{"id":1008,"date":"2020-10-07T17:43:44","date_gmt":"2020-10-07T15:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/cmdcremona\/?page_id=1008"},"modified":"2021-01-02T12:18:44","modified_gmt":"2021-01-02T11:18:44","slug":"salvador-de-bahia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/cmdcremona\/salvador-de-bahia\/","title":{"rendered":"Salvador de Bahia"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/cmdcremona\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1008?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/seminariovescovile\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/cmdcremona\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1008?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/seminariovescovile\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><strong>IL PROGETTO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Premesse generali<\/em><\/strong><\/p>\n<h5>&#8220;<em>Tutte le chiese particolari, giovani e antiche, sono chiamate a dare e a ricevere per la missione universale e nessuna deve chiudersi in se stessa\u2026. Esorto tutte le chiese e i pastori, i sacerdoti, i religiosi, i fedeli, ad aprirsi all&#8217;universalit\u00e0 della chiesa, evitando ogni forma di particolarismo, esclusivismo o sentimento di autosufficienza. Le chiese locali, pur radicate nel loro popolo e nella loro cultura, debbono tuttavia mantenere in concreto questo senso universalistico della fede, dando cio\u00e8 e ricevendo dalle altre chiese doni spirituali esperienze pastorali, di primo annunzio e di evangelizzazione, personale apostolico e mezzi materiali. Infatti, la tendenza a chiudersi pu\u00f2 esser forte: le chiese antiche, impegnate per la nuova evangelizzazione, pensano che ormai la missione debbono svolgerla in casa e rischiano di frenare lo slancio verso il mondo non cristiano, concedendo a malincuore le vocazioni agli istituti missionari, alle congregazioni religiose, alle altre chiese. Ma \u00e8 dando generosamente del nostro che riceveremo, e gi\u00e0 oggi le giovani chiese, non poche delle quali conoscono una prodigiosa fioritura di vocazioni, sono in grado di inviare sacerdoti, religiosi e religiose a quelle antiche&#8221; (Giovanni Paolo II, RedemptorisMissio)<\/em><\/h5>\n<h6>A distanza di tempo, l\u2019appello alla missionariet\u00e0 non \u00e8 meno attuale. L\u2019attualit\u00e0 potrebbe indurci a considerare il nostro come un tempo in cui annunciare ed evangelizzare sia ormai un fatto sterile, vivendo la grande tentazione di chiudere ulteriormente il nostro sguardo solo su ci\u00f2 che esiste, ci\u00f2 che garantisce la nostra vita di comunit\u00e0 cristiane di antica tradizione. In realt\u00e0 \u00e8 un tempo nel quale dobbiamo purificare le motivazioni dell\u2019azione pastorale, implementare gli sforzi per un vera missionariet\u00e0.<\/h6>\n<h6>Soprattutto \u00e8 un tempo avvincente, che chiama tutte le comunit\u00e0 diocesane e parrocchiali, gli istituti religiosi e le associazioni e movimenti laicali, a ricevere e attuare nuovamente il mandato missionario, lasciando alla creativit\u00e0 dello Spirito un vero e ampio raggio di azione.<\/h6>\n<h6>La Chiesa esiste per evangelizzare; s\u00ec, ma quale Chiesa? L\u2019immagine di Chiesa infatti non \u00e8 secondaria. Non si pu\u00f2 ergere a paradigma una Chiesa autoreferenziale, preoccupata di auto-conservarsi. Deve necessariamente trattarsi di una Chiesa che \u00e8 consapevole di essere in cammino, contrassegnata da diversit\u00e0 e variazioni \u2018in corso d\u2019opera\u2019.<\/h6>\n<h6>Non a caso l\u2019assemblea CEI del maggio 2019 ha affrontato la questione: <em>Modalit\u00e0 e strumenti per una nuova presenza missionaria,<\/em> mentre il Papa ha indetto per il prossimo ottobre un mese missionario straordinario, sul tema: <em>Battezzati e inviati<\/em>, per dire come tutto un popolo \u00e8 chiamato ad evangelizzare, in quanto \u00e8 consapevole della presenza del Regno di Dio da comunicare agli uomini e alle donne di ogni tempo.<\/h6>\n<h6>In particolare, oggi siamo convinti che:<\/h6>\n<ul>\n<li>la diocesi deve darsi <strong>un progetto<\/strong> di cooperazione missionaria con Chiese sorelle, che consenta di non legare la missione solo all\u2019iniziativa personale, ma di farsene carico tutti, in spirito di comunione e corresponsabilit\u00e0.<\/li>\n<li>il progetto non deve riguardare solo la partenza di sacerdoti fidei-donum, ma deve valorizzare<strong> tutte le vocazioni<\/strong> e le esperienze ecclesiali che, in vario modo, possono maturare ed esprimere questa sensibilit\u00e0.<\/li>\n<li>la scelta di alcune cooperazioni \u201cstrategiche\u201d per la diocesi non esclude affatto la variet\u00e0 di <strong>attivit\u00e0 pro-missioni<\/strong> che singole parrocchie o altre realt\u00e0 portano avanti con passione e frutto. Sar\u00e0 importante per\u00f2 promuovere gruppi di animazione missionaria non solo legati a progetti locali e legami personali, ma partecipi di un cammino unitario di formazione e servizio.<\/li>\n<li>la partenza di presbiteri fidei-donum \u00e8 fruttuosa quando \u00e8 preparata, accompagnata, verificata con l\u2019ausilio delle competenze disponibili nella Chiesa italiana e diocesana. Per far crescere forme di servizio missionario in <strong>\u00e8quipe<\/strong> e meno individuali, anche con presenze per brevi periodi dove possibile.<\/li>\n<li>Il progetto e le scelte conseguenti devono assicurare una<strong> permanenza<\/strong> che rispetti le indicazioni della CEI, per evitare l\u2019identificazione della missione con le singole persone, perch\u00e9 non diventino insostituibili, e perch\u00e9 possa essere facile e positivo il ritorno nella Chiesa cremonese, che deve potersi rinnovare anche grazie ai loro apporti.<\/li>\n<li>La crescita di <strong>comunit\u00e0 straniere sul nostro territorio<\/strong> e nelle nostre parrocchie impone comunque una formazione alla reciprocit\u00e0 interculturale, al dialogo e allo scambio di esperienze.<\/li>\n<\/ul>\n<h6><strong>Ecco quindi che la diocesi di Cremona si impegna a cooperare strutturalmente con l\u2019arcidiocesi di Salvador di Bahia,<\/strong> secondo atti che verranno determinati di comune accordo, per assicurare il servizio di evangelizzazione e cura pastorale nella parrocchia di Cristo Ressuscitado in Novos Alagados (trentacinquemila abitanti, quasi tutti favelados).<br \/>\nIl primo concreto segno di tale impegno alla cooperazione sar\u00e0 l\u2019invio di un secondo sacerdote fidei-donum, con convenzione triennale rinnovabile, seguendo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, contenute nella Convenzione fidei-donum (preti e laici). Contestualmente, si aggiorner\u00e0 con l\u2019aiuto di don Bellani il progetto di servizio pastorale (secondo le indicazioni della Chiesa locale), con l\u2019attenzione a creare un cantiere di solidariet\u00e0 per facilitare le esperienze laiche (di singoli, gruppi di giovani o famiglie). Si cercher\u00e0 di creare fra le due diocesi esperienze di scambio, prevedendo la possibilit\u00e0 di permanenze medio-brevi di sacerdoti e seminaristi, per arricchire la propria esperienza ecclesiale, come pure accogliendo in Italia giovani dal Brasile per stage formativi mirati.<br \/>\nLa Chiesa cremonese avr\u00e0 cura di far conoscere maggiormente la vita della comunit\u00e0 cristiana affidata ai nostri sacerdoti in Brasile, promuovendo anche iniziative concrete di raccolta fondi e microrealizzazioni di solidariet\u00e0 accessibili a parrocchie, gruppi, famiglie.<br \/>\nIl vescovo di Cremona, con l\u2019ausilio dell\u2019Ufficio missionario diocesano, accompagner\u00e0 con attenzione lo sviluppo dell\u2019esperienza, garantendo anche con le necessarie visite la verifica del cammino, in comunione con l\u2019Arcivescovo di Salvador di Bahia e con gli altri soggetti interessati.<\/h6>\n<p><strong><em>Lo spirito<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>SIAMO TUTTI IN MISSIONE, QUA E LA\u2019<\/strong><\/li>\n<li><strong>PER DIVENTARE DISCEPOLI-MISSIONARI,<\/strong><\/li>\n<li><strong>CI RICONOSCIAMO E INSERIAMO NEL MEDESIMO SOGNO-CANTIERE<\/strong><\/li>\n<li><strong>SENZA PAURA DI AVERE UNA PARROCCHIA SORELLA, LONTANO,<\/strong><\/li>\n<li><strong>PERCHE\u2019 IL VANGELO CI CHIAMA AD APRIRCI ALLA FRATERNITA\u2019 E ALLA MONDIALITA\u2019, IN UN TEMPO DI CHIUSURE.<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u2026TUTTI SIGNIFICA NON SOLO I PRETI PARTITI, MA QUELLI CHE POTRANNO PARTIRE<\/strong><br \/>\n<strong>E LE ALTRE VOCAZIONI CHE FANNO LA CHIESA, IN TEMPI E MODI DIVERSI<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROGETTO Premesse generali &#8220;Tutte le chiese particolari, giovani e antiche, sono chiamate a dare e a ricevere per la missione universale e nessuna deve chiudersi in se stessa\u2026. 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