e8, un uomo senza sesso, per forza di cose egli deve avere una connotazione o maschile o femminile. Tutto ci\u00f2 \u00e8 dimostrato anche dal fatto che pur operandosi chirurgicamente per cambiare il proprio apparato genitale, una persona rimane o uomo o donna, con tutti i cicli e conseguenze legate alla propria identit\u00e0 originaria.<\/p>\n<p>Scandroglio ha anche assicurato che il dato biologico lascia inevitabilmente una impronta nella natura umana: esso ci\u00f2 identifica l&#8217;uomo non solo dal punto di vista fisico, ma anche metafisico per cui negare l&#8217;appartenenza al proprio sesso significa negare se stessi.<\/p>\n<p>Il filosofo ha poi spiegato il termine di natura: esso non significa il mondo fisico, n\u00e8 ha a che fare con il concetto di normalit\u00e0 e non rimanda a qualcosa che \u00e8 innato. Per natura si intende quel fascio di inclinazioni tese verso il bene autentico della persona: \u00abLa natura &#8211; ha spiegato &#8211; iscrive a lettere di fuoco nella coscienza di ogni uomo quelle inclinazioni che permettono di raggiungere un fine che dia senso e pienezza all&#8217;esistenza: la conoscenza per esempio \u00e8 una inclinazione naturale che\u00a0 permette di sviluppare l&#8217;intelletto. Il rapporto sessuale, invece, conduce alla fecondit\u00e0\u00bb. Allora quello omossessuale, \u00e8 solo un rapporto carnale perch\u00e8 \u00e8 non \u00e8 capace di soddisfare il fine della fecondit\u00e0\u00bb. Subito, per\u00f2, pu\u00f2 nascere una obiezione: \u00e8 le coppie sterili? \u00abIn questo caso ci troviamo dinanzi ad una situazione patologica, in quello omossesuale il dato \u00e8 fisiologico\u00bb.<\/p>\n<p>Infine Scandroglio ha sottolineato che nel concetto di natura si inserisce quello di complementariet\u00e0: cosa che \u00e8 possibile tra uomo e donna (anche dal punto di vista genitale), ma non tra persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p>In questo senso l&#8217;omossessualit\u00e0 \u00e8 \u00abcontro natura\u00bb: perch\u00e8 nel rapporto carnale non si pu\u00f2 raggiungere il fine intrinseco della fecondit\u00e0 e perch\u00e8 non \u00e8 possibile quella complementariet\u00e0 tra le persone sia dal punto di vista fisico sia affettivo.<\/p>\n<p>Il <strong>prof. D&#8217;Amico<\/strong> ha esordito ricordando come la teoria gender miri a convincere la societ\u00e0 che tutto muta, che nulla \u00e8 stabile e che non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 anche lecito cancellare quanto nei secoli passati si \u00e8 costruito. Come in tutte le rivoluzioni ideologiche &#8211; da quella francese del 1789 a quella marxista e poi nazista &#8211; la prima vittima \u00e8 sempre la famiglia, quel corpo intermedio, cio\u00e8, che ostacola la creazione dello Stato etico, di quell&#8217;apparato che decide ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male.<\/p>\n<p>D&#8217;Amato ha chiarito che in questa strategia culturale, ma anche giudiziaria e politica, posta in essere da potenti e ricche lobby gay, i primi a farne le spese sono la scuola e, soprattutto gli studenti.<\/p>\n<p>\u00abQuella del gender &#8211; ha spiegato il secondo relatore &#8211; \u00e8 una nuova religione secolare, con i propri dogmi, i propri apparati e anche i propri metodi repressivi per chi la pensa diversamente\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;Amato ha ricordato alcuni casi emblematici riguardanti alcuni istituti italiani che hanno introdotto nei loro programmi tali teorie, grazie anche al supporto dell&#8217;Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) che fa capo al Ministero per le Pari Opportunit\u00e0. Emblematico il caso &#8211;\u00a0 accaduto per\u00f2 in Francia &#8211; di un distretto scolastico che ha invitato i propri alunni maschi a presentarsi a scuola vestiti con la gonna.<\/p>\n<p>Il relatore, forte anche dei pronunciamenti del magistero della Chiesa, ha ricordato che i primi responsabili dell&#8217;educazione dei ragazzi sono i loro genitori e che nessuna scuola pu\u00f2 formare i propri alunni in maniera contraria alle convinzioni morali e religiose della famiglia. Si tratta di un diritto ineludibile che, tra l&#8217;altro \u00e8 recepito, anche dalla normativa civile e che va continuamente fatto rispettare. Da qui l&#8217;importanza di una vigilanza attenta sui programmi scolastici e di un investimento da parte della comunit\u00e0 cristiana nelle scuole paritarie cattoliche.<\/p>\n<p>Molto chiaro ed esaustivo l&#8217;intervento della dottoressa<strong> Chiara Atzori <\/strong>che ha esordito parlando di \u00abGendercrazia\u00bb, cio\u00e8 di una vera e propria imposizione ideologica che esalta unicamente il primato del desiderio della persona.<\/p>\n<p>Per il medico milanese alla base di questa ideologia c&#8217;\u00e8 la netta separazione tra atto sessuale e procreazione e viceversa. Grazie all&#8217;inseminazione artificiale si \u00e8 arrivata a parlare non pi\u00f9 di famiglia, ma di progetto genitoriale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista scientifico non \u00e8 dimostrata in nessun modo l&#8217;omossessualit\u00e0: si nasce cio\u00e8 uomo e donna e la considdetta &#8220;sessualizzazione&#8221; prosegue per tutta l&#8217;esistenza. Anche dal punto di vista celebrare c&#8217;\u00e8 una netta differenza: per esempio nell&#8217;uomo il cosiddetto centro del linguaggio si trova quasi tutto a sinistra, mentre nella donna \u00e8 posizionato in entrambi gli emisferi\u00bb.<\/p>\n<p>I disturbi dello sviluppo sessuale non hanno nulla a che fare con la fisiologia, ma rientrano nella patologia cos\u00ec come il transessualismo \u00e8 legato alla difficolt\u00e0 della persona di riconoscersi nel suo sesso originario.<\/p>\n<p>Secondo Atzori l&#8217;omossesualit\u00e0 non \u00e8 un terzo sesso biologicamente dimostrato: essa non \u00e8 innata e non \u00e8 immutabile. Ma non \u00e8 neanche una malattia: \u00e8 una tendenza, un adattamento relazionale che pu\u00f2 essere soggettivamente vissuto come gradito o sgradito dal soggetto. In questo ultimo caso \u00e8 lecito che una persona possa essere aiutata a modificare questo tratto della sua personalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Per Atzori il temperamento (dato naturale) insieme all&#8217;ambiente (culturale) creano la pulsione, che per\u00f2 non \u00e8 niente di definitivo, perch\u00e8 attraverso il ragionamento, la libert\u00e0 e la volont\u00e0, l&#8217;uomo pu\u00f2 compiere una scelta.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ideologia gender gli aspetti biologico, psicologico e culturale vengono, invece, totalmente scorporati per dare preminanza al proprio soggettivo desiderio. Eppure come dice il filosofo Jacques Lacan un desiderio che non trova un limite dinanzi a cui fermarsi scade in nevrosi o follia.<\/p>\n<p>Estremamente esaustiva la relazione del prof. <strong>Luca Galantini<\/strong> che ha illustrato come l&#8217;ideologia gender stia lentamente entrando in tutte le organizzazione internazionali, in modo particolare l&#8217;Onu e il Consiglio d&#8217;Europa (da non confondere con l&#8217;Unione Europea).<\/p>\n<p>In questi ultimi due decenni \u00e8 in atto una vera e propria estromissione della sfera religiosa dall&#8217;ambito pubblico: la risoluzione delle Nazioni Unite che chiede alla Santa Sede di rivedere le sue posizioni sui valori non negoziabili, il rifiuto da parte dell&#8217;Europa di riconoscere le proprie radici giudaico-cristiane, le sentenze del Consiglio d&#8217;Europa contro la libert\u00e0 religiosa sono episodi particolarmente emblematici.<\/p>\n<p>Galantini ha fatto riferimento in modo particolare ai cosiddetti principi di Yoyakarta, elaborati nel 2006 da alcune organizzazioni non governative che mirano a sovvertire completamente gli ordinamenti internazionali spingendo al riconoscimento anche dal punto di vista giuridico dell&#8217;ideologia gender. La persona cio\u00e8 si definisce non in base al dato naturale, ma alle proprie aspettative e desideri. In tal modo gli stati sono invitati a equiparare eterossesualit\u00e0 e omosessualit\u00e0 e quindi ad aprire ai matrimoni e alle adozioni gay.<\/p>\n<p>Per Galantini ci troviamo di fronte alla creazione di un sistema giuridico alternativo che mina uno dei principi basilari da sempre e da tutti riconosciuto: quello dell&#8217;uguaglianza. C&#8217;\u00e8 infatti una tutela pi\u00f9 forte di una certa categoria di persone rispetto alle altre.<\/p>\n<p>Il giurista, poi, ha sottolineato che esiste un primato degli stati nazionali sui cosiddetti diritti civili e politici di prima generazione, quello che nella dottrina sociale della Chiesa \u00e8 chiamato principio di sussidiariet\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 quindi il dovere\u00a0 di recepire le direttive internazionali in modo pedissequo, come, invece, buona parte dei mass-media cerca di far credere.<\/p>\n<p>Galantini ha poi fatto riferimento a certi pronunciamenti del Consiglio d&#8217;Europa nei quali le organizzazioni religiose sono individuate come potenziali soggetti omofobi. Per certi versi \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo anche in Italia con il cosiddetto decreto Scalfarotto che, anche secondo il relatore, rischia di comprimere la libert\u00e0 di opinione delle persone in materie come il matrimonio o l&#8217;adozione dei bambini da parte di persone delle stesso stesso.<\/p>\n<p>Per il giurista cremonese c&#8217;\u00e8 dunque in gioco la libert\u00e0 religiosa e quella di parola.<\/p>\n<p>Il convegno \u00e8 poi continuato con un breve dibattito nel quale \u00e8 stato chiarito che non esiste nessuna emergenza &#8220;omofobia&#8221; come spesso si vuol far credere ed \u00e8 terminato con la celebrazione dell&#8217;Eucaristia, presieduta da don Giuseppe Nevi, direttore dell&#8217;ufficio diocesano di pastorale familiare.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un incontro dai toni pacati, ma fermo sui principi, per fare chiarezza su un tema che, sul piano culturale \u00e8 ormai predominante e che sta creando, anche all&#8217;interno del mondo cattolico, molta confusione. 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