Drum Bun, l’associazione con lo “zaino in spalla”per conoscere esperienze di bene comune

Ci sono momenti in cui è necessario fare un bilancio del proprio percorso, ancor più quando occorre raccogliere il patrimonio della propria identità e rilanciarla nel presente e per il futuro: la pandemia, sotto questo punto di vista, è stata violentemente e forzatamente illuminante, poiché ha imposto limiti – fino a due anni fa – imprevedibili ed inimmaginabili, con cui oggi fare i conti.

Ecco dunque che anche Drum Bun, un’associazione con oltre vent’anni di storia di viaggi di volontariato in Italia e all’estero (tra Romania ed Albania), trovandosi per un lungo periodo impossibilitata a rispondere alla sua prima vocazione e missione, si è trovata costretta a ripensarsi. La risposta del servizio sul territorio, in termini animativi ed educativi e di aiuto alla rete di solidarietà locale è stata entusiastica e partecipata, ma ha acceso contestualmente il desiderio forte di immaginare nuove proposte per il bene comune anche a km0.

Da qui l’intuizione che ha ispirato l’iniziativa estiva “Zaino in spalla”: un viaggio per osservare, ascoltare, ispirarsi e tessere nuove relazioni.

Due le tappe principali del cammino di quattro giorni che ha impegnato un gruppo di giovani volontari dell’associazione cremonese nell’ultima settimana di luglio: Torino e Ventimiglia.

Primo step: l’incontro, presso l’Arsenale della Pace del SERMIG di Torino, con alcuni membri della Fraternità della Speranza, tra i quali il fondatore Ernesto Olivero, l’attuale presidente Rosanna Tabasso e il sacerdote cremonese don Marco Vitale; a seguire, nella splendida cornice del Parco del Valentino, lo scambio di prospettive con Riccardo d’Agostino dell’associazione ASAI di Torino, da anni impegnata in progetti di inclusione sociale a 360°.

La tappa piemontese si è poi conclusa con un dialogo aperto sul tema delle povertà digitali e sulle sinergie del territorio dedicate ai giovani con don Luca Peyron, responsabile della pastorale universitaria e dell’Apostolato Digitale di Torino, Ivan Brombeis, vicedirettore di Caritas Torino, e Salvatore Lanzafame, membro della Fondazione Carlo Acutis. A seguire e coronare la serie di incontri una mattinata di servizio, presso una struttura di prima accoglienza di Caritas di Ventimiglia, con Eugenia Genovese di Save The Children.

Testimonianze e servizi, ma anche momenti informali e di condivisione interna, in un’ottica di consolidamento e rafforzamento del gruppo. Il collettivo, composto da 14 membri, partito nella mattinata di giovedì 28 Luglio è tornato nel tardo pomeriggio di domenica 31, reduce da quattro giorni sicuramente impegnativi ma densi di spunti, sogni e progetti che verranno discussi e concretizzati in proposte proattive per il territorio cremonese.