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Cremona, la testimonianza della famiglia Priori ai Quaresimali per i giovani (AUDIO)

Ha preso avvio venerdì 8 marzo il ciclo di catechesi quaresimali per i giovani della zona pastorale 3 dal titolo  “Scelgo: voce del verbo Credere”, organizzato dal tavolo zonale di pastorale giovanile e dall’Azione cattolica. Durante il percorso si pone l’attenzione su alcuni verbi utilizzati nell’Instrumentum Laboris per il Sinodo dei vescovi: riconoscere, Interpretare, scegliere e confermare che rappresentano alcune tappe per il discernimento. Stimolati dalle testimonianze di alcuni ospiti si cerca di riscoprire come coniugare questi verbi nella vita quotidiana.

Nella serata di venerdì 8 marzo una quarantina di giovani provenienti dalle parrocchie cittadine si è ritrovata in una sala dell’oratorio del Cambonino. Dopo aver invocato lo Spirito Santo con un canto, è stato letto un brano del Vangelo di Matteo che ha accompagnato la riflessione. La parola è poi passata ai coniugi Sonia e Stefano Priori, giovane coppia cremonese che ha scelto di condividere la propria storia a partire dal verbo “interpretare”.

Dopo aver illustrato i vari significati di questo verbo (leggere criticamente, analizzare, intendere la legge, ricoprire una parte…), Stefano ha proposto una lettura della propria vita attraverso l’interpretazione di una serie di segni che hanno costellato la propria esistenza: la presenza paziente e costante di Sonia, l’intreccio periodico delle loro strade, le loro diversità, la scelta di entrare in seminario per poi uscirne rimodellando la propria vita…

Interpretare con lucidità e pazienza questi e altri segni anche alla luce del Vangelo è stato fondamentale per capire la loro vocazione matrimoniale, per comprendere l’ordine giusto dei tratti con cui compiere il Disegno per cui sono stati chiamati. Proprio come evocato nel brano evangelico scelto, hanno cercato nella propria vita la luce e il sale, quegli importanti segni che hanno conferito alla loro storia calore e sapore per poi assumere a loro volta questi caratteri per le tante persone incontrate. In conclusione, si è lasciato spazio agli interventi dei giovani presenti che hanno interrogato la coppia circa le modalità con cui hanno affrontato una scelta che si è rivelata sbagliata e il significato che attribuiscono all’espressione “costruire sulla roccia”.

Prossimo appuntamento venerdì 22 marzo presso l’oratorio della parrocchia Sant’Antonio Maria Zaccaria per riscoprire il verbo “riconoscere” grazie alla testimonianza di Marta Danelli, giovane lodigiana che ha scelto di vivere come volontaria in una Comunità Papa Giovanni XXIII.




A Tds Pierdante Piccioni: una vita divisa in due dopo l’incidente che gli ha cancellato 12 anni di memoria (AUDIO)

Domenica 17 febbraio presso la parrocchia del Maristella, a Cremona, si è svolto il quinto incontro di Tds-Traiettore di sguardi con la testimonianza del medico Pierdante Piccioni. Primario all’ospedale di Lodi, il 31 maggio 2013 finisce fuori strada. Lo ricoverano in coma e quando si risveglia, dopo qualche ora, il suo ultimo ricordo risale al 25 ottobre 2001, giorno dell’ottavo compleanno di suo figlio Tommaso.

Dodici anni della sua vita sono stati inghiotti in un buco nero. Attorno a lui tutto è cambiato, i figli non sono più bambini di 8 e 11 anni ma ventenni adulti, la moglie non è più la donna giovane che ricorda ma una donna che porta i segni degli anni che passano. Non sono cambiate solo le persone ma anche tutta la realtà intorno: esistono i social network, gli smarthphone, l’euro. Si ritrova ad essere un indigeno catapultato in un mondo rivoluzionato dai progressi tecnologici.

Piccioni, cremonese d’origine (di Levata di Grontardo), sempre con grande autoironia, ha raccontato ai giovani di Tds com’è riuscito a ripartire. Tra momenti di depressione e rabbia ha combattuto per riconquistare la propria vita, per ritornare al suo lavoro e ritrovare il suo posto nel mondo come padre, marito e come medico.

Il tempo perduto non lo riavrà più indietro, però il suo problema si è trasformato in un tesoro nascosto. La sua vita si divide in due: prima e dopo l’incidente e il capitolo della sua seconda vita lo sta scrivendo da uomo nuovo, vivendo con maggiore apertura ed empatia nei confronti degli altri.

Pierdante Piccinoni è anche autore di due libri che raccontano la sua storia di vita: “Meno dodici. Perdere la memoria e riconquistarla: la mia lotta per ricostruire gli anni e la vita che ho dimenticato” (Mondadori) e “Pronto soccorso. Storie di un medico empatico” (Mondadori).




Ricostruire una vita “cancellata”: domenica la testimonianza di Pierdante Piccioni a Tds

L’ospite del prossimo appuntamento di Traiettorie di Sguardi, in programma domenica 17 febbraio dalle 18.30 presso l’oratorio del Maristella a Cremona, sarà Pierdante Piccioni: prima dell’incidente che gli ha causato la perdita della memoria cancellando 12 anni di vita, era direttore dell’U.O. di pronto soccorso dell’ospedale di Lodi, collaboratore di riviste scientifiche internazionali. Ora è responsabile del servizio “integrazione ospedale-strutture sanitarie territoriali e appropriatezza della cronicità”

Ritrovarsi reduce senza futuro, costretto ad aspettare ancora il miracolo più grande, quello che deve restituire, insieme alla memoria, tutte le emozioni perdute e il senso di un’esistenza da riallacciare.  Forse quel miracolo è la speranza, semplicemente un segreto che sta dentro di noi.



Vanna, Barbara, Elisa: storie di donne testimoni dell’amore per la Vita

“Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore”. Cantano, con lo sguardo all’insu rivolto allo schermo, i partecipanti alla Veglia per la vita, nel salone Bonomelli del Seminario di Cremona.

Convocati dalla Zona pastorale 3 e introdotti alla preghiera dal Vicario zonale don Pier Codazzi, nella serata di sabato 2 febbraio si sono ritrovati volti noti, quelli del Centro Aiuto alla vita di Cremona e del Movimento per la Vita, e quelli meno noti di giovani coppie e piccoli gruppi provenienti da parrocchie della città e della periferia.

Ascolta l’audio della serata

Una veglia dai toni domestici, nella sua semplicità, ma dal vissuto intenso: sosta di ascolto della vita e della Parola che, per i credenti, illumina i tratti più indecifrabili ed impegnativi.

Nel segno dell’alleanza tra generazioni la Zona 3 ha scelto di affidare a Mattia Cabrini, educatore professionale, la conduzione di un dialogo tra tre donne, condividendo passaggi e consapevolezze che l’esistenza e la storia personale hanno fatto emergere.

Vanna Rossetti, mamma e nonna, conosciuta anche per il lungo impegno in campo ecumenico accanto al marito Mario Gnocchi, ha offerto i ricordi di famiglia proponendo una sua riflessione sulla dimensione del dono inscritta nella vita, in ogni istante e accadimento, compresi quelli apparentemente meno significativi o gratificanti che si comprendono solo nello scorrere del tempo.

Barbara Guarneri, logopedista neolaureata di 24 anni ha invece testimoniato, non senza commozione, la fatica di accogliere la fragilità che la vita rivela nelle stagioni della malattia e della debolezza. Quei giorni i cui la domanda di senso non accetta scorciatoie ideologiche o religiose e si confronta con la verità cruda del dolore che chiede condivisione, prossimità, forza di ricostruire la vita in altra prospettiva.

Elisa Favalli, mamma e segretaria in una scuola, ha invece portato i volti e i nomi raccolti in un album di fotografie cariche di emozioni, la ferialità della casa e della famiglia condite dagli immancabili imprevisti. Una dimensione concreta del vivere che solo la speranza è capace di sostenere.

Nell’intreccio delle storie e delle riflessioni, l’eco della Parola di Dio ha ricondotto i frammenti all’unità. “Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi, tutto era scritto nel tuo libro” (Salmo 138) dice il credente al Dio in cui confida. E la parola di Isaia proclama che il progetto di Dio fa germogliare continuamente “una cosa nuova” tra le briciole del vissuto.

Molto efficace, nella conduzione della Veglia, la scelta di circondare la personale risonanza della Parola all’armonia della musica, con la partecipazione di un gruppo di 9 giovani musicisti, parte della “Mauro Moruzzi Junion Band” legata alla Scuola “Sacra Famiglia” di Cremona. Le esecuzioni del gruppo di fiati, molto apprezzate e applaudite, si sono inserite con delicatezza nel clima raccolto della serata, conclusasi con il saluto del dott. Paolo Emiliani , Presidente del Movimento per la Vita di Cremona e la proposta di un gesto solidarietà a favore del “Progetto Gemma”, da tanti anni sostegno concreto della maternità.

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Narrazione latino americana domenica a Tds

Sarà l’Associazione Latino Americana l’ospite del nuovo appuntamento di Tds-Traiettorie di sguardi, il percorso mensile per i giovani promosso all’oratorio del Maristella, a Cremona, in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile. Appuntamento nel pomeriggio di domenica 20 gennaio, dalle 18.30, per un incontro dal titolo “Cantos de Mi Tierra”.

A caratterizzare l’incontro sarà la narrazione della storia, dei ritmi e delle tradizioni culturali dei popoli dell’America Latina attraverso un percorso musicale.

Si continuerà così ad affrontare con il tema della narrazione, per promuovere la ricerca e il dibattito, favorire uno scambio tra popoli, comunità e gruppi molto diversi tra loro, far crescere una cultura del rispetto, nella diversità.

Dal 1991 l’attività dell’Associazione si centra sulla diffusione della cultura, la storia e l’attualità latinoamericane, lo sviluppo artistico e la cooperazione internazionale. Al suo interno operano anche giovani musicisti e il Coro Voz Latina.

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A Tds parole e musica attraverso il Sud America

Domenica 20 gennaio, presso l’oratorio del Maristella, a Cremona, si è svolto il quarto incontro di Traiettorie di Sguardi, percorso per i giovani della Diocesi che quest’anno ha scelto come tema da seguire nei diversi incontri quello della narrazione. Ospite dell’ultimo incontro è stata l’Associazione latinoamericana di Cremona con il suo coro Voz Latina, esperienza nata qualche anno fa in città da un piccolo gruppo di musicisti argentini che si sono trasferiti in città per studiare musica antica e per riscoprire le loro radici italiane. 

Attraverso il canto la platea di giovani è stata accompagnata a scoprire la storia di un popolo che ha sempre espresso attraverso la musica la commistione e le influenze degli altri popoli che hanno conquistato, abitato e attraversato il Sud America, dal Messico fino alla Patagonia, lasciando un segno.

E così si scopre che nei loro canti tante sono le influenze della “musica nera” arrivata in America del Sud attraverso gli schiavi africani che venivano deportati per lavorare la terra.

Dopo la conquista degli spagnoli nascono canti e danze che tentano di tenere insieme l’identità del popolo indigeno e quella dei conquistatori arrivando anche a cercare somiglianze e punti di tangenza nel rito religioso. Tantissimi sono, infatti, i canti dedicati a Maria che però richiamano anche le caratteristiche dei canti dedicati a Madre Terra.

Nei loro canti numerosi sono i richiami al tema dell’esilio e della migrazione dal paese alla grande città, piuttosto che l’allontanamento dal proprio paese a causa della dittatura.

Altro tema ricorrente è quello dell’unità di un popolo che, nonostante le distanze geografiche, sente un forte senso di appartenenza a tradizioni comuni; e quello del lavoro: tanti, infatti, sono i canti dedicati ad alcune professioni molto umili, come quello della giardiniera.

Il filo narrativo ha tenuto la platea di giovani incantata di fronte a questo susseguirsi di note, parole e voci. Un’esperienza davvero suggestiva.

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Il reporter Nello Scavo a “Traiettorie di Sguardi”

Poi per un istante, lo straccio che fa da tenda viene scostato: un ammasso indistinto di esseri umani accucciati per terra. Uomini donne e bambini addossati a gruppi di trenta o quaranta per stanza. Di colpo gli sguardi di mille occhi si alzano verso la finestra. E ci guardano. Qualsiasi gesto, un saluto, un sorriso, una smorfia di rabbia o di compassione, suonerebbe come beffardo o una nuova umiliazione. Poi la tenda viene richiusa in fretta. 

Si intitola “I sommersi e i salvati” il terzo incontro del percorso Traiettorie di sguardi che si svolgerà domenica 16 dicembre dalle ore 18.30 all’oratorio del Maristella. Ospite della serata sarà il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo, che porterà la sua testimonianza di reporter internazionale, cronista giudiziario, corrispondente di guerra. Ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone «calde» del mondo, comprese le prigioni clandestine degli scafisti libici e le carovane di profughi in Siria.

L’ultimo suo libro si intitola “Fake Pope. Le false notizie su Papa Francesco” ed è stato descritto dal quotidiano The New York Times come “un’indagine convincente”, dall’Espresso come “un libro esplosivo”, raccogliendo nel mondo elogi e lettori. Suoi sono anche “I sommersi e i salvati di Bergoglio”, scritto a seguito di un viaggio a Buenos Aires alla ricerca della verità sulle voci della presunta connivenza di Papa Francesco con le dittature sudamericane, “La lista di Bergoglio”, tradotto in più di 15 lingue, e “Perseguitati” sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo. “Giornalista di razza” secondo l’Osservatore romano, Nello Scavo lavora all’Avvenire e collabora con diverse testate estere come The New York Times, The Washington Post, The Independent, Le Monde, Huffington Post, Bbc, Cnn, La Nacion, El Pais, El Mundo e altre. 

Nel 2017 si è introdotto in una prigione clandestina degli scafisti libici, raccontando in presa diretta quali sono le condizioni dei migranti intrappolati. Ha firmato indagini sulla criminalità organizzata e sul terrorismo globale. Suo è il libro “Luigi Ciotti, un prete contro la mafia”.

Quello con Nello Scavo sarà dunque un incontro sicuramente intenso in cui il reporter approfondirà insieme ai giovani e a tutti coloro che vorranno essere presenti, il tema attualissimo “del grano e della zizzania”.