Dalla parrocchia di Cicognara il “kit” per la Pasqua arriva per posta

L’unità pastorale Beata Vergine delle Grazie (che riunisce le parrocchie di Cicognara, Cogozzo e Roncadello) ha fatto pervenire una busta “pasquale” alle famiglie: 1899 plichi, depositati dal parroco don Andrea Spreafico in tutte le cassette delle lettere.


La missiva contiene rami d’ulivo benedetti, un’immagine sacra col testo di una preghiera, le indicazioni per seguire da casa, via internet e sui canali social, le celebrazioni della Settimana Santa, e una duplice lettera “ai fratelli cristiani” e “agli amici non cristiani” firmata dal parroco stesso assieme al consiglio pastorale.
«La Settimana Santa – si legge nella missiva rivolta ai fedeli cattolici – ci fa rivivere la consegna del Signore Gesù per il sacrificio, la sua sepoltura e la resurrezione. Dio è capace di prendere la cosa peggiore che sappiamo fare (uccidere un fratello) e tirarci fuori il regalo più bello: il perdono e la sua paternità estesa su di noi. Dio è capace! Ma allora è anche capace di prendere tutta la sofferenza di questa epidemia e tirarci fuori del bene».

Alcuni esempi sono sotto gli occhi di tutti: «Chi avrebbe pensato che dalla tragedia che stiamo vivendo sarebbe uscita così tanta fede, così tanto volontariato, così tanto amore per la patria, affetto, e un senso di umanità genuina mai visti prima? Sta venendo fuori un’umanità nuova, come dalla croce di Gesù».
Simbolo pasquale per eccellenza è l’ulivo: «L’albero viene spogliato dei suoi rami, il frutto spremuto, e col suo olio si dà lucentezza, sapore e forza medicinale alle cose». L’invito ai fratelli cristiani è di ricordare «che siamo tutti consacrati col suo stesso Olio, il Sacro Crisma. Siamo tutti immagine di Gesù Cristo, e quindi anche la nostra fatica, pazienza, sacrificio e potatura lo aiutano a salvare l’uomo malato e disperato di oggi. Diamogli volentieri i nostri rami e i nostri frutti. Come Maria e gli Apostoli, diamo la nostra disponibilità».

Agli amici islamici, sikh, induisti, testimoni di Geova e credenti in altre divinità, la lettera della comunità pastorale illustra brevemente il significato del suono delle campane durante le celebrazioni del triduo. Don Andrea ricorda poi la comune appartenenza al genere umano, con le stesse fatiche e sofferenze: «Nella busta trovate alcuni rametti d’ulivo, la pianta comunemente usata per rappresentare pace e concordia, anche per i non cristiani. Un richiamo universale al motivo per cui i nostri Dei ci hanno creati: non per farci guerre, ma per costruire ponti e custodire con cura questo mondo».
A tutti, naturalmente, l’invito a restare in casa, per rivedersi presto magari in oratorio.