CSI, lettera alle società sportive con l’invito ad assere educatori anche nel distanziamento

Le festività pasquali sono state l’occasione per il Centro sportivo italiano di Cremona per farsi vicini – dopo settimane di stop forzato dalle attività – alle società sportive affiliate attraverso una lettera inviata dal presidente provinciale Claudio Ardigò e indirizzata in particolare a dirigenti, allenatori ed educatori sportivi.

«Ci siamo sempre occupati di sport e di sport per tutti, solidale, educativo, inclusivo e competente – ricorda il presidente Ardigò –. La gratuità che allenatori, dirigenti e genitori delle nostre Società hanno da sempre messo in campo, era ed è la nostra forza».

Nel tempo della quarantena e del distanziamento sociale il pensiero non va solo a un nuovo futuro di sport e incontro, ma all’oggi, tempo prezioso che gli adulti hanno a disposizione per stare accanto, in modo diverso, alle nuove generazioni. «Noi con voi non vogliamo e non possiamo fermarci. E mentre il pensiero va a mesi che ci auguriamo più sereni e liberi per tutti, urge anche ragionare sull’oggi: un oggi allungato da questo tempo sospeso. I ragazzi sono chiusi in casa».

La Presidenza del Csi cremonese vuole così condividere alcuni pensieri ed alcune possibili azioni «perché questo tempo sia sempre il nostro e di noi educatori nello sport come nella vita».

Il primo impegno è quello della relazione, certo a distanza, mediata dal telefono o dal computer. «Inventiamoci modi di contatto, perché la nostra squadra è là, disseminata tra le case e i nostri atleti ci sono. E hanno bisogno di sentire la voce dei loro educatori! Sentiamoli, contattiamoli.. soprattutto se sappiamo – nelle nostre comunità spesso piccole è possibile – di sofferenze, lutti o paure».

Il secondo fronte per il Csi cremonese si concretizza nel mettere a disposizione alcuni contributi (video e schede) per una pratica sportiva anche a casa che, pur nella sua essenzialità, possa essere comunque sempre importante azione educativa. «Facciamoci carico di far girare l’informazione – auspica Ardigò –: sarà un gesto concreto di educazione alla corporeità, alla pratica sportiva, all’allenamento anche del corpo che non è una cosa di cui ci serviamo, ma la nostra stessa vita».

Non manca poi un impegno per le prossime settimane, per un percorso di tipo formativo rivolto a tutti gli educatori. «Perché – sottolineano dal Csi di Cremona – dovremo essere più preparati, puntuali e pronti quando torneremo a incontrarci e occorrerà non solo salutarsi, ma anche chiederci come stai? Quanto hai sofferto? Che cosa abbiamo imparato? Ci faremo aiutare da chi ha le mani in pasta sulle grandi questioni psico-pedagogiche in ballo (pensiamo al lutto, al senso del limite, alla fatica…) e speriamo che anche il mondo sportivo sia sensibile ad una sua nuova, inedita missione». «La parola formazione – prosegue ancora Ardigò – non è, oggi più che mai, solo una parola né il prezzo da pagare per avere qualche giusta abilitazione. Vi chiediamo di considerare queste poche righe con attenzione. Sono frutto innanzitutto della stima che abbiamo gli uni nei confronti degli altri. E del grande lavoro che ci aspetta, pieno di incertezze sociali, economiche e psicologiche, ma anche un chiaro e forte appello alla nostra responsabilità».

 

 Il testo integrale della lettera agli educatori sportivi

 

Training at home con il CSI di Cremona