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Parrocchie della città: una rete di relazioni per una efficace azione di carità

“Cari Fratelli e Sorelle, vi esorto a cercare in ogni povero che incontrate ciò di cui ha veramente bisogno”: con questa provocazione di Papa Francesco si apre l’incontro dedicato alla Settimana della Carità 2019 della zona pastorale 3, presso la parrocchia Immacolata Concezione (Maristella), proposto e guidato da Don Pierluigi Codazzi, nuovo direttore della Caritas diocesana, ed Alessio Antonioli, operatore della Caritas da quasi 20 anni ed impegnato su più fronti nel campo delle politiche sociali.

Educatori, volontari ed operatori provenienti dalle parrocchie della città si sono ritrovati per raccontare le proprie esperienze di carità, dimostrando un’attenzione verso le povertà sul territorio.
Passaggio doveroso è il riconoscimento del “povero”, non solo da un punto di vista puramente economico: è povero anche la vittima di ingiustizie ed abusi, la persona sola, il dipendente da gioco o sostanze, l’anziano, un paziente affetto da patologie psichiatriche, un disoccupato, un migrante.

Nel dialogo è stato sottolineato come numerose iniziative, presenti sul territorio cittadino, si rivolgano capillarmente a tutte queste forme di povertà, attraverso centri di ascolto, San Vincenzo e Caritas, unitamente all’associazionismo in tutte le sue forme, con un’attenzione specifica alla persona che chiede aiuto.

Emerge, inoltre, il desiderio di implementare e potenziare il sistema tessendo reti complesse, prodotto della sinergia di più forze, quali parrocchie, associazioni e specifiche figure istituzionali e professionali (psicologi, educatori, assistenti sociali), per meglio intercettare e rispondere alle esigenze dei poveri.

Le parole chiave di questo ambizioso progetto sono quindi relazione ed ascolto, prerequisiti e motore di un sistema di carità efficace, intriso di quell’empatia e spiritualità troppo spesso trascurate.

Occorre insomma ripensare alla carità, sia come valore sia come progetti da concretizzare: per questo gli operatori e i volontari della zona 3 avranno alcune occasioni di riflessione (31 gennaio, 7 febbraio e 14 febbraii 2020) per ragionare insieme circa nuove modalità di “prendersi cura”.
Intanto nei prossimi giorni
, continueranno gli incontri nelle altre zone pastorali per condividere le esperienze di carità diffuse su tutto il territorio diocesano al di fuori della città, segno di comunità sempre più vive e inclusive.




Il 9 novembre camminata per il creato dalla Cattedrale a Isolello

Il Gruppo “Laudato si'” della Zona Pastorale III organizza nella giornata di sabato 9 novembre il “Cammino autunnale per il creato”, una camminata di esplorazione e conoscenza della campagna di oggi.

La partenza (che sarà confermata dopo le ultime previsioni metereologiche della vigilia) è fissata alle ore 8 da piazza del Duomo a Cremona. I partecipanti cammineranno fino al Santuario di Isolello, nel comune di Derovere. L’arrivo è previsto per le ore 11. Al Santuario sono previsti interventi e testimonianze prima del rientro in treno con partenza dalla stazione di Gazzo.

Per informazioni contattare don Irvano Maglia, parroco di San’Agata e Sant’Ilario al numero 335.8426622

Locandina




In principio c’è il legame, primo incontro di Traiettorie di Sguardi con Giusi Biaggi e don Cesare Pagazzi (audio)

Il primo incontro della nuova stagione di Traiettorie Di Sguardi, intitolata, per l’anno 2019/2020, Fratelli o Coltelli, si apre con un importante quesito: perché e come puntare sulla relazione in una società che, sempre più centrata sull’individuo, sembra additare come sconvenienti, se non addirittura scandalosi, il legame non opportunistico e la comunità?

A condividere con i presenti alcune idee significative, Giusi Biaggi, presidente del consorzio territoriale di cooperative sociali Sol.Co, e don Cesare Pagazzi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema, Cremona, Lodi, Vigevano e Pavia ed insegnante nei Seminari Riuniti e all’Istituto Giovanni Paolo II di Roma. Seduti ai lati opposti di un intricato percorso di fili colorati, i due ospiti hanno raccontato esperienze e lanciato idee, riflessioni e considerazioni lasciando ai presenti un considerevole e significativo bagaglio di spunti su cui riflettere.

Partendo dalla sua esperienza professionale e di vita, Giuseppina ha recuperato la rilevanza del compito del terzo settore, “far sì che nessuno resti escluso”, per individuare i tre passaggi fondamentali per poter fare comunità: accorgersi di chi si ha intorno, delle gioie e delle fatiche altrui, acuire i propri sensi, in una società che, nonostante sia iperconnessa, paradossalmente conduce ad un sempre più rischioso isolamento sociale; occuparsi dell’altro, rispondere alla chiamata del fratello, denunciando le sue difficoltà e accompagnandolo nel superamento di queste; sentirsi un noi, una comunità, in cui ci si occupa reciprocamente gli uni degli altri, in cui ci si rivolge al fratello non come individui ma come pluralità in relazione, in cui è il noi che agisce, che si fa prossimo. La comunità, infatti, non si riceve, bensì si costruisce quotidianamente nei luoghi di cui ci è dato disporre.

L’intervento di Giusi Biaggi

Don Cesare, a partire dall’osservazione secondo cui l’incipit del Vangelo di Giovanni “in principio fu il Verbo” sia da intendere nel duplice significato espresso dalla parola greca logos, vale a dire “parola” e “legame”, ha, invece, riflettuto sull’immagine provocatoria della fraternità offerta dalla Bibbia: non una fraternità fiabesca, sinonimo di unione e inseparabilità, bensì una fraternità omicida, quella di Caino e Abele, in cui la paura di non essere scelto, di essere messo da parte, genera peccato, invidia e rivalità. L’incontro e la relazione con l’altro, con il fratello – inteso nella sua accezione più ampia, al di là dei soli legami di sangue -, viene qui mostrato nella sua intrinseca difficoltà, dettata dal fatto che, oltre a non potersi scegliere a vicenda, la relazione smaschera le paure più profonde dell’essere umano. La sfida contenuta nella relazione è dunque quella di riconoscere le proprie paure e non soccombere ad esse. I due ospiti hanno, dunque, terminato il loro intervento sottolineando come, solamente tramite il contatto con l’altro, l’essere umano possa comprendere se stesso nel profondo.

L’intervento di don Cesare Pagazzi




La cura del creato, atto di amore cristiano

«Una giornata brutta per noi, ma bella per la natura». Con queste parole don Irvano Maglia ha introdotto la celebrazione che ha aperto la Giornata per il creato della zona pastorale III. La pioggia non ha infatti fermato, o solo parzialmente, le attività previste presso le Colonie Padane. La Messa, animata da un gruppo di giovani della città, è stata seguita da un momento formativo e di riflessione guidato dalle testimonianze dei rappresentanti delle associazioni presenti: Legambiente, cooperativa Nazareth, Slowfood e Guardie Ecologiche.

Durante la celebrazione don Maglia ha sottolineato più volte l’importanza, per un cristiano, di prendersi cura del creato, non per un dovere estrinseco, ma per amore, quello stesso amore di cui l’uomo, per sua natura, è destinatario.

Sulla stessa linea si è mosso anche don Maurizio Lucini, responsabile dell’area pastorale dedicata al servizio (la quale ha promosso l’iniziativa), che ha ricordato quanto l’interesse per l’ecologia necessiti, per ciascuno, di una riflessione più profonda e radicata di un semplice pensiero ambientalista.

Al termine della Messa il programma ha subito una leggera modifica: anziché la passeggiata all’aperto e la raccolta dei rifiuti, i presenti hanno potuto ascoltare le parole di alcuni testimoni ed esperti.

Giusy Brignoli ha presentato le attività della cooperativa Nazareth che, oltre ad accogliere e prendersi cura di persone con fragilità, mira ad educarle e fornire loro competenze di tipo produttivo. Da qui l’idea di impegnarsi nell’agricoltura biologica e nella produzione di frutta e ortaggi.

In seguito le guardie ecologiche volontarie e le guide che avrebbero dovuto accompagnare i partecipanti lungo il Po hanno messo la loro esperienza e le loro competenze a disposizione dei presenti, raccontando le peculiarità del territorio cremonese e le bellezze che le biodiversità del nostro ecosistema presentano.

La giornata si è conclusa con il pranzo, in collaborazione con il Bon Bistrot, consumato al sacco da tutti coloro che hanno avuto il coraggio di sfidare la pioggia e il clima, decisamente avverso.

La quattordicesima giornata per il creato ha dunque avuto luogo anche a Cremona, portando con sé la consapevolezza di non proporre nulla di risolutivo, ma con l’ambizione di proporre una provocazione seria e strutturata su una tematica che non può più lasciare indifferenti.

Photogallery




Giornata per la custodia del Creato: domenica 8 settembre alle Colonie Padane di Cremona appuntamento per la Zona pastorale 3

Continuano, nelle diverse zone pastorali della diocesi, le iniziative promosse nell’ambito della 14ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato, dal titolo “Quante sono le tue opere, Signore” (Sal. 104, 24) Coltivare la biodiversità. Dopo gli eventi promossi a Soresina lo scorso fine settimana, domenica 8 settembre sarà protagonista la città di Cremona (Zona pastorale 3). L’appuntamento, con il patrocinio del Comune di Cremona, è aperto a tutti.

L’accoglienza sarà dalle 9.30 presso le Colonie Padane, dove i partecipanti sono invitati ad arrivare in modo ecosostenibile a piedi o in bicicletta: un percorso che per i gruppi parrocchiali potrà assumere lo spirito di vero e proprio pellegrinaggio.

Dopo la celebrazione della Messa domenicale nell’area verde posteriore alla struttura delle Colonie Padane (ore 10), sarà proposta una breve testimonianza sull’agricoltura inclusiva da parte della cooperativa Nazareth.

La mattinata proseguirà con la possibilità di una “camminata forestale”: una passeggiata guidata nella zona della boscaglia di Po accompagnata dalle Guardie ecologiche volontarie che sarà occasione per scoprire la biodiversità dell’ambiente golenale. Oppure sarà possibile offrire il proprio contributo per la raccolta rifiuti nella zona della boscaglia del Pennello insieme ai volontari di Legambiente.

Alle 13.30 un’ulteriore opportunità di condivisione sarà data dal pranzo curato da Bon Bistrot: al costo di 6 euro due panini, frutta e dolce. Necessaria la prenotazione, per singoli e parrocchie, contattando il 335-8426622.

La conclusione è prevista per le 15, quando ad ogni partecipante sarà lasciato un decalogo per suggerire alcuni comportamenti per ridurre i danni provocati dall’uomo all’ambiente ripresi dall’enciclica Laudato si’ in cui papa Francesco afferma:

“La coscienza della gravità della crisi deve tradursi in nuove abitudini” (209).

E ancora:

“L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente” (211).

 

Locandina dell’evento alle Colonie Padane

 

Domenica 15 settembre si proseguirà nelle Zone pastorali 4 e 5, rispettivamente a Sospiro e Bozzolo. Ultimo appuntamento il 29 settembre ad Agnadello per la Zona 1.




Grest della città in festa al parco acquatico “Le Vele”

Il Grest è condivisione, la condivisione non solo nel ristretto ambiente del proprio oratorio ma condivisione con tutti, con gli altri grest e le altre persone. E’ questo lo spirito delle feste in piazza che invitano ad incontrarsi oratori vicini che trovano durante l’estate un momento di condivisione concreta. Così è stato per gli oratori della città che nella giornata del 19 giugno si sono dati appuntamento al parco acquatico “Le Vele”.

 

É stata una giornata ricca di divertimento, tuffi e di incontri! I ragazzi, bambini e animatori, hanno trascorso una giornata in compagnia non solo dei loro compagni di avventura ma anche dei loro amici e compagni di scuola di altre parrocchie.

Occasioni come questa sono quindi utili e fanno si che si consolidino ancora di più i rapporti tra i vari grest e le varie parrocchie favorendo la creazione non di più grest separati ma di un unico grande grest.




A Cremona una serata in ascolto dei candidati sindaco

L’obiettivo era chiaro: offrire ai cremonesi un momento di ascolto dei candidati sindaco per il Comune di Cremona, in modo da capire idee e proposte. Con questo spirito la Zona pastorale 3, in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, giovedì 9 maggio ha organizzato una serata in vista delle elezioni. Davvero gremito per l’occasione il salone Bonomelli del Centro pastorale diocesano di Cremona.

Un confronto che, volutamente, per evitare i toni accesi della campagna elettorale che a volte rischiano di risultare sterile polemica e volgare attacco all’avversario, non ha previsto dibattito e domande dal pubblico. Al centro della serata tre spunti di riflessione, riguardo ai quali ognuno dei candidati è stato chiamato a esplicitare il proprio punto di vista. Tre domande in tutto, a cui i candidati hanno risposto a turno: tre i minuti di tempo a disposizione di ciascuno.

Dei sette candidati in corsa sei hanno accettato Francesca Berardi (Cremona cambia musica), il sindaco uscente Gianluca Galimberti (Partito Democratico – Cittadini per passione – Cremona attiva – Fare nuova la città – Patto civico per Cremona – Sinistra per Cremona), Ferruccio Giovetti (La cura per Cremona), Carlo Malvezzi (Forza Italia – Fratelli d’Italia – Lega lombarda Salvini – Viva Cremona), Luca Nolli (Movimento 5 stelle) e Diego Ratti (Casa Pound). Assente Alberto Madoglio (Alternativa Comunista).

La serata, moderata dal giornalista cremonese Riccardo Mancabelli, è stata introdotto da Gabriele Panena che, a nome nell’Equipe di coordinamento zonale per l’area “Nel mondo, con lo stile del servizio”, ha precisato le motivazioni della serata, sottolineando le aspettative della comunità cristiana cremonese, al di là degli schieramenti politici.

Si è quindi entrati nel vivo dell’incontro con la prima tematica in esame, mettendo al centro la persona. E di conseguenza anche la famiglia, nei confronti della quale i candidati hanno espresso differenti concezioni. Tra le questioni affrontate anche quella dell’immigrazione e, soprattutto, dell’integrazione. E anche qui i distinguo non sono mancati.

Il secondo spunto è stato offerto dalla consapevolezza che una città deve essere a misura d’uomo. Sul tavolo gli aspetti urbanistici con mobilità e trasporti pubblici. E qui le visioni sono state anche molto differenti, in particolare per quanto riguarda le realizzazioni di nuove arterie (per alcuni strategiche per altri inutili). Auto e bici in città altra questione al centro del dibattito.

Terzo e ultimo aspetto guardando ai giovani, con università, lavoro e cultura come parole d’ordine per immaginare un futuro che possa avere come parola d’ordine “sviluppo”.

A chiudere la serata, seguita con interesse anche attraverso il servizio streaming del nostro portale e i canali social della Diocesi, è stato ancora Gabriele Panena che ha auspicato che l’interesse e la partecipazione che i cremonesi stanno dimostrando non si esaurisca con la campagna elettorale.

 

Photogallery della serata




Giovedì 9 maggio (ore 21) le parrocchie della città incontrano i candidati sindaco: la serata in diretta web e social

I candidati che alle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio correranno per la carica di sindaco del Comune di Cremona si confrontano a poche settimane dal voto. L’evento si svolgerà giovedì 9 maggio, alle 21, presso il salone “Bonomelli” del Centro pastorale diocesano di Cremona, in via S. Antonio del Fuoco 9/B.

L’incontro pubblico, promosso dalle Parrocchie della città appartenenti alla Zona Pastorale III in sinergia con l’Ufficio diocesano per pastorale sociale e del lavoro, vedrà la partecipazione di sei dei sette candidati:

  • Francesca Berardi (Cremona Cambia Musica)
  • Gianluca Galimberti (Partito Democratico, Fare Nuova la Città, Sinistra per Cremona, Cremona si Può, #Cittadini per Passione, Cremona Attiva)
  • Ferruccio Giovetti (La cura di Cremona)
  • Carlo Malvezzi (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Viva Cremona)
  • Luca Nolli (Movimento 5 Stelle)
  • Diego Ratti (CasaPound)

Dopo un intervento introduttivo di un rappresentante dell’équipe di coordinamento zonale, il moderatore della serata Riccardo Mancabelli (giornalista di TeleRadioCremona), rivolgerà tre domande ai protagonisti dell’incontro. Per rispondere ad ogni domanda ciascun candidato avrà a disposizione 3 minuti, senza ulteriore dibattito e senza interventi dal pubblico.

Le tre domande affronteranno alcuni dei temi centrali nel dibattito politico, sociale e culturale della città di Cremona:

  • la centralità della persona in una città che cambia
  • lo sviluppo urbanistico in un sistema di mobilità e servizi per il cittadino
  • uno sguardo sul futuro: cultura, università, ricerca, giovani

La serata potrà essere seguita in diretta streaming sul nostro portale e sui canali social della Diocesi. Gli interventi, che da venerdì saranno disponibili in podcast sul portale diocesano www.diocesidicremona.it, venerdì alle ore 19 saranno proposti anche dall’emittente radiofonica RCN-InBlu.

La locandina dell’evento




Giovedì 2 maggio a Cremona la processione lauretana apre il mese mariano

Si svolgerà come consuetudine la sera di giovedì 2 maggio il tradizionale pellegrinaggio cittadino al Santuario lauretano, presso la chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio, presieduto dal vescovo Antonio Napolioni.

L’appuntamento con tutti i fedeli è come sempre alle 21 in Cattedrale, da dove si snoderà la processione con i flambeaux che percorrerà piazza del Comune, largo Boccaccino, via Mercatello, corso Mazzini, corso Matteotti, vicolo Lauretano e piazza S. Abbondio.

Sarà presente il Capitolo della Cattedrale e, insieme alle proprie comunità, i sacerdoti della zona pastorale 3, in veste e cotta e stola bianca (personale da portare).

Particolarmente attesi i giovani degli oratori cittadini e i gruppi di ministranti.

Ad accogliere vescovo e pellegrini nella chiesa di Sant’Abbondio sarà il parroco don Andrea Foglia. A S. Abbondio il vescovo Antonio terrà l’omelia. Quindi, al canto del Magnificat, accompagnato dai sacerdoti presenti, si recherà all’interno del santuario per l’omaggio alla Madonna Nera.

Al termine della celebrazione anche tutti i fedeli potranno accedere alla Santa Casa e sostarvi in preghiera.

 

L’origine del Santuario

Nel 1625 il Consiglio Generale di Cremona decretò che la città fosse posta sotto la protezione della Vergine Lauretana di S. Abbondio. L’anno precedente, per volere del giureconsulto Gian Pietro Ala, si iniziò la costruzione del santuario riproducendo la Santa Casa custodita a Loreto. Nel 1630 l’effige della Vergine Lauretana fu portata per le vie della città in una grande processione in cui si invocò la sua protezione per la liberazione dalla peste. Risale al 1634 la prima incoronazione della statua; il 17 agosto 1732 si svolse un’altra importante celebrazione quando il Capitolo Vaticano la incluse tra le Madonne riconosciute come “coronate”.




Ascolto, perdono e dialogo per ricominciare

“Confermare è rinnovare ogni giorno una scelta: nella vita di coppia confermare è decidere ogni giorno di amare e perdonare”. Con queste parole si è suggellato il terzo e ultimo appuntamento delle Catechesi Quaresimali dei giovani della città, svoltosi venerdì 5 aprile presso l’oratorio del Maristella. Una cinquantina di giovani provenienti dalle parrocchie cittadine si sono ritrovati per ascoltare la toccante testimonianza di una coppia cremonese che ha vissuto importanti momenti di crisi matrimoniale, ma ha saputo rafforzare il proprio legame, sperimentando il perdono.

I coniugi aderiscono all’associazione “Retrouvaille”, un servizio esperienziale offerto a coppie sposate o conviventi che hanno problemi di relazione e che intendono ricostruire il loro rapporto d’amore, lavorando per salvare il matrimonio in crisi.

Il racconto a due voci degli ospiti è arrivato al cuore dei giovani per la sua intensità e autenticità: a un certo punto del matrimonio, hanno sperimentato forti difficoltà di coppia, alimentate da discussioni, bisogni non appagati, solitudini, chiusure, vittimismi e, infine, allontanamenti. Il tempo della crisi è divenuto tempo per comprendere da chi si poteva dipendere veramente per la propria realizzazione. L’inquietudine percepita da entrambi, in fondo, non era che il sintomo di un bisogno di riconciliazione, della necessità di ritornare in famiglia e alle radici della Fede e del Perdono.

Una “storia di guarigione” e conversione fondata sul riconoscimento della presenza costante di Dio nella propria vita, quella “luce mai spenta” che dona speranza e indica una direzione. L’esperienza e la comprensione dell’essere amati da Dio conduce a fare come Lui: scegliere di amare e perdonare giorno dopo giorno.

Grazie al percorso intrapreso con l’associazione “Retrouvaille”, realtà conosciuta grazie all’ascolto della testimonianza di una coppia, gli sposi hanno scoperto come l’ascolto, il perdono, la comunicazione e il dialogo possano essere strumenti potenti per la riconciliazione e per recuperare un rapporto di coppia duraturo, anche dopo il tradimento e la separazione. Il quotidiano esercizio ad avere e dare fiducia, l’ascolto e la condivisione delle scelte anche nelle piccole cose diventano i passi che scandiscono il cammino familiare, nella riscoperta del valore della gratuità e dell’attesa nei legami da ricostruire… perché, come ci hanno ricordato i due coniugi, “l’amore è un sentimento, amare è una decisione”.