Guardando a Santa Marta, per non perdere ciò che è importante

Betania, luogo biblico della resurrezione di Lazzaro, ma anche dell’iconico incontro tra Gesù e le sorelle Maria e Marta, nella loro casa, simbolo dell’accoglienza, dell’ascolto e del servizio. Betania come luogo di passaggio del cammino di Cristo verso Gerusalemme. “Cammino”, parola che si lega facilmente al concetto di sinodo. Si intitola, infatti, “I cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali (leggi qui la presentazione). Proprio in riferimento al tema scelto per questo anno, proponiamo un approfondimento, un parallelismo tra la vita odierna e la figura di Marta di Betania, santa della Chiesa cattolica e rappresentazione concreta della vita attiva, la cui celebrazione ricorre il 29 luglio.

Siamo in questo tempo alla continua ricerca di un contenitore simile al tagadà che ci faccia provare l’ebbrezza della sospensione a tutti gli effetti. Abbiamo, a volte, paura di fermarci, di sentire i piedi aderenti alla terra. Ci lasciamo avvolgere dai tanti rumori che, come un fiume in piena, tacitano il presente, tanto da non accorgerci neanche di chi ci sta accanto. Nell’impeto del movimento, spesso trasciniamo tutto ciò che incontriamo di umano, senza rendercene conto. É come se il verso dantesco “non ti curar di lor, ma guarda e passa” sia stato assunto oggi come un invito ad ignorare tutti e tutto, per occuparci solo del nostro io. Il diritto individuale ormai è slegato da ogni criterio della cura del bene comune. Ognuno si allena a guardare solo il particolare, sganciato da tutto il resto…purché ogni cosa vada bene solo per sé!

Continuiamo a rimuginare per trovare ogni soluzione che difenda il nostro orticello. Gridiamo se un micino o un cucciolo di cane sono stati abbandonati, ci preoccupiamo di trovare i farmaci per loro per colesterolo, spendiamo tanti soldi per i cibi senza grasso… mentre ai bambini dei Paesi in via di sviluppo si misura il polsino, per verificare lo stato di salute precaria a causa della denutrizione.

Siamo presi da mille pensieri che ci attraversano, da fiumi di parole che sembrano riempire il vuoto e che ci allontanano sempre di più dalle relazioni. Acronimi, frasi con varie ellissi, pause e messaggi vocali sincopati, ecc. costituiscono la maggior parte della comunicazione oggi. A volte si ha la sensazione che chi parla e chi ascolta sono realmente assenti, le loro voci sembrano non incrociarsi e perdersi nell’etere, perché l’emittente e il ricevente, mentre blaterano, sono occupati contemporaneamente in tutt’altro.

Marta, la donna del Vangelo che accoglie nella sua casa Gesù che “amava Marta e sua sorella e Lazzaro” (Gv 11,5), ci fa vedere plasticamente come viviamo a volte quando siamo presi da mille cose e trascuriamo le persone. Responsabile di tutto l’andamento della casa, ella si preoccupa di onorare l’ospite, di programmare tutto, perché non manchi nulla al Maestro. Si rapporta con Gesù soprattutto a livello cognitivo. Non si ferma, non rimane di fronte a lui per incontrare lo sguardo, sembra ignorare la sua presenza reale, anche se si adopera con ansia per preparare il pasto. Si identifica con il suo ruolo, non si lascia guidare dal senso della sua vita che orienta tutti i momenti dell’esistenza. Ha bisogno di essere riconosciuta perfetta, perché non riconosce che l’essere umano ha in dotazione anche le fragilità. La sua esperienza ci rimanda bene al nostro comportamento: perdiamo spesso il senso dell’accadimento, siamo presi dall’ansia, non siamo attenti alla realtà, non rimaniamo in contatto con noi stessi nel qui e ora, non ci ascoltiamo e non ascoltiamo. Siamo spesso assenti dalla vita, mentre passano tante storie davanti ai nostri occhi e non ce ne accorgiamo.

Gesù dice anche a noi come a Marta di non agitarci per tante cose, perché possiamo lasciarci sfuggire ciò che è veramente importante nella vita: «”Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”» (Lc 10, 38-42). Ci chiede di non girare a vuoto, di non rischiare di perdere il motivo per cui rendiamo un servizio, di non occupare spazi per esercitare il potere, ma soprattutto di non perdere il senso della nostra vita. Egli ci invita a non rimanere nel circuito di una visione parziale della vita, a valutare la situazione attraverso una lettura globale che ci permette di riconoscere la presenza propria e altrui. La generatività passa anche dall’abbattimento dello steccato che divide le relazioni umane, per riconoscere e rispettare la soglia del Mistero di ciascuno e scegliere di rimanere sempre con l’altro/a.

Il grido di Marta è anche il nostro, soprattutto quando perdiamo la bussola del momento presente. Presi solo dall’efficientismo, ci paralizziamo nei nostri schemi. Allora scopriamo il vuoto dentro e intorno a noi e andiamo in confusione. La stessa fede che ci porta a vedere la presenza di Dio nell’esistenza, sembra diventare molte volte evanescente. Così il tempo abitato da Dio sembra perdere consistenza. C’è l’illusione che tutto ha origine da noi, che ogni evento può essere deciso individualmente, che possiamo pilotare la vita a nostro piacimento.

Chi sono io, Signore? Chi sei Tu? Chi sono gli altri che incontro? Gesù affettuosamente esorta Marta ed ella si ferma ad ascoltare: entra in intimità ritrovando il centro. Egli invita anche noi ad unificarci interiormente, a metterci in ascolto della Parola, perché la relazione con lui possa farci riscoprire la bellezza delle relazioni umane reali che rimandano al Mistero. Ancora oggi Gesù che cammina con noi, ci chiede di vivere la mistica dell’incontro, la mistica dello stare insieme.




Disponibile il numero speciale gratuito della “Rivista di pastorale liturgica”

In seguito alla pubblicazione, il 22 giugno, della lettera apostolica Desiderio desideravi di Papa Francesco, è disponibile un numero speciale, offerto gratuitamente, della “Rivista di pastorale liturgica”, che commenta e approfondisce il tema di aggiornamento e formazione liturgica affrontato nel documento pontificio.

Redatta da Editrice Queriniana, la rivista è disponibile tramite abbonamento annuale, al costo di €40 per l’edizione cartacea e di €30 per quella digitale, per un totale di sei numeri.

L’uscita speciale di luglio è scaricabile gratuitamente a questo link.




“Incontri che formano e fanno crescere”, disponibile il numero di luglio di “Chiesa in Cammino”

Presentato con il titolo “Incontri che formano e fanno crescere” e un’immagine di copertina dedicata all’ordinazione sacerdotale di William Dalé, è disponibile il numero di luglio di “Chiesa in Cammino”, il periodico del Seminario vescovile di Cremona.

“Gustare ogni momento” è il titolo dell’editoriale di don Marco D’Agostino, rettore del Seminario, che, introducendo la pubblicazione, invita alla lettura e alla riflessione: «Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di sentire ancora il gusto di esperienze di preghiera, ascolto della Parola, confronto e servizio, pellegrinaggio e vita comune giovanile, lavoro e fatica che facciano emergere come il Cristo sia vivo, chiami ancora, possa aiutare ciascuno a trovare in Lui il senso ultimo della vita». Un appello ai nuovi adolescenti e ai nuovi giovani, affinché siano pronti a sperimentare un’eventuale chiamata del Signore. E prosegue: «Accanto a quella voce siamo chiamati ad avvicinare l’orecchio del cuore. Se insieme, tutti quanti, facciamo risuonare in ogni momento i frutti della Pasqua, ritroveremo il gusto di una vita autentica, che sa diventare un dono per gli altri come il Signore e gli altri lo sono stati per noi. Ogni momento».

Tra i numerosi articoli presenti in questo numero, scritti per la maggior parte dai seminaristi cremonesi per un approfondimento della vita del Seminario, anche la testimonianza “Vita da prete, pastore sempre e ovunque”, scritta da mons. Franco Follo, addetto alla Segreteria di Stato della Santa Sede sino al 2002 e osservatore permanente della Santa Sede all’Unesco fino al 2021, in cui il sacerdote cremonese oggi residente proprio in Seminario, racconta la sua vita ministeriale nonostante gli incarichi e gli impegni a livello internazionale. «Per un prete, secondo me non c’è del tempo libero – racconta mons. Follo –, ma il suo tempo è liberato, vale a dire vissuto, speso in rapporto con Dio del cui amore e della cui verità è rappresentante e missionario». E conclude: « Il prete deve essere sempre una finestra aperta sul Cielo e mani aperte sulla Terra su cui spargere la Carità».

Tra gli altri approfondimenti una pagina dedicata all’ordinazione presbiterale di don William Dalè: articolo accompagnato proprio da un testo del novello sacerdote, contenente le sue riflessioni dei giorni antecedenti all’ordinazione. E a proposito di vocazione e ordinazioni, “Riconosciamo la fiducia del Signore su di noi” racconta le emozioni di fra Daniel Dossou e fra Godfroy Agbodgi, ammessi lo scorso 18 giugno agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato.

Scarica qui il numero di luglio di “Chiesa in Cammino” in formato pdf




“Siamo qui per una luce nuova”. Iniziato il pellegrinaggio a Lourdes con il Vescovo Antonio e 80 cremonesi

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Un clima incerto, quello tipico di Lourdes – dove si passa dal cielo plumbeo ad un sole rovente nel giro di pochi minuti – ha accompagnato i primi passi del pellegrinaggio dell’Unitalsi lombarda cui partecipano ottanta cremonesi guidati dal presidente della sottosezione Tiziano Guarneri.

In tutto i pellegrini – provenienti soprattutto da Como, Mantova e naturalmente dalla città del Torrazzo – sono oltre 250, tra di essi molti malati e diversamente abili, che grazie alla commovente disponibilità di dame e barellieri possono vivere con serenità e intensità i tanti momenti celebrativi che il santuario mariano offre ogni giorno.

I sacerdoti sono una decina, metà dalla nostra diocesi: don Maurizio Lucini, assistente diocesano Unitalsi, don Claudio Rasoli, presidente della Fondazione Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde, don Massimo Macalli, parroco di S. Matteo delle Chiaviche, don Mario Martinengo, collaboratore parrocchiale a Bozzolo e don Stefano Montagna, vicario dell’unità pastorale S. Omobono che comprende le comunità della Cattedrale, S. Imerio e S. Pietro. Il giovane sacerdote sta accompagnando 16 giovani dai 22 ai 29 anni che, indossata la polo blu dell’associazione, si sono messi a servizio degli ammalati con grande passione e disponibilità.

Guida spirituale dell’intero gruppo lombardo è il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, giunto a Lourdes sabato 6 agosto, un giorno dopo l’arrivo dei lombardi in terra francese.

Il pellegrinaggio, infatti, è iniziato nella serata di giovedì 4 aprile con la partenza di sette pullman da diversi punti della nostra regione: due da Cremona. Arrivati la mattina successiva, il primo appuntamento comunitario si è tenuto nella Basilica del Rosario con la Messa di apertura presieduta da don Mario Martinengo. La giornata di sabato 6 si è aperta con la celebrazione penitenziale e le confessioni individuali: molti ammalati, ma anche tanti volontari, hanno voluto consegnare a Dio tutte quelle infedeltà e mancanze che non permettono una piena comunione con il Padre e con i fratelli. Nel primo pomeriggio il gruppo si è diviso: alcuni hanno celebrato la via Crucis sulla collina delle Spelonche (Espélugues) con le stazioni rappresentate da statue di ghisa dorate ad altezza naturale, i malati, invece, l’hanno vissuto nella prateria, la grande distesa di verde che si affaccia al di là del Gave, dove spesso i gruppi di giovani si ritrovano per pregare, ma anche per cantare ed esprimere la gioia e l’entusiasmo della loro età.

Alle 16.30, nella chiesa dedicata a Santa Bernadette, il vescovo Antonio, giunto in aereo nel primo pomeriggio, ha presieduto la S. Messa nella festa della Trasfigurazione del Signore.

Mons. Napolioni, nella breve omelia, ha rimarcato la grazia di essere in questo luogo di intensa preghiera, nel quale avvengono ogni giorno tanti piccoli miracoli che nessuno conosce, ma che sono estremamente reali: le conversioni dei cuori, scelte di vita improntate al Vangelo, l’accettazione delle proprie croci da parte di malati e infermi. E prendendo spunto dal Vangelo della Trasfigurazione ha proseguito: “Noi siamo qui non per rifarci il look o il lifting ma perché si accenda nel nostro volto una luce nuova. Terminata questa esperienza torneremo a casa: non ci prenda la nostalgia o l’invidia, perché potremo sempre essere uniti a Lourdes proprio attraverso la preghiera e godere così i frutti spirituali di questo luogo benedetto dalla Madonna”.

E commentando il volto luminoso di Gesù sul Tabor ha proseguito: “Egli si è trasfigurato proprio mentre pregava il Padre. Il suo modo di pregare ha davvero portato frutto in lui, cambiandolo addirittura di aspetto! Così può essere per noi: la preghiera, se vissuta bene, aiuta a cambiare lo sguardo sulle cose e sulla realtà. Essa ci permette di sperimentare la vicinanza di Dio e quindi sconfigge ogni sentimento di solitudine e di disperazione”. Infine l’invito a condividere i doni e le grazie spirituali di queste giornate di intensa spiritualità: “Diciamoci come davvero il Signore ci sta aiutando ad accettare quello che siamo e la realtà nella quale siamo immersi, anche se spesso è costellata di croci visibili e invisibili”.

Terminata l’Eucaristia il gruppo lombardo ha attraverso il ponte sul Gave e si diretto alla Grotta di Massabielle dove alle 18 il presule ha recitato il Santo Rosario in diretta su TV2000: in questo modo centinaia di cremonesi hanno potuto unirsi spiritualmente al pellegrinaggio.

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Domenica 7 agosto due gli appuntamenti importanti: alle 9.30 la Messa internazionale celebrata nella grande basilica ipogea dedicata a S. Pio X, mentre nel pomeriggio, alle 17, si terrà la solenne processione eucaristica che si snoderà per gli ampi e affollati piazzali del Santuario: proprio questo suggestivo rito sarà presieduto dal vescovo Antonio. Nel primo pomeriggio, per chi desidera, sarà possibile visitare i luoghi in cui visse Santa Bernadette prima della sua entrata nel convento di Nevers.

Lunedì ci sarà il momento più atteso: la Messa e il passaggio di ogni singolo pellegrino alla Grotta e quindi il gesto dell’acqua che quest’anno, a causa ancora dell’emergenza pandemia, sostituisce il bagno nelle piscine. In serata la compagine lombarda parteciperà ufficialmente alla processione aux flambeaux. Martedì 9 i momenti conclusivi: alle ore 9 la Messa finale con l’accoglienza del personale del primo anno e la celebrazione degli anniversari di ordinazione per i sacerdoti e di matrimonio. Alle 15, infine, la recita del Rosario e i saluti finali.

Claudio Rasoli




Casalmaggiore, impegno e finanziamenti per far rinascere la chiesa di S. Rocco

Dopo il contributo di 76.412 euro garantito dal bando di Fondazione Cariplo, vinto nel 2021, per la copertura del 50% delle spese di restauro della chiesa di San Rocco, arrivano alla parrocchia di Casalmaggiore ulteriori fondi: 200.000 euro per la conservazione e il consolidamento delle rovine della chiesa distrutta dall’esondazione del fiume Po del 1951. Casalmaggiore potrà dunque usufruire di questo finanziamento, stanziato nel 2022, grazie alla vittoria del bando promosso dalla sezione per la sicurezza sismica dei luoghi di culto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

«Dopo la vittoria dei due bandi – spiega l’architetto Gabriele Pezzini – siamo arrivati a una conclusione: unire, con l’accordo della Sovrintendenza e di Fondazione Cariplo, i due finanziamenti in un unico progetto, magari suddiviso in due lotti, che presenteremo a settembre». E prosegue: «In attesa della pubblicazione delle linee guida del Pnnr, l’auspicio è quello di ottenere l’approvazione entro ottobre, per poter poi stabilire i termini di inizio e fine lavori».

Il progetto andrebbe a costituire il secondo recente intervento sulla chiesa di San Rocco, dopo una prima opera di messa in sicurezza attuata attraverso il puntellamento della struttura pericolante. Il finanziamento di Fondazione Cariplo servirà alla conservazione degli affreschi, degli stucchi e delle opere decorative interne, mentre il contributo del Pnnr andrà poi a concludere il recupero sismico strutturale e di messa in sicurezza finale di tutta la struttura.

Chiesa di San Rocco che rappresenta un punto d’incontro tra generazioni, accumunate da un sentimento di devozione e cura dell’edificio: «La scuola Romani di Casalmaggiore si è presa molto a cuore questo progetto di restauro – racconta l’architetto –: infatti, già si era mossa, nel 2018, attraverso un convegno, affinché Casalmaggiore riuscisse a ottenere il primo finanziamento; essa è ancor oggi impegnata in una campagna di sensibilizzazione per un’ulteriore raccolta fondi, il cui collettore e la cui gestione dovranno essere concordati tra le associazioni del territorio». Non solo studenti però tra gli “affezionati” a San Rocco: «Tra gli anziani sento spesso parlare con nostalgia della chiesa che fu, prima dell’esondazione – conclude Pezzini –. Mi auguro che tutta questa devozione si possa trasformare in un aiuto concreto per rimettere in sesto San Rocco».

Un forte sentimento di affezione e interesse, dunque, per quel che resta della struttura di questa chiesa, ormai in stato di rudere, ma mai veramente dimenticata. A tal proposito il commento di don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore: «È quasi illogico che si finanzi il restauro di ruderi, ma l’interesse e il coinvolgimento della scuola e della comunità hanno fatto sì che questa struttura non finisse nel dimenticatoio».




Unitalsi, in partenza il pellegrinaggio a Lourdes. Tra i volontari sedici giovani dell’U.P “Sant’Omobono”

Inizierà giovedì 4 agosto, alle 18.45, il pellegrinaggio a Lourdes per 80 cremonesi che hanno aderito alla proposta dell’Unitalsi lombarda, associazione che dal lontano 1903 accompagna malati e disabili nei maggiori santuari mariana d’Europa, in particolare quello nato attorno alla grotta di Massabielle e quello di Loreto nelle Marche.

I pellegrini, poco prima delle 19.00, saliranno su due pullman, uno attrezzato per gli infermi e uno per volontari e devoti, e, dopo aver viaggiato tutta la notte, arriveranno nelle prime ore di venerdì 5 nella cittadina sui Pirenei e si uniranno agli altri pellegrini lombardi: in tutto la compagine unitalsiana conterà oltre 250 persone tra malati, volontari, sacerdoti, semplici pellegrini e il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, eletto guida spirituale del pellegrinaggio regionale.

Tra i cremonesi alcuni ragazzi disabili della Fondazione Sospiro e della Fondazione Redentore di Castelverde, oltre che un gruppo di sedici giovani, tra i 22 e i 29 anni, dell’unità pastorale “Sant’Omobono”, comprendente le parrocchie cittadine della Cattedrale, S. Imerio e S. Pietro.

«Saranno tutti impegnati come barellieri – spiega il vicario don Stefano Montagna che li segue in questa forte esperienza di carità – tranne una ragazza che presterà servizio su un piano del Salus, la struttura dell’Unitalsi che accoglie malati e diversamente abili». E prosegue: «Già da qualche anno il gruppo accarezzava l’idea di farsi pellegrino a Lourdes come volontario, ma la pandemia ha bloccato tutto. Avevamo anche fatto un percorso di formazione con i membri dell’Unitalsi, sia di conoscenza del santuario sia per imparare come trattare i malati e come vivere concretamente il servizio di dame e barellieri».

«Quest’anno appena il presidente Tiziano Guarneri ci ha detto che riprendevano i pellegrinaggi ci siamo subito resi disponibili – racconta il sacerdote –. Per molti si tratta di una vera e propria esperienza spirituale per conoscere ed approfondire il messaggio che Bernadette ha ricevuto a Massabielle dalla Vergine. Per tutti c’è tanta voglia di mettersi in gioco con malati e diversamente abili nella consapevolezza che questo incontro arricchirà tutti».

«Siamo molto contenti di accogliere questi giovani – racconta il presidente Guarneri –. L’Unitalsi cremonese in questi anni ha incontrato tanti ragazzi degli oratori, alcuni di loro sono venuti a Lourdes come volontari e adesso sono membri attivi della nostra associazione. La nostra è una esperienza formativa a 360 gradi dove preghiera, carità, fraternità e dimensione ecclesiale si fondano armonicamente».

Il pellegrinaggio che, è sempre bene ricordarlo, inizia al momento della partenza dalle proprie case, avrà il suo primo momento comunitario alle 16.30 di mercoledì 5 agosto con la messa di apertura nella basilica del Santo Rosario. La mattinata di sabato 6 agosto sarà dedicata alla celebrazione del Sacramento della Riconciliazione e nel pomeriggio alla Via Crucis: i pellegrini percorreranno quella che sale sul monte, i malati quella posta nel grande prato al di là del fiume Gave. Alle 16.30 è programmata la S. Messa alla grotta, ai piedi della bella statua della Madonna, in quella nicchia in chi apparve Maria a Bernardette. Alle 18, in diretta su TV2000, sarà recitato il Rosario sempre presso la Grotta. Dopo cena, alle 21, la Via Crucis sarà celebrata dal personale. Domenica 7 agosto sarà caratterizzata dalla Messa internazionale nella grande basilica ipogea dedicata a San Pio X. Seguirà, prima di pranzo, la tradizionale foto di gruppo a ricordo del pellegrinaggio. Nel primo pomeriggio i pellegrini visiteranno i luoghi di Bernadette, mentre alle 17 si terrà la processione eucaristica. Alle 21 altro momento per i volontari dedicati alla condivisione. Lunedì 8, alle 8.30, gli unitalsiani lombardi parteciperanno alla Messa degli italiani alla Grotta, seguirà poi il gesto dell’acqua per i malati (per ora non è possibile ancora fare il bagno nelle piscine a causa della pandemia) e uno dei momenti più attesi e suggestivi: il passaggio alla Grotta. La sera, alle 21, ci sarà la processione aux flambeaux, una delle celebrazioni più caratteristiche del santuario francese. Martedì 9, alle 9, nella chiesa di S. Bernadette si terrà la Messa dell’arrivederci, mentre alle 15 nella cappella di Notre Dame sarà recitato il Rosario. Quindi la partenza per l’Italia sempre in pullman.

«Quest’anno – prosegue Guarneri – il tema pastorale che ci affida il santuario sono le parole che Maria rivolge a Bernardette “Vada a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che ci si venga in processione”. Tenendo conto del contenuto e della ricchezza di queste parole, la frase sarà spalmata in tre anni: quest’anno si centrerà l’attenzione su “Vada a dire ai sacerdoti…”, nel 2023 “…che si costruisca una cappella…” e nel 2024 “…e che si venga in processione”».

Nel 2022, quindi, quanti si recheranno in questo luogo mariano lambito dal fiume Gave saranno invitati meditare e pregare sul ministero sacerdotale, sul compito dei presbiteri nel servizio al popolo di Dio e come ausilio nel riscoprire quella comune vocazione sacerdotale che è uno dei doni più belli del battesimo.

Per preparare il pellegrinaggio il presidente Guarneri ha promosso un incontro formativo tenutosi nel pomeriggio di domenica 31 luglio al Centro pastorale diocesano: «Dopo la preghiera e la meditazione del nostro assistente spirituale, don Maurizio Lucini, e gli interventi di educatrici e fisioterapiste dell’Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde che ci hanno aiutato ad approfondire la relazione con i malati ma anche le tecniche di movimentazione, abbiamo dato indicazioni concrete sul pellegrinaggio e sui servizi svolti da dame e barellieri oltre naturalmente a tutte le note tecniche e le indicazioni circa la partenza e le modalità di svolgimento del pellegrinaggio. Alla fine, a sorpresa, è arrivato anche il vescovo Antonio che ci ha spronato a vivere con intensità questo pellegrinaggio sia nella preghiera sia nel servizio ai più fragili».

Claudio Rasoli




Salvador de Bahia, primissimi giorni di missione per Alessandra, Anna e Tommaso

Dopo Martha Ferrari, altri tre giovani della Diocesi di Cremona hanno raggiunto la parrocchia di Cristo Risorto, a Salvador de Bahia, in Brasile, dando il via alla loro estate missionaria, iniziata quasi due mesi dopo il mandato ricevuto dal vescovo Napolioni il 5 giugno, domenica di Pentecoste, e che durerà fino alla terza settimana di agosto.

Arrivati in Brasile nella tarda serata del 28 luglio, i tre giovani hanno raggiunto la parrocchia il giorno successivo, dove hanno incontrato i ragazzi del posto: «Ci ha colpito chiaramente la diversità, dal punto di vista della mentalità, ma anche dello stile di vita – commentano – a tratti davvero insostenibile».

«La cosa che ci ha maggiormente colpito è stata il doposcuola – raccontano i tre ragazzi – che si svolge in uno spazio chiamato “kilombo”, in cui ci siamo resi conto che il livello di istruzione, oltre a essere molto basso, porta in sé anche una mentalità caotica, che si riflette anche sull’incapacità dei bambini di mantenere l’attenzione e la concentrazione e di attuare ragionamenti complessi. L’unico modo che si è trovato per ovviare a questo problema è stato quello di sviluppare un metodo di insegnamento basato sulla rigidità e sulla ripetizione mnemonica».

Un’impatto certamente forte per i primi giorni dei tre giovani in “missione”, di certo non privo di qualche difficoltà: «Se dovessimo scegliere tre parole per sintetizzare questi primi giorni – proseguono –, sarebbero “confusione”, “rumore”, “eccesso”. “Confusione” sia dal punto dell’organizzazione delle giornate, ma anche dal punto di vista delle stagioni, del clima, che qui è sempre più o meno uguale, caldo. Per quanto riguarda il “rumore” ci ha colpito sia la musica assordante proveniente dalle case e dalle macchine di passaggio, sia il tono di voce molto alto e la vivacità generale nel parlare. Infine, in contrasto con la povertà dei loro mezzi, si può notare come tendano a enfatizzare ogni momento della loro vita, colgono ogni occasione che hanno per fare festa, che sia il sabato sera o la vittoria di una squadra di calcio».

Infine l’auspicio di Alessandra, Anna e Tommaso per l’esperienza che proseguirà nelle prossime settimane in Brasile: «Speriamo di capire meglio la lingua, nei confronti della quale abbiamo riscontrato qualche difficoltà: questo ci permetterebbe di conoscere ancor meglio i ragazzi e capire qualcosa in più della loro vita».

«Un bellissimo scambio di esperienze tra le culture dei due paesi», si legge sul profilo Instagram della parrocchia brasiliana, testimone dell’entusiasmo con cui i ragazzi hanno atteso e accolto i giovani cremonesi, e con cui hanno apprezzato il lavoro svolto fin qui da Martha Ferrari, in Brasile già da inizio luglio. Nei prossimi giorni in arrivo a Salvador de Bahia anche l’ultimo dei volontari, Davide Chiari, che si andrà ad aggiungere al gruppo italiano già operativo in parrocchia.




Nuovo anno diocesano: le anticipazioni del calendario 2022-2023

A circa un mese di distanza dall’inizio del nuovo anno diocesano, che si aprirà ufficialmente il prossimo18 settembre con il pellegrinaggio diocesano al Santuario di Caravaggio durante il quale il Vescovo presiederà la Messa per l’ordinazione diaconale di quattro seminaristi, ecco alcune anticipazioni sul calendario dei prossimi mesi della Chiesa di Cremona. Sul calendario, che come da tradizione nelle prossime settimane sarà disponibile insieme all’edizione 2022/23 dei percorsi pastorali, sarà infatti possibile ritrovare tutte le date significative, i percorsi e gli incontri nelle zone e in diocesi, e tutte le Giornate che scandiscono il percorso della Chiesa locale durante ogni anno che inizia.

A fare da apripista sarà la Scuola animatori “Giochiamoci i talenti”, in programma dal 5 al 7 settembre a Cesenatico. Numerose le iniziative che riguarderanno, in questo anno, gli adolescenti e i giovani della Diocesi; spiccano gli appuntamenti di ottobre e novembre: il pellegrinaggio adolescenti “Ado in città”, dal 29 ottobre al 1° novembre, e la Veglia diocesana per i giovani, che avrà luogo presso il Museo Diocesano il 19 novembre. Poi gli esercizi spirituali per i giovani, dal 3 al 5 marzo a Tignale. Primavera 2023 che riguarda i ragazzi anche trasversalmente, con la presentazione dei Grest ai responsabili nelle varie Zone pastorali, pianificata per il 20, 21 e 22 marzo. Le iniziative per i giovani e gli adolescenti toccheranno il loro culmine nell’agosto 2023: appuntamento dal 1° al 6 agosto con la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona.

Un grande appuntamento estivo per i giovani che si affianca al tradizionale pellegrinaggio con il Vescovo Napolioni che avrà come meta la Turchia.

I mesi di avvio dell’anno pastorale intanto risultano essere ricchi di impegni, tra cui il Pellegrinaggio regionale per i sacerdoti anziani e ammalati, il 15 settembre a Caravaggio, e l’Assemblea degli oratori il giorno successivo in Seminario. A fine mese, il 30 settembre, è in programma l’Assemblea diocesana catechisti sulla iniziazione cristiana, che si terrà dalle 18.30 presso il Seminario Vescovile di Cremona e offrirà una prima importante occasione di confronto e discernimento sulla catechesi nelle parrocchie.

Cadrà il 5 ottobre il 50° anniversario di Caritas Cremonese, che sarà celebrato in Seminario con l’Assemblea diocesana degli operatori di carità. E sempre nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario di Caritas, in occasione della festa patronale di Sant’Omobono che si celebra il 13 novembre sarà inaugurata la nuova Casa degli universitari, sita in via Martiri di Sclemo, a Cremona.

Con il nuovo anno riprenderà poi la visita pastorale “Gesù per le strade”, importante occasione di confronto e preghiera, per le comunità, con il vescovo Napolioni: primo appuntamento, dal 13 gennaio, a Romanengo; il weekend successivo all’unità pastorale Piadena, Vho e Drizzona; dal 27 gennaio il vescovo visiterà l’unità pastorale di Scandolara Ravara, Castelponzone, San Martino del Lago, Ca’ de’ Soresini, Motta Baluffi, Cingia de’ Botti, Vidiceto e Solarolo Monasterolo; nei due mesi successivi sarà il turno dell’unità pastorale di Castelleone e Corte Madama, di Soresina, dell’unità pastorale di Pomponesco, Salina, Casaletto e Bellaguarda, dell’unità pastorale di Dosolo, Correggioverde, Cavallara, Villastrada, S. Matteo delle Chiaviche e Sabbioni e della parrocchia di Fornovo S. Giovanni; ultimo appuntamento, dal 17 al 19 marzo, presso la parrocchia di Rivolta d’Adda.

Mese di gennaio che vedrà concretizzarsi l’attenzione diocesana sulla Pastorale famigliare. È infatti in programma, dal 27 al 29 gennaio, il primo weekend per le famiglie a Tonfano; secondo appuntamento dal 14 al 16 aprile. Famiglie protagoniste anche nel mese successivo, con la celebrazione, domenica 12 febbraio in Seminario, della Giornata diocesana della Famiglia.

Da sottolineare, poi, la calendarizzazione del Consiglio pastorale diocesano e degli uffici pastorali: un incontro di verifica e programmazione fissato per il 12 e il 13 maggio a Caravaggio.




Dal 4 al 10 agosto a Lourdes il pellegrinaggio Unitalsi con il vescovo Napolioni

“Vada a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che ci si venga in processione”. È la grande missione che Maria affidò a Bernadette Soubirous il 2 marzo 1858 dinanzi alla grotta di Massabielle. La giovane ragazza, nonostante la propria timidezza, presentò il messaggio al parroco di Lourdes, padre Peyramale, consegnando così alla Chiesa il compito di trasformare quell’antico pascolo di maiali in un luogo di preghiera e di annuncio della salvezza.

L’invito di Maria alla piccola veggente è stato scelto dal Santuario francese come tema pastorale per gli anni 2022-2024. Tenendo conto del contenuto e della ricchezza di queste parole, saranno presentate tre frasi: quest’anno si centrerà l’attenzione su “Vada a dire ai sacerdoti…”, nel 2023 “…che si costruisca una cappella…” e nel 2024 “…e che si venga in processione”.

Nel 2022, quindi, quanti si recheranno in questo luogo mariano lambito dal fiume Gave saranno invitati meditare e pregare sul ministero sacerdotale, sul compito dei presbiteri nel servizio al popolo di Dio e come ausilio nel riscoprire quella comune vocazione sacerdotale che è uno dei doni battesimali. A questo saranno, dunque, chiamati gli 80 pellegrini della diocesi di Cremona che dal 4 al 10 agosto hanno aderito al pellegrinaggio dell’Unitalsi regionale a Lourdes. In tutto i lombardi saranno 250 tra malati, dame e barellieri della benemerita associazione, sacerdoti, accompagnatori e fedeli. A guidare spiritualmente il gruppo sarà proprio il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni.

Il programma del pellegrinaggio prevede la Messa di apertura la sera di venerdì 5 agosto, mentre sabato 6 sarà dedicato al sacramento della Riconciliazione e alla Via Crucis sia per i pellegrini sia per i malati. La domenica sarà caratterizzata al mattino dalla Messa Internazionale e nel pomeriggio alla processione e all’adorazione eucaristica. Lunedì 8 è previsto uno dei momenti più attesi: l’Eucaristia e il passaggio individuale alla Grotta, e il gesto dell’acqua presso le piscine; la sera, alle 21, i fedeli lombardi parteciperanno alla suggestiva processione “aux flambeaux”. Martedì 9 agosto, infine, alle 9.15 la Messa dell’arrivederci nella chiesa di S. Giuseppe e alle 15 il Rosario nella Cappella di Notre Dame, poi la partenza per l’Italia.

«La nostra sottosezione – spiega il presidente Tiziano Guarneri – è quella più rappresentata insieme a Mantova e Como. Partiremo con i pullman la sera di giovedì 4 agosto e dopo le dovute soste arriveremo al santuario nella giornata di venerdì 5. Siamo particolarmente contenti perché a questa forte esperienza di fede e di servizio caritativo parteciperanno una ventina di ragazze e ragazzi dell’unità pastorale cittadina S. Omobono che comprende le parrocchie della Cattedrale, S. Imerio e S. Pietro. In questa loro prima esperienza saranno accompagnati dal vicario don Stefano Montagna».

L’Unitalsi cremonese non è nuova nel coinvolgimento dei giovani: «In questi anni tanti oratori hanno fatto esperienza di servizio con noi nei diversi pellegrinaggi sia a Loreto sia a Lourdes – raccontano dall’Associazione –. Tutti sono tornati non solo entusiasti per quanto hanno donato e soprattutto per quanto hanno ricevuto, ma anche maggiormente maturi nella fede e nella loro appartenenza ecclesiale! Diversi poi hanno continuato a frequentare l’associazione diventando membri attivi e propositivi».

Per preparare il pellegrinaggio il presidente Guarneri ha indetto un incontro per domenica 31 luglio al Centro pastorale diocesano a partire dalle ore 15.45: «Dopo la preghiera e la meditazione del nostro assistente spirituale, don Maurizio Lucini, e gli interventi di educatrici e fisioterapiste dell’Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde che ci aiuteranno ad approfondire la relazione con i malati ma anche le tecniche di movimentazione, daremo indicazioni concrete sul pellegrinaggio e sui servizi svolti da dame e barellieri oltre naturalmente a tutte le note tecniche e le indicazioni circa la partenza e le modalità di svolgimento del pellegrinaggio».

Claudio Rasoli




Drum Bun, l’associazione con lo “zaino in spalla”per conoscere esperienze di bene comune

Ci sono momenti in cui è necessario fare un bilancio del proprio percorso, ancor più quando occorre raccogliere il patrimonio della propria identità e rilanciarla nel presente e per il futuro: la pandemia, sotto questo punto di vista, è stata violentemente e forzatamente illuminante, poiché ha imposto limiti – fino a due anni fa – imprevedibili ed inimmaginabili, con cui oggi fare i conti.

Ecco dunque che anche Drum Bun, un’associazione con oltre vent’anni di storia di viaggi di volontariato in Italia e all’estero (tra Romania ed Albania), trovandosi per un lungo periodo impossibilitata a rispondere alla sua prima vocazione e missione, si è trovata costretta a ripensarsi. La risposta del servizio sul territorio, in termini animativi ed educativi e di aiuto alla rete di solidarietà locale è stata entusiastica e partecipata, ma ha acceso contestualmente il desiderio forte di immaginare nuove proposte per il bene comune anche a km0.

Da qui l’intuizione che ha ispirato l’iniziativa estiva “Zaino in spalla”: un viaggio per osservare, ascoltare, ispirarsi e tessere nuove relazioni.

Due le tappe principali del cammino di quattro giorni che ha impegnato un gruppo di giovani volontari dell’associazione cremonese nell’ultima settimana di luglio: Torino e Ventimiglia.

Primo step: l’incontro, presso l’Arsenale della Pace del SERMIG di Torino, con alcuni membri della Fraternità della Speranza, tra i quali il fondatore Ernesto Olivero, l’attuale presidente Rosanna Tabasso e il sacerdote cremonese don Marco Vitale; a seguire, nella splendida cornice del Parco del Valentino, lo scambio di prospettive con Riccardo d’Agostino dell’associazione ASAI di Torino, da anni impegnata in progetti di inclusione sociale a 360°.

La tappa piemontese si è poi conclusa con un dialogo aperto sul tema delle povertà digitali e sulle sinergie del territorio dedicate ai giovani con don Luca Peyron, responsabile della pastorale universitaria e dell’Apostolato Digitale di Torino, Ivan Brombeis, vicedirettore di Caritas Torino, e Salvatore Lanzafame, membro della Fondazione Carlo Acutis. A seguire e coronare la serie di incontri una mattinata di servizio, presso una struttura di prima accoglienza di Caritas di Ventimiglia, con Eugenia Genovese di Save The Children.

Testimonianze e servizi, ma anche momenti informali e di condivisione interna, in un’ottica di consolidamento e rafforzamento del gruppo. Il collettivo, composto da 14 membri, partito nella mattinata di giovedì 28 Luglio è tornato nel tardo pomeriggio di domenica 31, reduce da quattro giorni sicuramente impegnativi ma densi di spunti, sogni e progetti che verranno discussi e concretizzati in proposte proattive per il territorio cremonese.