Esercizi spirituali all’Eremo per ricostruire o orientare la vita del presbitero nella resurrezione di Gesù

Da diverso tempo le diocesi di Lodi, Crema e Cremona offrono ai sacerdoti degli ultimi anni di ordinazione l’esperienza preziosa degli esercizi spirituali: una sosta per “sedersi ai piedi del Maestro”, in un silenzioso ascolto della sua Parola, per entrare in dialogo con Lui, autore di ogni vocazione, che continuamente chiama a seguirlo per servire i fratelli. Per i preti di giovane ordinazione è una settimana, tenacemente difesa dai mille impegni nei quali si è subito immersi con il  primo incarico pastorale.

Non è neppure da trascurare la bella opportunità di rivederci tra sacerdoti, pur appartenenti a chiese locali diverse, ma che hanno comunque condiviso il percorso di studi teologici negli anni della formazione. Il terribile momento vissuto a causa della pandemia, ha reso ancor più desiderabile poter finalmente, pur con qualche giusta precauzione, ritrovarci finalmente in presenza per alcuni giorni.

Quest’anno è stato l’Eremo dei Ss. Pietro e Paolo di Bienno, all’inizio della Val Camonica ad ospitarci. La splendida accoglienza riservataci dal direttore don Tino e dalle suore Sacramentine, aiutate da un gruppo di laici volontari, ha reso ancor più piacevole la permanenza.

Alcuni giorni prima dell’inizio, la notizia della positività al Covid del sacerdote incaricato a guidarci nel percorso spirituale, aveva creato qualche apprensione, ma la pronta e generosa disponibilità di mons. Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina, ha permesso al gruppo dei  giovani sacerdoti a cui se ne sono aggiunti altri più avanti in età (in tutto una cinquantina) di vivere insieme una bella esperienza spirituale da lunedì 13 a venerdì 18 febbraio.

Partendo dall’annuncio straordinario della Risurrezione, monsignor Sigalini ha accompagnato, giorno dopo giorno, a far risuonare in ciascuno la Bella Notizia della Pasqua, attraverso lo sguardo di Maria Maddalena, dei due discepoli sulla strada verso Emmaus che nella “frazione del pane” imparano a riconoscere i tratti del Vivente. Ha quindi aiutato a “gustare” la bellezza della Parola, facendola rivivere per noi, come la rilettura della parabola del buon samaritano nel quale il Vescovo ci ha invitati a riscoprire Colui che si è chinato sull’umanità sfinita e abbandonata, per farsene carico offrendo tutto se stesso.

Attingendo poi al magistero di Papa Francesco, non sono mancati alcuni momenti dedicati all’essere prete oggi in un momento cruciale nel quale siamo chiamati a farci prossimi dei fratelli per risvegliare in loro il desiderio di vivere in pienezza la propria umanità nell’incontro con l’Uomo vero, il Figlio di Dio.

È stata poi la splendida figura di Maria, Madre di Cristo, della Chiesa e dei sacerdoti, a condurre alla conclusione proprio nella festa liturgia di santa Geltrude Comensoli, originaria di Bienno.

Monsignor Sigalini ha saputo trasmettere il suo amore per la Parola, la sua originale rilettura attuale, spesso facendosi aiutare da espressioni dialettali che aiutavano a rendere più concreto il messaggio.

La serata, dedicata a un confronto a tutto campo sui temi pastorali di attualità, ha permesso a tutti di sentirsi ancora più “a casa” in un clima famigliare, accomunati dalla stessa passione per il Vangelo e desiderosi di raccogliere sollecitazioni, testimonianze e racconti che il vescovo Sigalini ha attinto dalla sua lunga esperienza nella pastorale giovanile.

I momenti comunitari di preghiera, la liturgia vissuta con cura e intensità, grazie al contributo di tutti, hanno confermato nella certezza che il tempo “speso” con il Signore e i confratelli rinnova e arricchisce interiormente.

Forse si poteva fare di più, forse non siamo stati attenti a difendere sempre il silenzio, ma nel momento della partenza e del ritorno ai nostri luoghi di missione, tra i saluti e i vari ringraziamenti, si percepiva la bellezza di quanto si era vissuto e un po’ il rammarico che proprio i momenti intensi scorrano velocemente.

Gianpaolo Maccagni