La chiesa di Santa Lucia apre le porte per raccogliere i ricordi felici dei bimbi che aspettano il 13 dicembre

Anche in questo anno così faticoso, come avviene ormai da una decina di anni,  è stato proposto alle scuole materne e primarie di Cremona (ma non solo) il progetto finalizzato ad aspettare santa Lucia leggendo insieme una storia che ha per protagonista l’angelo Celestino, scritta da Rossella Galletti.

L’angioletto stavolta ha raccontato di come in questi mesi alcuni affreschi della chiesa cittadina di santa Lucia abbiano ritrovato il loro splendore grazie ai restauri e di come, proprio questi affreschi, siano riusciti a resistere alla tristezza degli anni di chiusura della chiesa pensando ai ricordi felici vissuti tra quelle mura. Questi ricordi felici sono riusciti a colorare anche la polvere più grigia e triste e a tenere viva la speranza che un giorno il portone di questo luogo sacro si sarebbe riaperto, come effettivamente sta avvenendo proprio in questo periodo.
Ai bambini è quindi stato chiesto di condividere
, attraverso un disegno e dei semplici pensieri, un loro ricordo felice di questo anno, per poterlo mettere accanto all’altare di santa Lucia in segno di ringraziamento per tutti gli attimi di vita belli che comunque ci sono stati e che rischiano di passare inosservati, sommersi dalla tristezza e dalla paura degli ultimi tempi. Molte le scuole coinvolte sia in città che in provincia.

Come ogni anno al progetto è stata affiancata anche una proposta benefica: raccogliere offerte per l’iniziativa “Cesta Basica” della parrocchia di Jesus Cristo Ressusitado di Salvador di Bahia, che i bambini hanno potuto conoscere attraverso un video inviato da don Davide Ferretti. Non essendo possibile, come negli anni scorsi, organizzare il momento di festa e preghiera nel pomeriggio del 12 dicembre, i bambini sono invitati a passare proprio nella chiesa di Santa Lucia a Cremona dal 7 al 13 dicembre per vedere dove sono stati raccolti tutti i ricordi felici (più di cinquecento…), dire una preghiera all’altare della santa e lasciare una piccola offerta per la “Cesta basica”… e ovviamente potranno lasciare anche la loro letterina a santa Lucia!




Incontro web per le famiglie stasera alle 21 sul portale diocesano

Da circa un mese è disponibile sul portale diocesano il videomessaggio dei coniugi Nicolette e Davide Oreglia che, con modalità vivace e provocatoria, invitano le coppie a lasciarsi mettere in discussione dalla parabola dei talenti.

Come rileggere un brano biblico in chiave famigliare? Qual è il talento di mio marito/moglie per cui posso ringraziarlo/a? In quale fase della nostra vita di coppia abbiamo avuto l’impressione di ricevere molti talenti ed in quale pochi? Queste alcune delle domande sulle quali i coniugi della diocesi stanno confrontandosi, sia all’interno della coppia che in piccoli gruppi di amici. In vista di un ulteriore proposta: domenica 8 novembre, alle 21, sul portale diocesano si potrà partecipare a un collegamento in diretta con gli Oreglia per proseguire in modalità più interattiva nel confronto su questo brano evangelico. Si stanno già raccogliendo domande e riflessioni da proporre loro (scrivendo una e-mail a famiglia@diocesidicremona.it o via sms al 370-3677183) perché approfondiscano alcune dimensioni che hanno toccato maggiormente e sono più legate alla esperienza delle famiglie coinvolte. Si potranno anche porre ulteriori domande durante la diretta, sempre scrivendo al 370-3677183.

«Il collegarci domenica sera – affermano Maria Grazie e Roberto Dainesi, incaricati per la Pastorale famigliare della Diocesi di Cremona – sarà una bella opportunità per capire in modo non retorico che cosa la Parola può dire alla vita delle nostre famiglie e per sperimentare come sia diverso porci in suo ascolto da soli o come coniugi. Sarà anche una occasione da non perdere per sentirci in comunione con altre famiglie della diocesi in questo periodo in cui la prudenza ci invita a stare distanziati e a ridurre drasticamente le esperienza di condivisione». E concludono: «Anche oggi, pur in questa situazione di fatica e sofferenze, Dio ci dona dei talenti: aiutiamoci a vederli ed a trafficarli perché diano frutti, nelle nostre famiglie e nella comunità!».

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Assunta a Casalmaggiore, le celebrazioni al Santuario della Fontana

Né il Covid né la calura estiva di questo inizio agosto hanno fermato l’organizzazione annuale delle celebrazioni per la Solennità dell’Assunta, il prossimo 15 agosto, presso il Santuario della Fontana di Casalmaggiore.

Luogo di devozione mariana dal 1320, i Frati Cappuccini che l’hanno in cura hanno previsto diverse messe (nella mattinata alle ore 7.30, 9.00, 10.30 celebrata da don Claudio Rubagotti parroco di Casalmaggiore, e nel pomeriggio alle ore 17.00) e una processione che partirà dalla Chiesa di San Francesco alle ore 21, per terminare al Santuario con la santa benedizione.

La festa celebra il dogma dell’Assunzione di Maria promulgato il 1 novembre 1950 da Papa Pio XII attraverso la Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”, a seguito di un forte sentimento popolare che già credeva nella glorificazione della Madre di Cristo, assunta al cielo “in anima e corpo”.




A Cassano i festeggiamenti per la Madonna del Miracolo

Nell’estate del 1615 il quindicenne Francesco Campi da Gussago, ammutolito e paralizzato in seguito ad un forte spavento, giungeva a Cassano d’Adda con la sua famiglia, di passaggio verso Milano alla ricerca di una grazia risanatrice da implorare presso la tomba di San Carlo Borromeo. Dopo una sosta presso la chiesa di San Dionigi e una preghiera davanti all’immagine della Vergine Maria, il giovane Francesco – nello stupore generale – ne usciva completamente risanato. Un rapido ma rigoroso processo diocesano accertava, l’anno successivo, la soprannaturalità dell’evento.

È questa l’origine storica della festa legata alla Madonna del Miracolo che si celebra ogni 17 agosto presso la chiesa cassanese di San Dionigi. Una ricorrenza   sempre molto sentita dalla comunità cittadina, molto più della Sagra di ottobre legata alla memoria della Madonna del Rosario. Un evento di sincera fede, preghiera e devozione che la tradizione popolare ha ribattezzato col termine di “Perdunen”, considerata la vicinanza temporale con il più celebre “Perdono di Assisi”.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha solo in parte ridimensionato il calendario di manifestazioni legato alla ricorrenza, senza tuttavia intaccarne la forte valenza spirituale e devozionale. Per tutta la Novena, iniziata sabato 8 agosto, si  svolgeranno la Messa mattutina delle 7 (7.30 la domenica) e il Rosario serale alle 20.45. Venerdì 14 agosto alle 21.15 appuntamento con la conferenza di padre Alberto Rocca sul tema “Beata colei che ha creduto”. Sabato 15 agosto alle 16 la recita dei Vespri e alle 21.15 la tombolata.

Lunedì 17 agosto – memoria del Miracolo – si snoderà il ricco calendario di preghiere e celebrazioni, con Messe per l’intera mattinata dalle ore 7 con la tradizionale concelebrazione delle 11.00  alla presenza dei sacerdoti cassanesi o che hanno esercitato la loro missione nelle parrocchie cittadine. Al pomeriggio alle 16.30 si vivrà il suggestivo momento della consacrazione de bambini, alle 20.45 Rosario e gran finale, attorno alle 21.15, con il concerto della Banda cittadina e l’estrazione della sottoscrizione a premi.




International Music Friendship, video omaggio a 28 anni di musica e alle bellezze artistiche di Cremona

«Imf, una storia di meraviglia. 28 anni di musica e amicizia in Europa». Questo il titolo del webinar in due parti condotto da Markus Lentz e Giovanni Grandi, presidente e coordinatore di International Music Friendship, in cui si racconterà al Meeting 2020 l’esperienza internazionale che ha dato vita a un’orchestra composta da oltre 100 giovani musicisti provenienti da Germania, Polonia, Russia, Lettonia, Svizzera, Austria e Italia.

L’appuntamento per l’incontro online è fossato per giovedì 20 e venerdì 21 agosto, sempre alle ore 18, attraverso i canali della kermesse di Comunione e Liberazione che quest’anno si svolgerà in gran parte “a distanza”. Nell’occasione saranno presentati i risultati di studio e approfondimento e in anteprima i video realizzati con alcuni dei membri dell’orchestra giovanile, tra cui i fratelli Martino e Marco Mauro Moruzzi, che hanno mosso i primi passi internazionali proprio in IMF con la collaborazione di Diocesi di Cremona, Pro Cremona e Riflessi Magazine.

Protagonisti del video il quintetto dell’IMF Orchestrakademie che esegue il Clarinet Quintet di Mozart nelle suggestive location della città e della diocesi di Cremona: dalla Chiesa di San Pietro al Po, alla cattedrale, al Battistero, al chiostro di Sant’Abbondio… Un omaggio in musica – come spiega il coordinatore Giovanni Grandi – «alla storia dell’IMF e alla città di Cremona, che è diventata una casa dell’orchestra giovanile anche grazie ai numerosi concerti ospitati dalla città di Monteverdi, Stradivari e Ponchielli».

I video che saranno presentati in anteprima durante i due incontri IMF «Una storia di Meraviglia» (20-21 agosto ore 18) su www.meetingrimini.org, saranno pubblicati su riflessimag.it, sui canali social del mensile digitale partner dell’iniziativa e sul canale youtube di IMF International Musical Friendship.

https://www.facebook.com/riflessimagazine/videos/2528420950792804/




Intorno all’opera/11 – Il Risorto del Bertesi

Sinceramente non mi è mai piaciuto più di tanto immaginare un Risorto di questo genere, l’arte Barocca ci racconta un Cristo trionfante che nessuno ha mai visto. Vittorioso a suo modo, con quel balzo in alto che lo enfatizza. Assomiglia ad un atleta posto sul gradino più alto del podio olimpico, esultante per la medaglia conquistata. Qui è quasi un nuotatore che ha eseguito il migliore dei tuffi e che è riuscito a realizzare l’impresa impossibile a tutti gli altri.

Permettetemi l’esagerazione nel descrivere l’opera, non certamente per voler dissacrare il mistero; questo rimane il più bel segno che Dio poetava regalarci: il trofeo della vittoria sulla morte certo. Ogni epoca storica e artistica l’ha rappresentato come meglio ha potuto pensare. Il Barocco enfatizza quello che oggi a noi può tanto piacere o può sembraci per certi versi stucchevole, fuorviante perché non corrispondente ai racconti evangelici.

In tutto questo comunque rimane la bellezza di questa statua di modeste dimensioni che la critica locale vuole attribuire al grande scultore di origini soresinesi Giacomo Bertesi, o quanto meno alla sua cerchia.

L’opera conservata nel piccolo e polveroso Museo Berenziano, che pochi hanno il privilegio e la possibilità di visitare perché allestito in anguste stanze del Seminario Vescovile, entrato a far parte del percorso museologico diocesano che opportunamente lo colloca alla fine del lungo percorso formato dalle varie tappe, passando dalle origini della chiesa nel territorio cremonese, perdendosi quasi nelle devozioni mariane e dei santi intercessori locali, fino a giungere ai volti dei pastori che hanno guidato la comunità ecclesiale diocesana, tutti orientati verso il Cristo Risorto. Vittorioso appunto.

Una Chiesa Pasquale, forse dovrebbe mettere in fondo al percorso della sua storia, sulla strada del suo cammino pastorale un Cristo diverso? Potrebbe mettere un campagnolo? Non lo confuse con il custode del giardino la Maddalena il primo giorno dopo il sabato? Oppure con il vincastro del buon pastore, o meglio ancora rappresentarlo con la pecorella smarrita caricata sulle spalle come il Bel Pastore dei Musei Vaticani? Opera straordinaria di una Chiesa delle origini che ha riconosciuto in Cristo il volto fresco e imberbe di un altrettanto bel giovane, non un atleta muscoloso, ma un contadino che non ha mai vinto medaglie o corone d’alloro, ma che ha saputo stare davanti al suo gregge, riconosciuto e seguito dalle sue pecore; felice di questo e gli bastava. A noi il compito di modellare non una statua, ma un Risorto contemporaneo.

don Gianluca Gaiardi

Incaricato diocesano per i Beni culturali




Intorno all’opera/10 – Cena in Emmaus

La Cena in Emmaus, è considerata la sintesi emotiva del linguaggio intenso di Caravaggio, in realtà sono due le opere che il Merisi dipinge, la più famosa è certamente quella conservata a Londra, dove i gesti sono enfatizzati. Il momento che Caravaggio rappresenta è l’attimo nel quale i due pellegrini comprendono la vera identità del terzo viandante, tanto che uno allarga le braccia, e non solo per accentuare la profondità prospettica del dipinto, ma per alludere alla croce, mentre l’altro discepolo sulla sinistra, che con un gesto di foga, sposta la seggiola sulla quale è seduto sembra rompere la tela con il gomito, tanto che anche la sua giubba si lacera.

Preferisco portare alla nostra attenzione l’altro dipinto, conservato nella Pinacoteca milanese di Brera, opera di un Caravaggio maturo, pieno di sofferenza oltre che di esperienze negative più che positive della vita vissuta. Qui c’è una scena ancora più essenziale, persino la tavola è ridotta al minino, non c’è più la canestra di frutta appoggiata acrobaticamente sull’orlo del tavolo in procinto di cadere e che ricorda la canestra dell’Ambrosiana, qui c’è solo quello che serve, null’altro. Un tozzo di pane una brocca di vino, un piatto con delle erbe amare. È la povera cena dei viandanti, arrivati troppo tardi alla locanda, quando la cucina ormai è chiusa. Unica intrusa una vecchia serva rugosa, che tiene un vassoio con un pezzo di carne arrostita, sembra un costato.

Mi piace soffermarmi ad osservare gli sguardi degli astanti, tutti, Gesù compreso e i loro gesti. L’oste, il più vicino, ma anche il più lontano nel comprendere. Con quella posa, la mano alla cintura per nulla sorpreso, assente e incapace di cogliere nel gesto di Cristo il significato dell’Eucarestia che sta celebrando, ma non per questo rischia di dissacrare l’evento, manco fosse un involontario carabiniere intruso. Lui non lo riconobbe e basta.

I due discepoli: quello sulla destra deve tenersi con tutte e due le mani ai bordi del tavolo diventato mensa, forse si sta per alzare, o meglio ancora per inginocchiarsi, la fronte corrugata e quelle sopracciglia inarcate mostrano nel migliore dei modi la meraviglia e lo stupore del cominciare a riconoscere, del vedere veramente, del capire chi ha davanti, seduto alla sua stessa tavola. Ma il tutto in modo composto; uomo rozzo e sporco, ma che ha un sussulto delicatissimo di stridente dolcezza.

L’altro, quello che ci da le spalle, il credente seduto nel banco davanti a noi in chiesa e che non vediamo in volto. Lui ha capito, allarga le braccia, che ben ci fa capire cosa pensa. Tra le sue mani il pane appena benedetto da Cristo.

E poi Gesù, un atteggiamento benedicente che ha il sapore della massima riservatezza, della assoluta discrezionalità, della minima invadenza. Un gesto dolcissimo, contenuto, quasi riservato. Già riservato ai soli che possono capire, i due compagni di viaggio. Lo sguardo abbassato, concentrato. La mano sinistra appoggiata alla mesa, la stessa mensa che il primo discepolo affranca vigorosamente, le due mani sembrano quasi toccarsi, allora si poteva senza sospetto alcuno di contagio, anzi da li forse passa il vero contagio, quello della fede che illumina una notte ancora buia e lunga che circonda gli uomini presenti nell’osteria, ma che non può spaventare la corsa frenetica che i due di lì a poco faranno per tornare dai fratelli, per dire come lo avevano riconosciuto dello spezzare il pane. Secondo Philippe Daverio la linea che caratterizza Caravaggio è la “pulsione intima” ossia un sentimento messo in scena come in uno spettacolo teatrale. Per il professore le opere dell’artista di origini bergamasca sono capaci di esprimere la perfetta osservazione della realtà. Queste sono le Eucarestie che dovremmo vivere.

don Gianluca Gaiardi

incaricato diocesano per i Beni Culturali




Intorno all’opera/9 – Chiesa di Dio Padre Misericordioso

Cose all’Italiana, doveva essere pronta per il grande Giubileo del 2000 la Chiesa di Dio Padre Misericordioso, alle porte di Roma, nel popoloso quartiere Tor Tre Teste. La consacrazione posticipata al 2003. Tre vele bianche, che l’architetto di fama internazionale Richard Meier ha pensato. Una barca, la Chiesa, con tre vele: quelle le Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Un gioco di luce. Il bianco delle pareti, cemento autopulente della ditta bergamasca Italcementi, tecnologia all’avanguardia. Le vetrate che fanno passare tutta la luce possibile. Un inno alla Misericordia.


Maier in persona, presentando il progetto a papa Giovanni Paolo II, aveva dichiarato: «Le vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo». Vele che svettano altissime, fino a 26 metri, autoportanti, studiate prendendo spunto dal complesso calcolo ingegneristico dei conci del Pantheon.
Si presenta così la chiesa del terzo millennio, almeno nelle idee del progettista e dei committenti di allora, già di allora, perché 20 anni ci sembrano pochi e tanti nello stesso tempo. Oggi invece siamo stati catapultati in un millennio mai immaginato, chi ci avrebbe mai potuto o riuscito a pensare così. Uomini e donne capaci di credersi onnipotenti, di possedere la soluzione a ogni problema e scopertisi così fragili davanti al “nemico” più piccolo e invisibile?
Ebbene questo edificio, pensato come una grande barca, con le sue vele trinitarie (che poi immagine nuova non è), ci riporta alle toccanti parole di papa Francesco in un’altra suggestiva piazza, la più suggestiva delle piazze, con l’infilata delle sue colonne, nei due bracci berniniani che vogliono abbracciare, sempre simbolicamente mi raccomando, i fedeli di ogni epoca e luogo. Quelle parole che mentre ci avviciniamo alla domenica della Misericordia mi piace riportare alla nostra attenzione: “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti», così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.”
Questo il nostro solo inno alla Misericordia.

don Gianluca Gaiardi
incaricato diocesano per i Beni culturali




“Vicini ai più piccoli”: sussidi video per far vivere la Settimana Santa ai bambini di materne ed elementari

La Settimana Santa aiuta a ripercorrere gli ultimi giorni della vita di Gesù: giorni decisivi e che i Vangeli raccontano con tanti particolari. Per aiutare bambini e famiglie a vivere con intensità questi giorni con i più piccoli (bambini delle scuole materne ed elementari) i seminaristi diocesani hanno realizzato video semplici ma anche di grande efficacia.

L’iniziativa – promossa in sinergia con gli Uffici diocesani per la Catechesi e la Pastorale giovanile – si rivolge alle famiglie con bambini dell’asilo e dei primi anni della scuola primaria: il racconto dei Vangeli del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e di Pasqua si lega a una piccola proposta creativa da realizzare con l’aiuto dei genitori. Una seconda serie di video è proposta per i bambini dalla terza elementare in su: i brani del Vangelo di ogni giorno – raccontati e riassunti da un piccolo segno – conducono a gustare davvero la gioia della Pasqua.

Tutto questo per una Settimana Santa più familiare ma non meno intensa!

 

Per la scuola dell’infanzia, 1 e 2 elementare

 

Scarica il testo per la preghiera in famiglia Giovedì, Venerdì e Sabato Santo

 

Giovedì santo

Il materiale per l’attività                                La preghiera per il Giovedì Santo

     

Venerdì Santo

Il materiale per l’attività

     

Santa Pasqua

     

 

Per i bambini dalla 3 elementare

Lunedì Santo

Martedì Santo

 

Mercoledì Santo

 

Giovedì Santo

 

Venerdì Santo

 

Sabato Santo

 

Santa Pasqua




Nel Venerdì Santo la Croce della Gmg cremonese “ospite” a Tv2000

Ormai un mese fa, ad oratori chiusi, la croce della GMG, quella che di solito accompagna la veglia delle Palme in diocesi, ha fatto la sua comparsa in Cattedrale. E lì è rimasta sino a questi giorni di Settimana Santa [leggi per saperne di più]. Un gesto che ha fatto il giro delle parrocchie e dei canali social, nel frattempo divenuti lo strumento di comunicazione più reale e necessario che mai. La stessa croce è stata la protagonista anche della Veglia delle Palme on line.

Proprio quella croce, con il suo carico di senso e di provocazione, venerdì 20 aprile sarà “ospite” in televisione, nella trasmissione di TV2000 Bel tempo si spera, che dalle 7.30 apre la programmazione quotidiana. A parlarne, in collegamento da Cremona, sarà l’incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, don Paolo Arienti.