Conclusione del Tempo del Creato, due iniziative nel Mantovano con le associazioni del territorio

Doppio appuntamento, a conclusione del Tempo del Creato, con gli eventi promossi dall’associazione Comunità Laudato si’ Oglio Po, Slow Food (condotte di Mantova ed Oglio Po) e Tavola della Pace, con la collaborazione del Distretto Bio Casalasco Viadanese, Noi Ambiente Salute e la cooperativa di commercio equo e solidale Nonsolonoi.

Teatro del primo evento sarà l’ecomuseo “Terre d’Acqua” di San Matteo delle Chiaviche presso il quale si svolgerà domenica 2 ottobre, a partire dalle 17, il 7° evento della rassegna “Il Pianeta Divorato” promosso da Slow Food, con la visita preliminare all’impianto idrovoro. Dalle ore 18.30 nel salone dell’ecomuseo dialogo a quattro tra Maria Grazia Mammuccini (presidente Federbio), Barbara Nappini (presidente nazionale Slow Food), una rappresentante della Comunità Laudato si’ Oglio Po e una rappresentante di Fridays for Future (Erica Innisi). Al centro dell’incontro il tema “L’agricoltura dopo i tragici eventi che ci stanno portando a sfiorare la Terza guerra mondiale”. Il dialogo verterà sui vari aspetti dello scenario che stravolge l’agricoltura, sia a seguito dei cambiamenti climatici sempre più incombenti che del conflitto in corso, con le conseguenze sulla produzione del cibo, sul problema dell’acqua (in termini di quantità e qualità) e sulle dinamiche di produzione dell’energia tramite tecnologie che investono il settore primario. Le relatrici saranno a disposizione per le domande del pubblico e per analizzare, ciascuna sulla base della propria specializzazione ed esperienza, le implicazioni e le ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini di tutti questi elementi, cercando soluzioni e confrontando proposte. Alle ore 20, per chi volesse, è possibile cenare nei locali della sala macchine dell’antica centrale termoelettrica con il menu Slow Food predisposto per l’occasione: prenotazioni e informazioni al 349–1296429 (Luigi).

Martedì 4 ottobre, in occasione della festa di San Francesco d’Assisi che segna il termine del Tempo del Creato, sarà il presidente di Altromercato, Alessandro Franceschini, autore del libro “Consumi o scegli? Il potere della sostenibilità per cambiare l’economia” a condurre l’incontro sul ruolo che i cittadini possono rivestire nel decidere se essere solo “consumatori” o “consumAttori”, nel senso di voler acquisire maggiore consapevolezza sui retroscena del commercio globale, per contribuire a dirigere le sorti dell’economia in una direzione più etica, attraverso il “voto” con il portafoglio e l’educazione al “consumo critico”. L’incontro sarà preceduto da un breve momento di preghiera e riflessione sul tema della Giornata del Creato guidato da don Umberto Zanaboni a partire dalle ore 18, presso l’auditorium della Cooperativa Palm P&W a Buzzoletto di Viadana. L’evento si concluderà con un momento conviviale con prodotti del territorio e proposte del commercio equo e solidale.




Azione Cattolica, dopo la ricca estate il 25 settembre la presentazione del nuovo anno associativo

Il tema che accompagnerà l’anno associativo dell’Azione cattolica è “Andate dunque!”. Ripensando ai mesi passati si può dire che in realtà l’Ac non si sia mai fermata.

I primi a partire durante l’estate sono stati circa 80 giovanissimi. La settimana dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle superiori si è svolta a Gromo dal 31 luglio al 7 agosto e sono state giornate in cui ci si è guardati, ascoltati, parlati, si sono rivisti amici importanti e ne si sono scoperti altrettanti, si è stati vicini, insieme. Il titolo del campo è stato “Domani è già qui” e si è prestata particolare attenzione al futuro. In un mondo in cui le previsioni sul futuro sono le più disparate, gli educatori hanno cercato di pensare a come vivono il futuro i ragazzi, convinti che non ci fosse un modo giusto o sbagliato, ma credendo che riflettere sui propri pensieri e i propri sguardi sia un buon modo per affrontare ciò che si vive. “Cosa pensate del futuro?”, “Come guardate il vostro futuro?”, “Cosa ci deve essere nel vostro futuro?” sono le provocazioni che sono state lanciate ai ragazzi, vogliosi di percorrere una settimana di attività, giochi, gite, che permettessero di vivere una settimana di grande condivisione. Pensando al futuro, si è parlato della paura che può bloccare, sapendo però che si può lavorare sul prendere consapevolezza di queste paure, riconoscendole, accettandole. Dall’altro lato si è riusciti a sperimentare un’altra lente con cui si può guardare ciò che ci sta attorno e ciò che ci si aspetta, la creatività: riuscire a cambiare prospettiva, trovare una soluzione vedendo ciò che si para davanti agli occhi di tutti sotto una luce diversa, è uno dei modi che permette di vivere, liberi nel proprio modo originale di esprimersi.

Dal 7 al 14 agosto un centinaio di bambini e ragazzi dell’Acr hanno partecipato al campo a loro dedicato a Serrada di Folgaria. Il tema del campo è stato “Una grande discendenza”. Durante questi giorni i ragazzi, divisi nei diversi gruppi d’età e accompagnati dagli educatori, da don Daniele Rossi e dal seminarista Alessandro Galluzzi, hanno ripercorso le gesta di Abramo. Proprio quest’ultimo è stato il fulcro delle attività svolte durante la mattina. Gli educatori, attraverso attività dinamiche, giochi e riflessioni, hanno trasmesso ai ragazzi il legame tra i passi della Genesi, il cui protagonista è Abramo stesso, e le quattro parole chiave scelte: accoglienza, gratuità, gratitudine e disponibilità. A seguito delle attività del mattino come sempre nel pomeriggio c’erano momenti di gioco e i momenti dedicati alla preghiera.

Nel weekend dal 2 al 4 settembre adulti e famiglie si sono ritrovati a Cesenatico per il campo dal titolo “Per costruire un’Europa di pace”. Tutto è partito un venerdì sera di inizio settembre, con una “zuppa di sasso”: una favola di un lupo sdentato che bussa alla porta di una gallina portando con sé una proposta per una cena a dir poco stravagante, ma che poi, con il coinvolgimento di tutti i vicini e l’apporto di ingredienti personali, si è rivelata molto meno scontata di quello che sarebbe potuta sembrare all’inizio. Già questa può essere una discreta sintesi figurata di quello che è stato il weekend adulti e famiglie di Azione cattolica: si è parlato di conflitti, ma soprattutto di pace; di magistero, ma anche di attualità; di massimi sistemi, ma anche di quotidianità. Don Bruno Bignami ha guidato e proposto, con la sua competenza ed esperienza, spunti di riflessione che partivano dalla storia dell’idea di “guerra giusta”, all’interno del magistero della Chiesa, passando per le grandi riforme scritte del Concilio Vaticano II e vissute da grandi testimoni quali don Mazzolari, don Milani e don Dossetti. Tanti i testi e gli spunti profondi emersi durante le riflessioni, ma una cosa in particolare ha colpito al di là dei contenuti: il metodo. Insieme si è sperimentato il metodo di confronto “sinodale”, applicato proprio al tema della pace e della guerra. Non si può vivere senza conflitti, ma si può imparare ad abitarli: per questo servono “artigiani di pace”, come li chiama Papa Francesco, e ogni uomo è chiamato a questa complicatissima opera.

Nel mese di settembre poi si sono incontrati tutti i presidenti e responsabili di Ac nelle diverse zone pastorali con un momento conviviale e di confronto sulla presenza dell’Ac nelle parrocchie e nelle comunità, un momento che ha fatto risaltare la dedizione e l’affetto dei presidenti per le proprie comunità.

Nella giornata del 25 settembre, presso la parrocchia della Beata Vergine di Caravaggio, a Cremona, si terrà l’incontro di inizio anno che è anche occasione di ritrovo dei partecipanti ai campi estivi Acr e Giovanissimi. La giornata del 25 settembre vuole essere un momento di ripartenza ufficiale delle attività di tutta l’Ac diocesana. Le riflessioni della giornata verteranno sul tema scuola ed educazione partendo dall’ultimo numero di Dialogo (clicca qui per scaricare il testo), che parla appunto della scuola e dell’educazione. La scuola chiama in causa non solo gli studenti, ma anche tutto il mondo adulto. Da quest’anno inoltre ripartirà a Cremona il Movimento studenti di Azione cattolica, come occasione per tutti gli adolescenti di vivere la scuola come ambiente di vita e di impegno di crescita.

Come da tradizione, “chiudono” il giro dei campi estivi i Giovani, che vivranno un weekend il prossimo 30 settembre e 1-2 ottobre a Sonico. Il campo Giovani ha come argomento le virtù.

Relazione, formazione e spiritualità restano i capisaldi dei cammini di Azione cattolica.




Casse rurali e Don Primo Mazzolari: sguardo sui poveri per cambiare economia e società

È stata la Sala civica di Bozzolo, nel Mantovano, a fare da sfondo all’incontro «Gli uomini hanno bisogno di pane», convegno dedicato alla figura di don Primo Mazzolari e alla storia delle casse rurali sul territorio diocesano.

L’evento, organizzato dalla sinergia tra la Banca di Credito Cooperativo cremasca e mantovana e la Fondazione don Primo Mazzolari, si è tenuto nella mattinata di sabato 17 settembre e si è aperto con l’introduzione della presidente della Fondazione, Paola Bignardi e con il saluto del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, del vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, di Francesco Giroletti, presidente della Bcc cremasca e mantovana e del sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio.

I SALUTI INTRODUTTIVI

«Stiamo re-imparando a camminare insieme – ha esclamato il vescovo Napolioni nel suo saluto –. Il sinodo non è una cosa che abbiamo inventato noi, ma che esisteva già e che nasce dalla collaborazione tra comunità e territori». E la vita di don Primo Mazzolari ne è piena testimonianza.

Anche Banca di credito cooperativo, con i suoi principi di mutualità, cerca di offrire tramite il proprio operato e le relazioni sul territorio un segno di vicinanza ai più bisognosi, quella stessa vicinanza che era propria di Mazzolari. Principi che vengono sottolineati nelle parole del presidente Giroletti, che ha affermato: «Il nostro agire deve essere finalizzato al bene delle comunità in cui operiamo».

Dopo i saluti iniziali, le quattro relazioni: Vita contadina e sviluppo delle casse rurali in Italia tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta, del professor Pietro Cafaro, Don Primo Mazzolari e i problemi sociali del suo tempo del professor Giorgio Vecchio, Le casse rurali di Bozzolo e nel Mantovano dalla “Rerum novarum” al fascismo, di don Giovanni Telò, storico e membro del Consigli di amministrazione della Fondazione Mazzolari, e, come conclusione, L’ispirazione di don Primo Mazzolari e i problemi sociali odierni del professor Matteo Truffelli, perito, assieme a Giorgio Vecchio, per la causa di beatificazione di Mazzolari.

La relazione di Cafaro presentato un excursus storico, volto a ripercorrere la storia delle casse rurali, istituzioni antenate delle attuali Banche di credito cooperativo, nate nella Germania protestante nella seconda metà del 1800, dopo la crisi agricola, e arrivate per la prima volta in Italia nel 1893. Una vita difficile quella delle casse rurali, inizialmente ostacolate dalla diffidenza della Chiesa cattolica, poi finalmente accettate e sviluppate per poi essere di nuovo ostacolate dalle normative contro l’autoregolamentazione delle banche. Casse rurali che hanno poi visto il loro completamento definitivo solo pochi decenni fa, con la riforma bancaria del 1993 e la nascita delle Bcc, un ritorno, come aveva già anticipato Mazzolari, «ai loro principi originali».

LA RELAZIONE DI PIETRO CAFFARO

 

La riflessione di Giorgio Vecchio si è concentrata, invece sulla figura di Mazzolari e sul suo rapporto con la società del suo tempo; un sacerdote che operava per ciò che era, «senza voler essere un teologo, un esegeta, un politico o un analista politico». Da qui l’appello del professor Vecchio: «Diffidate dunque dall’abuso dell’appellativo di “profeta”». Mazzolari operava per i poveri, poiché vedeva la miseria attorno a lui, nei suoi compagni di studi, ma anche negli emigrati rientranti in Italia allo scoppio della Grande Guerra. E qui sorge la grande somiglianza con il periodo attuale e la situazione ucraina. «Ma chi sono i poveri? – ha domandato il professor Vecchio, dando un’immediata risposta – Sono tutti coloro che vengono sfruttati, che non dispongono di mezzi per il sostentamento, ma soprattutto coloro che vivono in condizioni umilianti». E, citando Mazzolari, in riferimento non solo alla vita materiale, ma anche a quella spirituale, ha concluso: «I poveri sono i figli di Dio, che lui chiama beati. Il povero sono io. Ogni uomo è povero».

LA RELAZIONE DI GIORGIO VECCHIO

 

Mazzolari che non ha vissuto la nascita e l’arrivo in Italia delle prime casse rurali, ma che ha assistito al loro sviluppo, nei territori delle Diocesi di Cremona e Mantova. Ha infatti spiegato don Giovanni Telò come, storicamente, dopo l’enciclica di Leone XIII, Rerum novarum, anche senza espliciti riferimenti ad essa, le Diocesi di Cremona e Mantova, guidate dai vescovi Bonomelli e Sarto, che sarebbe poi diventato Papa Pio X, abbiano visto la diffusione delle casse rurali, spesso incardinate nelle parrocchie, soprattutto nei territori dell’alto Mantovano e della bassa Bergamasca. «Nelle parrocchie – ha spiegato Telò – nasce una nuova figura, quella del parroco sociale, che non sta più solo sull’altare, ma che guarda anche alla società». Casse rurali che vedranno poi concretizzarsi il loro declino con l’avvento del fascismo, che arrivò ad ostacolarne l’operato anche attraverso veri e propri attentati.

LA RELAZIONE DI DON GIOVANNI TELÓ

 

Infine la relazione di Matteo Truffelli, un parallelismo tra le opere di Mazzolari e la vita contemporanea, un parallelismo tra gli insegnamenti di Mazzolari e i pensieri di Papa Francesco: «Don Primo fu essenzialmente un provocatore, ma nel senso educativo del termine. Amava far prendere conoscenza della situazione, spingeva i suoi interlocutori a mettersi in gioco, a confrontarsi con la realtà». Il relatore ha però invitato a non estrapolare la vita del sacerdote dal suo contesto, a farla riflettere sul presente con cautela. «È però innegabile – ha proseguito Truffelli – che le parole di Mazzolari continuano a parlare alla Chiesa e alla società: continuano a pro-vocare». «Anche al giorno d’oggi – ha concluso – economia e politica sono sopraffatte da diversità e ingiustizie». «La mia convinzione è che tanto la politica quanto l’economia e la cultura assumono valore se funzionali a difendere i più deboli e non a incrementare la potenza dei più forti». Sulla scia delle più che mai attuali parole di Papa Francesco: «Solo un’economia giusta non porta al conflitto e alla distruzione».

LA RELAZIONE DI MATTEO TRUFFELLI

A chiudere il convegno ha preso di nuovo la parola Paola Bignardi, che ci ha tenuto a ringraziare tutti i presenti, dando appuntamento al secondo incontro che avrà luogo a Crema nel mese di ottobre.




Movimento carmelitano dello Scapolare, nove incontri in programma a Cremona

La fraternità di Cremona del Movimento carmelitano dello Scapolare promuove il “Carmelo teresiano tra la gente”, un ciclo di nove incontri che prenderà il via sabato 1° ottobre.

Gli appuntamenti successivi sono in programma per il 29 ottobre, il 26 novembre, il 17 dicembre, poi, nel nuovo anno, il 21 gennaio, il 18 febbraio, il 25 marzo, il 29 aprile e il 20 maggio. Tutti gli incontri si terranno alle 15.30 presso la sala S. Teresa della Fraternità, in via Realdo Colombo 8, a Cremona.

Per maggiori informazioni contattare il numero 339 1382829 o l’indirizzo mail mov.carmelitanoscapolare@gmail.com.




Dalla Tavola della Pace di Cremona un appello al disarmo

In occasione della Giornata internazionale della Pace, che si celebra mercoledì 21 settembre, la Tavola della Pace di Cremona pubblica un appello a tutti i cittadini, soprattutto ai giovani, ad associazioni, forze sociali e politiche, di fronte a una guerra che in Ucraina sembra non finire mai e che continua a distruggere ed uccidere. Un appello che si riflette anche sulle imminenti elezioni politiche del 25 settembre, con l’auspicio che tutte le forze politiche “in campo” possano condividere l’ideale comune di pace in un periodo così preoccupante.

Si legge nell’appello:

“Si guardi finalmente in faccia la tragica realtà: i finanziamenti alla guerra non fanno che alimentare la guerra. Se continua così, fra qualche mese avremo solo più macerie e più morti: una crisi di sistema di enorme gravità che investe economie, società, livelli di vita e di occupazione, relazioni internazionali.
La risposta non è certo darla vinta all’invasore, la Russia di Putin. Ma nemmeno quella di puntare tutto sulla distruzione del nemico, con il rischio di portarci tutti ad un passo da una guerra più grande e di dimensioni mondiali.
L’Italia, l’Europa, il Pianeta sono dentro una crisi di sistema globale che attraversa tutti i continenti e che governi e poteri economici non sembrano riconoscere, forse perché più attenti ai gruppi di interessi che ne traggono vantaggio, e che decidono chi potrà stare al sicuro e chi no. Così tornano a crescere povertà, discriminazioni, disuguaglianze; e la miseria, dovremmo sapere, è nemica della pace.
Siamo preoccupati per l’Italia, per il presente e per l’immediato futuro. Il movimento per la pace è autonomo ed indipendente. Non fiancheggiamo alcun partito. Vogliamo dialogare con tutti nel rispetto dei reciproci ruoli. Guardiamo al mondo, della politica, e soprattutto delle Istituzioni, come luogo alto che deve fare sintesi delle diverse proposte che, nel nostro caso, elaboriamo grazie alle competenze della Rete nazionale Pace e Disarmo, nella quale ci riconosciamo.
La scadenza elettorale del 25 settembre dovrebbe far emergere tra i partiti e i candidati idee e impegni su temi cruciali come la pace, il disarmo, la difesa dei diritti umani, le relazioni
internazionali. Temi che hanno visto pronunciarsi con chiarezza grandi personalità come Papa Francesco e testimoni laici come Gino Strada e Carlin Petrini. Purtroppo su questi temi la quasi
unanimità degli schieramenti politici, a differenza dalla popolazione italiana che auspica la pace e desidera rafforzare le opportunità per raggiungerla, sembra ritenere possa esistere una sola politica: la militarizzazione della sicurezza e il ritorno alla logica dei blocchi politico-militari contrapposti con la fedeltà assoluta alla Nato. La pace invece si raggiunge con una visione politica e un’azione diplomatica più coraggiosa e lungimirante, con la richiesta che le istituzioni internazionali riprendano in mano il ruolo di pacificazione delle controversie internazionali. Quanto c’è di tutto questo nel dibattito politico/elettorale in corso?”

«Oggi più che mai – scrivono dalla realtà cremonese della Tavola della Pace – sosteniamo che una politica di pace, disarmo, nonviolenza sia necessaria alla nostra società per le fondamentali connessioni con ambiente, lavoro, diritti civili e sociali». Sono sette, infatti, i punti cardine presenti nel documento recentemente pubblicato, veri e propri bisogni urgenti in funzione dei quali agire. Innanzitutto la necessità di riformare e rafforzare l’Onu, la necessità di un’Europa unita, della formulazione di una nuova politica estera e di una nuova politica di disarmo, la necessità di una difesa non armata e non violenta e, ultime ma non per importanza, la necessità di promuovere una cultura di pace e la necessità di un Servizio civile universale come programma costruttivo per la pace, uno strumento di coinvolgimento e, al contempo, di sensibilizzazione di ragazze e ragazzi, donne e uomini del domani.

Aderiscono alla Tavola della Pace di Cremona: Acli Provinciali, Amici di Emmaus, Amnesty International gruppo 288, Anpi provinciale, Arci Cremona, Arci Bassa, Arcygay “La Rocca” Cremona, Associazione latinoamericana, Associazione 25 Aprile, Auser provinciale, Banca del Tempo, Caritas diocesana, Cgil, Cisl, Comitato casalasco per la Pace, Donne senza Frontiere, Forum per la pace e il diritto dei popoli “Don Primo Mazzolari”, Forum provinciale del Terzo Settore, Gruppo Articolo 32, Immigrati cittadini, Lega di Cultura di Piadena, Legambiente circolo “Vedo Verde” Cremona, Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie – coordinamento provinciale, Movimento federalista europeo, Movimento adulti scout cattolici italiani, Non solo noi, Pax Christi, Rete Donne lab, Uisp Cremona.

 

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I cattolici italiani e lo sviluppo delle casse rurali: iniziative a Bozzolo e Crema nel segno di don Mazzolari

La Fondazione Don Primo Mazzolari di Bozzolo, in collaborazione con la Banca Cremasca e Mantovana, organizza sabato 17 settembre, dalle ore 10 alle 13, presso la sala civica di Bozzolo, il convegno “Gli uomini hanno bisogno di pane. Don Primo Mazzolari, i cattolici italiani e lo sviluppo delle casse rurali”. L’iniziativa, che sarà replicata il 20 ottobre a Crema, verte sul rapporto tra don Primo Mazzolari e la Cassa rurale di Bozzolo e nasce dal desiderio della Banca Cremasca e Mantovana, che è erede della Cassa Rurale di un tempo, di celebrare il rapporto della cassa rurale, da cui l’attuale banca discende, con la figura di Mazzolari, tanto importante per il territorio quanto attivo nel dare vivacità all’attività economica della sua terra.

«Don Mazzolari – dichiara Paola Bignardi, presidente di Fondazione Mazzoliari – ha sostenuto cordialmente l’attività della banca, come si può comprendere dal discorso che ebbe a fare in occasione dei 50 anni della Cassa Rurale di Bozzolo». «L’azione di don Mazzolari – prosegue – si inseriva nella viva attenzione che il mondo cattolico del tempo ebbe verso le casse rurali, che contribuivano a sostenere l’attività economica di piccoli imprenditori e coltivatori del territorio». E conclude: «Il convegno ha l’intenzione di far conoscere questo capitolo della storia dei nostri territori e dell’azione di promozione svolta in essi dai cattolici nella prima metà del Novecento».

Tra i relatori Pietro Cafaro, docente di Storia economica dell’Università Cattolica di Milano, Giorgio Vecchio, docente di Storia Contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea presso l’Università di Parma, oltre che presidente del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari, don Giovanni Telò, sacerdote della diocesi di Mantova consigliere della Fondazione, e Matteo Truffelli, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e docente in Storia delle Dottrine politiche presso l’Università di Parma.




“Fiera delle competenze”, il Vescovo ha chiuso l’evento regionale delle squadriglie scout ospitato a Cremona

 

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«Quando anche io ero scout come voi mi ripetevano sempre che un reparto che canta è un reparto che cammina. E vorrei ricordare in questa giornata due scout che hanno camminato tanto da aver già raggiunto la destinazione: Maurizio e Stefania». Con questa riflessione il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha salutato i tanti ragazzi delle squadriglie scout Agesci della Lombardia che sabato 10 e domenica 11 settembre si sono ritrovate a Cremona per vivere la “Fiera delle competenze”, evento regionale che per la seconda volta (già nel 2019) è stato ospitato nella città del Torrazzo.  Un momento di confronto e miglioramento per tutte le squadriglie lombarde, riunite presso il Parco Didattico, base degli scout Cngei, a due passi dal fiume Po.

L’arrivo dei primi gruppi già nel pomeriggio di sabato e dopo la cena un momento di musica e di festa.

Domenica mattina l’evento è quindi entrato nel vivo, con l’allestimento di stand nei quali con grande fantasia hanno raccontato i traguardi raggiunti nel corso del 2022, fra competenze e imprese compiute. L’idea del ritrovarsi insieme è infatti proprio mettere in relazione i vari gruppi, condividendo esperienze e competenze e mettendo in moto idee.

La duegiorni si è conclusa domenica pomeriggio con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, che in prima persona ha vissuto per molto tempo l’esperienza scout e che è anche stato assistente nazionale Agesci. Nell’omelia il Vescovo ha ricordato ai ragazzi che «Dio sembra commettere ingiustizie per quanto ama e per quanto perdona, e noi gli possiamo mettere i bastoni fra le ruote». «Qua ci vuole un angioletto – ha detto riferendosi alla conclusione del brano evangelico del padre misericordioso – che stia vicino a chi rischia di inacidirsi per la sua gelosia e per i suoi risentimenti e gli disciolga il cuore, gli faccia riscoprire il dono della tenerezza e magari anche quello delle lacrime, poiché c’è posto per tutti nel cuore del Padre».

La Fiera delle competenze si è conclusa, al termine della Messa, tra saluti, abbracci e l’augurio di potersi ritrovare il prossimo anno ancora tutti insieme.



Al Maristella una serata nel ricordo del card. Martini

Venerdì 9 settembre, alle ore 21, presso la parrocchia dell’Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella di Cremona, le Acli provinciali hanno ricordato il cardinal Carlo Maria Martini in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa. L’incontro, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, è stato introdotto dalla proiezione di “Carlo Maria Martini, un uomo di Dio”, docu-film di Salvatore Nocita del 2013, e da alcune riflessioni di Marisa Rosa, responsabile alla vita cristiana della Presidenza Acli.

«Il cardinal. Martini fu convinto sostenitore della necessità di una nuova riforma per la Chiesa cattolica perché diceva che la Chiesa è stanca, che la nostra cultura è invecchiata, che i nostri riti e i nostri abiti sono troppo pomposi. Che le nostre chiese sono grandi, ma vuote», ha introdotto Rosa dopo aver citato la “Cattedra dei non credenti” (iniziativa avviata nel 1987 dal cardinale) ed essersi soffermata sui temi di giustizia sociale, pace e lavoro a cui il cardinal Martini ha dedicato ampio studio e interesse personale. «Pertanto – ha concluso – si interrogava su quali fossero i reali bisogni dei cristiani di allora, che sono poi quelli di oggi».

L’incontro è proseguito con l’intervento di don Antonio Agnelli, assistente spirituale delle Acli provinciali che, riprendendo interviste rilasciate da Martini e alcuni suoi di testi, ha tracciato il suo percorso di uomo pubblico e religioso, capace di sostituire le categorie di credente/non credente e pensante/non pensante. «Martini ci offre la via per dare un senso alla storia indicando i valori di giustizia e pace – ha dichiarato don Agnelli –. E lo fa attraverso l’ascolto della Parola e l’Eucaristia come Parola nella sua massima densità». E ha terminato citando alcune sue Lettere pastorali che definisce «una riflessione sulla verità».

Le conclusioni della serata sono state affidate al presidente provinciale delle Acli Bruno Tagliati, che ha tirato le somme degli interventi proposti, dando voce al Cardinale stesso attraverso alcune sollecitazioni fornite in diversi momenti di incontro tra il card. Martini e le Acli milanesi. «Durante questi momenti il card. Martini ci ha richiamati a essere sentinelle, figure di mediazione tra la Chiesa e la società civile, con al centro i nostri valori insiti nella Dottrina sociale della Chiesa, quali la difesa del lavoro, della democrazia dettata dalla nostra Costituzione». Ricordando la triplice fedeltà associativa secondo quattro registri (la fedeltà alla Parola e alla comunità, alla realtà del lavoro, alla realtà sociale e alla carità politica), Tagliati a invitato poi i presenti alla lettura del documento “Martini e le Acli. Un Padre e un Maestro. Dalla dignità di ogni essere umano deriva la dignità di ogni lavoro”, dal quale ha riportato alcune riflessioni di Giovanni Bianchi, già presidente nazionale Acli.

«Martini si è a lungo soffermato sul tema di una spiritualità del lavoro, che si esprime in uno stile di sobrietà e di essenzialità di vita per la quale occorre una mobilitazione non solo del mondo operaio, bensì di tutto il mondo imprenditoriale, finanziario e politico per guidare i processi mondiali affinché – ha terminato Tagliati – lo sviluppo di alcune economie e mercati sia il più possibile omogeneo e rispettoso di altre economie e mercati».

Un approccio contemporaneo al pensiero di un grande uomo e sacerdote, vero profeta del suo e del nostro tempo.

La serata si è conclusa con la lettura della preghiera di Martini “Ma tu stai alla mia porta”, cui ha partecipato l’intera assemblea.




Acli, il 9 settembre a Cremona il ricordo del cardinale Carlo Maria Martini

Venerdì 9 settembre, alle 21, presso la chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione (via Agresti 3), nel quartiere Maristella di Cremona, le Acli provinciali ricordano il cardinal Carlo Maria Martini, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa.

Gesuita, teologo, docente, arcivescovo di Milano, fu uomo di profonda osservanza della Parola di Dio, sia nella dimensione più contemplativa e spirituale che in quella più concreta, di dialogo e di impegno sociale. Questa sua indole lo portò a interessarsi anche a variegati aspetti della vita quotidiana, tra cui spiccò il suo interesse per il tema del lavoro, della giustizia sociale, della solidarietà, del rispetto della vita e della tolleranza.

«Il 2022 è un anno particolarmente significativo – dichiara il presidente provinciale Bruno Alessio Tagliati –. Ricorrono infatti i 70 anni dall’ordinazione sacerdotale del cardinal Martini, avvenuta nel luglio del 1952, i 20 anni dalla conclusione del suo ministero episcopale a Milano nel luglio 2002 e i 10 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 31 agosto 2012». E aggiunge: «Con il contributo del nostro assistente spirituale don Antonio Agnelli e l’introduzione della responsabile alla vita cristiana della presidenza Acli, Marisa Rosa, ripercorreremo il suo magistero, attraverso la visione di un breve filmato che ricorda le tappe salienti della sua storia sacerdotale e degli approfondimenti sul suo rapporto con il mondo delle Acli».




“Alta moda in mostra”, il 9 settembre a San Giovanni in Croce iniziativa a sostegno della Tenda di Cristo

“Casa Paola”, realtà dell’associazione “Tenda di Cristo”, organizza per venerdì 9 settembre “Alta moda in mostra”, esposizione di 40 abiti da cerimonia estivi e invernali, di svariate taglie e fattezze, che saranno illustrati e messi a disposizione di chi vorrà provarli, per una sfilata informale.

L’evento, che si terrà dalle ore 18 alle 23 presso il “Bistrot Zia Nena”, in via Palvarino 5, a S. Giovanni in Croce, sarà finalizzato a raccogliere fondi per le comunità della “Tenda”. Sarà possibile, infatti, scegliere liberamente il proprio abito da portare a casa grazie a una semplice offerta.