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S. Francesco di Sales, alla Visitazione Messa con il vescovo Stucchi

Sarà mons. Luigi Stucchi, vescovo ausiliare di Milano, a presiedere, nel pomeriggio di giovedì 24 gennaio, nella chiesa del Monastero della Visitazione, a Soresina, la Messa nella festa di san Francesco di Sales, il vescovo di Ginevra che il 6 giugno 1610 ad Annecy, in Francia, fondò l’ordine monastico visitandino scegliendo come prima guida Giovanna Francesca Frémyot di Chantal.

La solenne celebrazione sarà preceduta, alle 17, da un’ora di adorazione eucaristica.

Quindi alle 18 la solenne Eucaristia. Accanto a mons. Stucchi ci saranno il parroco di Soresina don Angelo Piccinelli e gli altri sacerdoti della parrocchia. Concelebreranno anche alcuni preti del circondario (e nello specifico della zona pastorale 2) o particolarmente legati alla piccola comunità claustrale soresinese guidata dalla soresinese madre Maria Teresa Maruti.

Durante la celebrazione si pregherà in modo particolare per i giornalisti e gli operatori della comunicazione di cui San Francesco di Sales è patrono.

Durante la Messa suor Maria Margherita Feudatari rinnoverà i voti nel 50esimo della sua professione religiosa.

Locandina della giornata alla Visitazione

 

Il Giorno del Signore a Soresina entra nella clausura 

 

Biografia di San Francesco di Sales

Nato a Thorens il 21 agosto 1567, concluse a Lione i suoi giorni, consunto dalle fatiche apostoliche, il 28 dicembre del 1622, l’anno della canonizzazione di San Filippo Neri, che Francesco conosceva attraverso la Vita scritta dal Gallonio, a lui inviata dall’amico Giovanni Giovenale Ancina. Iscritto nell’albo dei Beati nel 1661, fu canonizzato nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1887 da Leone XIII.

Francesco di Sales si formò alla cultura classica e filosofica alla scuola dei Gesuiti, ricevendo al tempo stesso una solida base di vita spirituale. Il padre, che sognava per lui una brillante carriera giuridica, lo mandò all’università di Padova, dove Francesco si laureò, ma dove pure portò a maturazione la vocazione sacerdotale. Ordinato il 18 dicembre 1593, fu inviato nella regione del Chablais, dominata dal Calvinismo, e si dedicò soprattutto alla predicazione, scegliendo non la contrapposizione polemica, ma il metodo del dialogo.

Per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti”, composti in agile stile di grande efficacia. Questa intuizione, che dette frutti notevoli tanto da determinare il crollo della “roccaforte” calvinista, meritò a S. Francesco di essere dato, nel 1923, come patrono ai giornalisti cattolici.

A Thonon fondò la locale Congregazione dell’Oratorio, eretta da Papa Clemente VIII con la Bolla “Redemptoris et Salvatoris nostri” nel 1598 “iuxta ritum et instituta Congregationis Oratorii de Urbe”. Il suo contatto con il mondo oratoriano non riguardò tanto la persona di P. Filippo, quanto quella di alcuni tra i primi discepoli del Santo, incontrati a Roma quando Francesco vi si recò nel 1598-99: P. Baronio, i PP. Giovanni Giovenale e Matteo Ancina, P. Antonio Gallonio.

L’impegno che Francesco svolse al servizio di una vastissima direzione spirituale, nella profonda convinzione che la via della santità è dono dello Spirito per tutti i fedeli, religiosi e laici, fece di lui uno dei più grandi direttori spirituali. La sua azione pastorale – in cui impegnò tutte le forze della mente e del cuore – e il dono incessante del proprio tempo e delle forze fisiche, ebbe nel dialogo e nella dolcezza, nel sereno ottimismo e nel desiderio di incontro, il proprio fondamento, con uno spirito ed una impostazione che trovano eco profondo nella proposta spirituale di San Filippo Neri, la quale risuona mirabilmente esposta, per innata sintonia di spirito, nelle principali opere del Sales – “Introduzione alla vita devota, o Filotea”, “Trattato dell’amor di Dio, o Teotimo” – come pure nelle Lettere e nei Discorsi.

Fatto vescovo di Ginevra nel 1602, contemporaneamente alla nomina dell’Ancina, continuò con la medesima dedizione la sua opera pastorale. Frutto della direzione spirituale e delle iniziative di carità del Vescovo è la fondazione, in collaborazione con S. Francesca Fremiot de Chantal, dell’Ordine della Visitazione, che diffuse in tutta la Chiesa la spiritualità del S. Cuore di Gesù, soprattutto attraverso le Rivelazioni di Cristo alla visitandina S. Margherita Maria Alacocque, con il conseguente movimento spirituale che ebbe anche in molti Oratori, soprattutto dell’Italia Settentrionale, centri di convinta adesione.




Una serata con madre Agata Carelli

Giovedì 24 gennaio presso l’oratorio cittadino di Sant’Agostino alle ore 17 si terrà un incontro di presentazione del libro “Povertà Poesia Preghiera”, una raccolta delle poesie di madre Agata Carelli.

Durante la serata, organizzata in occasione del 26° della morte della suora Canossiana, interverranno Lucia Zanotti del Comitato di Studi Mara Soldi Maretti, curatrice del libro, Daniela Cima, Raimonda Lobina e Gigi Cappellini dell’Associazione Gruppo Incontro. A seguire, dalle ore 18, nella chiesa di S. Agostino la Messa di suffragio  celebrata dall’amministratore parrocchiale don Mario Binotto.

Madre Agata Carelli nasce il 24 aprile 1915 in provincia di Milano. Precocemente rimane orfana di madre e successivamente perde una sorella. Decide prestissimo di farsi suora presso l’ordine delle Canossiane e a soli 16 anni entra in Noviziato nella Casa Primaria di Cremona. Si diploma nel 1937, si laurea in Filosofia e Pedagogia nel 1942 e dopo alcuni anni presso la Comunità di Colle Ameno, nel 1947 è trasferita a Cremona dove diventa preside dell’Istituto Magistrale Canossiano. Infaticabile è l’esercizio della sua funzione pedagogica, ma a partire dal 1986 decide di dedicarsi a tempo pieno alle opere di carità nei confronti dei più derelitti, come testimoniano i moltissimi documenti che permettono di ricostruirne le tappe fondamentali. Il suo impegno si rivolge sempre ai più bisognosi, di volta in volta innovando l’approccio e il tipo di aiuto, a seconda delle sempre nuove e crescenti necessità, e specializzando il suo intervento. Nel 1978 fonda, insieme ai volontari, la prima comunità per tossicodipendenti, l’associazione “Gruppo Incontro”, in seguito “Centro di Pronto Intervento” che continuerà la sua opera attraverso svariate esperienze, ultima l’“Ulisse” da moltissimi anni versato in progetti di reinserimento sociale e lavorativo di giovani svantaggiati. Percorrendo sempre la strada di un servizio attento all’attualità e funzionale ai suoi bisogni, nel 1987 dà vita, in collaborazione con il mondo del volontariato e con le istituzioni locali, al Centro Studi sul disagio e l’emarginazione giovanile, con lo scopo di informare, aggiornare e formare una “cultura” sul sociale, affinché ciascuno, nel suo ambito precipuo, possa attivare iniziative preventive. Madre Agata Carelli muore a Cremona il 23 gennaio 1993.




«Due secoli di meraviglie spirituali», Soresina festeggia San Francesco di Sales con le monache visitandine

La solennità di San Francesco di Sales è particolarmente sentita a Soresina, poiché grazie al suo carisma, da oltre 200 anni, in città è presente il Monastero della Visitazione di Santa Mari che ospita l’Ordine claustrale fondato proprio dal Santo di cui si celebra la ricorrenza il 24 gennaio.

Per la comunità è quindi ormai una tradizione festeggiare insieme alle sorelle Visitandine il loro fondatore con l’adorazione eucaristica e la Messa e fermarsi un istante alla grata per breve ma intenso colloquio alla fine di tutte le celebrazioni. La ricorrenza di quest’anno però si è dimostrata ancora più significativa per il 50° di ordinazione religiosa di Suor Maria Margherita Feudatari che, durante la Messa, ha rinnovato le sue promesse.

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Per la solennità di San Francesco di Sales è intervenuto il Vescovo Luigi Stucchi (Vescovo Ausiliare di Milano) che ha concelebrato insieme al parroco di Soresina don Angelo Piccinelli, al sacerdote soresinese don Giuseppe Quirighetti e al custode del Santuario della Misericordia di Castelleone don Renato Onida. Presenti anche il diacono Raffaele Ferri e Angelo Papa, oltre al vicario dell’Oratorio Sirino don Andrea Piana.

Ascolta l’omelia di monsignor Stucchi

Il parroco don angelo Piccinelli ha introdotto la celebrazione ringraziando il Vescovo Stucchi per la sua presenza non causale, visto che è stato guida e di interlocutore privilegiato delle sorelle arrivate da Milano proprio nel momento critico del passaggio dalla città metropolitana a Soresina. Quindi ha tracciato un ampio profilo di San Francesco di Sales, ma soprattutto ha sottolineato che per i soresinesi è “l’ispiratore del carisma dell’ordine della Visitazione, ovvero colui che ha regalato a Soresina 200 anni di intercessione senza tregua, due secoli di meraviglie spirituali, un porto sicuro nelle tempeste della vita personale e collettiva uno spazio permanente di ascolto e discernimento evangelico nella società complessa”.

Ha anche ricordato che la celebrazione era per San Francesco di Sales, ma anche per suor Maria Margherita Feudatari nel cinquantesimo di professione religiosa: “San Francesco di Sales ha incantato suor Maria Margherita e l’ha convinta a cercare il volto di Dio percorrendo la via del nascondimento”. Una via iniziata il 17 ottobre 1966 quando è arrivata al Monastero della Visitazione di Soresina e dove, nel gennaio del 1969, ha professato la sua scelta perpetua. Suor Maria Margherita, martignanese di origine, ma casalasca di carattere, come ha ricordato sempre don Piccinelli, “ha speso i migliori anni della sua vita non solo in mezzo a noi ma per noi (di Soresina)”.

Ascolta il saluto di don Piccinelli

La Messa è proseguita secondo la liturgia del giorno, accompagnata musicalmente dall’organo e dalle voci delle sorelle claustrali unite a quelle dell’assemblea.

Il Vescovo Stucchi durante l’omelia ha più volte rimarcato la gioia di essere a Soresina e di ritrovare così le Sorelle claustrali che proprio al Monastero della Visitazione hanno potuto proseguire il cammino interrotto a Milano. E parlando della dolcezza e della bellezza dell’esperienza monastica, ha ricordato il carisma di San Francesco di Sales e la sua felice intuizione che portato alla fondazione dell’Ordine della Visitazione. Di San Francesco di Sales ha sottolineato la capacità comunicativa nel diffondere il messaggio di amore e pace interiore nonostante le difficoltà della vita. Concludendo l’omelia ha chiesto questa intercessione: “Il dono della dolcezza dentro e fuori la vita monastica per vivere come fratelli e sorelle nonostante le difficoltà che la vita propone, così da donare speranza al prossimo. E lasciamo contagiare dalla gioia e dal fervore di San Francesco di Sales e della vita monastica”.

Prima della benedizione finale, suor Maria Margherita ha ricevuto la benedizione papale per il cinquantesimo di professione religiosa e, a sorpresa, un dono dai bambini della scuola Immacolata che hanno realizzato un cartellone e tanti piccoli disegni per la monaca. I disegni sono stati accompagnati dalla richiesta di preghiera delle maestre, perché seminino bene tra i giovani che educano, ma anche dalla promessa di preghiere per le sorelle Visitandine.

Gli applausi per suor Maria Margherita hanno preceduto la benedizione solenne a cui sono seguiti gli affettuosi saluti, attraverso la grata della chiesa del Monastero, da parte dell’assemblea alle monache.




Sant’Ilario-Giona, l’integrazione che va il gol

«Lo sport è egualitario». Così dice Andrea Franzini mentre parla della squadra di calcetto Sant’Ilario-Giona, nata all’interno della cooperativa Nazaret di cui fa parte. Una squadra tutta particolare, perché composta praticamente tutta da giocatori stranieri. In linea con la mission della cooperativa che « già da tantissimi anni accoglie minori stranieri non accompagnati» e che è impegnata nella tutela di minori italiani di seconda generazione.

Ne ha parlato con Chiara Allevi ai microfoni di CentroCampo, la trasmissione radiofonica in onda tutti i mercoledì dalle 19.00 su RCN: l’obiettivo principale della squadra è quello di «costruire uno spazio di sport competitivo per i ragazzi che ancora non riescono ad inserirsi nel tessuto sportivo locale» a causa di una burocrazia che rende difficile l’iscrizione in una società sportiva a un minore non accompagnato. Grazie alla costituzione della società sportiva, legata al CSI con il quale condivide i valori riassumibili nel motto «lo sport per tutti», questi ragazzi hanno la possibilità di giocare in una squadra che «non crea uno spazio di ghetto: i ragazzi che stanno in Italia sono in Italia e lo spazio del campionato è uno spazio nel quale loro possono anche convivere in modo uguale in un processo sportivo che li porta a comprendere le dinamiche di rapporto con le altre persone».

Ascolta qui la puntata

Le valenze educative e sociali sono tante: «La prima è far si che i ragazzi non italiani – noi ne abbiamo di sei nazionalità diverse – imparino la convivenza nella diversità. Uno degli altri obiettivi è di portare la diversità dentro il tessuto sociale». Per questo Andrea spera che presto i suoi ragazzi possano entrare a far parte di altre squadre ed essere così pienamente integrati nel tessuto sociale e sportivo.

Ma l’integrazione non è solo un sogno lontano per la Sant’Ilario-Giona. Anche se i giocatori sono tutti stranieri, ruotano attorno ad essa numerosi volontari italiani che occupano le varie mansioni: dall’allenatore alla dirigenza. La squadra, racconta il giovane portiere – anche lui ospite della puntata – è al quarto posto e ha tutte le carte in regola per salire ancora la vetta della classifica del campionato.




Alla libreria Paoline di Cremona la mostra itinerante su don Primo Mazzolari

Sarà inaugurata con un aperitivo culturale martedì 29 gennaio alle ore 17.30 la mostra “Conoscere don Primo Mazzolari”, allestita presso alò Libreria Paoline in via Decia a Cremona, dove sarà disponibile per le visite gratuite fino all’8 febbraio. Si tratta di un’esposizione itinerante proposta dalla Fondazione “Don Primo Mazzolari di Bozzolo” in collaborazione con la Focr, in occasione del 60° anniversario della morte del sacerdote cremonese, per cui è avviato il processo di beatificazione.

La mostra, già ospitata in città nella chiesa di San Vincenzo in via Palestro, sarà anticipata dall’incontro dal titolo “Don Primo Mazzolari: uomo, pastore, profeta” con l’intervento di don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione del prete di Bozzolo.

Guarda il servizio sulla mostra dal Giorno del Signore del 20 gennaio 2019

Il percorso espositivo è composto da un portale introduttivo, otto rollup che illustrano la figura di Mazzolari inserita nel suo tempo e nella storia italiana tra le due guerre e della Chiesa alla vigilia del Concilio Vaticano Secondo. Un approfondimento arricchito da due schermi installati per la proiezione di due contenuti audio/video: uno (realizzato da TRC per la rassegna “Le parole di don primo”) che ripercorre la biografia del sacerdote cremonese, l’altro con la lettura del Testamento di don Primo, una sorta di summa del suo pensiero e della sua ricca predicazione.

Interessante anche la possibilità di esplorare l’immenso patrimonio letterario lasciato da don primo attraverso una vera e propria antologia multimediale dei suoi testi sfogliabile grazie ad un tablet, con i titoli, le presentazione e i commenti sui libri di don Primo, di cui sono proposti estratti audio realizzati grazie alla collaborazione di Orazio Coclite, storica voce di Radio Vaticana. Materiale informativo è inoltre disponibile in formato cartaceo.

Ascolta la lettura di “Impegno con Cristo”

L’esposizione “Conoscere don Primo Mazzolari” – già presentata ad Assisi e prenotata per altre tappe anche in altre regioni d’Italia – sarà disponibile, su prenotazione, per tutto il 2019 per parrocchie, gruppi e associazioni. Insieme alla mostra, gli organizzatori propongono di dedicare un momento specifico a una conferenza o ad una celebrazione di preghiera sulla figura di don Mazzolari, a un suo scritto o a un tema della sua vasta opera. E la possibilità – in quell’occasione – di vendere dei libri

Per la prenotazione rivolgersi direttamente a don Umberto Zanaboni, vice postulatore della causa di beatificazione (tel. 331 8363752 – donumbertozanaboni@libero.it) e Fondazione don Primo Mazzolari (tel. 0376 920726 – info@fondazionemazzolari.it).

Ecco le tappe già fissate per la mostra “Conoscere don Primo Mazzolari” nel 2019

• San Bassano (CR)

10 – 17 febbraio 2019

• San Bassano Istituto Vismara (CR)

18 – 25 febbraio 2019

• Treviso

13 – 16 marzo 2019

• Rivarolo Mantovano (MN)

25 marzo 2019 – 6 aprile 2019

• Acquaviva delle fonti Altamura (Puglia)

8 – 21 aprile 2019

• Suzzara (MN)

25 aprile 2019 – 1 maggio 2019

• Centro Pastorale Cremona MEIC e Azione Cattolica

6 – 12 maggio 2019

• Parrocchia Santi XII Apostoli a Chieti

13 – 19 maggio 2019

• Brignano Gera D’Adda

1 – 9 giugno 2019

• Salina – Viadana (MN)

30 agosto – 8 settembre 2019

 




AC, giornata di studio sull’accompagnamento spirituale dei giovani

All’indomani del Sinodo dei Vescovi sui Giovani, l’Azione Cattolica Lombarda propone un laboratorio e una giornata di studio, rivolti ai sacerdoti e agli educatori della regione, sull’accompagnamento spirituale. L’evento, giunto ormai alla sua sesta edizione, è in programma al Santuario di Caravaggio venerdì 8 e sabato 9 febbraio. Il focus sarà sull’accompagnamento spirituale dei giovani alle prese con studi universitari e prime esperienze lavorative.

Nella serata di venerdì 8 febbraio il giovane Gioele Anni, consigliere nazionale di AC, offrirà una restituzione del Sinodo dei vescovi al quale ha partecipato come uditore. Dalla sua presentazione ognuno potrà offrire il proprio contributo a partire dalla singole esperienze diocesane per cercare di delineare, in una pratica sinodale, alcune tracce per una buona prassi.

Sabato mattina 9 febbraio sarà invece don Luigi Galli, assistente dell’Università Cattolica di Milano, a condividere alcuni spunti per un confronto che possa contribuire alla formazione in vista di un reale accompagnamento spirituale, incoraggiando laici e presbiteri ad assumere questo servizio non solo in conformità ad una particolare sensibilità personale ma avvertendolo come una responsabilità urgente e fraterna.

La Chiesa dovrà iniziare i suoi membri – sacerdoti, religiosi e laici – a questa “arte dell’accompagnamento” perché tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro (Evangelii Gaudium 169). Accogliendo l’invito di papa Francesco, educatori e assistenti hanno ricercato l’ascolto dell’altro come vera esperienza spirituale focalizzando l’attenzione sulle varie stagioni giovanili.

Iscrizioni entro il 2 febbraio presso la segreteria (segreteria@azionecattolicadimilano.it): quota d’iscrizione 5 euro, pranzo 12 euro. Possibilità anche di pernottamento (pacchetto completo 25 euro).

Locandina




Storie di sport e inclusione con Pepo Team e Daniele Cassioli (audio)

Sport, libri e tempo libero sono stati i tre ingredienti della serata di venerdì 18 gennaio presso la biblioteca del Centro Pastorale diocesano. Ospiti del Csi Cremona, introdotti dal presidente Ardigò, sono stati la onlus Pepo Team, rappresentata da Gianluca Rossi e da Manuel Generali, e l’atleta scrittore Daniele Cassioli.

È stata infatti presentata alla cittadinanza il progetto, sognato e realizzato dalla Pepo Team Onlus, InclusiOn che ha come obiettivo quello di creare un contenitore di tempo libero per gli atleti paralimpici.

Ascolta la presentazione del progetto InclusiON

«Dopo diciassette anni abbiamo avuto una svolta storica. Dopo tanti anni sui campi di gioco e sul fronte sportivo che mette davanti a dei doveri, abbiamo voluto mettere da parte questi doveri, ascoltando i desideri che i ragazzi hanno per il loro tempo libero» dice Gianluca Rossi, presidente del Pepo Team. Tema fondamentale affrontato nella serata e cardine del progetto è la libertà di scelta, argomento spesso sottovalutato e taciuto per le persone con disabilità. InclusiOn nasce infatti dall’ascolto dei desideri dei ragazzi. Manuel Generali, educatore e referente per il progetto, ha raccontato che la loro idea è nata «dalla presa di consapevolezza che la programmazione della vita e delle attività dei ragazzi con disabilità ha dei vuoti e spesso questi vuoti corrispondono al tempo libero, che troppo spesso è segnato dalla solitudine». Si è arrivati quindi alla consapevolezza che questi momenti sono importanti occasioni anche di crescita: i ragazzi si sono sperimentati in nuove relazioni, hanno potuto mettere in pratica delle competenze acquisite in precedenza e hanno avuto la possibilità di compiere una scelta personale. Risvolto positivo da non sottovalutare è che il tempo libero su cui lavorano con i ragazzi è anche tempo libero dato alle famiglie. Manuel Generali sarà ospite a Centro Campo mercoledì 23 gennaio e racconterà il progetto nel dettaglio ai microfoni di RCN.

Ascolta la presentazione del libro di Daniele Cassioli

Di libertà ha parlato anche il secondo ospite, Daniele Cassioli. Classe 1986, non vedente dalla nascita, Daniele racconta nel suo libro Il vento contro la strada che lo ha portato ad essere campione di sci nautico. Il vento contro di cui parla Daniele nel suo libro è l’insieme di tutte quelle difficoltà, grandi e piccole – sempre personali e quindi da non sottovalutare -, che ognuno ha nella sua vita e che spesso bloccano. L’invito del campione è quello invece di concentrarsi su ciò che si è, partire da quello per accettarsi e, quindi, trovare la forza per inseguire i propri sogni. Solo in questo modo, dice, «le difficoltà diventano grandi occasioni».

Accettazione di sé e superamento della paura, che batte il talento e frena l’essere umano nella sua corsa nella vita.

Tanti, tantissimi i temi che Daniele Cassioli ha toccato durante il suo intervento che era stato anticipato dalla sua telefonata fatta durante la puntata di Centro Campo andata in onda il 16 gennaio e che si può riascoltare su www.diocesidicremona.it/centrocampo: superamento della paura, ricerca di felicità, ironia come arma contro i propri limiti.

Sognare è la spinta che permette a Daniele di andare sempre avanti: «quando si dice “ho un sogno nel cassetto” l’inconscio ci fa credere che il sogno si faccia di notte ed è chiuso lì e nasce l’idea del sogno come di qualcosa di casuale; in realtà i sogni ad occhi aperti – anche se per me non cambia poi molto – sono quelli nei quali l’essere umano deve muoversi. Bisogna volerlo, il sogno, andare verso di lui. Nella sua realizzazione il nostro agire è fondamentale».




Solo l’orologio del Torrazzo ha previsto l’eclissi di luna

Anche la luna festeggia il 2019, anno in cui sarà celebrato il cinquantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sul nostro satellite con ben due eclissi nel solo mese di gennaio. Era la notte dell’Epifania quando dall’altra parte del mondo, in Giappone, si verificava un’eclissi di Sole, ed ora nell’ultima parte della notte scorsa, tra domenica e lunedì, si è verificata un’eclissi di Luna nel nostro emisfero.

L’eclissi si verifica solamente quando la Luna è in congiunzione o in opposizione rispetto al Sole (luna nuova o plenilunio, la cosiddetta “Luna piena”). Questi fenomeni avvengono perché l’orbita della Luna ha un’inclinazione di circa 5 gradi rispetto all’orbita seguita dalla Terra intorno al Sole, quindi non tutti i noviluni o pleniluni portano a un’eclisse. Capita solo quando la Luna è nelle vicinanze di uno dei due “nodi”, i punti in cui l’orbita lunare interseca il piano orbitale della Terra.

Sono eventi astronomici straordinari che avvengono secondo precise leggi matematiche in modo totale o parziale; sono dovuti al fatto che i tre corpi celesti: Sole, Terra e Luna si allineano in modo che i coni d’ombra occultano ora il Sole – la Luna si interpone tra il Sole e noi, eclissi di Sole; ora è la Terra che si interpone tra il Sole e la Luna, eclissi di Luna.

Durante l’eclissi la Luna non riceve direttamente la luce solare che filtra attraverso l’atmosfera terrestre e viene deviata per rifrazione, raggiunge il satellite conferendo ad esso una colorazione rossastra. Luna rossa, è un termine popolare ed è tra i fenomeni astronomici più semplici da seguire, si può osservare a occhio nudo a differenza delle eclissi di Sole che richiedono particolari accorgimenti. Essendo la Terra molto più grande della Luna la durata delle eclissi lunari sono piuttosto lunghe, possono superare l’ora, perché l’attraversamento del cono d’ombra della Terra da parte della Luna avviene con una velocità che è quella del moto di rivoluzione lunare – la Luna si muove ad oltre 3600 km/h – e determina la durata delle eclissi in relazione ad un dato luogo.

Da noi purtroppo la foschia non ci ha permesso la visione di questo evento, ma un Astrofilo cremonese, Gerardo Sbarufatti, che di buon mattino si trovava nei pressi di Lodi lo ha ripreso.

L’evento è comunque stato segnalato dal nostro Orologio Astronomico del Torrazzo, unico in Italia a fornire questa indicazione attraverso la sovrapposizione degli indici di Sole e Luna sull’asta del Drago – o dei nodi- a dimostrazione quanto i nostri “bis, bis nonni”, già nella seconda metà del XVI secolo erano bravi nei calcoli e nelle realizzazioni.




I giovani, la politica, la fede: a Calvenzano dibattito con i sindaci

“Ma chi te l’ha fatto fare?”. È questo il titolo del primo incontro proposto dalla Zona pastorale 1 per i giovani sul tema dell’impegno politico. L’evento – in programma la sera di domenica 20 gennaio a Calvenzano (inizio alle ore 19.30 con apericena condiviso) – nasce come risposta all’ultima proposizione del Sinodo diocesano dei giovani che recita così: “Riteniamo che la scelta politica non sia solo legata alla realtà partitica, ma sia un impegno quotidiano nelle cose più pratiche di tutti i giorni”.

Ecco allora che il primo incontro per i giovani della zona 1 riaprirà il confronto proprio da questo tema: l’impegno politico. Durante la serata, dal titolo provocatorio “Ma chi te lo ha fatto fare?”, interverranno Pietro Fiori, sindaco di Castelleone, Elisabetta Nava, vicesindaco di Rivolta d’Adda, e Simone Piana, che si candida a ricoprire il ruolo di primo cittadino di Mozzanica. Con loro si aprirà un confronto rispetto alla sfiducia che sembra imperversare contro una partecipazione diretta e attiva dei giovani nella vita pubblica e nell’amministrazione delle comunità.

L’incontro si terrà nell’auditorium di Calvenzano. La scelta di uscire dagli ambienti oratoriani risponde al desiderio di una Chiesa in uscita, nella speranza di poter coinvolgere anche chi normalmente non partecipa alle attività parrocchiali in modo da rendere quanto più ampio possibile il confronto.

Locandina dell’incontro




Narrazione latino americana domenica a Tds

Sarà l’Associazione Latino Americana l’ospite del nuovo appuntamento di Tds-Traiettorie di sguardi, il percorso mensile per i giovani promosso all’oratorio del Maristella, a Cremona, in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile. Appuntamento nel pomeriggio di domenica 20 gennaio, dalle 18.30, per un incontro dal titolo “Cantos de Mi Tierra”.

A caratterizzare l’incontro sarà la narrazione della storia, dei ritmi e delle tradizioni culturali dei popoli dell’America Latina attraverso un percorso musicale.

Si continuerà così ad affrontare con il tema della narrazione, per promuovere la ricerca e il dibattito, favorire uno scambio tra popoli, comunità e gruppi molto diversi tra loro, far crescere una cultura del rispetto, nella diversità.

Dal 1991 l’attività dell’Associazione si centra sulla diffusione della cultura, la storia e l’attualità latinoamericane, lo sviluppo artistico e la cooperazione internazionale. Al suo interno operano anche giovani musicisti e il Coro Voz Latina.

Scarica qui il programma di TDS 2018