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Sarà presentato il 6 aprile in Camera di Commercio il libro sull’opera di Gianmaria Potenza nella Cattedrale di Cremona

La Fondazione Potenza Tamini, in collaborazione con la Diocesi di Cremona e l’editrice Chiesa Oggi, presenteranno ufficialmente il libro “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona”. Il volume è curato da Valeria Loddo e, attraverso le fotografie di Paolo Mazzini, racconta l’opera realizzata da Gianmaria Potenza per la Cattedrale di Cremona, nel contesto dell’adeguamento liturgico del presbiterio completato nel 2022.

L’evento si terrà sabato 6 aprile 2024, alle ore 11, presso la Sala Maffei della Camera di Commercio, in Piazza Stradivari a Cremona.

Durante la presentazione, moderata da Valeria Loddo, interverranno gli autori dei testi contenuti nel libro con il Vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni, l’artista Gianmaria Potenza, il Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali e l’edilizia di culto della Diocesi di Cremona don Gianluca Gaiardi e Caterina Parrello, direttore editoriale di CHIESA OGGI per i saluti istituzionali.

L’evento sarà un’occasione unica per incontrare gli autori, discutere dell’importanza dell’arte contemporanea nei contesti storici e ottenere una copia autografata del libro.

Il volume “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona” offre uno sguardo inedito alle opere dell’artista veneziano Gianmaria Potenza per la Cattedrale di Cremona, in un viaggio di bellezza e un invito a visitarne i nuovi arredi sacri.

Nel 2022, il Duomo di Santa Maria Assunta è stato oggetto di un adeguamento liturgico del presbiterio, che ha sollevato la complessa questione degli interventi contemporanei in contesti storici, richiedendo una riflessione approfondita sulla tutela e conservazione.

Nelle pagine del libro la storica dell’arte Francesca Flores D’Arcais ben inquadra le circostanze in cui nascono i nuovi arredi sacri di Potenza e che hanno richiesto un articolato e proficuo lavoro di squadra tra i progettisti e la committenza.
I testi del Vescovo Antonio Napolioni, di don Gianluca Gaiardi e della professoressa Carla Zito aiutano quindi a leggere le nuove opere come coerente aggiunta dettata dal tempo e dalla storia, a dimostrazione di come l’arte contemporanea abbia risorse espressive e mezzi formali per comunicare spiritualità.

La presentazione del libro “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona” è parte del calendario di attività della Fondazione Potenza Tamini, nuova realtà veneziana dedicata all’arte del maestro Gianmaria Potenza e al sostegno a giovani talenti creativi.

Sarà inoltre occasione per presentare un nuovo progetto espositivo, il primo sostenuto dalla Fondazione Potenza Tamini e realizzato grazie alla collaborazione con i Musei della Diocesi di Cremona e il mensile digitale Riflessi Magazine, che porterà nei prossimi mesi all’allestimento di una suggestiva mostra fotografica che offrirà una prospettiva inedita e innovativa sui luoghi d’arte della città di Cremona all’interno delle sale del Museo Diocesano.




Il 14 aprile il Polifonico in “Concerto per il Tempo Pasquale”

Torna a Cremona, il prossimo 14 aprile, alle 21, l’ormai tradizionale “Concerto per il Tempo Pasquale” del Coro Polifonico Cremonese. Due opere di Mozart, composte in età adolescenziale, risuoneranno nella chiesa cittadina di Sant’Ilario. La Missa solemnis in Do minore KV 139 – già conosciuta come“Waisenhausmesse” – e il Te Deum laudamus KV 141 saranno eseguite dal Coro Polifonico Cremonese, diretto ormai da più di vent’anni dal maestro Federico Mantovani, e accompagnato per l’occasione dall’orchestra Magma Musica.

Il concerto vedrà inoltre l’interpretazione canora di quattro voci soliste: il soprano Federica Zanello, il contralto Nadya Petrenko, il tenore Cosimo Vassallo e il basso Marco Granata.

L’evento, che sarà a ingresso libero e gratuito, è organizzato dall’Associazione culturale Coro Polifonico Cremonese, in sinergia con la Fondazione Arvedi-Buschini e con il patrocinio del Comune di Cremona.

 

Il Coro

Il Coro Polifonico Cremonese inizia la sua attività nel 1968 sotto la direzione di don Dante Caifa. Con lui studia la grande polifonia rinascimentale e barocca, dagli autori più celebri (Monteverdi, Palestrina, Victoria) ad altri a quel tempo meno noti (Ingegneri, Barera, Viadana) e ne promuove la conoscenza anche in piccoli e piccolissimi centri della provincia di Cremona e province limitrofe.

Dal 1993 al 2003 assume la direzione il maestro Raùl Domínguez, le cui scelte artistiche, mentre riprendono la linea tradizionale della polifonia (Lasso, Monteverdi, Gabrieli, Palestrina) aprono al Coro anche nuove prospettive con l’accostamento ad autori dell’Ottocento e del Novecento (Brahms, Bruckner, Poulenc, Stravinsky, Britten, Janàcek).

Dal 2003 il direttore artistico e musicale è il maestro Federico Mantovani, compositore di opere musicali di grande respiro (Cantate sacre e Oratori per soli, coro, voce /voci recitanti e orchestra). Questa peculiarità permette di vivere un’esperienza singolare e coinvolgente sia agli esecutori che agli ascoltatori.

Con il Maestro Federico Mantovani l’attività si svolge in diverse direzioni, come l’esecuzione di importanti opere sinfonico-corali sia del passato che contemporanee, la partecipazione a eventi concertistici di carattere nazionale e internazionale, e l’organizzazione di iniziative volte a collocare le manifestazioni musicali in un contesto culturale più ampio, con incontri di approfondimento di carattere letterario, storico, artistico.

 




La ricerca in Africa di Dio, sabato 13 aprile al Centro pastorale diocesano

Nell’ambito della mostra di disegni dei ragazzi della II A del Liceo artistico IISS Stradivari di Cremona, sabato 13 aprile alle 15.30 presso il Centro pastorale diocesano di Cremona sarà presentato il libro “La ricerca in Africa di Dio” di Michele La Rosa che gli studenti hanno illustrato.

Sarà un’esperienza che offrirà vari livelli di lettura, in quanto l’autore descriverà le immagini create dagli studenti per il suo libro, abbinandole ai contenuti del testo con un’analisi attenta e sensibile, valorizzata anche dalla scelta di alcuni brani musicali, dedicati al lavoro di ogni studente.

In occasione dell’incontro vi saranno anche le premiazioni degli allievi alla presenza delle autorità.

Dopo la presentazione sarà possibile visitare la mostra di tutti i lavori originali creati dagli studenti della classe 2A del Liceo Artistico Stradivari. Il lavoro didattico e la mostra sono a cura dei docenti di Gianna Paola Machiavelli (Discipline grafico-pittoriche) e Antonio Ariberti (Religione Cattolica).

La mostra poi sarà visitabile anche nei giorni successivi.

Locandina dell’iniziativa

 

L’autore del libro

Michele La Rosa (Cremona, 1975) è perito capotecnico in Automazione e Informatica Industriale, laureato in Scienze Religiose all’ISSR di Bergamo, diplomato e certificato Cisco CCNP Enterprise presso il training center Europa Networking di Bergamo e Milano. Impegnato da alcuni anni negli studi rosminiani su tematiche filosofiche e teologiche in relazione a problematiche scientifico-tecnologiche, attualmente lavora come network engineer presso il data center della Zucchetti Spa. Negli anni ha svolto varie attività di volontariato internazionale sia laico che religioso. Nel 2024 ha pubblicato, tramite Europa Edizioni, il libro La ricerca in Africa di Dio. In ascolto della voce dell’Altissimo, in ascolto della voce dei poveri.




Presentato il volume “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona”: l’adeguamento liturgico raccontato nelle foto di Paolo Mazzini

«Questo volume è una finestra, un canto che racconta l’ultimo degli artisti che con trepidazione ha messo mano alla nostra Cattedrale». Sono le parole con cui il vescovo Antonio Napolioni ha aperto, presso la sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona, nella mattinata di sabato 6 aprile, l’evento di presentazione del libro “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona”. Il volume è edito dalla Fondazione Potenza Tamini, in collaborazione con la Diocesi di Cremona e l’editrice Chiesa Oggi e racconta, attraverso le fotografie di Paolo Mazzini, l’opera realizzata dall’artista veneziano finalizzata all’adeguamento liturgico del presbiterio del duomo di Cremona.

Per l’occasione, la neonata Fondazione (ideata nell’agosto 2023) ha reso noto, attraverso la sua direttrice artistica, nonché curatrice del volume, Valeria Loddo, di voler appoggiare «giovani geni creativi attraverso progetti, il primo dei quali si concretizzerà nella mostra fotografica “Tratti. Profili d’arte”, la cui inaugurazione avverrà il 6 giugno presso il Museo diocesano». L’esposizione farà viaggiare i visitatori attraverso alcuni luoghi d’arte a Cremona, mostrandone il fascino grazie agli scatti di Paolo Mazzini che ha conquistato la stima del maestro Potenza e del suo staff.

Durante la presentazione del linro in sala Maffei, durante l’evento, un maxi schermo ha continuato a proiettare scorci della mensa del Duomo di Cremona, particolari della cattedra e dell’altare, frammenti di un’opera «che parla il linguaggio dell’astratto» – ha spiegato don Gaiardi – e che nasce dalla luce.

«Sono stato con mia figlia in Duomo e ho notato la luce – ha detto il maestro Potenza – così particolare da doverci tornare ancora alla sera per guardarla». Ed è infatti «basandosi su una ricerca sulla luce – ha chiarito Loddo – che il maestro ha operato. È la luce il principio ispiratore degli arredi sacri». Quella luce naturale che filtra dal rosone e che «è riverberata, come riflessa sull’acqua di Venezia» patria dell’autore, ha spiegato Loddo. Luce che poi «è un messaggio cristologico», conferma Napolioni. E che le foto di Mazzini sviscera e fa filtrare dai grafemi incisi sul bronzo e sulla pietra sia dell’altare, che dell’ambone come della cattedra e del porta cero pasquale.

Luce dunque protagonista di questi arredi sui quali si sono soffermati gli interventi prima del vescovo Napolioni poi di Caterina Parrello, direttrice di Chiesa Oggi, di don Gianluca Gaiairdi, direttore del Museo diocesano di Cremona, quindi di Valeria Loddo, curatrice del libro, e infine dell’architetto Carla Zito, che ha parlato a nome del team vincitore del concorso indetto dalla Cei nel 2018 per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Cremona.

Infatti l’opera di Potenza nasce da un progetto complesso che è partito dal voler «metterci in ascolto di una storia che ci ha preceduto – ha dichiarato il vescovo – per poi osare generare». Una vicenda che ha preso le mosse da riflessioni del 2016 con l’allora vescovo Enrico Assi – come ha ricordato Gaiardi – ma che ha preso forma nel 2018/2020 quando «Cremona con il concorso della Cei per l’adeguamento liturgico delle cattedrali – ha spiegato Parrello – è divenuta il primo progetto pilota per procedura concorsuale, ma anche per realizzazione dell’intervento nel quale si mira a integrare con un linguaggio contemporaneo una chiesa che non è solo architettura religiosa ma anche civile». Nel rispetto dell’esistente si è «lasciato un segno del cammino culturale» in una chiesa che custodisce una stratificazione storica importante dal Romanico fino all’oggi. Tante le tematiche affrontate e che il team, con a capo l’architetto Massimiliano Valdinoci (presente in camera di commercio), seguito dal liturgista Goffredo Boselli e dalla consulente Francesca Flores D’Arcais, ha superato in nome di due concetti “Prossimità e distinzione” ben illustrati dall’architetto Zito.

L’arte contemporanea dunque, con gli arredi sacri della Cattedrale, vuol dimostrare di saper comunicare spiritualità e di farlo attraverso «un nuovo alfabeto – ha chiarito don Gianluca Gaiardi – fatto di grafemi astratti. La cattedrale già racconta tutto con il suo apparato decorativo, il linguaggio astratto alza lo sguardo, astrae appunto», avvicina a quei concetti impronunciabili che sono il Mistero. L’opera di Potenza, letta così, è un segno lasciato dai contemporanei per dire la loro fede con un linguaggio diverso, che il volume appena edito sa ben raccontare, già dalla copertina che a livello tattile fa toccare con mano i disegni di luce sul bronzo.




Per le Giornate Fai di Primavera straordinaria apertura dell’ex Circolo Zaccaria e del Collegio della Beata Vergine

Il weekend del 23 e 24 marzo 2024 tornano le Giornate FAI di Primavera per raccontare alcuni luoghi cremonesi poco noti e normalmente non aperti al pubblico. Si tratta di un’edizione con tante novità a cominciare dalla straordinaria apertura del Collegio della Beata Vergine, nel cuore del centro storico e con la possibilità di accedere eccezionalmente alla chiesa interna in cui sono custoditi dipinti di grande interesse. In corso Garibaldi si potrà accedere all’Ex Circolo Zaccaria, visitando la grande sala cinematografica dell’ex teatro e gli spazi contigui (scala e cortili), nonché il cinquecentesco Tempietto del Cristo Risorto in piazza S. Luca.

Ma non sono queste le uniche proposte per la città di Cremona, dove per la prima volta sarà visitabile anche Palazzo Ripari Mori, antica dimora nobiliare nota per essere stata acquisita nel Novecento dall’ingegner Nino Mori, il principale artefice dei progetti di riforma della città nel Ventennio, tra cui la galleria XXV Aprile.  Infine in via Palestro saranno aperte le porte di Palazzo Barbò Meroni, consentendo ai visitatori di scoprire riforme architettoniche e decorazioni databili tra XVI e XIX secolo e il giardino con la grotta, dove furono proiettate pellicole quando il cortile fungeva da cinema all’aperto cittadino.

 

COLLEGIO BEATA VERGINE

Foto Davide bruneri

Il Collegio femminile della Beata Vergine, istituzione religiosa nata nel XVII secolo in pieno centro a Cremona, si colloca nelle immediate vicinanze del “sito dei Gesuiti”, composto dalla chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, il Collegio e le Scuole, tra via Felice Cavallotti e via Ponchielli. Il collegio gesuitico, che ancora oggi ospita una struttura per l’educazione scolastica, ebbe la sua origine in Cremona intorno al 1610 e dal 1618 trova sede nell’edificio che ancora oggi ospita l’istituzione.

La fabbrica è impostata per consentire la convivenza tra la destinazione scolastica e la residenza della comunità religiosa e ingloba ulteriori fabbriche fino ad occupare un intero isolato: il palazzo ex Ala, la chiesa di S. Cristoforo, una torre medioevale sono oggi inglobati nel complesso.

A differenza del vicino collegio maschile, l’impianto architettonico della fabbrica si sviluppa intorno a una corte centrale, in cui le funzioni risultavano suddivise nelle diverse maniche con gli spazi accessibili a visitatori “esterni” accessibili direttamente dalla strada, scuole e parlatori nei pressi dell’ingresso lungo via Cavallotti e la chiesa esterna sul lato opposto.

L’edificio, che deriva dall’annessione al primo edificio acquistato nei pressi della chiesa gesuitica dell’adiacente palazzo della famiglia Ala, consente di apprezzare i caratteri costruttivi delle diverse fasi: soffitti lignei ornati di epoca seicentesca, lo scalone di gusto barocchetto nell’ex palazzo della famiglia Ala, una stratificazione di volte, intonaci dipinti, serramenti, pavimenti rari e di pregevole valore.

L’apertura durante le Giornate Fai permetterà di visitare alcuni saloni e lo scalone del palazzo della famiglia Ala, con stucchi e decorazioni del XVIII secolo, e un antico orologio a pendolo del 1750. Nella parte del Collegio saranno aperti la chiesa, con tele dipinte di grande interesse, la sagrestia lignea, e alcuni ambienti affacciati sui lunghi corridoi.

Le viste al Collegio Beata Vergine (via Felice Cavallotti 25) sarà sabato dalle 9 alle 12 (ultimo ingresso alle 11:40) e nel pomeriggio dalle 14 alle 18:30 (ultimo ingresso 18). Con gli stessi orari anche l’apertura domenica, solo al pomeriggio. Le visite hanno una durata di 40 minuti circa con partenza ogni 20 minuti.

 

EX CIRCOLO ZACCARIA E TEMPIETTO DEL CRISTO RISORTO

Foto Davide Bruneri

All’interno del complesso conventuale dei padri Barnabiti di San Luca, nel 1909 fu istituito il Circolo Zaccaria in continuità con il programma dell’oratorio fondato fin dal 1882, in seguito il ritorno dei padri a Cremona per volere del vescovo Bonomelli. La nascita del Circolo è coeva alla fondazione di altri circoli giovanili cittadini a opera dei giovani cattolici che lasceranno una significativa eredità culturale per le generazioni a venire. Tra le attività sviluppate dal circolo merita risalto quella legata alle rappresentazioni teatrali portate in scena dagli “zaccarini” fino agli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, poi sostituite dalle rappresentazioni cinematografiche.

All’interno del Circolo si trova dunque una sala teatrale e cinematografica, un grande ambiente in cui sin dal 1914-1915 i frequentatori potevano assistere agli spettacoli inizialmente sceneggiati dagli stessi Padri Barnabiti. Le fonti menzionano di spettacoli cinematografici a partire dal 1919, ma è dal 1926 che è proposta una vera e propria programmazione. L’impianto sonoro è inaugurato nel 1942 e, per consentire la programmazione durante i mesi estivi, la proiezione dei film è organizzata sotto il porticato.

Dalla piazza antistante la chiesa di San Luca, tramite una porta a destra dell’edificio ecclesiastico, è possibile accedere ad un androne voltato che introduce nel porticato a cui si è accennato e quindi al cortile da cui, tramite uno scalone esterno, è possibile raggiungere la sala cinematografica, collocata al primo piano dell’edificio. La sala adibita agli spettacoli si presenta come un grande ambiente scarsamente illuminato ma assai suggestivo, grazie anche alla copertura con struttura in ferro.

Proprio in occasione delle Giornate FAI sarà possibile visitare la grande sala cinematografica dell’ex teatro del Circolo Zaccaria e gli spazi contigui (scala e cortili), nonché il cinquecentesco Oratorio del Cristo Risorto in piazza S. Luca. Sono due ambienti diversi tra loro, parte di una storia secolare e pluristratificata che rispondono alle esigenze liturgico-devozionali e ludico-ricreative dei cittadini cremonesi. Sono entrambi ambienti chiusi al pubblico da molti anni ma ancora parte della memoria collettiva cittadina.

Le visite, con una durata di 35 minuti circa e partenza ogni 20 minuti, sia sabato che domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.40).

 

Giornate FAI di Primavera

Tutte le aperture sono senza prenotazione e ai partecipanti sarà suggerito un contributo di partecipazione a partire da 3 euro e la possibilità di iscriversi al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in modo da supportare la Fondazione nella gestione e nell’apertura al pubblico dei suoi beni. Le Giornate FAI di Primavera, infatti, sono la manifestazione di punta del FAI e sono finalizzate a stimolare la collettività alla conoscenza del patrimonio culturale italiano (e della sua fragilità) e, attraverso la raccolta fondi, a chiedere il supporto di tutti in modo da proseguire la costante attività di tutela e valorizzazione che, dal 1975, ha consentito alla Fondazione di sottrarre al degrado luoghi importantissimi come il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento o il Bosco di San Francesco ad Assisi, consentendone la pubblica fruizione.

Per la realizzazione dell’iniziativa il Fai ringrazia Comune di Cremona, Diocesi di Cremona, Parrocchia di San Luca e comunità dei Barnabiti, Famiglia Meroni, Famiglia Mori, Protezione civile, Liceo Ginnasio Statale “D. Manin”, I.I.S. “Arcangelo Ghisleri”.

Per qualsiasi informazione scrivere a cremona@delegazionefai.fondoambiente.it.




È online “Fede”, la nuova edizione di Riflessi Magazine

Coincide con l’arrivo della Pasqua l’uscita della nuova edizione del mensile digitale diocesano Riflessi Magazine. Il tema scelto dalla redazione per l’uscita di questo mese è «Fede».

Un anello al dito, un sogno da inseguire, i colori di una bandiera, la fedeltà a una vocazione, la gratuità di un servizio, il coraggio di dire “per sempre”. Tante le voci, le storie e i punti di vista su un aspetto tanto essenziale quanto complesso della quotidianità di ciascuno. «Pensiamo che la fede sia solo una questione di chi crede che dopo la morte ci sia una vita eterna ad aspettarci», scrive Diletta Pasetti nella rubrica Parole raccolte. «Mi pare piuttosto – invita a riflettere – che ogni giorno in cui apriamo gli occhi a qualcosa crediamo sempre. Perché dobbiamo, perché vogliamo. Gli atti di fede hanno a che fare con la fiducia e la speranza». Tra le pagine del nuovo mensile anche un reportage tra scuole, oratori e campi sportivi: «Abbiamo chiesto ai nostri ragazzi “che cos’è la fede”. Risposte incerte, la sensazione di qualcosa che scalda il cuore; sono le domande tenerla viva. Pronti alla meraviglia».

Alla vigilia della Pasqua, Riflessi esce con un numero intenso, carico di domande. «Non è “credere alle favole”, piuttosto riconoscere il limite, essere disposti a cambiare lo sguardo pronti sempre a sperare in qualcosa o qualcuno che dia senso alla realtà tutta intera – vittorie e sconfitte, carezze e tradimenti – che salvi persino questo mondo contorto, persino dalla morte».

SFOGLIA QUI LA NUOVA EDIZIONE




“Voce dei senza voce”, il 23 marzo ad Acquanegra Cremonese riflessione animata su Oscar Romero

In occasione del 44° anniversario del martirio del santo salvadoregno Oscar Romero, il circolo Acli di Cremona a lui dedicato, unitamente alla corale della parrocchia del Maristella e a alcuni giovani sensibili, sabato 23 marzo alle ore 21 presso la sala civica del Comune di Acquanegra Cremonese (via delle Arti 5) sarà riproposta  la riflessione animata sulla sua vita, dal titolo “Voce dei senza voce”.

In questo modo si desidera dimostrare l’attualità della sua testimonianza: egli venne ucciso durante la celebrazione dell’Eucaristia, il 24 marzo 1980, in San Salvador, per aver difeso, in nome del Vangelo e della Dottrina sociale della chiesa, i diritti dei poveri e scartati del suo tempo.

Così ha detto di lui Papa Francesco il 15 ottobre 2018 rivolgendosi ai pellegrini di El Salvador, convenuti a Roma per la canonizzazione del vescovo martire, avvenuta il giorno prima:

»Il messaggio di san Óscar Romero è rivolto a tutti, senza eccezioni, grandi e piccoli, a tutti. Mi ha colpito l’ingresso di una nonna di novant’anni che gridava e applaudiva come se ne avesse quindici. La forza della fede è la forza del Popolo di Dio. Lui, Óscar Romero, ripeteva con forza che ogni cattolico deve essere un martire, perché martire vuol dire testimone, ossia testimone del messaggio di Dio agli uomini (cfr. Omelia nella I Domenica di Avvento, 27 novembre 1977). Dio vuole rendersi presente nella nostra vita e ci chiama ad annunciare il suo messaggio di libertà a tutta l’umanità. Solo in Lui possiamo essere liberi: liberi dal peccato, dal male, liberi dall’odio nei nostri cuori – lui è stato vittima dell’odio –, totalmente liberi per amare e accogliere il Signore e i fratelli. Una vera libertà già sulla terra, che passa per la preoccupazione per l’uomo concreto al fine di risvegliare in ogni cuore la speranza della salvezza».

Ricordare san Oscar Romero significa tener viva la memoria della sua profonda fede, della sua dedizione totale al popolo di Dio, per costruire il regno della fraternità, della giustizia e della pace, dentro le realtà disumane della storia.




Il 20 marzo l’inaugurazione del nuovo planetario nel Torrazzo

Una novità per Cremona, che riguarda ancora una volta le bellezze della città. Protagonista il Museo verticale del Torrazzo, presso il quale sarà allestito il nuovo Planetario, che sarà inaugurato mercoledì 20 marzo alle 21.

Si arricchisce l’offerta culturale, turistica e didattica del polo museale della diocesi di Cremona. Mercoledì 20 marzo sarà infatti inaugurato il nuovo planetario all’interno del Museo Verticale del Torrazzo. In una data significativa – un equinozio di primavera reso speciale dall’attesa della cosiddetta “Superluna” – alle 21 sarà inaugurato il progetto promosso dal Museo Verticale del Torrazzo in collaborazione con l’Associazone Astrofili cremonesi e con il finanziamento della Fondazione Comunitaria della città di Cremona. Durante la serata si potrà assistere alla prima proiezione ufficiale della volta celeste e delle sue meraviglie sulla calotta del planetario e grazie agli astrofili sarà possibile un’osservazione speciale della luna piena dal terrazzo della Bertazzola.




A Rivolta d’Adda eseguita la prima della cantata composta per sant’Alberto Quadrelli

Un omaggio al patrono attraverso la musica. In occasione delle celebrazioni per l’850° anniversario della morte di sant’Alberto Quadrelli la basilica di Santa Maria e San Sigismondo, a Rivolta d’Adda, ha ospitato, nella serata di domenica 17 marzo, la prima esecuzione assoluta di “Riparatore di brecce, sarai chiamato”, cantata per soli, coro e quartetto di fiati appositamente commissionata per il Giubileo del patrono di Rivolta dal parroco mons. Dennis Feudatari, curatore dei testi di quest’opera che ha avuto lo scopo di mettere in musica la vita del santo, già parroco di Rivolta e poi vescovo di Lodi nel XII secolo, con brani attinti dalla Sacra Scrittura (con particolare riferimento al Libro dei Salmi e all’Apocalisse di san Giovanni) cui si aggiungono testi originali di nuovi inni e il solenne Te Deum conclusivo.

«La composizione di Rampi – ha commentato il maestro rivoltano Ivan Losio, musicista e presidente della consulta rivoltana della cultura – ha emozionato per la costante adesione della musica al significato del testo, per il linguaggio musicale ricercato nella linea melodica, per il sostegno armonico, per la componente contrappuntistica e per la pluralità di forme e stili, tanto nei passi solistici quanto soprattutto nei multiformi interventi del coro, con un efficace sostegno e contrappunto strumentale dei fiati e dell’organo».

La compagine esecutiva, diretta da Rampi stesso, era composta da un coro di una settantina di elementi provenienti dai coro Sicardo di Cremona e Santa Cecilia di Concorezzo, dalla soprano Marina Morelli, dal tenore Davide Pagliari e dal basso Francesco Spadari come solisti, da un coro favorito e da un ottetto di fiati.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Diocesi di Cremona e del Comune di Rivolta d’Adda, e la collaborazione operativa della Consulta della Cultura del Comune rivoltano. Il vescovo Antonio Napolioni, impossibilitato a essere presente, ha inviato i suoi saluti e i suoi complimenti per questa iniziativa.

Nell’introdurre la serata, Ivan Losio ha parlato di «Fortunata occasione per assistere ad un importante incontro tra sapienza e bellezza».

«Commissionando quest’opera – ha affermato mons. Feudatari al termine della Cantata – abbiamo pensato di creare l’occasione per produrre nuova musica che rimanga quale patrimonio per la comunità ed arricchisca la memoria e l’affetto per il nostro Santo patrono. E questo è stato reso possibile grazie alla disponibilità e alla straordinaria maestria di Fulvio Rampi». E il parroco ha proseguito: «Solitamente per celebrare una ricorrenza si fa ricorso a un repertorio importante e già esistente. In questo caso, e mi stava a cuore farlo, la musica è stata commissionata, come si faceva un tempo, e per un cristiano è importante sentire la parola di Dio espressa in una vicenda umana. Il risultato, quindi, è stato più che soddisfacente, così come la presenza in basilica».

Il prossimo appuntamento nel calendario di celebrazioni in onore di sant’Alberto Quadrelli è per domenica 19 maggio, alle 21 in oratorio, con una conferenza pubblica tenuta da don Luca Girello, professore di Patristica presso la Facoltà teologica di Lugano.




Rivolta d’Adda, il 17 marzo nella parrocchiale la prima della Cantata per sant’Alberto Quadrelli

Una prima esecuzione assoluta in onore di sant’Alberto Quadrelli, vissuto nel XII secolo, prima parroco di Rivolta, di cui è patrono, poi vescovo di Lodi. Si terrà domenica 17 marzo, alle 21, nella basilica di Santa Maria e San Sigismondo, la Cantata per soli, coro ed orchestra dal titolo “Riparatore di brecce, sarai chiamato”, composta dal maestro cremonese Fulvio Rampi su testo curato da monsignor Dennis Feudatari, parroco di Rivolta d’Adda. Si tratta di un’opera appositamente commissionata dalla Parrocchia in occasione delle celebrazioni per l’850° anniversario della morte di sant’Alberto Quadrelli, che ne esalta le virtù attingendo alle Sacre Scritture e alla liturgia. La presentazione alla stampa è avvenuta martedì 5 marzo nella sala Giunta del Comune.

«Proseguono le celebrazioni per l’850° anniversario della salita al cielo di aant’Alberto che sono iniziate lo scorso anno – ha detto la vicesindaco Marianna Patrini – e che si concluderanno all’inizio di luglio. Questo coinvolgimento attorno al programma evidenzia l’importanza che Rivolta vuole restituire al suo patrono».

Diocesi di Cremona, Comune e Consulta della cultura di Rivolta d’Adda patrocinano l’evento.

«Con l’aiuto del maestro Ivan Losio (musicista, direttore di coro e presidente della Consulta comunale della cultura), il coinvolgimento in precedenza dell’ex vicario don Michele Martinelli e in parte dell’attuale vicario don Francesco Gandioli – ha spiegato mons. Dennis Feudatari – continuiamo con le attività culturali pensate per l’850° dalla nascita al cielo di sant’Alberto aprendo quelle di quest’anno con la musica (com’era stato anche nel 2023) della Cantata che ho commissionato al maestro Rampi». E prosegue: «Per la sera del 19 maggio abbiamo invece in previsione una conferenza in oratorio, dal titolo “Dal simbolico al narrativo, dal mistero contemplato al mistero narrato. Passaggi teologici, liturgici ed artistici fra X e XII secolo” con don Luca Girello, docente di Patristica presso la facoltà teologica di Lugano, in veste di relatore. Concluderanno il programma le celebrazioni liturgiche che seguiranno un apposito calendario dal 3 all’8 luglio. In quest’ambito, la sera del 4 luglio, alle 21, in basilica, il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti celebrerà la Messa solenne».

Sulla Cantata si è soffermato Ivan Losio precisando che i solisti saranno un tenore, un soprano e un basso, mentre la parte corale sarà a cura di un coro favorito di sei cantori e di un coro formato da una sessantina di elementi appartenenti alle formazioni “Sicardo” di Cremona e “Santa Cecilia” di Concorezzo. In totale saranno quarantacinque i brani proposti, fra parti corali, recitative, arie solistiche e intermezzi strumentali. Dirigerà lo stesso Fulvio Rampi.

Per il sindaco del borgo rivierasco Giovanni Sgroi «Questa è una grandissima dimostrazione di una comunità capace d’integrare chiesa, amministrazione e cultura attorno ad un evento storicamente importante, ricamato da un’opera alla prima esecuzione in assoluto».