Cristiani e Sikh: promuovere l’educazione verso la fraternità universale. Dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso il messaggio per Guru Nanak Prakash Diwas, che si celebra il prossimo 4 novembre

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1. Dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, con grande gioia, presentiamo i nostri auguri festivi più auspicabili in occasione del Guru Nanak Prakash Diwas, celebrato quest’anno il 4 novembre. Che tutte le vostre celebrazioni che segnano questa santa festa rafforzino lo spirito di appartenenza e il vincolo di unità nelle vostre famiglie e comunità e pertanto aumentino la pace e la felicità tra di voi.

2. Quest’anno il nostro amato atto di condivisione di alcuni pensieri in questa occasione si focalizza su come Cristiani e Sikh possano promuovere l’educazione verso la fraternità universale. Questo tema assume grande rilevanza e importanza nel contesto mondiale di sconvolgente e crescente apatia, indifferenza, intolleranza, odio e violenza; allo stesso tempo, richiede anche maggiori sforzi da parte nostra per la promozione della fraternità universale.

3. Oggi più che mai si sente in tutto il mondo il bisogno di una nuova espressione di fraternità universale, come principio fondamentale per la vita degli esseri umani come individui e comunità.
Poiché siamo tutti legati vicendevolmente come figli di Dio, il dovere di assicurare un’educazione alla relazionalità universale dell’uomo e alla responsabilità verso l’altro, così come nei confronti del cosmo, acquisisce una grande importanza per i nostri tempi, per
promuovere il benessere e la cura di tutti. Ricordando questa necessità, Papa Francesco ha inequivocabilmente sottolineato che “la casa comune di tutti gli uomini e le donne deve continuare a crescere sulle fondamenta di una giusta comprensione della fraternità universale e del rispetto della sacralità di ogni vita umana, di ogni uomo e di ogni donna, … (e) della natura creata “(Saluto all’assemblea generale delle Nazioni Unite, 25 settembre 2015).

4. Purtroppo, l’ignoranza, il pregiudizio, l’avidità e l’egoismo di alcuni continuano a creare una situazione in cui l’ “altro” tende a essere trattato come inferiore, una non-persona o qualcuno da temere o addirittura da eliminare. Tutto ciò destabilizza, danneggia e distrugge i legami della fraternità e della comunione.

5. La promozione dell’educazione verso la fraternità universale richiede quindi un’attenzione primaria, un rinnovato fervore e una nuova espressione nel formare le mentalità e nell’educare persone a tutti i livelli, a partire
dalla famiglia, “la sorgente di tutta la fraternità” (Papa Francesco , Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 2014). È nella famiglia che i bambini, guidati dall’esempio dei loro genitori e degli altri anziani, imparano a rispettare, amare e prendersi cura degli altri; ad accettare le differenze; ad essere empatici verso i meno fortunati e ad amare e prendersi cura della natura. Le istituzioni educative, gli insegnamenti religiosi, i media, le agenzie governative e non governative hanno un ruolo altrettanto importante nell’inculcare questo
valore tra le masse. Il dialogo e l’azione interreligiosi hanno ovviamente un ruolo fondamentale nel generare pace, armonia e fraternità tra persone di diverse tradizioni religiose.

6. Auspichiamo che da credenti, fondati sulle nostre rispettive tradizioni religiose e con la convinzione comune che la paternità di Dio sia il fondamento della nostra fraternità, possiamo noi, Cristiani e Sikh, con altri credenti e popoli di buona volontà, promuovere individualmente e collettivamente l’educazione verso la
fraternità universale. Questa, secondo Papa Francesco, non è nient’altro che l’educazione alla pace stessa nella complementarità di diverse sensibilità e di ruoli propri (cfr Saluto ai partecipanti alla sessione plenaria del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, 9 giugno 2017).
Vi auguriamo nuovamente un felice Prakash Diwas del Guru Nanak Dev Ji

Cardinal Jean-Louis Tauran
Presidente

Bishop Miguel Ángel Ayuso Guixot,
MCCJ
Segretario

Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso