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“Da Arena di pace 2024: i sentieri che conducono alla giustizia e alla pace”. Il 27 maggio incontro al Maristella

Lunedì 27 maggio alle ore 21 presso la parrocchia Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella di Cremona, si terrà l’evento: “Da Arena di pace 2024: i sentieri che conducono alla giustizia e alla pace”. Questo incontro sarà un momento di riflessione e dialogo, arricchito da video e testimonianze sull’incontro di pace con Papa Francesco svoltosi il 18 maggio scorso in Arena a Verona.

All’evento di Verona hanno partecipato 12.500 persone provenienti da realtà ecclesiali, missionarie, associazioni, movimenti popolari, organismi umanitari e semplici cittadini. Era presente anche una delegazione di Cremona e del Casalasco.

Durante la serata al Maristella saranno ripresentati i momenti più suggestivi dell’evento. In particolare, saranno riprese le risposte che Papa Francesco ha dato alle domande poste dai referenti dei cinque tavoli di lavoro preparatori ad Arena 2024 sui seguenti temi: ecologia integrale e stili di vita, migrazioni, diritti e democrazia, lavoro, economia e finanza.

L’incontro darà spazio anche a testimonianze vissute all’insegna della nonviolenza e riconciliazione proprio in paesi lacerati da conflitti e da violazione dei diritti umani.

L’evento del 27 maggio è promosso da Pax Christi e Circolo Romero ed è aperto a tutti.




Fism: “Rilanciare un’educazione aperta e inclusiva, che aiuti a guardare il mondo con speranza”

L’esortazione a “ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione”, e l’incoraggiamento “ad essere sempre testimoni dei valori umani e cristiani all’interno della famiglia, della scuola e della società”. Si è aperto il 18 maggio a Roma con questo messaggio di Papa Francesco il convegno della Fism (Federazione scuole materne di ispirazione cristiana), promosso nel 50° di fondazione. Tema dell’evento, ospitato nell’Auditorium della Conciliazione alla presenza di oltre 1.200 partecipanti (e tra cui anche una delegazione dalla provincia di Cremona), “Prima i bambini: ieri, oggi, domani”.

Di “opera preziosa su tutto il territorio nazionale” e di “significativo sostegno all’attività educativa delle famiglie”, ha parlato nel suo messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sulla parità ancora incompiuta ha invece posto l’accento il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nel suo videomessaggio di saluto. “Siamo anche a 25 anni dalla riforma Berlinguer – ha sottolineato –; forse sarebbe il caso, dopo 25 anni, di applicare pienamente quelle indicazioni sulle cosiddette ‘paritarie’ che qualche volta non godono pienamente di questo. Ma non perché vogliamo qualche privilegio, ma proprio per il pieno diritto, per la possibilità di ‘essere’ per tutti. Questo – ha precisato Zuppi – non mette mai in discussione la scuola pubblica, ma le si affianca, la completa e arricchisce nel dialogo e nella collaborazione”. Il presidente Cei ha espresso l’auspicio che “l’accoglienza ai bambini ucraini” nelle scuole Fism “possa continuare perché è una risposta concreta per chi vive tragicamente le conseguenze della guerra”. Infine il ringraziamento per

“pensare un’educazione che aiuti tanti a guardare con speranza il mondo”.

“Siamo orgogliosamente il 37% del servizio nazionale”, ha detto inaugurando i lavori il presidente nazionale Fism, Giampiero Redaelli. “L’alleanza scuola-famiglia deve essere uno dei punti di partenza di questo nostro rilancio del 50° – ha spiegato -, perché solo insieme saremo capaci di testimoniare e, soprattutto, di chiedere al Governo e alla politica che i bambini e le famiglie non siano lasciati soli”.

In tema di educazione, si è parlato anche di educazione all’affettività e sessualità. Per Alberto Pellai, medico, esperto in educazione alla salute e prevenzione in età evolutiva, “la sessualità nasce con noi a va educata”. Come? “Insegnando a bambini e bambine a conoscere le emozioni e il proprio corpo per costruire relazioni sane”, e ai maschietti “a essere non ‘uomini veri’ ma ‘uomini veri’”.La sessualità non deve “essere semplicemente agita” ma deve “essere messa a disposizione di un progetto relazionale”.

Più in generale, da Monica Amadini, pedagogista dell’Università Cattolica, la proposta di un modello di “comunità educante da rilanciare come sguardo verso il futuro con il concetto di genitorialità diffusa”. Sull’importanza che i bambini non si isolino ma “abbiano rapporti sociali con altri bambini per costruire il proprio sé anche litigando, per imparare a negoziare e a condividere i beni”, si è soffermato il pedagogista Fulvio De Giorgi (Università Modena e Reggio).

“Fare educazione, costruire alleanze, ripensare concretamente le strutture della Chiesa”: questo l’invito lanciato oggi da mons. Claudio Giuliodori, presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università e assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica. Con riferimento alla legge 62/2000 sulla parità scolastica, il presule ha osservato: “Purtroppo questa parità tanto declamata deve essere anche garantita”; di fatto “non è ancora compiuta”. Di qui una sottolineatura: “La libertà di scelta dei genitori non è garantita a sufficienza; non è garantito il pluralismo scolastico; non è data la possibilità di esprimere tutte quelle energie e risorse che consentono di offrire al nostro Paese un servizio di formazione pluralistico.Celebriamo l’anniversario odierno anche per rilanciare e affrontare queste sfide”.

“Siamo un Paese povero di giovani e di giovani sempre più poveri”, ha osservato il demografo Alessandro Rosina (Università Cattolica), intervenendo alla sessione pomeridiana dedicata alla crisi demografica. “Non consideriamo le nuove generazioni un bene collettivo su cui tutta la società ha convenienza ad investire”, ha osservato, mentre invece “un forte piano di investimenti sulle giovani generazioni, sarebbe conveniente per tutti”.

“Servono politiche che non siano spot, fatte un anno sì e un anno no, che cambiano appena cambia il governo. Servono interventi stabili sulla base dell’esperienza di altri paesi, in particolare la Svezia”. Ne è convinto l’economista Carlo Cottarelli (Università Cattolica). “Ci stiamo portando dietro un macigno”, ha detto con riferimento al debito pubblico, ed “è chiaro che se spendiamo per pagarne gli interessi e più difficile fare tante altre cose”. Per l’economista, tuttavia, “occorre avere il coraggio di stabilire le vere priorità: istruzione, sanità, natalità, e fare delle scelte, anche se difficili”.

“Una radicale riforma del sistema fiscale per consentire alle famiglie che decidono di fare figli di mantenere lo stesso tenore di vita, sull’esempio del quoziente familiare francese”, è la “ricetta” di Francesco Belletti, direttore Centro internazionale studi famiglia (Cisf).

Durante i lavori c’è stato anche spazio per un gesto di solidarietà attraverso la donazione della Fism di 15mila euro all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. A conclusione è stato presentato il veliero della pace, costruito dai bambini della Federazione per “accogliere il messaggio di pace di Papa Francesco e immaginare – è stato spiegato – un futuro di serenità e fraternità”.

Domenica 19 maggio la Messa nella basilica di San Pietro e la partecipazione alla recita del Regina Caeli con il Pontefice al quale, sabato 25 maggio, in occasione della prima Giornata mondiale dei bambini allo Stadio Olimpico, una delegazione di alunni delle scuole Fism consegnerà il veliero della pace.

Giovanna Pasqualin Traversa (AgenSir)




Dialogo, nel nuovo numero la questione dei diritti e l’incontro dell’AC con Papa Francesco

L’Assemblea Nazionale, con l’incontro dell’AC con Papa Francesco, e la questione dei diritti, attualmente oggetto di grande attenzione e di vivaci dibattiti. Sono questi i due venti in primo piano nell’ultimo numero di Dialogo, il periodico dell’AC Cremonese.

Dove va l’AC cremonese? Lo decideremo insieme, risponde il presidente Emanuele Bellani nell’editoriale, ma certamente sarà un percorso per accogliere “A braccia aperte” tutto quanto riguarda l’umano, per riconoscerne e promuoverne l’autenticità, per condividerne il cammino.

Il dossier “Nella stagione dei diritti” mette a fuoco lo scottante tema dei diritti umani, segno distintivo della civiltà occidentale e realtà inalienabile da garantire e difendere, soprattutto in tempi di crisi. I diritti non sono scontati. Sono un bene prezioso, spesso frutto di sacrifici e lotte dolorose. Non tutte le società oggi possono o vogliono garantirli: si pensi al diritto al voto, al diritto alla salute, alla cultura, al lavoro sicuro, alla cura dei piccoli e dei fragili, e a molti altri.

Leggi l’ultimo numero di Dialogo




ACR, formazione educatori

Domenica 12 maggio si è tenuta, presso il centro di spiritualità di Crema, la formazione diocesana educatori ACR di conclusione e verifica dell’anno. Motiv-Azione il titolo scelto che ha accompagnato anche le attività della giornata, un’importante occasione per gli educatori di condivisione delle esperienze parrocchiali e diocesane durante l’anno associativo e per ritrovare la motivazione e carica giusta per affrontare le nuove sfide e proposte.

L’attività della mattina è stata tenuta da Paola Vailati, psicologa presso il consultorio diocesano di Crema e responsabile dell’ACR per due mandati, ora consigliera diocesana del settore adulti. Dopo la visione del cortometraggio “Alike” si è aperta la riflessione sull’essere educatori in Azione Cattolica, sulla chiamata a partecipare, a condividere e vivere questa esperienza di dono reciproco con i bambini e gli altri educatori.

Circondati da persone che ci ispirano e ci guidano, chiamati ad esercitare “sensi attivi” per compiere delle scelte consapevoli e non guidate solo da ciò che si conosce, aperti e rivolti alla bellezza che ci circonda e che deriva da questa esperienza. Viviamo questa realtà non da soli ma nell’associazione, corresponsabili dell’educazione dei ragazzi, siamo infatti parte di una rete fitta dove il contributo di ognuno di noi è un indispensabile nodo.

Si è riflettuto infine sull’importanza di affidare alla preghiera il nostro mandato perché il nostro servizio educativo fa parte di un dialogare costante con Dio. Chiamati dunque a vivere questo servizio di corresponsabilità educativa mettendo al centro i bisogni e la visione dei bambini, perché i bambini hanno uno sguardo che può e deve arricchire la Chiesa.

Nel pomeriggio grazie all’aiuto di un gioco è stata fatta un’analisi pratica dei punti di forza e delle fragilità riscontrati nelle realtà parrocchiali di ACR, un momento molto importante di dialogo e ascolto delle esperienze per ricevere nuovi spunti e consigli.

Gli educatori, colmi di gratitudine per questi momenti passati insieme, sono dunque pronti a ripartire con la motivazione giusta per rendere possibili altri progetti di fede per la comunità.

Eleonora Buttarelli  




Scout Agesci e Cngei, il 17 maggio intervista ai candidati sindaco di Cremona

I gruppi scout di Cremona intervistano i candidati sindaco della città. È l’iniziativa in programma nella serata di venerdì 17 maggio, alle 21, al Teatro Monteverdi: un incontro pubblico organizzato dai ragazzi per i ragazzi della città.

L’evento, in vista delle elezioni amministrative di inizio giugno a Cremona, è promosso dagli scout Agesci del Clan Vecchio Argine del Cremona2 e del Clan de la bisa del Cremona 3 insieme alla Compagnia Acquile Randagie degli scout Cngei di Cremona.

«Il mondo che ci circonda, oggi più che mai, ci chiama e ci spinge a nuove e più chiare responsabilità – sottolineano gli organizzatori –. Come scout, rover e scolte, come giovani cittadini ci sentiamo chiamati fortemente a compiere delle scelte chiare, responsabili e soprattutto consapevoli. Pensiamo che solo informandoci e partecipando attivamente come protagonisti della vita cittadina possiamo diventare promotori del cambiamento».

Da qui l’idea, nel percorso di avvicinamento alle prossime elezioni amministrative che si terranno l’8 e il 9 giugno anche a Cremona, di organizzare un incontro pubblico per conoscere le proposte delle persone che hanno deciso di candidarsi a sindaco. L’incontro sarà aperto al pubblico fino a esaurimento dei posti in sala.

 

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Fism, convegno nazionale per celebrare il mezzo secolo di storia a servizio di bambini e famiglie

Cinquant’anni fa veniva fondata la Fism, acronimo di Federazione italiana scuole materne, alla quale oggi fanno riferimento circa novemila realtà educative – asili nido, sezioni primavera, scuole dell’infanzia – diffuse in modo capillare su tutto il territorio nazionale, frequentate da circa mezzo milione di bambine e bambini, e dove lavorano decine di migliaia di addetti e altrettanti volontari.

Per celebrare in modo unitario questo mezzo secolo di vita, la Federazione ha organizzato un grande convegno a Roma che si svolgerà nella giornata del 18 maggio, al quale parteciperanno 7 delegati della Provincia di Cremona, in rappresentanza di 28 scuole federate. “Prima i bambini: ieri, oggi, domani” è il titolo della manifestazione che nel segno dello slogan posto sul logo del cinquantesimo – “Prendiamo il largo” – vedrà arrivare nella capitale circa 1.500 rappresentanti delle scuole Fism.

Sin dalla prima mattinata saranno accolti nell’Auditorium di via della Conciliazione, sede delle tre sessioni di approfondimento e confronto moderate da Lorenza Bianchetti, alle quali parteciperanno, fra gli altri, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara; l’economista Carlo Cottarelli; il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Azione Cattolica; lo storico dell’educazione e delle istituzioni scolastiche Fulvio de Giorgi (Università di Modena e Reggio); il demografo Alessandro Rosina (Università Cattolica); il sociologo Francesco Belletti, direttore del Centro internazionale studi famiglia; il medico Alberto Pellai, esperto in educazione alla salute e prevenzione in età evolutiva; la pedagogista Monica Amadini, direttrice del Centro Studi di Pedagogia della Famiglia e dell’Infanzia (Università Cattolica); il pedagogista Andrea Bobbio (Università della Valle d’Aosta).

Fra le tematiche sulle quali interverranno i relatori: i nuovi percorsi e le nuove prospettive per i servizi per l’infanzia; il posto delle bambine e dei bambini nelle agende della politica, della Chiesa, della società; i ruoli della famiglia e delle istituzioni; la transizione già in atto verso il Terzo Settore. Al centro, insomma, il mondo Zero-Sei e il primato dei “futuri cittadini”. Senza dimenticare i problemi dovuti al calo demografico, alle difficoltà economiche a causa di una parità scolastica non ancora pienamente applicata a quasi 25 anni dalla Legge Berlinguer che aveva collocato le scuole paritarie sullo stesso piano di quelle statali in forza del medesimo servizio pubblico offerto al Paese.

Le conclusioni sono previste attorno alle 17 con un congedo in musica. L’indomani i partecipanti saranno tutti nella Basilica di San Pietro per la messa e in piazza, per l’Angelus di Papa Francesco.

Nata nel 1974, nel solco di tante esperienze di antica data e nella condivisione di un progetto associativo che la Cei aveva proposto alle singole diocesi, oggi protagonista nel tempo del “Patto educativo globale” voluto da Papa Bergoglio, FISM, che non mancherà anche alla prima Giornata mondiale dei Bambini a Roma, il 25 e 26 maggio, si è avvicinata alla giornata del Cinquantesimo attraverso molte iniziative. Fra storia e attualità, si è reso omaggio a figure di grandi educatori italiani (le sorelle Rosa Carolina  Agazzi, Maria Montessori, don Lorenzo Milani…) e si sono organizzati in tutte le regioni italiane incontri sui temi dell’ascolto, del gioco, dell’educazione alimentare, dell’ambiente, della pace, della solidarietà, della convivenza. Incontri spesso tradotti in buone pratiche che nelle scuole FISM si sono vissute concretamente con l’accoglienza di bambini ucraini in fuga dal loro Paese, o con l’apertura di raccolte di fondi subito dopo le inondazioni in Romagna, la prosecuzione di progetti realizzati all’estero insieme a missionari.




Arena di Pace, anche Pax Christi Cremona il 18 maggio all’incontro di Verona con Papa

Il 18 maggio, una nutrita delegazione di Pax Christi parteciperà ad Arena Verona 2024, sul tema  “Giustizia e pace si abbracceranno”, che avrà luogo in mattinata e vedrà la partecipazione di Papa Francesco.

Arena di Pace non è un evento isolato, ma l’inizio di un processo che si estenderà sui territori, con l’obiettivo di creare un’alternativa alla “terza guerra mondiale a pezzi” e di uscire da un sistema basato sul profitto e lo sfruttamento delle persone e del pianeta. Propone un cammino di speranza in un momento drammatico, in cui le disuguaglianze ed esclusioni sociali sono diffuse come mai prima, i diritti sociali sono messi in discussione e la partecipazione democratica è in crisi.

Come soluzione, indica la strada dell’ecologia integrale e offre percorsi concreti attraverso cinque documenti preparati da tavoli tematici su: diritti e democrazia, ecologia integrale e stili di vita, lavoro economia e finanza, disarmo e migrazioni. Su questi temi verranno posti quesiti a Papa Francesco per approfondirli.

In Arena convergeranno anche i movimenti popolari, definiti dal Papa “poeti sociali”, che rappresentano una speranza per la conversione ecologica necessaria all’umanità. Questi movimenti sono parti di una società in movimento, realtà che costruiscono un presente alternativo basato sulla giustizia e la pace.

Arena di Pace cade proprio nel giorno di Pentecoste e sarà la festa dello Spirito, celebrata nella convivialità delle diverse appartenenze ma unite dal desiderio di portare frutti di bene e fraternità in questo momento storico segnato da un profondo cambiamento d’epoca. Saranno presenti anche migliaia di giovani con la semplice voglia di stare insieme e di puntare sulla dimensione relazionale della pace, che parte innanzitutto da ciascuno di noi.

Non mancherà l’abbraccio con i popoli in guerra, con collegamenti con gruppi di donne israeliane e palestinesi, oltre a significative testimonianze di leader impegnati per i diritti umani e la giustizia.

Pax Christi Cremona si impegna a restituire i messaggi più significativi di Arena 24 in un incontro aperto a tutti che si terrà lunedì 27 maggio alle ore 20.45 presso la chiesa dell’Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella di Cremona.




“A braccia aperte”, anche l’AC Cremonese da Papa Francesco

 

Non poteva mancare la delegazione dell’Azione Cattolica della Diocesi di Cremona al festoso incontro del 25 aprile, intitolato “A braccia aperte”, in piazza San Pietro con Papa Francesco. Tutti gli associati sono stati accolti “a braccia aperte” dal Pontefice che ha incentrato il suo messaggio sul tema dell’abbraccio, una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana.

La vita, infatti, si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno.

Che cosa sarebbe la nostra vita, e come potrebbe realizzarsi la missione della Chiesa senza questi abbracci? Il Papa si è soffermato su tre tipi di abbraccio.

L’ abbraccio che manca: le braccia si irrigidiscono e le mani si serrano minacciose, divenendo non più veicoli di fraternità, ma di rifiuto e contrapposizione; perciò all’origine delle guerre ci sono spesso abbracci mancati o rifiutati, a cui seguono pregiudizi, incomprensioni e sospetti, fino a vedere nell’altro un nemico.

L’abbraccio che salva: non perdiamo mai di vista l’abbraccio del Padre che salva, paradigma della vita e cuore del Vangelo, modello di radicalità dell’amore, che si nutre e si ispira al dono gratuito e sempre sovrabbondante di Dio.

L’abbraccio che cambia la vita: l’abbraccio della carità, con l’invito a lasciare che essa possa plasmare ogni sforzo e servizio.

La cultura dell’abbraccio si rende necessaria per costruire la via della pace: questo grande dono inizia nel cuore di ognuno di noi; inizia davanti alla porta di casa quando, prima di uscire, decido se voglio vivere quel giorno come un uomo o una donna di pace, cioè di vivere in pace con gli altri.

In ultimo, il Papa ha invitato tutti a divenire «atleti e portabandiera di sinodalità», nelle proprie diocesi e parrocchie, per una piena attuazione del cammino fino a oggi compiuto, per essere uomini e donne forgiate dallo Spirito; «pellegrini di speranza», capaci di tracciare e percorrere sentieri nuovi e impegnativi, per dare slancio e vita nuova alla missione della Chiesa nel nostro tempo.

Il gruppo cremonese si è fermato anche il giorno successivo approfittando dell’occasione per visitare le bellezze storiche ed artistiche romane, condividendo momenti di vita comunitaria, vivendo “nel piccolo” un’esperienza sinodale in famiglia… la famiglia dell’Azione Cattolica. Ringraziando per quanto vissuto, a braccia aperte.




Il CSI di Cremona porta lo sport in carcere

Nell’ultima settimana di marzo ha preso corpo uno dei progetti a cui sta lavorando il CSI di Cremona, grazie a un bando finanziato da Fondazione Comunitaria, con la finalità di promuovere l’attività sportiva a favore di persone che vivono situazioni di disagio e di svantaggio, sia fisico che sociale.

Uno degli ambiti individuati per la realizzazione del progetto è l’attività presso la Casa Circondariale di Cremona e, dopo diversi incontri, superate le difficoltà di carattere organizzativo e burocratico, grazie anche all’entusiasmo e alla disponibilità con cui la direttrice Rossella Padula ha accolto la proposta, si è giunti a un accordo ed è partita la macchina organizzativa.

Al momento, grazie alla collaborazione di istruttori qualificati, sono partite le attività del Tennis Tavolo e del Basket, con cadenza settimanale.

L’accoglienza è stata molto positiva, c’è entusiasmo, voglia di mettersi in gioco e quel pizzico di agonismo che ha dato la spinta per l’organizzazione di un primo torneo di Tennis Tavolo, per ora tra detenuti (in programma il 26 aprile dalle ore 9 alle 12.30), con la speranza in un prossimo futuro di organizzare amichevoli e tornei con squadre partecipanti al Campionato del CSI cremonese. Gli istruttori sono stati positivamente colpiti da tutto questo e sono quindi motivati a proseguire questa nuova avventura.

Sicuramente una bella e nuova sfida, che rientra nella mission del CSI, all’insegna del motto “sport per tutti” che caratterizza da ormai quasi 80 anni la proposta sportiva del CSI anche a livello locale.

L’attività di Tennis Tavolo si svolge il giovedì dalle 14:30 alle 16:30, con un gruppo di 24 persone.

L’attività di Basket si svolge il mercoledì dalle 12:30 alle 13:30 e il giovedì dalle 9:30 alle 11:30, con un gruppo di circa 16 persone, che si alternano in base ai loro impegni.




Il 17 aprile davanti all’Ospedale in preghiera per la vita

Torna mercoledì 17 aprile, dalle 8 alle 10, davanti all’Ospedale di Cremona, il momento di preghiera per la vita, promosso dall’associazione “Ora et labora in difesa della Vita”.

Per sensibilizzare la comunità riguardo la tutela della vita nascente, l’associazione organizza, ogni terzo mercoledì del mese, una preghiera alla quale chiunque può partecipare, anche per un tempo parziale. In caso di maltempo l’evento si tiene all’interno della chiesa dell’Ospedale. L’invito, rivolto a chiunque, è a unirsi al gruppo pregando per le donne che hanno abortito, per quelle tentate di farlo e per i medici.

L’iniziativa di aprile – come sottolineano gli organizzatori – si svolgerà a pochi giorni dalla decisione del Parlamento europeo che, a larga maggioranza (336 voti a favore, 163 contrari, 39 astensioni), ha espresso la volontà di inserire il cosiddetto “diritto all’aborto” nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Una risoluzione non vincolante, ma certamente di notevole peso politico.

Secondo il testo, “i metodi e le procedure di aborto dovrebbero essere una parte obbligatoria del curriculum per medici e studenti di medicina” e dai Paesi dell’Ue “dovrebbero essere messi a disposizione metodi e forniture contraccettivi accessibili, sicuri e gratuiti, nonché consulenza in materia di pianificazione familiare, prestando particolare attenzione al raggiungimento dei gruppi vulnerabili”.

“L’approvazione di questa risoluzione da parte del Parlamento europeo ci reca molto dispiacere. Non possiamo che esprimere il nostro disaccordo”. Così mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), commentando la risoluzione approvata l’11 aprile al Parlamento europeo. “Non si può pensare di dichiarare che l’aborto sia un diritto umano perché la soppressione di una vita non può essere mai un diritto umano”, dichiara mons. Crociata. “Qualcuno parla di un grumo di cellule – aggiunge -, in realtà è l’inizio di una nuova persona”. E ancora: “Ostacolare la maternità non è un modo per aiutare le donne, che vanno senz’altro sostenute e accompagnate sempre, e rispettate nelle loro scelte”.

Riguardo, infine, alla clausola di “coscienza” posta da alcuni medici e che invece viene condannata nella risoluzione dai deputati europei perché causerebbe ritardi e rischi alla salute, mons. Crociata afferma: “Non possiamo che considerare con grande preoccupazione la limitazione della libertà di coscienza che è uno dei principi fondamentali che garantiscono il rispetto della persona e della democrazia. La limitazione della libertà di coscienza è una minaccia alla libertà, un modo di agire che alla fine assomiglia molto ad un regime autoritario. Speriamo che il nostro parlamento europeo non vada in questa direzione”.

Locandina dell’evento del 17 aprile