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Pandino, all’oratorio S. Luigi inaugurata la nuova cappellina

Nel tardo pomeriggio di domenica 10 marzo è stata inaugurata, all’interno dell’oratorio di Pandino, la sala San Luigi Gonzaga. A seguito, infatti, dei lavori di ampliamento della preesistente cucina, resi necessari dall’elevato utilizzo della stessa per attività pastorali, si è compiuta la scelta di “rubare” qualche metro alla sala adiacente. Fino a quel momento utilizzata per incontri catechistici e di carattere pastorale o culturale, dotata di impianto di videoproiezione e amplificazione, la stessa ha visto ridursi la sua capienza di posti a sedere da cento alle poco più di sessanta unità. Questa “perdita”, unita all’utilizzo di quell’ala della struttura oratoriana per incontri di catechesi e per esperienze di vita comunitaria con i ragazzi adolescenti, ha portato il confronto tra i presbiteri ed alcuni giovani e adulti che più da vicino collaborano alla vita dell’oratorio, a rispolverare un antico progetto: dare alla struttura oratoriana un luogo adatto alla preghiera delle giovani generazioni che la frequentano.

Ecco allora riproporsi l’eterno dilemma: dar vita ad una “cappella” nel senso classico del termine oppure a uno spazio dove la liturgia potesse tornare ad essere patrimonio vivo nella vita della Chiesa, parole e gesti capaci di attualizzare il Mistero? Propendendo per questa seconda direzione, il successivo confronto con il responsabile dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, ha portato a individuare in Davide Tolasi l’artista a cui affidare la realizzazione dell’opera che caratterizza e impreziosisce la sala.

Scrive proprio don Gaiardi nella sua presentazione dell’opera:

La capacità innovativa del vero artista contemporaneo è quella non solo di contestualizzare e attualizzare, cosa che al Caravaggio riusciva bene, ma è anche quella di raccontare, senza necessariamente doverlo spiegare, un messaggio e veicolarlo così semplicemente e subitaneamente agli occhi di qualsiasi spettatore, sia esso bambino, giovane o adulto.
Piace pertanto vedere che i classici segni iconografici del figlio cadetto dell’importante famiglia mantovana, siano ripensati e riusati in modo nuovo. La veste del chierico adattata con il clergyman del prete vicario dell’oratorio di oggi e il giglio tenuto in mano non come un fiore da odorare, ma da porgere, come se stesse offrendo contemporaneamente una virtù, quella della purezza: fisica, spirituale e mentale.
Il Crocifisso è sostituito dal Cristo stesso, non più sulla croce, ma in procinto d’essere adagiato e avvolto nel sudario. A donarsi anch’esso come il vero educatore che ne prende le sembianze e che offre lavoro, vita e cioè passione. Ci sono i giovani, che fanno, interpretando le persone che attorno al santo e al Cristo sono rimaste.

Partendo dall’idea complessa di una controfacciata (si pensi alle opere del Pordenone nella nostra Cattedrale di Cremona e di Barnardino Campi, o della sua scuola, nella chiesa di San Bassiano a Pizzighettone, Tolasi ha reinterpretato la consegna con grande estro e sapienza, riuscendo a fornire ad un impianto classico quello stile fresco, capace di “strizzare l’occhio” al mondo giovanile.

La biografia di grandi maestri come il Caravaggio, ricorda che a prestare il volto ai personaggi dei suoi dipinti non erano personaggi altolocati del tempo, ma gente del popolo. Oggi come allora c’è chi ha accettato di lasciarsi immortalare in quest’opera.

Così il critico d’arte Vincenzo Denti che in anteprima ha potuto visionare l’opera:

“Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti” (da Lo spirituale nell’arte di Vasilij Kandinskij, 1910)

Con questa frase Vasilij Kandinskij ribadiva il concetto che l’arte è contemporanea al tempo che la vede realizzarsi, indipendentemente dal tema trattato o dal soggetto rappresentato. Questo pensiero è ben chiaro a Davide Tolasi che affronta la rappresentazione di San Luigi Gonzaga con l’energia e la freschezza stilistica e pittorica della sua giovane età.

L’aula liturgica dedicata a San Luigi Gonzaga si presenta oggi non ancora conclusa. Manca completamente l’arredo, un tabernacolo per la custodia dell’Eucarestia e il restauro della statua lignea raffigurante il santo che, iscritta nel catalogo delle opere d’arte della chiesa sussidiaria di Santa Marta, si è deciso di trasferire in oratorio dai magazzini parrocchiali nei quali era stata fin’ora custodita.

Si conta ora di completare quest’opera abitandola, esattamente come su richiesta dall’autore il dipinto è stato “abitato”.




Roberto Guaglianone ha inaugurato a Casalmaggiore il corso sul welfare di comunità (AUDIO)

Giovedì 7 marzo si è aperto a Casalmaggiore, alla presenza di un folto pubblico rappresentativo del mondo del sociale e delle famiglie affidatarie casalasche, il corso “Welfare di comunità a Casalmaggiore”, promosso dal circolo ACLI di Cremona (capofila del progetto) e da Consorzio Casalasco Servizi Sociali, AMURT, Sentiero Cooperativa Sociale Onlus, in collaborazione con la parrocchia di Santo Stefano in Casalmaggiore.

I primi saluti sono spettati al parroco don Claudio Rubagotti che ha dimostrato grande interessamento per il tema, segnalando la necessità di seguire i giovani che in oratorio trascorrono buona parte del loro tempo. «Questa serie di incontri – ha detto – vogliono essere un corso, inteso come percorso di vita, che nasce da una realtà presente nel nostro oratorio dove ci sono ragazzi spesso ignorati». E, ha proseguito il padrone di casa: «Farsi prossimo dei giovani è come diceva san Giovanni Bosco, volere il ben, non semplicemente volere bene».

Ad introdurre i lavori e renderli “risposte concrete alle nuove fragilità che si trovano sul territorio”, per usare le parole del formatore Roberto Guaglianone, sono state coinvolte alcune rappresentanti del mondo del sociale casalasco, che hanno raccontato in breve le azioni di welfare già avviate e che risultano vincenti.

Rebecca Tamacoldi assistente sociale dell’Ufficio di Piano CONCASS, Giulia Leonardi assistente sociale Tutela minori CONCASS, Marta Sanfelici Psicologa e Claudia Rivetti psicologa Tutela Minori CONCASS hanno parlato di laboratori di comunità che mettono al centro il rapporto con le scuole, nonché di patti di inclusione sociale che passano anche dalla collaborazione con le associazioni territoriali. L’obiettivo dell’ente pubblico, è stato evidenziato da più parti, è quello di uscire dall’assistenzialismo tradizionale e di andare verso un welfare di tipo generativo.

«Il welfare di comunità persegue gli interessi dell’intera comunità a partire da quelli dei più fragili», ha dichiarato Guaglianone, perché dove sono coinvolte associazioni e reti sociali, si abbandona «l’antica dinamica della concezione del welfare come puramente assistenziale (e in qualche caso anche assistenzialistico)» e si costruiscono ulteriori strumenti di prossimità in un processo dinamico. Guaglianone descrive così il modello di welfare che vede al centro il senso di corresponsabilità e l’essere parte di una stessa comunità come co-protagonisti di cambiamento sociale riuscendo così a «comprendere il senso sociale complessivo della quotidianità delle azioni di volontariato».

L’incontro è terminato con una domanda: è possibile costruire un futuro a partire dal basso? Sicuramente questo corso ha l’intenzione e il coraggio di provarci.

 

Contrariamente a quanto pubblicato sulla locandina, l’incontro “Accoglienza in famiglia e affido di minori” previsto per giovedì 14 marzo slitterà a giovedì 21 marzo. Al suo posto viene anticipato l’incontro “Educativa territoriale, centri di aggregazione giovanile, tutoring” previsto per l’ultimo giovedì.

La locandina




Unitalsi, Marco Tiziano Guarneri è il nuovo presidente diocesano

È Marco Tiziano Guarneri, cremonese classe 1960, il nuovo presidente della Sottosezione cremonese dell’Unitalsi. La sua elezione è avvenuta lo scorso 2 marzo nell’assemblea elettiva convocata in modo anticipato a seguito della prematura scomparsa, nell’ottobre scorso, della presidente Maria Enrica Lambri, in carica dal 2015. Il nuovo presidente, di professione bancario, coniugato, con due figlie e già nonno, è della parrocchia cittadina di S. Ambrogio, di cui è membro del Consiglio pastorale e di quello per gli affari economici.

In foto Guarneri tra la vice Carminati (a sinistra) e la segretaria Oneta (a destra)

L’Elezione del nuovo presidente e il rinnovo del Consiglio si sono svolti presso la sede unitalsiana, al Centro pastorale diocesano di Cremona, alla presenza dell’assistente spirituale don Maurizio Lucini, del commissario di sottosezione Marinella Oneta  e del  rappresentante della Sezione lombarda, il consigliere Giovanni Seletti, che ha diretto i lavori.

 

Il nuovo Consiglio:

  • Donatella Carminati – vicepresidente e addetta alla comunicazione
  • Laurina Loda – tesoriere
  • Marinella Oneta – segretaria
  • Paolo Dolfini – consigliere
  • Rossetti Maria Teresa – consigliere
  • Beghi dott. Gianfranco – medico di Sottosezione
  • don Maurizio Lucini – assistente ecclesiastico

 

Nell’occasione è stato anche rinnovato l’incarico del referente giovani e costituita la nuova équipe giovani: Mariella Pellegrini e Giulia Salvagni (Vicomoscano), Davide Degradi (Agnadello), Giulia Bernardi (Persico Dosimo) e Ilaria Gaimarri (Cremona, S. Michele). Da diversi anni l’Unitalsi punta molto sui giovani, perché partecipino all’esperienza di Servizio che l’associazione propone. Il fatto, quindi, che all’interno del Consiglio siano presenti dei giovani è un bel segno per la Sottosezione cremonese.

 

Le parole del nuovo presidente

In questo momento il sentimento che mi sorge spontaneo è di gratitudine nei confronti di tutti gli unitalsiani soci effettivi che hanno voluto con tanta partecipazione esprimere fiducia nei confronti miei e dei componenti il nuovo consiglio. Un grazie sincero all’assistente don Maurizio e a tutti i consiglieri uscenti che si sono prodigati in questi anni nel portare avanti le attività della sottosezione; a tutte le dame e a tutti i barellieri che con abnegazione hanno garantito la loro presenza ai pellegrinaggi e sono stati vicini ai malati ed ai pellegrini.

Un pensiero grande grande a tutti i volontari che non stanno più vivendo la loro vita terrena, in particolare – lasciatemelo dire – a Maria Enrica, la nostra ultima presidente, che ci lasciato prematuramente pochi mesi fa: il loro esempio ci aiuti sempre e ci dia la forza di esprimere con totale dedizione e generosità il nostro impegno a favore dei malati e dei bisognosi.

Un pensiero speciale agli ammalati e ai sofferenti: il loro sacrificio possa far comprendere a tutti il vero senso della vita. Con il conforto della fede e l’aiuto del Signore e di Maria possano non arrendersi mai di fronte ad ogni difficoltà.

Richiedo a tutti gli associati – che ringrazio da subito – un forte sostegno, finalizzato a diffondere sempre di più la nostra Unitalsi, i suoi progetti e la sua cultura: sostegno attuato fattivamente con le opere e con la Preghiera, che tanto può fare per l’associazione e per ciascuno di noi.

Che ognuno di noi possa essere sempre Buon Samaritano e che Maria Madre di Dio ci accompagni sempre nel nostro cammino!

 

Gli scopi dell’Unitalsi

Fondata nel 1903 da Giovanni Battista Tomassi al ritorno finalmente sereno di un disperato viaggio a Lourdes, l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) è un’associazione di fedeli che, in forza della loro fede e del loro particolare carisma di carità, si propongono di migliorare la vita spirituale dei propri aderenti e di promuovere un’azione di apostolato verso e con gli ammalati ed i disabili. Ha come fine specifico di promuovere i pellegrinaggi a Lourdes e ai santuari italiani e internazionali, mediante l’opera di volontari che si impegnano a prestare servizio gratuito in spirito di autentica carità cristiana, in sintonia con le scelte pastorali dell’autorità ecclesiastica.




S. Sigismondo, deceduta madre Maria Rosa Ghisu

Nel dolore della separazione, rasserenato dalla certezza che la vita non è tolta ma trasformata, la comunità delle monache domenicane di Cremona annuncia che ha concluso il suo cammino terreno madre Maria Rosa di Gesù Buon Pastore, 91 anni, di cui 71 di vita religiosa come claustrale domenicana. Il decesso è avvenuto sabato 9 marzo. 

Il rito esequiale sarà celebrato la mattina di martedì 12 marzo, alle 10.30, nella chiesa monastica di S. Sigismondo, a Cremona. I sacerdoti che desiderano concelebrare sono pregati di portare camice e stola.

La religiosa è stata assistita sino all’ultimo dalle sorelle domenicane che l’hanno accompagnata con la propria preghiera e che ora chiedono preghiere di suffragio per l’amata consorella.

 

Profilo di madre Maria Rosa

Madre Rosa Ghisu nata a Orune (Nuoro) il 13 dicembre 1927, ha ricevuto il battesimo il 16 dicembre 1927 con il nome di Lucia Margherita. È entrata nel Monastero San Giuseppe in Fontanellato (Parma) il 17 maggio 1947.

Ha vestito l’abito domenicano l’8 marzo 1948. Ha emesso la prima Professione Religiosa il 30 aprile 1949,
quella solenne il 30 aprile 1952.

Ha servito la Comunità come Priora e come Maestra delle novizie.

Per vari trienni ha svolto l’ufficio di sagrestana, mostrando fervente devozione per la Madonna del S. Rosario di Fontanellato e fattiva sollecitudine per i confratelli addetti al servizio del Santuario.

Gli ultimi anni di lunga e dolorosa infermità hanno purificato la sua anima preparandola all’incontro atteso e sperato con lo Sposo divino.




“Scelgo: voce del verbo Credere”, catechesi quaresimale per i giovani della città

Il tavolo di pastorale giovanile della zona pastorale III che comprende le parrocchie della città organizza, in collaborazione con Azione Cattolica, l’iniziativa delle Catechesi Quaresimali sul tema: “Scelgo: voce del verbo Credere”. Partendo dal tema centrale della scelta, il percorso si svilupperà su alcuni verbi utilizzati nell’Instrumentum Laboris del sinodo che indicano attenzioni e atteggiamenti da adottare nel momento in cui si deve compiere una scelta.

 Questi gli appuntamenti (scarica QUI la locandina)

Venerdì 8 Marzo

INTERPRETARE
Presso Oratorio del Cambonino
“Interpretare” può essere letto come la capacità di leggere e comprendere la propria vita, arrivando alla consapevolezza di essere parte di un Disegno alla luce della Parola. Saranno presenti Stefano Priori e Sonia Ballestriero che porteranno la loro testimonianza di giovani che hanno letto la loro storia per coglierne il Senso nella vocazione matrimoniale.

Venerdì 22 marzo

RICONOSCERE
Presso Oratorio Sant’Antonio Maria Zaccaria
“Riconoscere” può essere letto come la capacità di guardare e prestare attenzione alla propria realtà per coglierne l’essenziale. Marta Danelli, giovane lodigiana, esporrà la propria scelta di vivere come volontaria in una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII

venerdì 5 aprile

CONFERMARE
Presso Oratorio del Maristella
Confermare è rinnovare ogni giorno una scelta. Sarà presente una coppia che ha affrontato momenti di difficoltà, ma ha saputo rafforzare il proprio legame, sperimentando il perdono.

Gli incontri inizieranno alle ore 21 con un momento di preghiera condivisa con un canto iniziale e la lettura di un brano del Vangelo. A seguire la testimonianza e la possibilità di confronto/discussione. La conclusione con la preghiera finale è prevista per le ore 22.




Nuovo oratorio a Castelleone, tutto pronto per l’inaugurazione con il vescovo

Ormai manca pochissimo, i lavori sono ultimati, la cappella, le aule, il bar, gli spogliatoi, gli spazi comuni sono allestiti e pronti per essere vissuti, si sta concludendo anche il trasloco dei materiali e delle attrezzature dalla vecchia struttura a quella nuova: la parrocchia di Castelleone ha il suo nuovo oratorio. Come scrivono il parroco, don Giambattista Piacentini e il vicario, don Vittore Bariselli, nell’invito per la benedizione dei locali del prossimo 10 marzo (scarica QUI l’invito) con la presenza del vescovo Antonio, è la conclusione di un sogno coltivato da anni insieme all’intera comunità parrocchiale.

La presentazione del progetto del nuovo oratorio, ora diventato realtà, è avvenuta ufficialmente il 31 gennaio 2013, ma già da prima si pensava di realizzare un nuovo oratorio, ma per vari motivi (non ultimo quello economico) l’iniziativa si era sempre fermata. In occasione del 500° anniversario delle apparizioni della Madonna della Misericordia del 2011, come segno da lasciare alla comunità a ricordo dell’evento è maturata l’idea di affidare a Maria le future generazioni: segno che si è concretizzato nella realizzazione di un nuovo oratorio. Questa decisione è stata resa possibile anche grazie ad alcune eredità destinate specificatamente alla nuova casa dei ragazzi e dei giovani, senza dimenticare l’impegno e il sostegno di mons. Amedeo Ferrari, parroco di Castelleone fino allo scorso anno.

Il progetto del nuovo edificio è stato elaborato dallo Studio28 Architettura di Bergamo, mentre la realizzazione è stata affidata alla ditta Sandrini Costruzioni. Il primo lotto del nuovo oratorio è costato circa tre milioni di euro, di cui due terzi già pagati, mentre la sistemazione del secondo lotto costerà circa 400 mila euro.

Domenica sarà inaugurato il primo lotto del nuovo oratorio che comprende la cappella, le aule per tutte le diverse attività pastorali, il bar, una sala riunioni, una cucina attrezzata con spazio ristoro, gli spogliatoi per le attività sportive, gli appartamenti per il vicario e il custode dell’oratorio. I lavori per il secondo lotto inizieranno a breve e prevedono l’abbattimento della vecchia struttura con la sistemazione di un’area attrezzata ludico-sportiva. L’unica struttura che resterà in piedi del vecchio oratorio, costruito negli anni Cinquanta, è la sala cinematografica e teatrale Giovanni Paolo II, già interessata da lavori di ammodernamento e sistemazione negli anni scorsi.

Il programma della giornata prevede alle 9,45, la S.Messa in Chiesa Parrocchiale presieduta dal vescovo, mons. Antonio Napolioni; alle 10,45, il taglio del nastro e la benedizione del nuovo oratorio, a seguire aperitivo. Nel pomeriggio, dalle 14, Open day e visite guidate alla struttura; alle 18, Catechesi quaresimale tenuta da don Maurizio Compiani nella sala San Bernardino; alle 19,30, Vespro nella Chiesa dell’Oratorio e dalle 20, Apericena.

 

 

 




A Soresina gli esercizi spirituali zonali con il vescovo Antonio

L’Azione Cattolica propone, in preparazione alla Pasqua, gli esercizi spirituali per tutta la Zona Pastorale Seconda. Ispirati all’esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et exsultate”, gli esercizi spirituali prevedono tre appuntamenti per meditare il tema della santità e, in particolare, il messaggio “La santità è per tutti”.

L’Azione Cattolica ha sempre proposto, per la preparazione alla Pasqua e al Natale, due ritiri spirituali, la prima domenica di Quaresima e di Avvento, per un momento di preghiera e di riflessione. Appuntamenti fissi della domenica pomeriggio presso il Monastero della Visitazione. Quest’anno, l’Azione Cattolica ha pensato di proporre qualcosa di diverso e accessibile anche a chi non può partecipare all’unica proposta tradizionale, il tutto diluito in tre momenti, ciascuno con una propria peculiarità.

Locandina

Aprirà il ciclo degli esercizi spirituali, domenica 10 marzo, la Lectio Divina del vescovo Antonio Napolioni. Il Vescovo ha accettato volentieri di aprire gli esercizi spirituali della Zona Seconda con una sera dedicata all’ascolto della Parola di Dio. Dopo un primo momento di meditazione, ci sarà un momento di condivisione e confronto.

Lunedì 11 marzo, invece, l’invito è per l’adorazione eucaristica, intrinseca nel loro carisma, guidata dalle Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda. Questo appuntamento sarà anche l’occasione per mettere in evidenza la spiritualità del loro fondatore, padre Francesco Spinelli.

Martedì 12 marzo si tornerà a riflettere attraverso la testimonianza di una coppia di sposi sulla santità “della porta accanto”, cioè familiare. Questa coppia, dell’associazione Buona Novella, racconterà la propria esperienza di vita matrimoniale da cristiani.

Tutti e tre gli incontri, fissati per il 10-11-12 marzo, si terranno presso l’Oratorio Sirino di Soresina a partire dalle 20.45.




Lotta allo spreco alimentare: convegno al Filo e punto informativo a Cremona Po

Nell’ambito delle attività di prevenzione e gestione dei rifiuti del progetto UrbanWINS, sono in programma a Cremona due incontri informativi e di promozione.

Venerdì 8 marzo dalle ore 17 alle 19.30, presso il Cinema Teatro Filo di piazza Filodrammatici 1, Il convegno “Lotta allo spreco alimentare: favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari”. Intervengono Cristiano Beltrami (vicedirettore di Caritas Diocesana e presidente No Spreco), Alessia Manfredini (assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Cremona), Andrea Calori e Massimiliano Lepratti (EStà Economia e Sostenibilità), Andrea Magarini (Comune di Milano, Milan Urban Food Policy Pact) e Valter Molinaro (Referente area responsabilità sociale di impresa di Coop).

Ulteriore appuntamento sabato 9 marzo (dalle 10 alle 19.30) presso il Centro commerciale Cremona Po per “UrbanWINS e la lotta allo spreco entrano nei supermercati”. Sarà predisposto un punto di informazione e confronto sugli acquisti consapevoli, sul recupero delle eccedenze alimentari e sui temi principali legati al progetto UrbanWINS. Vi saranno inoltre un’animazione per i bambini e laboratori di riciclo creativo.

Locandina



Università Cattolica, svelato il plastico del nuovo polo di Santa Monica

Come sarà, una volta ultimati i lavori, l’ex convento di Santa Monica, futura sede del campus dell’Università Cattolica, sede di Cremona? L’interrogativo ha trovato risposta grazie al minuzioso e accurato plastico in legno commissionato dalla Fondazione Arvedi-Buschini (finanziatore dell’intervento di recupero e restauro insieme a Comune, Regione e Fondazione Cariplo) che è stato svelato lunedì 4 marzo dal cav. Giovanni Arvedi con al fianco la moglie Luciana, dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e dal magnifico rettore Franco Anelli, alla presenza del prorettore e responsabile della sede cittadina, Lorenzo Morelli, del vescovo di Cremona, mons. Napolioni, l’assistente nazionale dell’Ateneo, mons. Giuliodori e Renzo Rebecchi per Fondazione Cariplo.

Il plastico (che nei prossimi giorni sarà esposto nella vetrina dell’infopoint turistico di piazza del Comune) è stato successivamente collocato nell’atrio della sede della Cattolica in via Milano, in occasione del “Dies Academicus” che si è tenuto nel pomeriggio di lunedì 4 marzo presso la sede di Cremona dell’Università Cattolica del S. Cuore.

Il tradizionale momento d’incontro della comunità universitaria con le autorità e i rappresentanti della realtà locale per l’anno accademico 2018/2019 ha visto la pronuncia della lectio su “Criminalità d’impresa e tutela della salute: il problema della prevenzione” da parte del prof. Francesco Centonze, professore ordinario di Diritto penale nella Facoltà di Economia e Giurisprudenza.

Ad introdurre l’incontro, alla presenze dell’autorità civili e militari del territorio, l’intervento del magnifico rettore, prof. Franco Anelli. Presente anche il vescovo Antonio Naolioni, accanto all’assistente ecclesiastico nazionale mons. Claudio Giuliodori.

Ha chiuso il pomeriggio la consegna finale dei diplomi agli allievi.

Photogallery dei Dies Academicus

 

L’Università Cattolica a Cremona

Nella sede di Cremona della l’Università Cattolica del S. Cuore gli spazi per la didattica sono integrati con i laboratori e le strutture destinate alla ricerca. Cremona, infatti, si caratterizza come sede di importanti centri di ricerca e di alta formazione.

Le prime attività didattiche dalla SMEA, ora Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare furono inaugurate nel novembre 1984.

Grazie alla collaborazione delle istituzioni e degli enti locali, l’offerta formativa negli anni si è ampliata, comprendendo le lauree triennali in Scienze e tecnologie alimentari e in Economia aziendale, la laurea magistrale erogata in lingua inglese in Economia e Gestione del Sistema Agro-alimentare, il Master in Management Agro-alimentare. Attivi anche diversi programmi di scambio con importanti università straniere.

All’ombra del Torrazzo sono inoltre presenti tre centri di ricerca:

  • Centro Ricerche Biotecnologiche (CRB)
  • Osservatorio sul Mercato dei Prodotti Zootecnici
  • Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale (CERSI)

Il numero studenti iscritti è attualmente di 372. Oltre 2.200 i laureati in questi 34 anni.




Presentato a Cremona il Rapporto Giovani 2018, indagine curata dall’Istituto Giuseppe Toniolo

Illustrati giovedì 7 marzo a Cremona, presso la Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, i dati del Rapporto Giovani 2018, indagine sulla condizione giovanile curata dall’Istituto “Giuseppe Toniolo”. L’iniziativa è stata promossa dall’Agenzia Servizi Informagiovani nell’ambito del programma della terza edizione di Youngle Context.

L’appuntamento, condotto da Daniela Marzana, psicologa, psicoterapeuta, ricercatrice di psicologia sociale e di comunità presso l’Università Cattolica di Milano, era rivolto in particolare a docenti, operatori di settore, amministratori e rappresentanti delle istituzioni, genitori, giovani ma anche ai cittadini interessati. Il Rapporto Giovani 2018, redatto dall’Istituto Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, fotografa il mondo giovanile, svelando aspettative, ansie e delusioni delle nuove generazioni italiane.

Alla base del Rapporto c’è l’intento di conoscere i giovani parlando direttamente con loro. L’obiettivo è fornire uno strumento che consenta di restituire una conoscenza solida dei cambiamenti in corso e del loro impatto sulla vite delle persone e delle famiglie, con particolare riferimento alla complessa realtà giovanile e alla transizione all’età adulta.

SINTESI RAPPORTO GIOVANI 2018

Dal Rapporto Giovani 2018 emerge come le nuove generazioni vogliano da un lato vagliare criticamente e valorizzare il patrimonio ricevuto ma desiderando dall’altro conquistare un ruolo da protagonisti. Ci sono certamente elementi di rassegnazione, disillusione e distacco, ma appare l’energia con la quale il 73,8% degli intervistati ritiene che sia ancora possibile impegnarsi in prima persona nella società. Essa si accompagna a quella maggioranza del 67,7% positivamente predisposta al cambiamento. Sotto la lente d’ingrandimento gli snodi principali della transizione alla vita adulta: il lavoro, l’autonomia e le scelte di vita a partire dalla scuola e dalla formazione. Il filo conduttore in questa edizione sono i valori, nella loro accezione più ampia: i valori in salute e quelli declinanti; i sistemi formativi e di orientamento; l’importanza delle soft skills; la domanda di rappresentanza e orientamento politico; la vita nella rete e i disvalori dell’hate speech; l’immigrazione e multiculturalismo; la coppia e la genitorialità; la fede e i valori religiosi.

Il tema dell’immigrazione fornisce significativi elementi per comprendere come gli under 35 si relazionino con le dinamiche sociali del nostro Paese. Oltre il 70% dei giovani intervistati ritiene che l’atteggiamento generale degli italiani nei confronti degli immigrati sia prevalentemente diffidente e ostile (si veda figura 1 sotto riportata). Nel confronto con la rilevazione del 2015 il dato si impenna: in quell’anno, infatti, la stessa percezione riguardava il 57%. È interessante anche notare come la gran parte dei rispondenti esprima comunque una opinione e come solo il 4,9% se ne astenga. Inoltre, in condizioni di scarsità di lavoro di cui soffrono soprattutto le nuove generazioni, i giovani tendono ad assumere un atteggiamento protezionistico: la maggioranza (soprattutto nelle classi sociali più deboli) ritiene che l’immigrazione dovrebbe essere gestita in modo da non entrare in competizione con le condizioni di lavoro di chi già è in Italia.

In particolare, più del 60% ritiene che i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione l’offerta di lavoro degli italiani prima di valutare quella degli immigrati (62,6%), a fronte del 37,4% che si dichiara in disaccordo con questa affermazione. Il timore della concorrenza lavorativa degli immigrati non risulta comunque più forte rispetto al prolungamento della permanenza dei lavoratori più anziani e alla crescente automazione nei processi produttivi. Esiste quindi una preoccupazione generale sull’impatto dei cambiamenti demografici, sociali e tecnologici rispetto alle opportunità di lavoro, che spinge i giovani con capitale umano più debole verso posizioni difensive. Inoltre, se si considera l’atteggiamento verso gli stranieri regolari presenti in Italia, si ottiene una valutazione largamente positiva (solo uno su tre pensa che la loro presenza peggiori la sicurezza e l’economia del paese).

La “vita nella rete” è un altro grande tema indagato dal Rapporto (Fig. 3). I giovani sono sempre connessi, ma in maniera autonoma e attenta, e con una chiara tendenza a rifiutare ogni forma di violenza e di odio. In particolare, rispetto alle cause del fenomeno hate speech, gli intervistati ritengono che l’odio in rete sia collegato, in qualche modo, alle tensioni che circolano all’interno della società. Lo afferma, infatti, (somma delle modalità «Molto d’accordo» e «Abbastanza d’accordo») il 61,2%. Le percentuali di accordo significativo sul fatto che esprimere l’odio in rete possa essere considerata una forma socialmente accettabile in cui incanalare l’espressione dell’odio e del risentimento sono molto basse (12,2%). Le percentuali si alzano lievemente quando si tratta di prendere posizione sul fatto che esprimere online atteggiamenti negativi verso l’altro possa in un certo senso sublimare la violenza sottraendola alla vita reale. Sono infatti d’accordo con questa affermazione il 19,9% dei giovani italiani. Questo non significa, però, che l’hate speech sarebbe, alla fine, «solo parole», quindi un fenomeno di cui non preoccuparsi affatto. Che si tratti di mero flatus vocis lo pensa solamente il 16,1% dei giovani italiani.

Dal Rapporto Giovani 2018 emerge, inoltre, la visione complessa e disomogenea dei giovani nei confronti della politica. Coloro che hanno espresso una vicinanza alta e convinta per almeno un partito sono il 35,1% del totale. Quelli che non si sentono così vicini ma esprimono un interesse potenziale per una forza politica sono il 24,2%. Mentre i disaffezionati, ovvero coloro che si sentono lontani da tutta l’offerta in campo sono il 40,7%. Nonostante l’attuale quadro poco incoraggiante, il 73,8 percento degli intervistati si dichiara convinto che sia ancora possibile impegnarsi in prima persona per cercare di far funzionare meglio le cose in Italia.

Il Rapporto mette anche a confronto i giovani italiani e i coetanei europei nel quadro delle aspirazioni professionali e come ritengano di poterle realizzare (fig. 4): sono i tedeschi (39,6%) e gli spagnoli (36,7%) a esprimere maggiori certezze su ciò che intendono realizzare nel loro futuro professionale, mentre si dichiarano certi del loro destino il 31,3% dei britannici, il 28,8% dei francesi e meno di 1 italiano su 4 (22,5%). Viceversa, i nostri giovani spiccano (40,7%) insieme a spagnoli (35,3%) e francesi (33,6%) tra quelli che dichiarano di avere sì delle aspirazioni professionali definite, ma non sanno se riusciranno a realizzarle. La compagine degli «indecisi tra alternative possibili», decisamente più ridotta, vede al primo posto gli inglesi (16,8%). Più preoccupante è il caso dei giovani disorientati, quelli che non hanno alcuna idea rispetto a un possibile percorso professionale o che non ci vogliono nemmeno pensare, che rappresentano insieme una quota consistente degli intervistati italiani (26,8%), francesi (25,4%) e britannici (23,4%).

Un altro aspetto messo in luce dall’indagine è il modo con cui i giovani si pongono di fronte all’esperienza religiosa e alla trascendenza, che sta subendo profonde trasformazioni. Viene rivelata, infatti, una sensibilità religiosa non spenta, ma attutita. Si è di fronte a un «fai da te» in cui prevale la ricerca di benessere e armonia interiore. L’oggettività di un’esperienza religiosa, che fa i conti con regole, gerarchie e riti viene rifiutata. Alla domanda «Lei crede a qualche tipo di religione o credo filosofico?», le risposte si raccolgono attorno a due opzioni: quella della religione cattolica (52,7%) e quella di chi dichiara di non credere a nessuna religione (23%) (Tab. 1). Anche la frequenza ai riti conferma la distanza dei giovani dall’esperienza religiosa: coloro che dichiarano di frequentare la Chiesa una volta a settimana sono l’11,7%. Il 53,8% è costituito da frequentatori occasionali: il 20,2% partecipa a una funzione religiosa qualche volta l’anno oppure in particolari circostanze. Il 25,1% non partecipa mai.

 

 

L’ISTITUTO GIUSEPPE TONIOLO DI STUDI SUPERIORI

L’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori è l’Ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha per scopo la formazione, la promozione, lo sviluppo della ricerca in ogni disciplina e la diffusione della cultura di ispirazione cristiana. Riserva un’attenzione particolare ai giovani, contribuendo a sostenere anche economicamente il percorso formativo di studenti e ricercatori meritevoli. Ha promosso, in collaborazione con l’Università Cattolica e con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo, il Rapporto Giovani, base per un Osservatorio permanente sulle nuove generazioni in Italia (www.istitutotoniolo.it).