Charles de Foucauld sarà santo: il tesoro del “fratello universale”

Domenica 13 maggio 2022, Papa Francesco proclamerà santi nove beati: Tito Brandsma, Devasahayam (Lazare) Pillai, Cesare de Bus, Luigi Maria Palazzolo, Giustino Maria Russolillo, Charles de Foucauld, Marie Rivier, Maria Francesca di Gesù Rubatto, Maria di Gesù Santocanale e Maria Domenica Mantovani.

Quando un beato è proclamato Santo il suo culto da locale passa ad universale ed è proposto come modello per tutta la Chiesa nel mondo.

La ragione per la quale propongo una breve riflessione su P. Charles di Foucauld non è perché sia il migliore o il più conosciuto, ma perché ha avuto ed ha un significato profondo nella mia vita e posso scriverne con maggior competenza.

Nato da famiglia nobile, intraprese la carriera militare, poi quando si convertì si mise al seguito di Cristo-Carità in una lunga e laboriosa ricerca.

Fu un uomo nel deserto del Sahara che divenne noto perché  custodiva da solo un “tesoro”. Alcuni predoni di quella regione furono colpiti da questa notizia  e per rubarglielo lo uccisero. No, non è lo spunto per un romanzo, ma una storia vera accaduta nel 1916 ai confini nella profonda Algeria. Ed è la storia dell’uccisione di Charles de Foucauld, il “fratello universale”, che domenica 13 maggio sarà santo. Il Papa ha infatti autorizzato la Congregazione per le cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo attribuito al beato Carlo di Gesù (questo il suo nome religioso) e questo svela definitivamente qual era il “tesoro” che egli custodiva, al punto da non temere nemmeno per la sua vita: Gesù Cristo nel tabernacolo.

La vicenda umana e religiosa di Charles de Foucauld ha affascinato e attratto moltissime persone, religiose e laiche, che hanno seguito e seguono ancor oggi la sua spiritualità e il suo modo di vivere il Vangelo Carlo di Gesù (questo è il suo nome da religioso) è un uomo “che ha dato una testimonianza che ha fatto bene alla Chiesa” (Papa Francesco)e la sua vita è “un invito ad aspirare alla fraternità universale” (Benedetto XVI). Lui ha mostrato che questa fraternità non è un sogno, un’utopia, ma è un compito realistico fondato sull’amore di Cristo.

E Cristo – Eucaristia, custodito nella povera abitazione di Carlo di Gesù a Tamanrasset (Algeria) è il tesoro e non l’oro che i predoni – assassini cercavano.

Questo nuovo santo, che visse inquieto e sempre alla ricerca dell’amore di Cristo, è il testimone che la Chiesa genera sempre autentici seguaci di Cristo».

Ma nel solco dell’enciclica “Fratelli tutti” possiamo dire che  Charles de Foucauld visse da fratello universale, cercando di portare ai popoli in tutta umiltà, predicando con la vita non con le parole, facendosi semplice portatore dell’amore di Cristo, nella certezza che quanto più si è fedeli alla propria identità religiosa tanto più si fa urgente l’incontro con uomini che vivono al di là di frontiere pericolose o mai liberate.

Questo santo, rimasto orfano a 6 anni, che perse la fede visse per un buon periodo una vita immorale, un bel giorno nella Chiesa parigina di Sant’Agostino fu colto dalla grazia di Dio. A lui che Lo cercava e si domandava: “Ma Dio esiste ? ” e cercando la verità prega così: “ Mio Dio, se esisti, fa’ che io ti riconosca”, Cristo gli si fece incontro e la frasi evangeliche che più lo colpirono sono: “Questo è il mio corpo, Questo è… il mio sangue” (Mt 26,26.28),“Quello che avete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25,40).

Questo nuovo Santo. guidato dal sacerdote Don Huvelin, nel mese di ottobre del 1886 trovò per sempre Dio e scrisse: “Come credetti che c’era Dio compresi che non potevo fare altro che vivere per Lui”. S. Charles di Gesù, al secolo de Foucauld, mostra che essere santi non vuol dire essere dei superuomini. Più che avere una grande forza di volontà occorre volere Cristo e vivere umilmente con Lui e per Lui.

Mons. Francesco Follo