Anno Famiglia Amoris Laetitia: altri due video per riflettere

Gli ultimi due video proposti nell’ambito dell’anno “Famiglia Amoris Laetitia”  toccano due aspetti molto importanti della vita famigliare.

Nel primo, dal titolo ”Amore fecondo: la dimensione gratuita dell’amore”, Papa Francesco, facendo riferimento al quinto capitolo di Amoris Laetitia ricorda come “’amore dà sempre vita. L’amore coniugale non si esaurisce all’interno della coppia, ma genera una famiglia. L’amore dei genitori è strumento dell’amore di Dio, che attende con loro la nascita di ogni bambino, lo accetta e lo accoglie così com’è». Inoltre, il Santo Padre ricorda che “L’adozione è una scelta cristiana. Adottare è donare una famiglia a chi non ce l’ha ed è un atto di amore in cui un uomo e una donna diventano mediatori dell’Amore di Dio. Dio tramite loro dice: anche se tua madre ti dimenticasse, io invece non ti dimenticherei mai!” . Parole impegnative che chiedono di riflettere come famiglie sull’accoglienza della vita nel contesto attuale, con tutte le sue diverse sfaccettature e contraddizioni. A sostegno delle parole del Papa nel video si ascolta anche la testimonianza di Enrico e Francesca, una coppia italiana in missione a Bridgport (USA): “entiamo che Dio ci chiama ed essere fecondi, ad aprirci alla vita, al suo piano per noi. Nella missione con i nostri figli viviamo come una famiglia normale portando la testimonianza dell’amore di Dio alle persone che incontriamo nel nostro cammino, annunciando con la nostra vita che Cristo é risorto e ha vinto la morte”.

Il secondo video, dal titolo “Chiamati ad una missione ecclesiale: le famiglie per accompagnare i giovani nel cammino d’amore”, sollecita la riflessione sull’attenzione alla vita delle famiglie partendo dalla sottolineatura di Papa Francesco che ci ricorda che “le famiglie cristiane sono i principali soggetti della pastorale familiare, grazie al sacramento del matrimonio. Tutte le famiglie possono essere le prime testimoni della gioia del Vangelo“. E come testimonia la famiglia Dobo, della Repubblica Democratica del Congo, ”Annunciare il Vangelo significa che il messaggio ricevuto deve riempire di gioia il cuore e tutta la vita”. Un annuncio incarnato nella realtà a volte complessa. “Non basta una generica preoccupazione per la famiglia nei grandi progetti pastorali, abbiamo bisogno di un nuovo slancio missionario: non possiamo fermarci alle teorie, ma dobbiamo agganciarci ai problemi concreti delle persone”: è il forte richiamo del Santo Padre che chiede a tutti noi, per quello che possiamo e per come siamo capaci, di testimoniare l’Amore che ci è stato donato. In questo contesto il Papa ricorda che “accompagnare la preparazione dei giovani al matrimonio è un pilastro per evangelizzare attraverso le famiglie, per riscoprire che il matrimonio è una vera vocazione”. “Per questo è auspicabile che gli operatori pastorali siano formati rispetto ai grandi cambiamenti e alle grandi domande che riguardano la famiglia di oggi; una formazione che risponda in maniera concreta a queste domande e a questi cambiamenti”, testimoniano i Dobo.

Le parole di Papa Francesco, di Enrico e Francesca e dei coniugi Dobo allora ci chiedono di riflettere e ci stimolano a non fare solo grandi progetti teorici ma ad operare nel quotidiano testimoniando, per quello che riusciamo, l’Amore di Dio che si è incarnato nelle nostre famiglie, senz’altro imperfette, ma sempre mate e capaci di amare.

Uno strumento che ci può aiutare nella riflessione in famiglia, ma anche nei gruppi parrocchiali è la scheda che accompagna i filmati proposti. Potete guardare la versione integrale con 4 attività per ogni filmato oppure utilizzare l’attività proposta dall’ufficio diocesano.

 

Guarda i video e scarica i sussidi




L’adorazione è “on the road” sulle strade di don Primo

La figura di don Primo Mazzolari ha guidato i giovani di Adora on the road nel corso del primo appuntamento della proposta vocazionale promossa dalle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda. Nella giornata di sabato 9 ottobre un gruppo formato da una ventina di giovani, delle diocesi di Cremona, Modena e Como, si è messo in cammino, guidato da alcune suore delle comunità di Rivolta d’Adda e Modena, per un pellegrinaggio che ha condotto i presenti alla scoperta della figura del sacerdote cremonese.

«Adora on the road è una proposta che portiamo avanti da alcuni anni – spiega suor Carla Zappulla, responsabile della pastorale vocazionale delle Adoratrici – perché crediamo che sia utile ad approfondire il rapporto che ciascuno ha con Dio, con i fratelli e con se stesso».

Il pellegrinaggio ha dunque offerto ai giovani che vi hanno partecipato la possibilità di sperimentare la gioia del cammino condiviso, il piacere dell’ascolto della Parola e la bellezza del «confronto con una figura particolare che ha certamente molto da dire ancora oggi».

Punto di partenza del pellegrinaggio è stata la chiesa di Calvatone, dove i giovani hanno ricevuto la benedizione e si sono messi in cammino, accompagnati da alcune suore e da don Umberto Zanaboni.

Lungo il fiume Oglio, nel cortile di una cascina, tra i campi della pianura mantovana, hanno potuto vivere momenti di silenzio, di ascolto e di condivisione. A fare da filo conduttore proprio le tre parole che papa Francesco aveva usato nel giugno del 2017 durante l’omelia della sua visita a Bozzolo: il fiume, la cascina, la pianura, che hanno spostato la riflessione sulla semplicità della vita cristiana, «che non è fatta solamente di grandi eventi – ricorda suor Carla Zappulla – bensì di tante piccole ma significative esperienze».

Dopo una prima parte di cammino affrontata in silenzio, per educare il cuore ad accogliere il Signore, al fiume i giovani hanno potuto ascoltare la Parola, tenendo presente che, come ricordato proprio dal Pontefice, il «Vangelo è per i cristiani fiume di vita».
Le parole del Vangelo, quelle del Papa e quelle di don Primo hanno ritmato il passo e portato fino a Bozzolo

Qui, dopo la preghiera sulla tomba di don Primo e il pranzo ospiti dell’oratorio di Bozzolo, i giovani hanno visitato la Fondazione don Primo Mazzolari, sotto la guida di don Umberto Zanaboni, postulatore per la causa di beatificazione del sacerdote cremonese, e si sono lasciati interrogare dalla radicalità della sua vita.

La giornata è terminata nella casa Piccola Betania dove i pellegrini hanno potuto sostare per fare risuonare quanto vissuto insieme e darsi appuntamento per il prossimo Adora on the Road, sui passi di una giovane santa della porta accanto: Giulia Gabrieli.




A metà agosto una camminata “vocazionale” in Umbria sulla via dei protomartiri francescani

Una camminata “vocazionale” in Umbria, sulla via dei protomartiri francescani. Questa la proposta che il Centro Diocesano Vocazioni rivolge ai 20/30enni per la prossima estate, dal 9 al 14 agosto. Un modo concreto per far ripartire in diocesi l’attenzione vocazione per i giovani dopo che quest’anno, a causa della pandemia, il gruppo Samuele non è potuto partire.

«Qualcosa si è comunque realizzato a livello digitale – ricorda don Davide Schiavon, incaricato diocesano per la Pastorale vocazionale – ma per offrire ancora un po’ di sostanza alle persone già contattate, e a tutti coloro che possono essere interessati, abbiamo pensato a un’iniziativa estiva».

Si tratta di un percorso ad anello che va da Terni a Cesi, dove vissero primi testimoni del Francescanesimo. «Sei giorni – precisa ancora don Schiavon – in cui ci si sposta a piedi, con un paio di pullmini come mezzo di appoggio, alternando camminate a momenti di condivisione, a spazi di solitudine per la meditazione e la preghiera personale».

Il tutto è pensato per dar modo di nutrire la propria fede con spunti spirituali di sostanza, fondendo la dimensione esperienziale del pellegrinaggio, con quella relazionale del gruppo e, infine, quella spirituale della meditazione personale.

«Spostandoci nell’ottica del pellegrinaggio – anticipa l’incaricato diocesano per la Pastorale vocazionale – lo stile di vita sarà spartano: parliamo, per intenderci, di sacco a pelo e materassino. Stiamo contattando parrocchie, realtà religiose ed ecclesiali che ci forniranno gli spazi per pernottare e per l’igiene personale. Dettagli e costi sono ancora in fase di definizione, ma l’intenzione è di tenere la quota bassa per facilitare la partecipazione».

Gli argomenti specifici del pellegrinaggio e dettagli ulteriori saranno comunicati a breve. I giovani interessati o che volessero ulteriori informazioni possono contattare don Davide Schiavon al 333-9234456 o tramite email scrivendo a d.schiavon@libero.it.

Il sito dedicato al Cammino dei protomartiri francescani

 

Il Centro diocesano vocazioni rilancia gli esercizi spirituali ignaziani per giovani (20-30enni) dal 21 al 26 agosto a Bienno (BS) Scarica la locandina

Da segnalare anche, per il prossimo anno pastorale, la scuola di accompagnamento spirituale-vocazionale rivolta a coloro che sono educatori nei confronti di ragazzi e giovani: si svolge a Seveso, un sabato mattina al mese (informazioni di approfondimento)




Educati alla speranza, la proposta FOCr per un mese in preghiera con Maria (DOWNLOAD)

“Educati dalla Speranza”. È questo lo slogan scelto dalla Pastorale giovanile diocesana insieme alla Federazione Oratori Cremonesi per il mese di maggio, con la proposta di una “preghiera con Maria a sostegno della sfida educativa di questo tempo”.

«Tra le molteplici intenzioni di preghiera, specchio della protensione della Chiesa alle luci e alle ombre di questo tempo, occupa un posto importante l’attenzione all’emergenza educativa – ricordano dalla FOCr -. Con questa espressione pensiamo alle fatiche degli educatori, genitori e nuclei familiari in testa, ma anche a quelle dei ragazzi, spesso vittime di ritiri sociali, silenzi e abbandoni».

Da qui l’idea di valorizzare proprio il mese di maggio. «La preghiera del Rosario – precisano dalla Pastorale giovanile diocesana – può sintonizzare il nostro desiderio di bene sulle relazioni di prossimità e cura di cui i più piccoli hanno bisogno: dal buon esempio dell’adulto alle parole e ai gesti degli educatori, dei papà e delle mamme. Una sintonia che diventa intercessione e invocazione di coraggio e forza per tutti. Come di tutti è la responsabilità di educare alla vita buona del Vangelo».

Il sussidio messo a disposizione delle comunità offre brevi meditazioni per i misteri del Rosario dei diversi giorni, naturalmente in chiave educativa, invocando il sostegno e l’intercessione della Madre di Dio.

Sono inoltre proposte alcuni ulteriori stimoli di riflessione da poter utilizzare dopo la preghiera del Rosario: testi tratti dal magistero di Papa Francesco (messaggio per il lancio del patto educativo del settembre 2019) e dai documenti diocesani della pastorale giovanile (Adulti con gli occhi aperti. La risposta che l’emergenza educativa attende) oppure utilizzando il contributo di sociologhi come Mario Magatti o con riferimento al Piano scuola estate 2021 recentemente pubblicato dal Ministero dell’Istruzione.

 

Scarica qui il sussidio di preghiera “Educati dalla speranza”

 

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San Giuseppe, lavoratore e padre, nelle riflessioni di don Mazzolari

“Quanto c’è di don Primo nel san Giuseppe laborioso, carico di responsabilità in periodi difficili della vita, apostolo camminatore e padre amorevole? Moltissimo, e non è un transfert psicanalitico. È sintonia evangelica. È pura grazia per un mondo e una Chiesa che hanno ancora bisogno di padri. Come il pane quotidiano. E come il lavoro”. Con questa riflessione, in occasione della festa di san Giuseppe lavoratore, che si celebra come ogni anno il 1 maggio, si conclude su L’Osservatorio Romano l’intervento di don Bruno Bignami, sacerdote cremonese, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, nonché postulatore della Causa di beatificazione del parroco di Bozzolo.

Nel suo articolo pubblicato sul quotidiano della Santa Sede sotto il titolo “Visse grande e nell’ombra, San Giuseppe nelle riflessioni di don Mazzolari”, don Bignami rilegge il tema del lavoro attraverso la spiritualità mazzolariana, espressa negli interventi del parroco di Bozzolo in occasioni della Festa del Lavoro o, il 19 marzo, nella festa del papà.

“È curioso continua l’articolo sull’Osservatore Romano – che a Nazareth il lavoro di Giuseppe venga associato a quello del figlio: non si può pensare all’uno senza guardare all’altro. Il lavoro di entrambi rimanda al Padre, «operaio eterno». Dio è sempre all’opera. Per questo il lavoro non è una condanna, ma è vita piena. Nella concezione del prete cremonese l’attività umana è nobile. È l’uomo, invece, ad aver sconsacrato il lavoro obbligando le persone al «troppo lavoro», sfruttando la manodopera, non pagandola e non rispettando i diritti umani. Il lavoro onesto, a discapito di quello che pensano in molti, migliora la propria umanità e la propria condizione sociale. Giuseppe il «laborioso» riscatta ogni visione negativa del lavoro. Quando don Primo scrive queste riflessioni, gli scorrono nella mente i volti concreti dei suoi parrocchiani: i contadini, quelli che sono entrati in fabbrica nel secondo dopoguerra, i disoccupati, gli sfruttati, i braccianti agricoli, gli insegnanti”.

Nel suo articolo, don Bruno Bignami, già presidente della Fondazione che di don Primo porta il nome, richiama alcuni passaggi significativi pronunciati da Mazzolari nelle sue omelie, con lo stile diretto e incisivo che lo ha sempre contraddistinto. Come la sua invettiva del 1957 contro «chi non paga la fatica», che – denunciava il parroco – “commette un sacrilegio «come il sacerdote indegno che butta via l’ostia del Signore»”.

Emerge uno sguardo critico e profondo sulla realtà quotidiana (uno sguardo di straordinaria forza attuale), quella del lavoro, ma anche quella della famiglia, con le sue componenti materiali ma anche – soprattutto – spirituali. “In Giuseppe – scrive ancora don Bignami – traspare l’autentica paternità, quella che vola alto rispetto alle sabbie mobili del materialismo. Mazzolari aveva intuito la tragedia dell’assenza del padre già al suo tempo. A sessantadue anni dalla morte del parroco di Bozzolo, avvenuta il 12 aprile 1959, il suo insegnamento non perde attualità, tanto meno in questo anno dedicato alla famiglia. In fondo, custodire è un altro modo per dire amare”.

L’articolo completo su Osservatoreromano.va




Famiglia Amoris Laetitia: dal Papa un video e schede di riflessione (download)

A sostenere la vita delle famiglie ed il loro protagonismo nella vita della Chiesa quest’anno sono disponibili i materiali preparati dal Dicastero laici e famiglia per l’anno della Famiglia Amoris Laetitia: il Papa e coppie dei cinque continenti danno agili spunti di riflessione a partire dalla esortazione Amoris Laetitia. Ogni mese vi sarà un filmato e semplici schede per provocare la vita delle famiglie e di tutta la comunità ecclesiale.

È già online il primo video dal titolo “Camminare insieme” ispirato ad un passaggio di Amoris Laetitia:  «Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa» (AL 325).

 

Ogni video è corredato da un sussidio, che si presta ad essere utilizzato in maniera flessibile sia dalle famiglie, sia dalle varie realtà ecclesiali (diocesi, parrocchie, comunità). Ogni sussidio poi è suddiviso in 4 parti, ciascuna delle quali può essere utilizzata per l’approfondimento in famiglia o in comunità, anche in momenti distinti. Tale strumento intende essere di aiuto alla pastorale familiare, con proposte e suggerimenti che possono essere adattati al contesto locale. Lo scopo è di alimentare la riflessione, il dialogo e la prassi pastorale e, al tempo stesso, arrecare coraggio, stimolo e aiuto alle famiglie nella loro vita spirituale e concreta di tutti i giorni (cf. AL 4). L’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, con un linguaggio semplice e concreto intende, infatti, raggiungere tutta la Chiesa e, in modo particolare, le famiglie cristiane. Il consiglio di papa Francesco è di non leggerla mai in modo affrettato, ma “approfondendola pazientemente” o andando a cercare i temi che più interessano.

Clicca QUI per scaricare le schede del primo video

A livello Diocesano, visto il periodo di distanziamento che stiamo vivendo, l’Ufficio di pastorale Famigliare per questo mese propone alle famiglie, nelle loro case, di vedere il video e di fare l’attività proposta a pagina 6 del sussidio.




Il lieto annuncio vive in famiglia: online il video con la meditazione di coniugi Cristofolini

La gioia e la speranza della Pasqua si estendono nei 50 giorni successivi: che cosa significa questo per la quotidianità di una famiglia? Come i Vangeli della risurrezione illuminano la concretezza della vita di una coppia? Da venerdì 16 aprile alle 21 sui canali web diocesani disponibile la riflessione dei coniugi Anna e Fabio Cristofolini per aiutare a cogliere la ricchezza del lieto annuncio pasquale e a vederne i riflessi nei gesti ordinari.

La loro riflessione prende spunto dal Vangelo dei discepoli di Emmaus e aiuta a fare propria la richiesta che Gesù resti sempre con noi nella vita di famiglia.

Questa iniziativa della Pastorale familiare della Diocesi di Cremona si inserisce nel percorso online che quest’anno ha visto varie coppie raccontare in chiave familiare, alla luce dell’ascolto della Parola, i tempi liturgici vedendone i riflessi, i collegamenti e le implicazioni per la vita di una famiglia.

Come sempre questa testimonianza resta disponibile sul portale diocesano e il canale youtube diocesano dedicato alla formazione, per poter essere riascoltata come coppia, proposta ad amici o utilizzata in attività pastorali.

 

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Tutti i video per la formazione e l’accompagnamento delle famiglie




Un “angolo della preghiera” per il tempo pasquale

L’Ufficio liturgico nazionale mette a disposizione dei fedeli un sussidio per le celebrazioni domestiche in Tempo di Pasqua (anche con tracce audio) invitando a preparare, durante la Settimana Santa, “l’angolo della preghiera” per il tempo pasquale, differente da quello nel quale si è pregato nel percorso quaresimale.

L’indicazione è quella di scegliere un luogo della casa molto luminoso, nel quale la luce naturale faccia da sfondo ad un’immagine del Cristo Risorto. Si propone quindi di porre lì anche la Bibbia e, se possibile, la candela che è stata accesa al cero in occasione del battesimo dei membri della famiglia (in alternativa si possono utilizzare anche delle candele nuove).

Download:




Natale con don Primo Mazzolari, iniziativa web della Fondazione di Bozzolo (VIDEO)

Venerdì 18 dicembre la Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo ha organizzato un evento online in occasione delle festività natalizie. Come raccontato dagli stessi organizzatori, nelle riflessioni che annualmente il “parroco d’Italia” dedicava al Natale si possono riassaporare la domanda dell’uomo proteso verso Dio e, al contempo, la meraviglia di un Dio che prende dimora tra gli uomini. Ecco allora che il lascito di don Mazzolari diventa uno strumento prezioso per affrontare con fiducia anche queste festività così complicate. L’incontro, registrato negli studi televisivi di TeleRadio Cremona Cittanova, è caratterizzato dalla meditazione del professor Mario Gnocchi, del Comitato scientifico della Fondazione. Gnocchi ha preso le mosse dal volume «Il Natale» che raccoglie diverse pubblicazioni del sacerdote di Bozzolo. «Don Primo non rifugge la tenerezza del Natale, ma non cede ai sentimentalismi.

Parla del periodo natalizio in tutta la sua tragicità, pur con la consolazione della Grazia. In lui il pensiero del Natale non è mai disgiunto da quello del Mistero della Pasqua», ha spiegato il professor Gnocchi. C’è un filo rosso, spiega ancora Gnocchi, che emerge in queste pagine e che è il tema di fondo di tutta la riflessione mazzolariana: quello dell’Incarnazione.

«Credo che sia un motivo che troppo spesso diamo per scontato ma su cui noi cristiani dobbiamo continuare a riflettere. Don Primo ci induce a ripensare all’umanità vera di Gesù. Nella storia del cristianesimo sono talvolta apparse teorie che mostravano l’umanità di Cristo come qualcosa di apparente: don Primo invece ci riporta ad un Gesù che incarna la Parola di Dio nella debolezza, nella fragilità, nella temporalità, nella mortalità della condizione umana». Sono seguite alcune letture dei testi di don Primo: «Solo chi è in comunione con un’umanità lacerata e crocifissa può rivolgere la parola al Bambino che nasce a Betlemme». Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, nei primi mesi del 1939, scrive invece queste righe: «Il bambino nasce, vado a vederlo. Cosa gli dirò quest’anno? Vorrei parlagli di me, ma in questo Natale non posso parlagli di me, ho vergogna. Io possiedo ancora una casa, un focolare, una parrocchia, una patria.

Non è ancora venuto nessuno a ordinarmi di sgombrare. Nessun aeroplano è venuto a sganciare bombe sulla mia casa, nessun morto tra i miei. Solo chi sta bene ha dei diritti davanti all’uomo; solo chi ha qualcosa è qualcuno davanti all’uomo. Ma davanti al Presepio è qualcuno solo chi ha niente. Gli può parlare solo uno che ha niente».




Edizioni San Paolo, tre volumi per accompagnare al matrimonio

Le Edizioni San Paolo (Gruppo Editoriale San Paolo) propongono tre volumi pensati per accompagnare i neo-sposi e i fidanzati verso il matrimonio.

Non c’è due senza Te”, scritto da tre coppie di amici, è un libro che propone un percorso completo (con letture, catechesi e laboratori) per creare un gruppo parrocchiale rivolto ai neo- sposi. [leggi la scheda]

Vi sono poi i due testi di Salvatore Muratore. “Come gioisce lo sposo per la sposa. Itinerario di fede per i fidanzati”: una catechesi per i giovani che si preparano al matrimonio cristiano). [leggi la scheda]. E “Come gioisce lo sposo per la sposa. Sussidio per gli accompagnatori”: uno strumento utile per le comunità cristiane e gli operatori pastorali per proporre esperienze significative sia sia negli itinerari per fidanzati sia nei gruppi di coppie che vogliono intraprendere un percorso di riscoperta della fede sulle vie dell’amore. [leggi la scheda]