Con un ideale viaggio in Terra Santa al via “I giovedì della Pace“

Con grande partecipazione di ospiti, amici, familiari e cittadini, ha preso il via il 1° dicembre presso la casa di riposo via Massarotti, a Cremona, la rassegna dei giovedì della Pace. Un progetto fortemente voluto dal Consiglio di amministrazione della Fondazione La Pace allo scopo di aprire la struttura al territorio.

Il presidente della Fondazione don Roberto Rota ha intrattenuto il numeroso pubblico presente con un pellegrinaggio virtuale in Terra Santa, avvalendosi di immagini scattate nel corso dei suoi numerosi viaggi in Palestina.

Il prossimo incontro avrà luogo giovedì 15 dicembre, alle ore 15.30, con la conversazione di mons. Ruggero Zucchelli sulla figura dell’indimenticato arcivescovo mons. Giovanni Cazzani.

«Desidero anzitutto ringraziare la direttrice generale Silvia Galli e il team dell’animazione per il lavoro che svolge quotidianamente a beneficio dei nostri ospiti. In particolare il programma dei Giovedì della Pace – precisa Franco Tirloni, vicepresidente della Fondazione La Pace – si pone due obiettivi fondamentali. Rigenerare una più fraterna relazione tra gli ospiti dopo le chiusure verso l’esterno con il conseguente isolamento interno causati dalle restrizioni sanitarie per l’epidemia Covid. E favorire la frequentazione della struttura, oltre che ai familiari degli ospiti, anche ai cittadini cremonesi che desiderano fruire di nuovi rapporti sociali rispondendo a un bisogno diffuso di relazioni interpersonali».

Tutti gli incontri dei Giovedì della Pace si tengono nel nuovo salone polifunzionale inaugurato proprio il 1° dicembre in occasione del primo incontro. Si tratta di un salone spazioso e luminoso, attrezzato per conferenze, proiezioni, ascolti musicali e in generale per le attività di animazione svolte quotidianamente.




“Il sentiero del Natale”, un percorso cinematografico per il tempo di Avvento

 

“Sul sentiero del Natale” è il titolo del sussidio per l’Avvento preparato dalla Commissione nazionale valutazione film della CEI in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, l’Acec e le Sale della comunità. Pagine di riflessione, che attraverso la proposta di quattro film attualmente in sala, aiutano a “rompere gli argini e a cogliere dalle fessure il bagliore della speranza”. Si tratta di una piccola sosta nel tran tran quotidiano per orientare il cammino verso il Natale.

“Viviamo un passaggio storico difficile – afferma Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI –: seppure la pandemia inizia ad allentare la sua morsa, le preoccupazioni non diminuiscono e si amplificano per una guerra insensata nel cuore del Vecchio Continente e per le conseguenze che non fanno sconti a nessuno. Parlare di cinema, in questo momento, può anche sembrare inopportuno”, spiega Corrado sottolineando invece che “è proprio dalla settimana arte che, molto spesso, giungono immagini, suoni e parole che possono tracciare una via altra nella quotidianità”. “Non si tratta – precisa – di evasione dalla realtà, ma di sguardi nuovi che possono illuminare la vita di ogni giorno”. Perché il cinema, osserva, “tesse le trame di una storia attraverso immagini che conservano un contenuto di verità”. L’augurio è dunque che “dalle sale possano aprirsi tante fessure negli argini della quotidianità”.

Curato da Massimo Giraldi, Sergio Perugini, don Andrea Verdecchia ed Eliana Ariola, il sussidio propone alcuni titoli: Tori e Lokita dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, Come per disincanto (Disenchanted) diretto da Adam Shankman, Chiara di Susanna Nicchiarelli, Il principe di Roma di Edoardo Falcone. Per ogni film una parola chiave: cammino (Tori e Lokita), promessa (Come per disincanto), profezia (Chiara), salvezza (Il principe di Roma). A fare da filo rosso al testo è il Canto di Natale di Charles Dickens, i suoi molti adattamenti tra grande e piccolo schermo, cui è dedicato un focus storico in chiusura.

Il sussidio si arricchisce, quest’anno, del contributo dell’Acec a firma del presidente, don Gianluca Bernardini, e della responsabile dell’area pastorale, Arianna Prevedello.

 

 Sussidio pastorale “Il sentiero del Natale”




“Natale di lusso o Natale di gioia?”. Online in nuovo numero di “Dialogo”, il mensile di Azione Cattolica

È tempo di Natale. Come ogni anno, ma in modo particolare in questo, così carico di incertezza, di fatica e di dolore, è tempo di riflessione e di discernimento. Per questo, nel dossier di questo numero di Dialogo, il mensile della Azione Cattolica cremonese, si è cercato di comprendere quale sia oggi il senso del messaggio di Natale e di esprimerlo attraverso le voci e i pensieri di donne e uomini diversi per età, professione e storia personale. L’intento è quello di offrire fraternamente ai lettori alcuni spunti per la riscoperta e la purificazione delle parole, soprattutto di quelle che si pongono a fondamento del cammino di fede cristiano.

Come approfondimento vengono proposte le parole di don Primo Mazzolari: le sue meditazioni sul Natale, più che mai attuali, esprimono appieno le nostre domande e le nostre speranze. Completa la riflessione un ricordo del Cardinale Carlo M. Martini a dieci anni dalla morte: il suo esempio e il suo pensiero ci incalzano con immutati fascino e vigore.

Per gli appassionati di storia locale, a duecento anni dalla nascita, si propone una interessante rilettura della figura del bersagliere cremonese Giacomo Pagliari, morto durante la battaglia di Porta Pia. La pagina di vita associativa è dedicata a Castelleone: la presidente Maria Chiara presenta progetti e riscontri concreti che aprono alla speranza.

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Una “Maria di Sapienza” per il campus di Santa Monica

Una donna dal viso dolce, le mani sul cuore. Cammina, quasi fluttua, con ai piedi un libro. Un’opera lignea, essenziale, “Madre di Sapienza”, il titolo, inaugurata nel pomeriggio di martedì 29 novembre presso la Cappella del Campus di Santa Monica, sede cremonese dell’Università Cattolica. Una statua che, nonostante l’aspetto semplice, parla di un connubio tra spiritualità, bellezza e cultura. Una statua che il vescovo Antonio Napolioni ha benedetto alla presenza dell’autore Sergio Lotta, del direttore della sede di Cremona e Piacenza, Angelo Manfredini, dell’assistente pastorale del campus, don Maurizio Compiani, del committente Virgilio Compiani e di un pubblico fatto da cultori dell’arte e docenti.

Prima della benedizione nella cappella, si è svolta la presentazione dell’opera presso l’aula magna del Campus, dove a moderare è stata la studentessa Annalisa Abellonio della laurea in Food Processing. L’intervento a distanza da Milano di mons Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica, ha aperto il pomeriggio ricordando come l’opera sia di fatto “un segno profetico” capace di “illuminare il cammino dell’Università, luogo ricco di sapienza antica”.

Un luogo, come ha fatto notare Abellonio, dove ancora mancava un riferimento alla Vergine. E proprio per colmare questo vuoto da tempo si pensava a un’opera che poi si è rivelata frutto di una riflessione a più voci e che ha preso forma grazie all’impegno non solo dello scultore Sergio Lotta (medico di professione ma appassionato di ebanisteria e figlio d’arte) ma naturalmente del committente Virginio Compiani e di una serie di persone (nipotino dello scultore compreso) che ne hanno ispirato la complessità del simbolismo pur nella semplicità del suo apparire.

L’opera, di 156 cm, è composta dalla figura della Vergine, dal viso dolce e sorridente e dallo sguardo intenso, con le mani incrociate sul cuore, e da un libro aperto ai suoi piedi. È collocata al fianco dell’altare, dal lato dell’ambone, ed è sospesa grazie a un supporto quasi invisibile.

Don Compiani ne ha spiegato la genesi, frutto di discussioni appassionate, ma soprattutto i riferimenti biblici che ne sviscerano la profondità di significato (per approfondire l’argomento è stato pubblicato un opuscoletto dalla stessa università). Il titolo è “Madre di Sapienza” (non “della Sapienza”) ad indicare un “taglio pedagogico: Maria, Madre del Figlio – chiarisce Compiani – Sapienza di Dio, insegna a tutti i suoi figli la via della sapienza, spiegando loro in cosa essa consista, quali beni procuri e la via per ottenerla”.

Nonostante l’essenzialità della statua, nessun particolare è lasciato al caso. Un piede è avanti all’altro perché la sapienza, incontro di sapere e mistero, è in cammino verso la Verità. “L’intelletto – ha spiegato Compiani sulla scorta di Gregorio di Nissa – va avanti con le ali dell’amore”. Lo slancio verticale rimanda alla “sapienza che eleva verso orizzonti più alti di infinito ed eterno” conservando in sé i segni di un cammino umano segnato dal dolore (i nodi del legno). E poi c’è il libro, simbolo della Parola vivente, spazio su cui ciascuno scriverà la sua storia ma anche immagine della ricerca che in università si coltiva.

L’opera ricalca i passi del Libro della Sapienza e invita a una meditazione su questo tema che va affrontata con la consapevolezza che “la fede – ha spiegato don Compiani – non umilia l’intelligenza ma le apre prospettive nuove, la eleva oltre i limiti della certezza”.

Il risultato di pensiero e mani appassionate, la statua della Vergine, è “un’opera inattesa, commovente ed edificante” anche per l’autore stesso, Lotta. Ed è oggi un invito a tutti, in primis la comunità dell’università, ad “affidarsi e consegnarsi alla Sapienza della Madre di Dio” come ha detto il vescovo Napolioni durante la benedizione.




«Camminiamo insieme come sapienti profeti»: a Caravaggio l’assemblea zona dei catechisti della zona 1

«Che sia un cammino da sapienti profeti». Questa l’esortazione di don Andrea Lamperti Tornaghi, vicario parrocchiale di Pandino, che lunedì sera, nella basilica del santuario di Santa Maria del Fonte, ha presieduto la veglia per la preghiera di inizio Avvento dei catechisti della zona pastorale I organizzata dall’équipe zonale catechisti. La meditazione alternata alla preghiera, un gesto di carità ed uno simbolico, a fine serata, hanno caratterizzato questa veglia, allietata delle voci dei cantori della corale parrocchiale di Arzago. Quattro le tracce seguite (altrettanti i vangeli letti e meditati): l’accoglienza, con la promessa di Maria; l’ascolto, con il sogno di Giuseppe; la condivisione, con la gioia dei pastori; la ripartenza, quella dei Magi da Betlemme.

«C’è un filo rosso che lega i quattro vangeli di stasera – ha detto don Andrea nella sua riflessione – ed è l’espressione “Non temere”, la stessa che Gesù rivolge nelle apparizioni pasquali. Legati fra loro, questi quattro brani del Vangelo diventano delle vie da percorrere, ma non in solitaria, perché siamo chiamati a camminare insieme, nell’ascolto attento dello Spirito Santo che ci permette di tradurre in parole ed iniziative il sogno di Dio, un Dio che vuole tutti nel suo regno. Care sorelle e cari fratelli – ha proseguito il sacerdote -, coraggio. Che il cammino di quest’Avvento non sia un rito scontato e stanco ma sia un cammino in compagnia del Signore che ci chiede di essere sapienti profeti con il gusto di cercare fra le pieghe della storia i germogli del suo regno e non fra i morti colui che è il Vivente».

Come gesto di carità, i presenti sono stati invitati a recarsi all’altare e, dopo aver messo un granello d’incenso nel braciere, a lasciare un contributo, ognuno secondo il proprio sentire, che sarà destinato alla Caritas per il progetto Bolletta sospesa. Infine, il gesto simbolico. Ad un rappresentante di ogni parrocchia o unità pastorale, già definita oppure erigenda, è stata donata una lanterna, che sarà collocata in oratorio o in chiesa: una luce-guida in questo tempo di attesa del Natale.




Giornata dell’Unitalsi, il Vescovo: «Vivremo un Natale più forte di ogni guerra se ci saremo allenati a camminare insieme al passo dei più deboli»

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La Giornata dell’adesione dell’Unitalsi, che come sempre si celera la prima Domenica di Avvento, a Cremona è stata festeggiata nella mattinata di domenica 27 novembre durante la Messa delle 11 in Cattedrale presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. Hanno concelebrato don Maurizio Lucini, assistente dell’Unitalsi cremonese, e a alcuni canonici del Capitolo. Nelle prime file il presidente della sottosezione di Cremona dell’Unitalsi, Tiziano Guarneri, insieme a dame e barellieri, che hanno accompagnato anziani e disabili.

Nell’omelia mons. Napolioni ha voluto ricordare come l’Avvento sia un periodo denso di pensieri e desideri, ma la comunità cristiana lo vive con uno stile diverso: «ritrova la sobrietà dei segni e ascolta dalla Parola una ricchezza di immagini che altrimenti si rischia di ridurre a vuota retorica». E ha proseguito: «Oggi la giornata dell’Unitalsi ci aiuta a concretizzare e a scoprire che l’Avvento è fruttuoso se è fatto di esperienze, di gesti: sono anni e anni di pellegrinaggi, durante i quali si sperimentano tante cose».

Quindi tre sottolineature: «L’Unitalsi trasporta gli ammalati: un verbo umano che indica il proprio trasporto. come motivazione e desiderio, che si è fatto esperienza di mettersi in cammino. E non da soli, ma al passo con i più deboli».

Il secondo elemento è stato incentrato sulle relazioni che si creano durante i pellegrinaggi: «Attorno a questa fragilità, riscoperta nella sua dignità come tesoro della comunità, si fa amicizia. La seconda esperienza è questa: perché non solo si prega, ma si creano rapporti e ci si conosce vincendo la solitudine».

Infine, il terzo aspett: «Questo pellegrinaggio è verso la casa della Madre, un cammino di popolo umile ma fiducioso».

Quindi, concludendo l’omelia, l’augurio per questo Avvento: «Vivremo un Natale di guerra, ma in realtà di pace più forte di ogni guerra se ci saremo allenati a camminare insieme al passo dei più deboli e sostando in silenzio a invocare la Madre, che ci donerà il Figlio che ci renderà fratelli».

Prima della benedizione finale Tiziano Guarneri, presidente della sottosezione Unitalsi di Cremona, ha rivolto all’assemblea e al vescovo alcune parole a nome di tutta l’Unitalsi: «I fratelli e le sorelle che, a motivo della sofferenza fisica o spirituale, sono particolarmente uniti alla passione di Gesù occupano un posto privilegiato nel cuore della Chiesa nostra madre: facendo parte di questa associazione ecclesiale ci sentiamo impegnati ad offrire il nostro tempo e le nostre capacità per alleviare i disagi e le difficoltà e ridonare un sorriso e una speranza che viene solo dalla fede».

Dopo la celebrazioni il gruppo unitalsiano, insieme agli amici e i sostenitori si è spostato in Seminario dove la giornata di festa è proseguita con un momento conviviale e di amicizia.

 

Il video integrale della celebrazione




La transizione ecologica e le nuove professioni in un’economia sostenibile, a Palazzo Pirelli il seminario internazionale MCL

Si è svolta venerdì 25 e sabato 26 novembre presso il Palazzo Pirelli – Consiglio della Regione Lombardia, a Milano, la due giorni di seminario internazionale di studi europei dal titolo “La transizione ecologica e le nuove professioni in un’economia sostenibile“ organizzato dal MCL nazionale in collaborazione con EZA, l’associazione amica del Movimento che si occupa del mondo del lavoro e dei lavoratori a livello europeo, con EFAL, l’ente di formazione del MCL, e con la Fondazione Europa Popolare. All’evento ha preso parte anche Michele Fusari, presidente MCL del territorio di Cremona-Crema-Lodi e membro del comitato esecutivo nazionale.

Doppie sessioni di studio e approfondimento nella giornata di venerdì in cui, dopo l’introduzione ai lavori del presidente nazionale MCL Antonio Di Matteo, sono stati analizzati temi e questioni profonde come l’Europa, l’innovazione tecnologica, lo sviluppo sostenibile, la transizione ecologica in rapporto alle nuove professionalità richieste dal mercato, il clima, l’ambiente e le sempre più evidenti diseguaglianze sociali che stanno emergendo.

La tavola rotonda finale del sabato mattina, preceduta dall’intervento di saluto dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini e moderata dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio, si è interrogata su quale sia la reale transizione ecologica ricercata, che non sia solo ideologica, ma che compenetri bene le positività e le negatività che la stessa può produrre, anche in riferimento agli impatti occupazionali che vanno assolutamente governati nelle loro dinamiche, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.

Alla due-giorni, aperta dal saluto del presidente del consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, hanno portato la loro testimonianza l’europarlamentare Massimiliano Salini, il presidente di EZA Luc Van den Brende, il copresidente di EZA Piergiorgio Sciacqua, il rettore dell’Università Abac Oliba CEU di Barcellona Rafael Rodriguez Ponga, il già ministro del lavoro del Portogallo Pedro Mota Soares, il senatore sloveno Janes Cigler Krali, la parlamentare onoraria del consiglio d’Europa Carmen Quintanilla, il vicepresidente del Parlamento di Malta David Agius, il professore dell’Università CEU San Paolo di Madrid Javier Morillas e il presidente nazionale di Confapi Italia Maurizio Casasco.

«Sono stati due giorni di lavoro, studio e riflessioni molto interessanti – commenta Michele Fusari –. Anzitutto per la tematica scelta, quella della transizione ecologica, così attuale e dibattuta, ma da gestire nel modo più corretto, complessivo e meno ideologico possibile. La presenza poi ai nostri lavori dell’arcivescovo Delpini e di tanti qualificati ospiti rappresentanti il mondo delle Istituzioni, della politica e delle realtà sociali italiane ed europee hanno confermato di riflesso la nostra dimensione di corpo intermedio cristiano, popolare, europeista che guarda al nostro continente e a quanto accade nei vari stati membri dell’Unione sempre con molta attenzione. Una bellissima esperienza che tutti abbiamo vissuto nel palazzo del Consiglio della nostra regione Lombardia, a pochi giorni di distanza dalla festa che avremo a Roma il prossimo 8 dicembre quando taglieremo il traguardo del nostro giubileo, i nostri primi cinquant’anni di vita associativa, incontrando il Santo Padre Francesco in udienza speciale».




Il 25 novembre in Cattedrale la Cantata “Pater pauperum” per festeggiare sant’Omobono nel ricordo di mons. Alberto Franzini e dei cremonesi morti per il covid

In occasione della solennità patronale di sant’Omobono, nella serata di venerdì 25 novembre, alle 21, nella Cattedrale di Cremona risuoneranno le note di Pater pauperum, imponente Cantata sacra composta dal maestro cremonese Federico Mantovani. Il progetto, che nasce dalla volontà del compositore di presentare alla città, a quindici anni dall’ultima esecuzione, il grande affresco musicale contemporaneo dedicato alla figura di sant’Omobono, il “padre dei poveri”, festeggiandolo solennemente dopo il lungo e terribile periodo della pandemia, coinvolge il Coro Polifonico Cremonese (in foto nell’esecuzione della cantata nel 2007), che per primo ha condiviso con entusiasmo le ragioni profonde della proposta, e la Camerata di Cremona, affiancati nella preparazione e nell’esecuzione dell’opera.

Il concerto, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Arvedi-Buschini e con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Cremona, si colloca, per volontà del vescovo Antonio Napolioni, all’interno del programma celebrativo della festa patronale e nella suggestiva cornice del massimo tempio cittadino dopo i lavori di adeguamento liturgico.

Interpreti della Cantata sono il soprano Linda Campanella, il contralto Masako Tanaka Protti, il tenore Cosimo Vassallo, il baritono Marco Granata, il basso Frano Lufi, le voci recitanti Alberto Branca e Michela Zaccaria, il Coro Polifonico Cremonese, il Coro de La Camerata di Cremona e l’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici. Dirige la Cantata, per volontà del compositore, il maestro Marco Fracassi, che commissionò la prima esecuzione dell’opera nel 1999.

Intensa e coinvolgente, la partitura si apre con il festoso corale Gaude et laetare Cremona (“Gioisci e rallegrati Cremona”) e si conclude con il solenne inno al santo patrono su testo latino di Marco Gerolamo Vida, ripercorrendo la vita e le opere di Omobono Tucenghi, primo santo laico non nobile della storia della Chiesa, canonizzato dal papa Innocenzo III nel gennaio 1199 e assunto poi a patrono della città e della diocesi. I testi sono attinti dalle Vite del santo e dalla bolla di canonizzazione Quia pietas (nella traduzione di don Daniele Piazzi), oltre che dalle Sacre Scritture.

«Dopo i primi mesi di paura, dolore e lutto che ci colpirono nel 2020 – ricorda il vescovo Antonio Napolioni – il cav. Giovanni Arvedi espresse il desiderio di ricordare i tanti defunti, riservando un pensiero speciale al carissimo mons. Alberto Franzini, con un importante concerto da tenere in Cattedrale. Ora si realizza quell’intuizione, all’indomani della Dedicazione del nuovo altare che dilata la bellezza spirituale della casa del popolo di Dio, centro vivo della nostra Chiesa diocesana, sorgente da cui si irradiano in tanti modi l’annuncio del Vangelo e la testimonianza della santità. Omobono è sempre attuale, specie davanti alle povertà e fragilità sociali che interpellano costantemente la comunità civile e credente. A 60 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, a 50 anni dalla fondazione della nostra Caritas diocesana, che nel tempo apre ancora la borsa del Santo per alleviare il cammino dei più deboli».

«Con questa opera musicale – precisa il maestro Federico Mantovani – si intende segnalare l’attualità di Omobono, che si distinse nella vita della città come uomo di pace, di profonda preghiera e di proverbiale carità. Riproporre l’esecuzione del lavoro oggi, a cori uniti, dopo lo smarrimento degli ultimi due anni, acquista inoltre un significato particolare, perché diventa occasione per riaccendere l’entusiasmo di un progetto artistico condiviso, affidando all’intercessione del nostro Santo patrono il cammino dei vivi e la memoria dei tanti cremonesi vittime della pandemia».

 

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È online la nuova edizione di Riflessi Magazine dedicata alla «Voce»

«Se la mia voce dà fastidio, vuol dire che canterò internamente». C’è una citazione di Totò ad aprire l’edizione numero 35 di Riflessi Magazine dedicata – appunto – alla voce. Una citazione da leggere con il sorriso, che apre un numero in cui si aprono palcoscenici differenti, che raccontano storie uniche, come le persone. Ciascuna con la propria voce. «Per cantare, su un palco o sotto la doccia; per raccontare ricordi e progetti; per gridare o sussurrare, per far ridere o emozionare; alla radio, tra le pagine su un libro o con un’opera d’arte. Anche quando manca, la voce dice. Senza parole». Come, sorridendo, ricorda il grande comico napoletano: anche quando possono dare fastidio, le voci restano. E lasciano tracce.

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«Come un timbro che non si può confondere – si legge nell’introduzione a Riflessi Voce – perché quel suono (o basta la sua memoria) è quella faccia, quella storia, quel momento, quel profumo. Questa persona che si lascia ascoltare».

E se il numero 35 del mensile digitale diocesano ha tutta l’aria di essere un’edizione soprattutto da ascoltare, non dovrebbe stupire se, cliccando una pagina dopo l’altra, ci si ritrova in una vera e propria galleria di ritratti.

«Voci sorridenti e decise, voci “segrete” come quella di un ventriloquo, quelle prestate dal doppiatore, i sussurri di chi fa la sua parte nel pezzo di mondo di cui è più difficile parlare, le onde che si diffondo da una stanza piena di coraggio. Tra le storie di questa edizione ci sono giovani cantanti e speaker, educatori capaci di ascoltare, missionari a cui la povertà ha insegnato a sentire anche le voci di chi non ne ha, reporter che raccolgono e restituiscono le trame della storia di oggi. Volti. Con qualcosa da dire. Che è sempre, soprattutto, qualcosa da ascoltare».




“Chi accoglie me…”: il 28 novembre a Caravaggio l’incontro di preghiera con i catechisti

“Chi accoglie me…” è lo slogan che accompagna l’incontro di preghiera con i catechisti all’inizio dell’Avvento, evento che si terrà lunedì 28 novembre, alle 21, presso il Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio. Un momento di preghiera e riflessione attraverso l’incontro con Maria, Giuseppe, i pastori e i magi.

Accogliere, ascoltare, condividere e ripartire: sono queste le quattro parole-chiave che guideranno il percorso verso il Natale organizzato dalla Zona pastorale 1 della Diocesi di Cremona per i catechisti. Prendendo spunto da brani del Vangelo e Salmi saranno analizzati gli atteggiamenti che i personaggi della Natività vogliono trasmettere e da cui trarre insegnamento.

All’interno della preghiera sono previsti alcuni momenti significativi: la raccolta di offerte destinate alla proposta della Caritas diocesana a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento delle bollette; la consegna, a tutte le unità pastorali e parrocchie, di una lanterna da tenere accesa nelle domeniche di Avvento; e la consegna, a tutti i partecipanti, di quattro lumini, uno per ogni domenica di Avvento, accompagnati da una preghiera da recitare in famiglia.

Il momento di preghiera è dedicato ai catechisti ma aperto a chiunque voglia partecipare. Per maggiori informazione scrivere a info@zona1cr.com.