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Veglia per le vocazioni, il Vescovo: non è una «campagna acquisti» ma osare il proprio «sì»

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«Non c’è una campagna acquisti da vivere, né stasera né mai. C’è la nostra esistenza, che è vocazione!». Si è aperta con questa riflessione del vescovo Antonio Napolioni la veglia diocesana per le vocazioni, che ha avuto luogo nella serata di venerdì 19 aprile nella Cattedrale di Cremona.

Canti, preghiere e letture hanno scandito l’iniziativa dedicata ai giovani della diocesi e incentrata sul tema «Fare casa a Emmaus». Clou della serata sono stati i due momenti di dialogo e di confronto in cui i presenti si sono raccontati, guidati da alcuni «testimoni di vocazione», tra cui il vescovo, alcuni sacerdoti, frati, suore e coppie di sposi, esempi di una vocazione che non è solo quella sacerdotale. Seduti ai tavoli allestiti nelle navate laterali del Duomo, i giovani, nel loro conoscersi e confrontarsi, in base a come si sentivano in questo periodo della loro vita hanno scelto tra cinque tappe, quelle vissute anche dai discepoli di Emmaus prima, durante e dopo la rivelazione di Cristo: il disorientamento, l’incontro, l’esperienza cruciale, la crisi prima della scelta e la scelta di essere testimoni.

«Mi arrabbio quando ci si concentra solo su una vocazione – ha detto il vescovo nell’omelia conclusiva –. Vi immaginate una Chiesa fatta di soli preti?». Un invito a pensare anche a tutte le altre vocazioni: da quella dei consacrati, delle famiglie, delle istituzioni. «Il mondo è mandato avanti da uomini e donne che osano, nell’essere imperfetti, ma disponibili – ha aggiunto –. Uomini e donne che osano il sì».

Così, facendo riferimento proprio al Vangelo che racconta dei discepoli di Emmaus, letto appena prima dal diacono don Giuseppe Valerio, monsignor Napolioni ha spiegato: «È giusto che ci riaccostiamo così al Vangelo, partendo da noi, non facendo le cose di Chiesa perché bisogna farle, ma perché c’è un cuore che batte». Un cuore pieno di inquietudine, che deve essere necessaria nei giovani, , come sottolineato anche da Papa Francesco. «Quel giorno, quei due discepoli erano più scoraggiati che inquieti – ha aggiunto il vescovo –. Allora Gesù ha riacceso la loro inquietudine».

La riflessione si è quindi conclusa con un augurio: «Questo Vangelo ce lo abbiamo davvero davanti. Torniamo a casa consapevoli che questa strada ci si riproporrà sempre, che il viandante prenderà mille volti». «Allora ripartiremo e saremo testimoni al di là di ciò che avevamo preparato».

La veglia si è chiusa con la recita della preghiera per la 61ª Giornata mondiale per le vocazioni, che si celebra domenica 21 aprile, e con il saluto di don Francesco Fontana, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile e vocazionale. «Un grazie a tutti noi che abbiamo partecipato, perché se fosse mancato anche solo uno sarebbe stato diverso. E grazie a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo e che si sono lasciati incontrare».

 

La riflessione del Vescovo




Una chiamata a seminare speranza

 

“Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace”. Questo il titolo del messaggio di Papa Francesco per la 61ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che la Chiesa celebra domenica 21 aprile. “Creare casa” è poi lo slogan della giornata, con un chiaro riferimento al punto 217 della Christus Vivit. Un richiamo altrettanto evidente è alla quotidianità, dimensione ripresa più volte anche dal Pontefice nel suo augurio rivolto all’intera comunità cristiana.

L’attenzione alla vita di tutti giorni è stata messa in primo piano anche dagli ospiti della nuova puntata di Chiesa di casa, il talk settimanale di approfondimento della Diocesi.

«È nella vita e alla vita di tutti i giorni che il Signore chiama – ha raccontato il diacono don Valerio Lazzari, collaboratore dell’équipe diocesana di Pastorale vocazionale e che a giugno sarà ordinato sacerdote –. Se guardiamo ai primi discepoli è evidente: a semplici pescatori è chiesto di essere pescatori d’uomini». In questa dinamica, secondo Lazzari, «tutto fa parte del processo vocazionale. La nostra esperienza personale entra in gioco in modo deciso, perché i desideri e le aspirazioni si intrecciano con la nostra vocazione».

Il contatto con la realtà, dunque, risulta decisivo. Ed è questa la testimonianza del dottor Alberto Rigolli, medico cremonese con molte esperienze di missione all’stero con Medici per l’Africa Cuamm. «È bene tenere presente che parliamo di un cammino, quindi credo sia importante accorgersi che, nel proprio percorso di vita, ciò che si fa incontra, di giorno in giorno, desideri e aspirazioni. Il tutto senza porsi limiti eccessivamente rigidi e stretti, perché parliamo di qualcosa di dinamico».

Il cammino vocazionale, allora, è un percorso che prevede l’incontro con il mondo e, di conseguenza, con l’altro. «È innanzitutto nello sguardo del Signore – per suor Roberta Valeri, delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento – che si comprende la propria vocazione e si affrontano gli ostacoli. Le relazioni vere e autentiche con chi ci sta intorno, però, sono un’occasione di apertura e confronto utile a superare le prove e le fatiche che fanno naturalmente parte del cammino».

E su quest’idea di condivisione si è articolata e conclusa l’intera riflessione degli ospiti, che la più volte hanno ribadito la centralità della presenza di compagni di viaggio con cui camminare. Una dinamica cui ha fatto riferimento proprio Papa Francesco, che nel messaggio per la giornata ha voluto sottolineare questo aspetto. “La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni porta impresso il timbro della sinodalità: molti sono i carismi e siamo chiamati ad ascoltarci reciprocamente e a camminare insieme per scoprirli e per discernere a che cosa lo Spirito ci chiama per il bene di tutti”.

L’invito del Santo Padre è chiaro e netto, e fornisce una buona interpretazione di cosa significhi “creare casa”.




“Fare casa a Emmaus”, il 19 aprile in Cattedrale una serata di vocazioni

Saranno i giovani della diocesi i protagonisti della veglia che la Pastorale giovanile e vocazionale hanno organizzano, nell’ambito della 61ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, nella serata di venerdì 19 aprile: l’appuntamento è per le ore 21 in Cattedrale.

«Un incontro suggestivo all’interno del Duomo di Cremona – spiegano gli organizzatori – accompagnati dai discepoli di Emmaus, dando vita a dialoghi fraterni tra giovani e adulti nella vocazione».

La Giornata, che sarà celebrata a livello mondiale domenica 21 aprile, è costruita quest’anno sul tema “Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace”. Così, sulla scia dei suggerimenti espressi nel suo messaggio da Papa Francesco a essere “popolo in cammino”, che si mette in gioco, fatto di “pellegrini di speranza e costruttori di pace”, l’evento diocesano avrà come titolo “Fare casa ad Emmaus”.

La veglia diocesana in Cattedrale prenderà il via con un momento di introduzione e preghiera, partendo dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus, a partire dal quale saranno messe in evidenza alcuni elementi dell’esperienze vocazionale: le domande e il disorientamento, l’incontro, l’esperienza cruciale, la crisi e la scelta di essere testimoni.

Seguirà, nelle navate laterali e nei transetti della Cattedrale, un momento in cui i giovani potranno dialogare con alcuni adulti che hanno caratterizzato la loro vita con una chiara risposta alla loro chiamata, nel consacrarsi al Signore così come nel sacramento del matrimonio o con precise scelte di vita nell’ambito laicale.

La serata si concluderà con un momento di preghiera guidato dal vescovo Antonio Napolioni, che chiuderà la serata invitando i giovani a cercare la propria vocazione e a vivere al meglio il loro presente e anche il loro domani.

 

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Il 25 aprile in Seminario la Giornata diocesana dei ministranti

È in arrivo la tradizionale Giornata diocesana dei ministranti, in programma quest’anno giovedì 25 aprile. Una occasione pensata per tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che prestano servizio all’altare nelle proprie parrocchie. L’evento, che sarà ospitato nel Seminario vescovile di Cremona, coinciderà quest’anno con la Festa diocesana di Rosarianti e Fortes in fide. Queste due associazioni di preghiera, nate agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, si ritrovano con cadenza mensile nelle parrocchie in cui sono presenti per recitare il Rosario per le vocazioni presbiterali; una volta all’anno, il 25 aprile, tutti i gruppi si riuniscono in Seminario per un pomeriggio di preghiera e di incontro con i seminaristi.

Così, la giornata del prossimo 25 aprile avrà inizio proprio con la recita del Rosario, in programma alle 14. L’arrivo dei ministranti, ai quali è chiesto di portare con sé la propria veste, è fissato per le 14.45, appena prima della Messa delle 15 nella chiesa del Seminario. A presiedere l’Eucaristia, come di consueto, sarà il vescovo Antonio Napolioni.

Ministranti, Rosarianti e Fortes in Fide saranno ancora riuniti per il momento della merenda, nel cortile del Seminario. Al termine del momento conviviale, le associazioni di preghiera si sposteranno nel salone Bonomelli per la tombola, mentre i chierichetti saranno impegnati in un gioco ambientato negli spazi del Seminario. Un’attività che sarà incentrata sulla scoperta di alcuni dei santuari presenti in diocesi, due per ogni zona. Attraverso il gioco, ragazzi e ragazze potranno conoscere e approfondire questi luoghi di culto della diocesi, a volte non molto conosciuti.

L’evento, il cui termine è previsto per le 18, vedrà coinvolta tutta la comunità del Seminario – organizzatrice dell’iniziativa – con i collaboratori e in sinergia con la Federazione Oratori Cremonesi e anche grazie all’impegno dei ministranti più grandi provenienti dalle varie zone pastorali. Un appuntamento per approfondire la propria fede e dare ancora più senso al proprio impegno in parrocchia.

«È la prima volta che queste due feste coincidono – spiegano gli organizzatori –.  Sarà bello passare un pomeriggio negli stessi luoghi, ampi e accoglienti del Seminario, facendo cose diverse, ma accomunati dalla stessa amicizia per il Signore». Con l’auspicio però che le occasioni di incontro siano molte altre, che si possa «pensare a proposte per i chierichetti, e non solo, che non siano solo il ritrovo all’evento diocesano annuale».

Ogni gruppo parrocchiale è invitato a formalizzare l’iscrizione dei propri ministranti entro lunedì 22 aprile sulla pagina dedicata del sito della Federazione oratori. È richiesta una quota di partecipazione di 2 euro a persona, da versare all’ingresso.




S. Maria del Fonte, l’acqua del Sacro Fonte nuovamente potabile

Dal mese di dicembre il Santuario di Caravaggio aveva consigliato di non bere l’acqua del Sacro Fonte per il sapore ferruginoso troppo accentuato. Dopo le dovute analisi e l’ulteriore sostituzione dei filtri, resasi necessaria per rimuovere tutte le impurità presenti, l’acqua del Sacro Fonte è tornata nuovamente potabile.

La notizia è stata diffusa dal Santuario Regionale della Lombardia attraverso il proprio sito internet, precisando che l’acqua non arriva dall’acquedotto, ma viene prelevata dal sottosuolo del santuario dalla falda originaria.

«Per il nostro Santuario – si legge nel comunicato – l’acqua ha un valore simbolico. Garantire l’uso di questo segno non è stata una decisione imposta, ma una scelta di precauzione nei confronti di tutti coloro che la utilizzano. Ad oggi è possibile prelevare e bere l’acqua del Sacro Fonte senza alcuna preoccupazione per la salute».




Dal 5 al 12 agosto il pellegrinaggio diocesano a Lourdes con il Vescovo

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni al pellegrinaggio diocesano a Lourdes, in programma dal 5 al 12 agosto e organizzato dal Segretariato diocesano pellegrinaggi con il supporto tecnico dell’agenzia ProfiloTours. Una proposta rivolta a singoli fedeli e gruppi delle parrocchie che desiderano unirsi al vescovo in queste giornate di preghiera, dialogo, cultura. La proposta di pellegrinaggio va a sostituire l’idea originaria, con meta la Terra Santa, sospesa a motivo della delicata situazione che si sta vivendo in quei luoghi.

Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes, guidato dal vescovo Antonio Napolioni, andrà a impreziosire proposta dall’Unitalsi. Così, oltre ai giorni trascorsi nei sacri luoghi mariani, il percorso sarà arricchito dalle visite a Saragozza, dove sorge il santuario dedicato a Nostra Signora del Pilar, a Barcellona con la maestosa Sagrada Familia e a Montserrat con l’imponente monastero benedettino e il santuario mariano. Un viaggio intriso della presenza materna della Beata Vergine Maria, che accompagnerà i fedeli nei vari luoghi visitati.

Il viaggio avrà inizio il prossimo 5 agosto, con la partenza in pullman da Cremona verso a Nimes, in Francia. Già dal giorno seguente si arriverà a Lourdes, dove i fedeli resteranno fino al 9 agosto prendendo parte, unitamente all’Unitalsi, alle celebrazioni proposte dal Santuario.

Dalla Francia ci sarà poi lo spostamento, attraverso i Pirenei, verso la Spagna, con l’arrivo, sempre il 9 agosto, a Saragozza: nel pomeriggio su visiterà la Basilica di Nostra Signora del Pilar, uno dei più famosi e frequentati santuari di Spagna, fondato, secondo la tradizione, da Giacomo il Maggiore dopo che Maria, ancora vivente a Gerusalemme, gli era apparsa non in spirito ma con il suo corpo, seduta su un pilastro (pilar). Per questo è stata considerata come Madre dei popoli ispanici da Papa Giovanni Paolo II. La Basilica è la prima chiesa dedicata a Maria della storia.

Il giorno successivo, il 10 agosto, avverrà lo spostamento a Barcellona, dove ci sarà occasione per visitare la Sagrada Familia e le meraviglie della città, tra cui quelle realizzate da Antoni Gaudì. L’11 agosto è in programma la tappa al monastero di Santa Maria de Monserrat, prima del ritorno verso l’Italia.

Durante il viaggio di rientro è prevista una sosta a Montpellier, dove i pellegrini passeranno l’ultima notte prima del rientro a Cremona.

La quota di partecipazione è di 1.490 euro, con un supplemento di 400 euro per la camera singola. La quota comprende il viaggio in pullman, l’alloggio in albergo con pensione
completa, dal pranzo del 1° giorno al pranzo del 8° giorno, le visite e le escursioni come da programma, le guide locali dal pomeriggio del 5° giorno alla mattina del 7° giorno, gli ingressi alla Basilica di nostra Signora del Pilar, alla Sagrada Familia, e a Montserrat, l’accompagnatore, le radioguide, l’assicurazione sanitaria, l’assicurazione bagaglio, l’annullamento viaggio e la copertura Cover Stay.

«Per quanto riguarda la Terra Santa – precisa don Matteo Bottesini, incaricato diocesano per il Segreteriato pellegrinaggi – sebbene sia stato necessario sospendere il pellegrinaggio, non abbiamo trascurato il nostro impegno di solidarietà e vicinanza ai cristiani di quelle terre. In collaborazione con il Coordinamento nazionale pellegrinaggi, che unisce diversi Segretariati diocesani, abbiamo donato 5.000 euro alla Custodia di Terra Santa, per sostenere le attività dei Francescani, e altri 5.000 euro al Patriarcato latino di Gerusalemme».

 

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Locandina del pellegrinaggio diocesano dell’agosto 2024

 

 

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Pellegrinaggi e viaggi 2024, «Uno sguardo nel passato, per alimentare il presente e progettare il futuro»




In agosto giovani in pellegrinaggio in Polonia nei luoghi di san Giovanni Paolo II

Un pellegrinaggio nei luoghi di san Giovanni Paolo II. È la proposta che la Federazione Oratori propone ai giovani della diocesi per la prossima estate, nel contesto del programma di iniziative #cosebelle. Le iscrizioni per la proposta che dal 19 al 25 agosto farà tappa in Polonia, già sede della Giornata mondiale della gioventù del 2016, sono già aperte e si chiuderanno il 30 aprile. Tra momenti di condivisione di fede e vacanza, il gruppo farà visita alle città di Cracovia, Czestochowa e Varsavia.

La proposta di viaggio prenderà il via ufficialmente lunedì 19 agosto con la partenza dall’aeroporto di Orio al Serio alla volta di Cracovia dove, all’indomani, i giovani avranno modo di visitare la collina di Wawel, il castello di Wawel con il cortile rinascimentale e la cattedrale, ammirando l’architettura romanica, gotica, rinascimentale e barocca della Città Vecchia di Cracovia. Tappe anche al Collegium Maius, al Rynek Glowny (la più grande piazza del mercato in Europa), la Torre del Municipio, il grande Mercato dei tessuti, la chiesa di Santa Maria. Non mancherà la visita del quartiere di Kazimierz, ex-quartiere ebraico di Cracovia, con la sinagoga e il cimitero ebraico Remuh.

Mercoledì 21 agosto è previsto la visita al campo di concentramento di Auschwitz–Birkenau.

Dopo una sosta a Wadowice, con la Messa al santuario della Divina Misericordia e la visita al museo di Papa Giovanni Paolo II, il gruppo raggiungerà giovedì Kalwaria con il santuario di Kalwaria Zebrzydowska.

Giovedì sera il gruppo raggiungerà quindi Czestochowa dove il giorno successivo visiterà iel monastero dei Padri Paolini (Madonna Nera di Czestochowa).

Nel pomeriggio quindi la partenza per Varsavia, cui sarà dedicata tutta la giornata di sabato 24 agosto. In particolare i giovani cremonesi faranno tappa al Parco Lazienkowski, al ghetto, al monumento del soldato ignoto, all’Umschlagplatz (luogo di deportazione degli ebrei di Varsavia), al Palazzo di cultura e scienza, alla città vecchia e alla Cattedrale di S. Giovanni e alla Piazza del mercato.

Domenica, dopo la Messa di fine pellegrinaggio nella chiesa del beato Padre Jerzy Popiełuszko, il gruppo raggiungerà l’aeroporto di Modlin per il rientro in Italia.

La quota di iscrizione a persona è di 380 euro e comprende la sistemazione in alberghi di categoria 3 stelle in camere a due o più letti, con servizi privati (supplemento camera singola 180 euro); trattamento di pernottamento e prima colazione; visite con guide locali parlanti italiano per tutta la durata del tour in Polonia, trasferimenti ed escursioni con Bus GT locale, radioguide per tutta la durata del viaggio, assicurazione medico-bagaglio. La quota di partecipazione non comprende: volo andata e ritorno (volo tipo aggiornato al 22 marzo 145 euro), i pasti principali, mance, ingressi come da programma che verranno definiti in seguito, extra personali.

Le iscrizione entro il 30 aprile con versamento di un anticipo di 150 euro.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: www.focr.it/formazione/focus-giovani/pellegrinaggio-in-polonia/




Il 13 aprile evento in Seminario per genitori, insegnanti ed educatori di preadolescenti ed adolescenti

Il mondo adulto in dialogo con l’adolescenza. Questo il focus dell’incontro, dal tema “Si avvicinò e camminava con loro”, pensato dall’Area Giovani della Diocesi di Cremona e che chiamerà a raccolta educatori di preadolescenti e adolescenti nella serata di sabato 13 aprile presso il Seminario vescovile di Cremona.

L’incontro si inserisce nel percorso formativo che la Federazione Oratori Cremonesi ha avviato nel novembre 2023 con gli educatori di oratorio e che, in questa nuova occasione, si allarga a tutti gli adulti, come genitori e insegnanti, che vivono a rapporto con adolescenti e preadolescenti.

«Per tanti anni come e in tante occasioni abbiamo parlato dell’adolescenza e sono state lette e presentate ricerche che descrivono la vita degli adolescenti e che costituiscono un patrimonio preziosissimo per chi oggi entra in aula di catechismo, in un oratorio, in una classe o semplicemente in casa – spiegano gli organizzatori –. In questa occasione vorremmo provare a mettere a tema il mondo adulto: con i suoi desideri, la sua passione educativa, la sua generosità, ma anche le sue fatiche, fragilità e paure». «Se è vero che “gli adolescenti sono lo specchio del mondo adulto” – aggiungono – allora è tempo di guardare in questo specchio e leggere quali passi intraprendere in oratorio, in classe, in famiglia, continuando a costruire alleanze tra agenzie educative».

Alle 19.15 avrà luogo il primo momento della serata nel bar del Seminario con l’apericena “in dialogo”: Barbara Gentili, del Consultorio Ucipem di Cremona, intervisterà Pierpaolo Triani, professore ordinario di Pedagogia presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Mattia Cabrini regista e autore dello spettacolo “Altrove” che sarà messo in scena alle 21 a cura dalla “Compagnia dei Piccoli”.

L’intervento del professor Triani aiuterà a sviluppare un pensiero sull’adulto di oggi e sul suo sguardo nei confronti degli adolescenti.

Lo spettacolo teatrale “Altrove”, invece, è un lavoro teatrale che nasce da mesi di interviste con ragazzi, ragazze e operatori dei servizi della città che si occupano di adolescenza, come Spazio Agio, Neuropsichiatria, Serd, Consultorio, Asst, Comune di Cremona, Azienda Sociale, Cooperativa Meraki, Coop Nazareth e Cosper. Il teatro avrà il compito di provocare e stimolare ulteriori riflessioni personali che potranno essere condivise al termine.

«Di fronte al laboratorio dentro il quale gli attori adolescenti sono rinchiusi sulla scena come diventa lo sguardo dell’adulto? Selettivo e giudicante oppure più simile a quello dello studioso che osserva con curiosità e passione per capire il senso di alcuni comportamenti? – si chiede il regista, Mattia Cabrini – Ecco perché “Altrove” è uno spettacolo teatrale per gli adulti e sugli adulti i cui protagonisti sono adolescenti. Se, come diceva Shakespeare, “Il teatro fa da specchio alla natura”, forse gli adolescenti oggi reggono inconsapevolmente lo specchio agli adulti». E conclude: «L’obiettivo di tale spettacolo è quello di promuovere incontri di riflessione e dibattito per gli adulti su come rendere il territorio più attento ai desideri e ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze».

L’incontro del 13 aprile in Seminario vuole avere un carattere narrativo ed evocativo, per provare a dare fiato e spazio ai vissuti degli adulti senza investirli nuovamente di “cose da fare” e sensi di colpa.

La partecipare su iscrizione (costo 8 euro a persona) da effettuare entro il 10 aprile all’indirizzo e-mail info@focr.it. Lo spettacolo sarà aperto a tutti, ma la visione è sconsigliata ai minori di 14 anni.

 

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Papà e mamme “da lunedì a domenica”: a Tonfano un weekend dedicato ai genitori con figli piccoli

Sì è svolto con tanto entusiasmo e una buona partecipazione l’incontro organizzato nel weekend dal 12 al 14 aprile a Tonfano (Marina di Pietrasanta) dall’Ufficio diocesano per la Pastorale famigliare. Un fine settimana interamente dedicato alle famiglie con bambini da 0 a 6 anni e che ha avuto come tema: “Da lunedì a domenica: mamma e papà tra giochi, emozioni, scoperte, capricci, pianti e risate”. La tre giorni, presso la struttura Casa di Nostra Signora, è stata guidata dalla psicologa cremonese Marianna Bufano, psicoterapeuta dell’età evolutiva.

Da lunedì a domenica: ossia 7 giorni su 7, h 24. Il ruolo genitoriale impegna ogni momento della vita, in particolare nella prima fase di crescita dei figli, in cui la coppia spesso vede ridursi i propri spazi e dove il confronto e supporto con chi si trova in una situazione analoga, oltre che a dare conforto, può aiutare a crescere. I lavori hanno preso il via in due gruppi, dove papà da una parte e mamme dall’altra, hanno potuto confrontare i propri punti di vista sulle situazioni che mettono in “scacco” con i figli: il modo sfidante del bambino, la capacità di relazionarsi, il giudizio degli altri. Dalla condivisione di gruppo sono emerse poi alcune riflessioni sul ruolo delle famiglie all’interno delle nostre comunità.

Nel pomeriggio del sabato c’è stato spazio anche per un momento di coppia, assolutamente fondamentale, sul tema “noi e l’ambiente” e qualche riferimento all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

La Messa domenicale, celebrata da don Alessandro Bertoni, e il bel tempo hanno fatto da cornice alla trasferta.

Preziosissimo anche il servizio di babysitter e animazione offerto da qualche volenterosa coppia di sposi e giovani della diocesi, che ha permesso ai partecipanti di potersi dedicare serenamente a un momento di riflessione e domanda sul proprio ruolo genitoriale.

Perché la strada dell’ascolto, del dialogo e della condivisione tra famiglie che vivono le stesse esperienze, fatte di difficoltà e scoperte nuove, possa essere la via per rendere il percorso migliore. Come testimonia lo slogan dell’anno pastorale: “Camminiamo famiglie, continuiamo a camminare”.

Matteo Zanibelli




Il mondo adulto in dialogo con l’adolescenza

Quattro voci in dialogo sul delicato tema del rapporto tra il mondo degli adulti e quello degli adolescenti. Nel tardo pomeriggio di sabato 13 aprile, Barbara Gentili, psicoterapeuta del Consultorio Ucipem di Cremona, ha infatti intervistato Francesca Poli, insegnante, don Francesco Fontana, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile e presidente della Federazione oratori cremonesi, e Mattia Cabrini, educatore e autore e regista dello spettacolo Altrove, andato in scena nella seconda parte della serata. In ascolto un’assemblea attenta, seppur nel clima disteso e conviviale dell’apericena. Avrebbe dovuto intervenire anche il prof. Pierpaolo Triani, che all’ultimo è stato impossibilitato a essere presente.

L’evento – dal titolo “Si avvicinò e camminava con loro” e dedicato agli educatori di adolescenti e preadolescenti – è stato organizzato dalla Focr e ha avuto luogo negli spazi del Seminario vescovile di Cremona. Il tema, tratto dal Vangelo di Luca, dal racconto dell’apparizione di Cristo ai discepoli di Emmaus, come spiegato da don Fontana, «rappresenta l’impegno di voi educatori, con la vostra tenacia, al fianco degli adolescenti».

Un focus sul difficile periodo dell’adolescenza, sui rapporti e sugli ostacoli che la caratterizzano. Un’adolescenza vissuta sul campo, tra le mura domestiche, tra i banchi di scuola, a teatro, in oratorio e in mille altri luoghi della quotidianità. «Se aprissimo gli occhi sulla realtà degli oratori oggi, senza averla mai vista prima, ci sembrerebbe un autentico miracolo, con spazi disponibili per essere abitati dagli adolescenti – ha sottolineato il presidente di Focr –. In oratorio sta succedendo ciò che è sempre successo, ma tendiamo a guardare la realtà con rammarico e nostalgia, che non ci fanno bene». «L’oratorio è un’esperienza che regge ancora, che soddisfa le esigenze di molti adolescenti, ma di certo non di tutti – ha aggiunto –. Il tentativo è quello di non limitarsi a offrire solo proposte coinvolgenti, ma un legame che duri per tutto l’anno».

Dall’altro lato ci sono però gli adulti, attori responsabili in queste relazioni. «Penso che il problema più serio, la colpa più grave sia quella di sfilarsi da questa responsabilità – ha detto il sacerdote –. Quando l’adulto non c’è, la situazione diventa irrimediabile, che sia in casa, a scuola o in oratorio». Per questo ha voluto sottolineare la necessità, in ogni contesto, di «adulti coraggiosi, adulti che sappiano stare in equilibrio; ma fortunatamente ce ne sono ancora tanti».

«Gli adolescenti non riescono a essere equilibrati – ha spiegato Francesca Poli, citando Maria Montessori, che paragonava la fascia adolescenziale alla fascia d’età tra gli zero e i sei anni – e quell’equilibrio lo cercano in te, nella figura dell’educatore». Si parla di ragazzi e ragazze che vivono periodi di crisi e che spesso non vogliono o non riescono a essere protagonisti. «Cercare la partecipazione è lo scoglio più grande – ha aggiunto –. Questa è la mia più grande battaglia e la mia più grande ricerca».

E la partecipazione è un tema caro al teatro, che, come evidenziato da Mattia Cabrini, «è una rappresentazione della vita, di ciò che accade». Proprio lo spettacolo Altrove, inscenato dai giovani attori della “Compagnia dei Piccoli”, ha chiuso l’evento in Seminario.

Una rappresentazione nata dalla raccolta di interviste fatte agli operatori dei servizi della città che si occupano di adolescenza, come Spazio Agio, Neuropsichiatria, Serd, Consultorio, Asst, Comune di Cremona, Azienda Sociale, Cooperativa Meraki, Coop Nazareth e Cosper. «Da lì abbiamo scelto dei temi e su di essi ho fatto fare improvvisazioni agli attori – ha raccontato l’autore –. Lì hanno vissuto scene che poi abbiamo strutturato per lo spettacolo».

Uno spettacolo per gli adulti, sugli adulti, ma senza adulti in scena. «Era più interessante lasciarli nel pubblico, di fronte allo spettacolo – ha concluso Cabrini –. Perché, volenti o nolenti, anche nella vita sono lì, davanti ai ragazzi, alla cattedra, dall’altra parte del tavolo o sull’altare».