Caravaggio, il 26 settembre al Santuario il Rosario aux flambeaux

Per commemorare l’evento dell’apparizione della Madonna di Caravaggio, avvenuto il 26 maggio del 1432, Il Santuario di Santa Maria del Fonte organizza, il 26 di ogni mese, uno speciale Rosario serale, presieduto dal rettore del Santuario, mons. Amedeo Ferrari, e caratterizzato dalla cerimonia aux flambeaux.

Fiaccole che saranno accese durante la Benedizione della luce, che avverrà sul piazzale del Santuario. Seguirà la recita del Rosario, che si concluderà poi davanti alla facciata della navata minore della Basilica, in fronte alla statua della Madonna. Sarà quindi il momento del canto delle litanie e della Benedizione finale.

Il primo appuntamento sarà lunedì 26 settembre, alle 21, percorrendo i portici del Santuario. In caso di pioggia il Rosario si terrà all’interno della Basilica.




Al Santuario di Caravaggio “In vacanza con Maria”

Last minute dal Santuario di Caravaggio. Una proposta da cogliere al volo tutta al femminile per bambine e ragazze dalla seconda elementare alla seconda media. Tre giorni con Maria, vissuti insieme al Santuario, fra attività, laboratori, gioco e preghiere.

L’iniziativa – con lo slogan “In vacanza con Maria” – propone la possibilità di tre giorni residenziali per vivere nella gioia la compagnia di Maria e la scoperta di nuove amicizie.

La proposta è differenziata per età, con due momenti diversi a seconda delle fasce di età:

  • dal 24 al 27 luglio per bambine che hanno frequentato dalla seconda alla quarta elementare (locandina);
  • dal 31 luglio al 3 agosto per ragazze che hanno frequentato dalla quinta elementare alla seconda media (locandina).

La “vacanza” è accompagnata dalla comunità delle Suore Adoratrici residenti presso il Santuario.

Per informazioni e iscrizioni contattare suor Paola al 348-4752562 o suor Mara al 333-8399912.




Soresina, dall’11 al 13 giugno la reliquia del cuore di san Francesco di Sales al Monastero della Visitazione

Nell’ambito del Giubileo salesiano, che commemora i 400 anni della morte di san Francesco di Sales (1622 – 2022), la Federazione dei monasteri della Visitazione del Nord-Italia propone la “peregrinazione” del cuore integro del fondatore dell’ordine tra le comunità delle sue figlie spirituali: la reliquia sosterà a Soresina dall’11 al 13 giugno prossimo.

Nonostante il corpo del Santo riposi ad Annecy (Savoia), il suo “muscolo cardiaco”, trovato “grande, sano e completo” nell’operazione di imbalsamazione, venne affidato, per essere custodito come un tesoro prezioso, alle monache Visitandine di Lione, presso le quali il fondatore aveva trascorso gli ultimi giorni della sua vita: il cuore, conservato in uno splendido reliquiario d’oro donato da Luigi XIII re di Francia, nella ricognizione ufficiale del 1658 richiesta da Papa Alessandro VII, risultò “incorrotto, in ottimo stato ed effondente un profumo gradevole e penetrante”. A motivo delle turbolenze innescate dalla Rivoluzione francese, il 10 agosto 1792 le monache di Lione ripararono a Mantova portando con sé la reliquia. Una “quiete” di breve durata: nell’aprile 1796, infatti, Napoleone Bonaparte valicava le Alpi imperversando nella Pianura padana. Le claustrali, incalzate dall’esercito francese, portando con sé il cuore del loro Padre, fuggirono in Boemia, quindi a Vienna e finalmente, nel 1801, a Venezia. Ma poiché anche il monastero veneziano di san Giuseppe, appartenente, secondo le leggi del tempo, al demanio, rischiava la soppressione, le “eredi” del Salesio, per suggerimento di Papa Pio X, nel 1913 si trasferirono a Treviso per costituire una nuova Comunità: presso la quale, ancora oggi, è conservato e onorato il “segno carnale della dolcezza e della carità soprannaturale” del fondatore. Il cuore, paterno e materno, di Francesco di Sales, in effetti, fu il “motore” non solo di sentimenti genuini e umanissimi, ma anche di un dinamismo pastorale irrefrenabile, di un ottimismo realistico e incoraggiante, di un eroismo sorridente ma non stralunato; insomma, di un amore perfetto e concreto.

In una delle sue lettere il santo scrive di sé, quasi per giustificarsi: «È un fatto reale: non c’è nessuno al mondo, almeno così io penso, che voglia bene più cordialmente, più teneramente e, per dirlo in tutta sincerità, con un amore più grande del mio; ed è Dio che mi ha dato un cuore fatto così». Ecco, dunque, il segreto del più “amabile” tra i maestri spirituali: “un cuore fatto così”. Che ama sempre e comunque. Attingendo dall’Amore Eterno, che “arde e non si consuma”. Ma per l’anima “filotea”, cioè “amante di Dio”, l’invito a “partire dal cuore” rappresenta anche un’indicazione strategica: «Non ho mai potuto approvare il metodo di coloro che, per riformare l’uomo, cominciano dall’esterno, dal contegno, dagli abiti, dai capelli. Mi sembra, al contrario, che si debba cominciare dall’interno… Il cuore, essendo la sorgente delle azioni, esse sono tali quale è il cuore… Chi ha Gesù nel cuore, lo ha, subito dopo, in tutte le azioni esteriori». In effetti, secondo la Bibbia, il cuore è un organo “centrale” non solo nell’anatomia del corpo, ma anche nella struttura della personalità: vi hanno sede i sentimenti e le emozioni, ma soprattutto vi si elaborano le scelte della vita. Può essere limpido o perverso. Di carne o di pietra. E i puri di cuore, solamente loro, riescono a “vedere” Dio! La reliquia del cuore integro e incorrotto di san Francesco di Sales che sarà ospitato presso il monastero soresinese renderà visibile, pertanto, l’urgenza personale, comunitaria e mondiale di “ricominciare dal cuore”, dove arde la fiamma viva dello Spirito d’amore.

 

IL PROGRAMMA

 

Sabato 11 giugno               PEREGRINAZIONE DEL CUORE DI S. FRANCESCO DI SALES

Ore 11.00             Accoglienza dell’insigne reliquia (Monastero)

Ore 16.00             Preghiera e venerazione personale (Monastero)

Ore 16.30             Canto del Vespro: presiede S. E. Mons. Antonio Napolioni (Monastero)

Ore 20.45             Adorazione eucaristica (Monastero)

 

Domenica 12 giugno         SOLENNITA’ DELLA SS. TRINITA’ – INIZIO GREST 2022

Ore 08.00             S. Messa (Monastero)

Ore 10.30             S. Messa d’inizio Grest (Giardino del Monastero)

Ore 15.00             Preghiera e venerazione personale (Monastero)

Ore 16.30             Adorazione del gruppo “La Dieci” (Monastero)

Ore 17.30             Preghiera e venerazione personale (Monastero: fino alle ore 18.30)

 

Lunedì 13 giugno

Ore 09.00             Visita e preghiera delle squadre del Grest 2022 (Monastero)

Ore 10.00             Preghiera e venerazione personale (Monastero)

Ore 15.30             Partenza per il Monastero di Pinerolo




19 marzo. Guidati dall’esempio di san Giuseppe, rivalutiamo il coraggio del padre

Se c’è un personaggio del Vangelo sul quale ho sempre avuto qualche difficoltà ad esprime un’opinione, quello è proprio san Giuseppe. Egli rimane tuttora per me una figura enigmatica. Sarà per quel suo fare silenzioso e discreto o per le poche frasi con le quali gli evangelisti ce lo descrivono, ma il mite falegname di Nazareth faticava a guadagnarsi la mia attenzione.

Eppure Giuseppe ha molto da dire a noi credenti. Alla fine del 2020, nella sua lettera apostolica Patris Corde, Papa Francesco inaugurava l’anno speciale dedicato a san Giuseppe, invitandoci a riscoprire la figura dello sposo promesso di Maria.

Spesso giudichiamo il valore di una persona sulla base di caratteristiche facilmente riconoscibili e d’impatto come la forza, l’autorità, l’eloquenza, la risolutezza. Per trovare Giuseppe e farlo emergere dallo sfondo della narrazione evangelica, dobbiamo invece cercare altrove: nei silenzi tormentati e sofferti della sua vicenda e nell’amore incondizionato che ha dimostrato a Maria e a Gesù, con il coraggio e la determinazione del vero padre di famiglia.

Eppure il grande mistero del concepimento e la nascita di Gesù, non dev’esser stato facile da accettare. Chissà quanti dubbi e paure lo avranno messo alla prova. Ma, nonostante le difficoltà, la vita di Giuseppe è costellata, a partire dall’accoglienza di Maria e Gesù, di scelte coraggiose rese possibili da un “sì” determinato e risoluto. Giuseppe, pur non comprendendo appieno il senso del disegno divino, si è abbandonato con fede al volere di Dio e ha contribuito con coraggio al compiersi del progetto di salvezza dell’umanità.

Cosa può dire a noi Giuseppe oggi? Può ispirare le nostre famiglie ed in particolare noi padri? Io credo che ci possa insegnare a vivere da protagonisti le nostre piccole o grandi storie quotidiane, con concretezza e semplicità di cuore. Giuseppe ci mostra come il protagonismo di noi cristiani non si giochi sul campo della visibilità o del gratificante riconoscimento delle nostre azioni, ma nella fedeltà ad un progetto.

Il Santo Padre parla di Giuseppe come interprete di un “coraggio creativo”. Egli davanti alle difficoltà non abbandona il campo ma riesce tirar fuori da sé stesso nuove risorse che nemmeno pensava di avere.

In quest’anno particolare dedicato alle famiglie, i padri e le madri si lascino guidare dall’esempio di Giuseppe e sappiano sperimentare la bellezza dell’accompagnamento dei figli nel loro percorso di crescita. Il suo esempio li educhi all’ascolto e all’apertura al mistero della vita.

Stefano Boiocchi




Al Santuario della Fontana “I 10 comandamenti”, un percorso di annuncio per giovani e adulti

Un’opportunità per giovani e adulti delle zone pastorali 4 e 5 della diocesi, ma in ogni caso una ricchezza per tutta la nostra Chiesa. Sta per iniziare presso il Santuario della Madonna della Fontana, a Casalmaggiore, il percorso “I 10 comandamenti”, un cammino di evangelizzazione dei giovani e giovani adulti elaborato e sperimentato a Roma da don Fabio Rosini e poi diffuso in molte diocesi d’Italia e non solo.

L’esperienza si fonda su una storia quasi trentennale e la testimonianza diretta di chi ha partecipato conferma la bontà della proposta. Il percorso ha una durata predefinita – un anno circa – e si fonda sull’ascolto della Parola, anzi più specificatamente delle dieci parole, i comandamenti, definiti le “istruzioni di Dio per la vita”. L’obiettivo è quello di sempre dell’annuncio cristiano: dare voce alla buona notizia della salvezza che viene da Dio, insegnare a scoprire “la parte migliore” della vita. Molti attestano che la partecipazione a questo cammino ha dato loro la possibilità concreta di cambiare in meglio la propria esistenza.

Per partecipare non serve iscriversi e non c’è alcun vincolo: si tratta semplicemente, come hanno sempre fatto i discepoli di Gesù, di accogliere un invito e di farsene portavoce a propria volta.

Le catechesi saranno proposte da padre Francesco Serra, della comunità dei Frati Cappuccini del Santuario casalasco, e da alcuni preti della zona.

Il primo appuntamento è per martedì 8 marzo alle 20.45 presso il Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore e successivamente ogni martedì.

Per ulteriori informazioni scrivere a diecicomandamenticasalamggiore@gmail.com.

 

La locandina dell’iniziativa

 

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“Dieci comandamenti”, al Santuario della Fontana un percorso di spiritualità per persone in ricerca

Ha avuto inizio martedì 8 marzo alle 20.45, presso il Santuario della Madonna della Fontana a Casalmaggiore, il percorso “I 10 comandamenti”, un cammino di evangelizzazione per giovani e adulti tenuto da padre Francesco Serra, guardiano rettore del Santuario dal 2020.

«Non si tratta di un ciclo di conferenze o di lezioni» dichiara il padre cappuccino a inizio serata. Ma è una catechesi comunitaria rivolta «a chi si sente con un buco allo stomaco, a chi pensa che qualcosa nella sua vita possa ancora cambiare e ha bisogno di essere guidato dalla Parola di Dio e dai 10 Comandamenti».

Ogni martedì sera l’assemblea, che al primo incontro ha aderito numerosa, sarà accolta da un relatore diverso che, attualizzando il Vangelo del giorno, percorrerà un cammino lungo circa un anno, fatto di incontri presso il Santuario ma anche di ritiri di alcuni giorni e di un ritiro più impegnativo a fine percorso.

La formula del ritiro è molto importante perché «è un passaggio» dice padre Serra «necessario nella vita delle persone che sono in ricerca». L’invito è rivolto in particolare modo ai giovani e giovani adulti, per avviare una riflessione sulla propria vita. Ma ovviamente è aperto a tutti.




Anno Famiglia Amoris Laetitia: altri due video per riflettere

Gli ultimi due video proposti nell’ambito dell’anno “Famiglia Amoris Laetitia”  toccano due aspetti molto importanti della vita famigliare.

Nel primo, dal titolo ”Amore fecondo: la dimensione gratuita dell’amore”, Papa Francesco, facendo riferimento al quinto capitolo di Amoris Laetitia ricorda come “’amore dà sempre vita. L’amore coniugale non si esaurisce all’interno della coppia, ma genera una famiglia. L’amore dei genitori è strumento dell’amore di Dio, che attende con loro la nascita di ogni bambino, lo accetta e lo accoglie così com’è». Inoltre, il Santo Padre ricorda che “L’adozione è una scelta cristiana. Adottare è donare una famiglia a chi non ce l’ha ed è un atto di amore in cui un uomo e una donna diventano mediatori dell’Amore di Dio. Dio tramite loro dice: anche se tua madre ti dimenticasse, io invece non ti dimenticherei mai!” . Parole impegnative che chiedono di riflettere come famiglie sull’accoglienza della vita nel contesto attuale, con tutte le sue diverse sfaccettature e contraddizioni. A sostegno delle parole del Papa nel video si ascolta anche la testimonianza di Enrico e Francesca, una coppia italiana in missione a Bridgport (USA): “entiamo che Dio ci chiama ed essere fecondi, ad aprirci alla vita, al suo piano per noi. Nella missione con i nostri figli viviamo come una famiglia normale portando la testimonianza dell’amore di Dio alle persone che incontriamo nel nostro cammino, annunciando con la nostra vita che Cristo é risorto e ha vinto la morte”.

Il secondo video, dal titolo “Chiamati ad una missione ecclesiale: le famiglie per accompagnare i giovani nel cammino d’amore”, sollecita la riflessione sull’attenzione alla vita delle famiglie partendo dalla sottolineatura di Papa Francesco che ci ricorda che “le famiglie cristiane sono i principali soggetti della pastorale familiare, grazie al sacramento del matrimonio. Tutte le famiglie possono essere le prime testimoni della gioia del Vangelo“. E come testimonia la famiglia Dobo, della Repubblica Democratica del Congo, ”Annunciare il Vangelo significa che il messaggio ricevuto deve riempire di gioia il cuore e tutta la vita”. Un annuncio incarnato nella realtà a volte complessa. “Non basta una generica preoccupazione per la famiglia nei grandi progetti pastorali, abbiamo bisogno di un nuovo slancio missionario: non possiamo fermarci alle teorie, ma dobbiamo agganciarci ai problemi concreti delle persone”: è il forte richiamo del Santo Padre che chiede a tutti noi, per quello che possiamo e per come siamo capaci, di testimoniare l’Amore che ci è stato donato. In questo contesto il Papa ricorda che “accompagnare la preparazione dei giovani al matrimonio è un pilastro per evangelizzare attraverso le famiglie, per riscoprire che il matrimonio è una vera vocazione”. “Per questo è auspicabile che gli operatori pastorali siano formati rispetto ai grandi cambiamenti e alle grandi domande che riguardano la famiglia di oggi; una formazione che risponda in maniera concreta a queste domande e a questi cambiamenti”, testimoniano i Dobo.

Le parole di Papa Francesco, di Enrico e Francesca e dei coniugi Dobo allora ci chiedono di riflettere e ci stimolano a non fare solo grandi progetti teorici ma ad operare nel quotidiano testimoniando, per quello che riusciamo, l’Amore di Dio che si è incarnato nelle nostre famiglie, senz’altro imperfette, ma sempre mate e capaci di amare.

Uno strumento che ci può aiutare nella riflessione in famiglia, ma anche nei gruppi parrocchiali è la scheda che accompagna i filmati proposti. Potete guardare la versione integrale con 4 attività per ogni filmato oppure utilizzare l’attività proposta dall’ufficio diocesano.

 

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L’adorazione è “on the road” sulle strade di don Primo

La figura di don Primo Mazzolari ha guidato i giovani di Adora on the road nel corso del primo appuntamento della proposta vocazionale promossa dalle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda. Nella giornata di sabato 9 ottobre un gruppo formato da una ventina di giovani, delle diocesi di Cremona, Modena e Como, si è messo in cammino, guidato da alcune suore delle comunità di Rivolta d’Adda e Modena, per un pellegrinaggio che ha condotto i presenti alla scoperta della figura del sacerdote cremonese.

«Adora on the road è una proposta che portiamo avanti da alcuni anni – spiega suor Carla Zappulla, responsabile della pastorale vocazionale delle Adoratrici – perché crediamo che sia utile ad approfondire il rapporto che ciascuno ha con Dio, con i fratelli e con se stesso».

Il pellegrinaggio ha dunque offerto ai giovani che vi hanno partecipato la possibilità di sperimentare la gioia del cammino condiviso, il piacere dell’ascolto della Parola e la bellezza del «confronto con una figura particolare che ha certamente molto da dire ancora oggi».

Punto di partenza del pellegrinaggio è stata la chiesa di Calvatone, dove i giovani hanno ricevuto la benedizione e si sono messi in cammino, accompagnati da alcune suore e da don Umberto Zanaboni.

Lungo il fiume Oglio, nel cortile di una cascina, tra i campi della pianura mantovana, hanno potuto vivere momenti di silenzio, di ascolto e di condivisione. A fare da filo conduttore proprio le tre parole che papa Francesco aveva usato nel giugno del 2017 durante l’omelia della sua visita a Bozzolo: il fiume, la cascina, la pianura, che hanno spostato la riflessione sulla semplicità della vita cristiana, «che non è fatta solamente di grandi eventi – ricorda suor Carla Zappulla – bensì di tante piccole ma significative esperienze».

Dopo una prima parte di cammino affrontata in silenzio, per educare il cuore ad accogliere il Signore, al fiume i giovani hanno potuto ascoltare la Parola, tenendo presente che, come ricordato proprio dal Pontefice, il «Vangelo è per i cristiani fiume di vita».
Le parole del Vangelo, quelle del Papa e quelle di don Primo hanno ritmato il passo e portato fino a Bozzolo

Qui, dopo la preghiera sulla tomba di don Primo e il pranzo ospiti dell’oratorio di Bozzolo, i giovani hanno visitato la Fondazione don Primo Mazzolari, sotto la guida di don Umberto Zanaboni, postulatore per la causa di beatificazione del sacerdote cremonese, e si sono lasciati interrogare dalla radicalità della sua vita.

La giornata è terminata nella casa Piccola Betania dove i pellegrini hanno potuto sostare per fare risuonare quanto vissuto insieme e darsi appuntamento per il prossimo Adora on the Road, sui passi di una giovane santa della porta accanto: Giulia Gabrieli.




A metà agosto una camminata “vocazionale” in Umbria sulla via dei protomartiri francescani

Una camminata “vocazionale” in Umbria, sulla via dei protomartiri francescani. Questa la proposta che il Centro Diocesano Vocazioni rivolge ai 20/30enni per la prossima estate, dal 9 al 14 agosto. Un modo concreto per far ripartire in diocesi l’attenzione vocazione per i giovani dopo che quest’anno, a causa della pandemia, il gruppo Samuele non è potuto partire.

«Qualcosa si è comunque realizzato a livello digitale – ricorda don Davide Schiavon, incaricato diocesano per la Pastorale vocazionale – ma per offrire ancora un po’ di sostanza alle persone già contattate, e a tutti coloro che possono essere interessati, abbiamo pensato a un’iniziativa estiva».

Si tratta di un percorso ad anello che va da Terni a Cesi, dove vissero primi testimoni del Francescanesimo. «Sei giorni – precisa ancora don Schiavon – in cui ci si sposta a piedi, con un paio di pullmini come mezzo di appoggio, alternando camminate a momenti di condivisione, a spazi di solitudine per la meditazione e la preghiera personale».

Il tutto è pensato per dar modo di nutrire la propria fede con spunti spirituali di sostanza, fondendo la dimensione esperienziale del pellegrinaggio, con quella relazionale del gruppo e, infine, quella spirituale della meditazione personale.

«Spostandoci nell’ottica del pellegrinaggio – anticipa l’incaricato diocesano per la Pastorale vocazionale – lo stile di vita sarà spartano: parliamo, per intenderci, di sacco a pelo e materassino. Stiamo contattando parrocchie, realtà religiose ed ecclesiali che ci forniranno gli spazi per pernottare e per l’igiene personale. Dettagli e costi sono ancora in fase di definizione, ma l’intenzione è di tenere la quota bassa per facilitare la partecipazione».

Gli argomenti specifici del pellegrinaggio e dettagli ulteriori saranno comunicati a breve. I giovani interessati o che volessero ulteriori informazioni possono contattare don Davide Schiavon al 333-9234456 o tramite email scrivendo a d.schiavon@libero.it.

Il sito dedicato al Cammino dei protomartiri francescani

 

Il Centro diocesano vocazioni rilancia gli esercizi spirituali ignaziani per giovani (20-30enni) dal 21 al 26 agosto a Bienno (BS) Scarica la locandina

Da segnalare anche, per il prossimo anno pastorale, la scuola di accompagnamento spirituale-vocazionale rivolta a coloro che sono educatori nei confronti di ragazzi e giovani: si svolge a Seveso, un sabato mattina al mese (informazioni di approfondimento)




Educati alla speranza, la proposta FOCr per un mese in preghiera con Maria (DOWNLOAD)

“Educati dalla Speranza”. È questo lo slogan scelto dalla Pastorale giovanile diocesana insieme alla Federazione Oratori Cremonesi per il mese di maggio, con la proposta di una “preghiera con Maria a sostegno della sfida educativa di questo tempo”.

«Tra le molteplici intenzioni di preghiera, specchio della protensione della Chiesa alle luci e alle ombre di questo tempo, occupa un posto importante l’attenzione all’emergenza educativa – ricordano dalla FOCr -. Con questa espressione pensiamo alle fatiche degli educatori, genitori e nuclei familiari in testa, ma anche a quelle dei ragazzi, spesso vittime di ritiri sociali, silenzi e abbandoni».

Da qui l’idea di valorizzare proprio il mese di maggio. «La preghiera del Rosario – precisano dalla Pastorale giovanile diocesana – può sintonizzare il nostro desiderio di bene sulle relazioni di prossimità e cura di cui i più piccoli hanno bisogno: dal buon esempio dell’adulto alle parole e ai gesti degli educatori, dei papà e delle mamme. Una sintonia che diventa intercessione e invocazione di coraggio e forza per tutti. Come di tutti è la responsabilità di educare alla vita buona del Vangelo».

Il sussidio messo a disposizione delle comunità offre brevi meditazioni per i misteri del Rosario dei diversi giorni, naturalmente in chiave educativa, invocando il sostegno e l’intercessione della Madre di Dio.

Sono inoltre proposte alcuni ulteriori stimoli di riflessione da poter utilizzare dopo la preghiera del Rosario: testi tratti dal magistero di Papa Francesco (messaggio per il lancio del patto educativo del settembre 2019) e dai documenti diocesani della pastorale giovanile (Adulti con gli occhi aperti. La risposta che l’emergenza educativa attende) oppure utilizzando il contributo di sociologhi come Mario Magatti o con riferimento al Piano scuola estate 2021 recentemente pubblicato dal Ministero dell’Istruzione.

 

Scarica qui il sussidio di preghiera “Educati dalla speranza”

 

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