Con Riflessi «non smettiamo di giocare». Online la nuova edizione del mensile digitale diocesano

«“Qui non stiamo mica giocando”. Eh no, oggi siamo gente che si prende sul serio, non ha tempo da perdere, fa i conti con un mondo tragico che non ammette distrazioni. Adulti. Il gioco (e i giochi) finiscono così ad occupare qualche angolo della memoria, dettagli colorati di una vita fa».

Inizia così, tra le prime righe dell’introduzione, il numero trenta del mensile diocesano Riflessi, online da questo fine settimana con l’edizione dedicata al tema dei giochi. Uno sguardo romantico, all’infanzia rimasta indietro di qualche decennio che riaffiora dai primi servizi: una clip in cui quattro personaggi noti sul territorio portano davanti alle telecamere il giocattolo che li ha fatti sognare, un suggestivo reportage fotografico dalla fiera del giocattolo d’epoca, un tuffo tra i mattoncini colorati di CremonaBricks.

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Accanto ai teneri ricordi, ai sorrisi dei piccoli, ai campetti dell’oratorio, agli eroi da videogames e agli inventori di giochi da tavolo, i “riflessi” della realtà posano lo sguardo sui temi dell’educazione digitale, esplorare il metaverso, ricordare la lezione del maestro Mario Lodi, raccontare la storia di chi cerca riscatto dall’azzardo o dalla pressione mentale che sfigura lo sport, riconoscere le strategie ludiche del marketing con un’esperta dell’università Cattolica.

«Non abbiamo smesso di giocare – si legge ancora nell’introduzione firmata dal coordinatore del progetto Filippo Gilardi –. Qualche volta però ce ne dimentichiamo. E allora finisce che scambiamo il gioco per qualcos’altro. O (e forse è ancora peggio) per scambiare tutto il resto per un gioco. No, la vita non è un gioco. Non serve aspettare di diventare adulti per impararlo. Ne è semplicemente una parte. Una parte bella, necessaria, adatta ad ogni età, con le sue regole, i compagni e gli avversari. Partite che iniziano e finiscono, per poter ricominciare, poi. Per non restare ricordi. Per non confondere l’inganno della finzione con il potere della fantasia».