Domenica a San Pietro al Po Patrick Fangbemi Komivi Ognakotan sarà ordinato diacono
Domenica 15 febbraio, alle 10.30, la chiesa di San Giorgio in San Pietro al Po, nel cuore di Cremona, ospiterà l’ordinazione diaconale di Patrick Fangbemi Komivi Ognakotan, originario della diocesi di Atakpamé, in Togo, da quasi due anni ospite per gli studi teologici del Seminario vescovile di Cremona. Questo evento si carica di una valenza parrocchiale, diocesana e universale, racchiudendo in sé il legame tra il cammino personale di un giovane e l’ampio respiro della Chiesa tutta.
Patrick è nato il 20 luglio 1996 ad Atakpamé, città sede della diocesi africana, e ha intrapreso il suo cammino verso il sacerdozio nel suo Paese d’origine, dove ha frequentato i primi anni degli studi filosofici e teologici. Un percorso che, seppur nato in Togo, si è arricchito di un’esperienza internazionale, come parte del progetto di formazione condivisa con il Seminario di Cremona e lo Studio Teologico di Brescia. Qui, insieme agli altri seminaristi della diocesi di Cremona e di Brescia, ha continuato a crescere nel suo cammino di fede e preparazione.
Questa dimensione universale non è solo geografica, ma culturale e spirituale, coniugando tradizioni e sensibilità diverse in un unico cammino di discernimento vocazionale.
Patrick non è solo uno studente impegnato in un percorso formativo internazionale: da tempo presta servizio nel fine settimana presso l’Unità Pastorale “S. Omobono”, di cui la parrocchia di S. Pietro al Po fa parte, insieme a quelle della Cattedrale e di S. Imerio, di cui don Gianpaolo Maccagni è il parroco e don Stefano Montagna il vicario, con la presenza, come collaboratori, di don Mauro Felizietti, mons. Amedeo Ferrari e mons. Carlo Rodolfi. L’ordinazione diaconale, quindi, rappresenta un momento di gioia e di gratitudine anche per la comunità che lo ha accolto e accompagnato in questi anni. L’Unità pastorale “S. Omobono”, infatti, ha avuto modo di conoscere il volto di Patrick non solo come seminarista, ma come uomo di fede e in formazione, impegnato nella vita quotidiana della comunità, nelle sue difficoltà e nelle sue gioie.
Il sacramento del Diaconato che Patrick riceverà domenica 15 febbraio non è un semplice rito di passaggio: è un momento fondamentale nel cammino di una vocazione, un atto di consacrazione e un impegno di vita. Il diacono è, prima di tutto, un ministro della Parola, chiamato ad annunciare il Vangelo, ma è anche un testimone della carità di Dio, un operatore della misericordia. Con la sua ordinazione, Patrick non solo riceve un incarico, ma un mandato a vivere una vita di servizio e di dedizione, a mettersi a disposizione degli altri come segno tangibile dell’amore di Dio.
L’ordinazione diaconale porta con sé il senso del servizio, che è l’essenza del Diaconato, un sacramento che rende il consacrato “servo” della Chiesa, in particolare nei confronti dei più bisognosi, dei poveri, degli esclusi e degli emarginati. Il diacono è chiamato a un servizio che non è solo liturgico, ma anche e soprattutto pastorale, educativo e caritativo. È la figura che rappresenta la Chiesa nell’attenzione ai piccoli e agli ultimi, incarnando la Parola di Gesù attraverso la sua azione quotidiana.
Il diaconato, per la Chiesa, è un dono di grazia che si inserisce nel grande progetto di salvezza. Esso va oltre l’individuo per abbracciare l’intera comunità cristiana, chiamata a vivere la propria vocazione in modo più pieno e consapevole. Ogni ordinazione, infatti, non è un evento che riguarda solo il singolo, ma è una festa che coinvolge l’intero corpo della Chiesa, che si arricchisce di un nuovo “ministero” che si fa strumento di amore e di servizio.
A conferire il sacramento del diaconato a Patrick sarà il vescovo Antonio Napolioni, che presiederà la cerimonia in rappresentanza di mons. Moïse Touho, vescovo di Atakpamé, che pure aveva compiuto gli studi teologici a Cremona. Questo gesto simbolico non solo sottolinea l’incontro tra le due Diocesi, quella togolese e quella cremonese, ma rafforza anche il legame fraterno tra le Chiese di diversi continenti, che si riconoscono come una sola famiglia in Cristo. La presenza del vescovo Antonio Napolioni, in quanto pastore della diocesi di Cremona, e la delega del vescovo Moïse testimoniano la paternità spirituale che unisce tutte le Chiese locali in un cammino di comunione e di missione.
Con l’ordinazione di Patrick la Chiesa universale si arricchisce di un nuovo diacono, che, con il suo entusiasmo e il suo impegno, rappresenterà la speranza di un mondo migliore, in cui il servizio e l’amore per il prossimo sono al centro della vita cristiana.