Comuni cremonesi a sostegno del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari

Il Consiglio comunale di Cremona, lo scorso 6 giugno, ha approvato all’unanimità una mozione a sostegno del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari entrato in vigore nel gennaio 2021, ratificato subito da 59 Stati e da altri aggiuntisi poi, ma non ratificato dalle potenze nucleari e dall’Italia. Si tratta del primo accordo legalmente vincolante che vieta lo sviluppo, i test, la produzione, l’immagazzinamento, il trasferimento, l’uso e la minaccia delle armi nucleari.

All’approvazione del Trattato si è giunti grazie alla pressione di ICAN – Campagna internazionale di società civile- che per questo suo impegno ha meritato il premio Nobel per la pace.

La Pastorale sociale della nostra Diocesi, dopo aver analizzato la grave questione delle armi nucleari con l’aiuto di esperti di alto livello, ha ritenuto importante organizzare insieme a Pax Christi (movimento cattolico internazionale per la pace) dei percorsi culturali per insegnanti e per studenti al fine di promuovere la cultura del disarmo. Inoltre, ha invitato i Comuni della diocesi a deliberare a sostegno del Trattato e ad esercitare adeguate pressioni presso il Parlamento e il Governo affinché il Paese lo ratifichi. A tal scopo, ha inviato a tutti i sindaci una bozza di delibera da utilizzare come traccia, sulla scia della campagna “Italia ripensaci” volta proprio a sollecitare gli Enti locali a dichiararsi a favore del Trattato.

Né va taciuta la presenza di atomiche nella vicina base militare di Ghedi che rendono ancora più urgente e pressante l’impegno degli Enti locali limitrofi  nel chiedere l’ abolizione di questi micidiali ordigni. Un impegno che le Amministrazioni  non possono omettere se hanno  a cuore la sicurezza dei cittadini, oltre che delle future generazioni e del pianeta. Oggi poi, che il rischio di un conflitto nucleare è ritornato all’orizzonte con la guerra in Ucraina, le realtà civili, politiche e istituzionali del nostro paese dovrebbero spingere l’Italia ad aderire al Trattato sul disarmo nucleare.

È proprio Papa Francesco a chiederlo: nei suoi numerosi interventi ha definito le armi atomiche “illegali e immorali” anche nel solo possesso.

Molti Enti locali italiani si sono mossi aderendo alla campagna “Italia ripensaci”. Nel territorio della provincia di Cremona, oltre al capoluogo, pochi altri Comuni lo hanno fatto. Da qui l’invito a promuovere una presa di posizione diffusa in tutti gli altri Comuni, con l’augurio che il segnale dato da Cremona possa fare da apripista e abbia seguito.

L’invito ad assumere adeguate responsabilità civili e politiche viene anche dai vescovi che, nell’ultima Assemblea generale della CEI,  hanno condiviso l’appello “Per una Repubblica libera dalle armi nucleari”, sottoscritto da oltre 40 presidenti nazionali di associazioni cattoliche.

L’invito a camminare in questa direzione vale per tutti perché, come dice papa Francesco ”tutti noi possiamo essere artigiani e architetti di pace”. Vale pure per le comunità parrocchiali e i gruppi ecclesiali che, attraverso  momenti di informazione e sensibilizzazione, possono sollecitare i comuni a fare la loro parte per il disarmo nucleare.