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“Pace: adesso o mai più”, venerdì la presentazione a Viadana

“Pace: adesso o mai più” è il titolo del libro che sarà presentato venerdì 24 maggio, alle ore 21, presso il centro sociale “Meridiana” a Viadana, in via Ospedale Vecchio 10, per iniziativa della Comunità Laudato Si Oglio Po e del Centro Culturale “A Passo d’uomo” di Sabbioneta, che ne ha promosso la pubblicazione. Alla presentazione interverrà il curatore del testo, don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione di don Primo Mazzolari, definito da Papa Giovanni XXIII “la tromba dello Spirito Santo in terra mantovana” e profeta di pace e nonviolenza.

Don Umberto Zanaboni, nel corso della sua attività di ricerca dei documenti a supporto della causa, ha scoperto brani molto significativi ed attuali sul tema della pace che saranno proposti al pubblico attraverso la magistrale lettura di Erminio Zanoni.

«Dall’Arena di Pace 2024, incontro dei movimenti popolari con Papa Francesco, – spiegano gli organizzatori – è emersa con sempre maggiore urgenza la necessità di comprendere i meccanismi alla base dei conflitti per poterli disinnescare e costruire invece pazientemente ma concretamente la pace, ribaltando il vecchio detto “se vuoi la pace, prepara la pace”. È evidente che stiamo vivendo tempi cupi, pervasi da una sorta di frenesia bellica, quasi che gli orrori vissuti nel secolo scorso non abbiano insegnato nulla…eppure è sconvolgente scoprire come lo scenario attuale abbia molte somiglianze con quello in cui si è trovato a vivere il Profeta della Bassa, che infatti ebbe a dire “se questa è l’ora della follia, noi preferiamo la follia della croce alla follia della bomba atomica”. Ascoltare le sue riflessioni è importante per acquisire il discernimento, le chiavi di lettura per interpretare la realtà e soprattutto per orientarsi nelle scelte che si stanno prospettando e che decideranno il destino di tutti».

L’incontro è libero, aperto a tutti ed in particolare ai giovani, perché la pace è la garanzia del loro futuro.




Il 25 maggio la presentazione del volume “Sant’Agata e il suo patrimonio artistico”

Sarà presentato sabato 25 maggio alle 17.30 nella chiesa di Sant’Agata, a Cremona, il volume “Sant’Agata e il suo patrimonio artistico” (edizioni Cremona Produce, stampa Fantigrafica), con testi di Mariella Morandi, fotografie di Boiocchi-Pegorini. Durante la presentazione, promossa dall’unità pastorale Cittanova, interverrà l’autrice in dialogo con il giornalista cremonese Nicola Arrigoni.

Il volume è dedicato alla storia artistica della chiesa prepositurale mitrata di Sant’Agata di Cremona, che ha inizio nell’anno 1077. Ė la chiesa più importante della città dopo la Cattedrale, fulcro della Cittanova, la nuova grande area urbanizzata che prese forma dopo il Mille ad ovest dell’antica città romana.

Attraverso un approfondito studio dei documenti d’archivio e un’accurata ricognizione della bibliografia esistente, si ricostruiscono le vicende artistiche che hanno coinvolto la chiesa nelle tre fasi della sua storia e che hanno dato origine a tre diversi organismi architettonici: la chiesa medievale, le cui forme vengono ricostruite nel volume sulla base delle testimonianze materiali e documentali rimaste; la chiesa rinascimentale, frutto di una quasi completa ricostruzione dell’edificio preesistente; la chiesa ottocentesca, risultato di una profonda ridefinizione dell’intero edificio il cui aspetto più noto è il grande pronao di Luigi Voghera. Tutto ciò all’interno di una contestualizzazione storica e sociale dei fatti e della trasformazione urbanistica di Cittanova.

Inoltre nel volume vengono analizzate le opere d’arte che in ciascuno di questi periodi sono state appositamente commissionate per la chiesa o vi sono giunte per altre vie. Un ulteriore capitolo è dedicato alla ricca e finora inedita collezione di dipinti custoditi nei depositi, che annovera fra l’altro tele di Giovanni Battista Trotti detto Malosso, di Francesco Boccaccino e di Robert De Longe.

Infine un capitolo ricostruisce sulla base di documentazione finora inedita la complessa storia della celebre Tavola di sant’Agata, nei tre aspetti che la caratterizzano di immagine devozionale, oggetto sacro, opera d’arte, e le forme della devozione che per secoli a Cremona ha accompagnato il culto della santa titolare.

 

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“Arte Rivelata… in Cattedrale”, il 19 e il 26 maggio il percorso alla riscoperta del Duomo di Cremona

Un doppio appuntamento dedicato alla storia e all’arte della Cattedrale di Cremona. Si terrà infatti domenica 19 e domenica 26 maggio il percorso “Arte Rivelata… in Cattedrale”, proposto da CrArt, in collaborazione con Cremona Sotterranea, alla riscoperta delle origini del Duomo.

Una proposta che sarà caratterizzata dalla riapertura esclusiva di alcuni luoghi solitamente inaccessibili della Cattedrale, che, sin dalle origini, si manifesta nella sua architettura, nella decorazione e nella storia dei suoi personaggi.

La visita sarà effettuabile in due turni, alle 14.30 e alle 15.30. Durante questi turni si salirà al matroneo sud, alla cantoria nel presbiterio e si visiterà la cripta, alla scoperta delle tracce antiche dell’edificio simbolo della città.

L’ingresso ai visitatori avrà un prezzo di 15 euro, con sconto previsto per gli associati CrArt e Cremona Sotteranea (13 euro) e per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni (8 euro). La prenotazione è obbligatoria, scrivendo a info@crart.it o telefonando al 338 8071208. È inoltre disponibile il servizio di acquisto online, sul sito www.incremona.it.




“Da Arena di pace 2024: i sentieri che conducono alla giustizia e alla pace”. Il 27 maggio incontro al Maristella

Lunedì 27 maggio alle ore 21 presso la parrocchia Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella di Cremona, si terrà l’evento: “Da Arena di pace 2024: i sentieri che conducono alla giustizia e alla pace”. Questo incontro sarà un momento di riflessione e dialogo, arricchito da video e testimonianze sull’incontro di pace con Papa Francesco svoltosi il 18 maggio scorso in Arena a Verona.

All’evento di Verona hanno partecipato 12.500 persone provenienti da realtà ecclesiali, missionarie, associazioni, movimenti popolari, organismi umanitari e semplici cittadini. Era presente anche una delegazione di Cremona e del Casalasco.

Durante la serata al Maristella saranno ripresentati i momenti più suggestivi dell’evento. In particolare, saranno riprese le risposte che Papa Francesco ha dato alle domande poste dai referenti dei cinque tavoli di lavoro preparatori ad Arena 2024 sui seguenti temi: ecologia integrale e stili di vita, migrazioni, diritti e democrazia, lavoro, economia e finanza.

L’incontro darà spazio anche a testimonianze vissute all’insegna della nonviolenza e riconciliazione proprio in paesi lacerati da conflitti e da violazione dei diritti umani.

L’evento del 27 maggio è promosso da Pax Christi e Circolo Romero ed è aperto a tutti.




Il 29 maggio la Messa nel ricordo di Fabio Moreni

Una testimonianza che ha lasciato il suo segno nel tempo. È quella di Fabio Moreni, assassinato, il 29 maggio 1993, insieme a Sergio Lana e Guido Puletti, a Gornij Vakuf, in Bosnia Erzegovina, per mano del comandante Paraga, durante una missione umanitaria a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra nei Balcani.

A 31 anni dalla disgrazia, mercoledì 29 maggio a Cremona, presso Cascina Moreni, sarà celebrata la Messa in suffragio del volontario cremonese e dei suoi compagni. La celebrazione, in programma alle 19, sarà presieduta dal vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni.
Al termine della Messa, il vescovo e i sacerdoti concelebranti si recheranno per un momento di preghiera sulla tomba di Fabio Moreni, le cui spoglie sono custodite all’interno della cappella della cascina lungo la tangenziale di Cremona che porta il suo nome.



Corpus Domini, il 30 maggio la processione cittadina nel quartiere Borgo Loreto

In occasione della solennità del Corpus Domini, nella serata di giovedì 30 maggio si terrà a Cremona la tradizionale celebrazione cittadina presieduta dal vescovo e al termine della quale si terrà la processione eucaristica per le vie della città. L’appuntamento quest’anno è a Borgo Loreto, nella chiesa della Beata Vergine Lauretana e S. Genesio, quale occasione per valorizzare ulteriormente il 4° centenario del Santuario lauretano di Cremona.

L’appuntamento è alle 21 nella chiesa parrocchiale di Borgo Loreto per la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Antonio Napolioni e concelebrata dai sacerdoti della zona pastorale 3.

Dopo le comunioni, per le vie del quartiere si snoderà la processione eucaristica: dietro alla Croce si disporranno i fedeli, seguiti dai religiosi, i ministranti, i sacerdoti concelebranti e, sotto il baldacchino, il vescovo Napolioni con il Santissimo Sacramento; infine le autorità cittadine con il Gonfalone della città. La processione percorrerà via Legione Ceccopieri, via Rosario, via Emanuale Sardagna, piazza Patrioti, via Carlo Cattaneo e di nuovo per via Legione Ceccopieri fino a raggiungere nuovamente la chiesa parrocchiale dove il vescovo impartirà la solenne benedizione eucaristica.

«La proposta di celebrare il Corpus Domini a Borgo Loreto, nell’unità pastorale “Madre di Speranza”, – spiega don Pietro Samarini, vicario zonale della zona pastorale 3 – arriva direttamente dal vescovo, che ha chiesto che una delle due processioni cittadine annuali fosse fatta in periferia, per dare un segnale di una Chiesa “in uscita”». Da qui la scelta del quartiere di Borgo Loreto, anche per un’ulteriore motivazione. «Non solo potrà essere una concreta testimonianza di una Chiesa vicina alle realtà sociali e parrocchiali che si interfacciano con le fragilità delle situazioni di periferia – continua don Samarini –. È stata scelta la chiesa di Borgo Loreto, intitolata alla Beata Vergine Lauretana proprio nell’anno in cui ricorre il quarto centenario dalla costruzione del Santuario lauretano di Cremona».

La celebrazione è organizzata dalla Zona pastorale 3 e promossa con il supporto dell’unità pastorale “Madre di Speranza”, con l’intera comunità coinvolta nella preparazione e nella gestione dell’evento cittadino. Ad animare la Messa e la processione saranno, infatti, i cori delle parrocchie dell’unità pastorale.

 

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Il 31 maggio ad Arzago la testimonianza del card. Ernest Simoni, per oltre 25 anni in carcere in Albania

Sarà il cardinale Ernest Simoni, prete albanese sopravvissuto a oltre 25 anni carcere e di lavori forzati, a chiudere il mese di maggio per le parrocchie di Arzago d’Adda e Casirate d’Adda, concludendo il percorso dell’unità pastorale guidata da don Matteo Pini sul tema della speranza.

Venerdì 31 maggio il cardinale presiederà alle 20.30 la Messa nella chiesa parrocchiale di Arzago, dove alle 21.15 offrirà quindi la propria testimonianza sul tema della speranza, riprendendo la tematica proposta alla comunità per il cammino quaresimale.

Classe 1928, originario dell’Arcidiocesi di Shkodrë-Pult (Scutari – Albania), fu considerato un “nemico del popolo” ai tempi della dittatura comunista di Enver Hoxha e per questo arrestato nella notte di Natale del 1963 mentre celebrava la messa a Barbullush. Confinato in una cella d’isolamento con una condanna a diciotto anni, ai suoi compagni di prigionia gli aguzzini ordinarono di registrare la sua “prevedibile rabbia” contro il regime, ma dalla bocca del sacerdote uscirono sempre e solo parole di perdono e di preghiera. Condannato a morte, la sua pena fu commutata in venticinque anni di lavori forzati nelle gallerie buie delle miniere di Spac e poi nelle fogne di Scutari.

Anche in questa drammatica situazione non perse la fede e neppure interruppe il suo ministero sacerdotale: riuscì ogni giorno, di nascosto, a celebrare la Messa e confessare gli altri carcerati, divenendo padre spirituale di alcuni di loro e distribuendo anche la comunione, con un’ostia cotta di nascosto su piccoli fornelli, mentre per il vino fece ricorso al succo dei chicchi d’uva.

Liberato il 5 settembre 1990, appena fuori dal carcere confermò il perdono ai suoi aguzzini, invocando per loro la misericordia del Padre.

Secondo albanese a ricevere la porpora (nel 2016), il card. Simoni ha commosso il mondo e, in particolare, Papa Francesco quando, il 21 settembre 2014, nella Cattedrale di Tirana, ha raccontato davanti al Pontefice le violenze e le vessazioni subite per ventisette anni durante la dittatura comunista.

Il cardinale Simoni è oggi l’unico sacerdote vivente testimone della persecuzione perpetuata dal regime comunista in Albania e, nonostante l’età, con il suo instancabile apostolato in Italia, in Albania e nel mondo porta la testimonianza della Chiesa del silenzio d’Albania perseguitata nello scorso secolo a motivo della fede in Cristo.



Carlo Acutis presto santo

Carlo Acutis sarà presto santo. Durante l’udienza concessa al card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il Papa ha autorizzato il citato Dicastero a promulgare, tra gli altri, i decreti relativi al miracolo attribuito alla sua intercessione, riguardante la guarigione miracolosa di Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da pancreas anulare, una rara anomalia congenita del pancreas evidenziata da un esame clinico nel 2012, che avrebbe potuto essere corretta solo con un intervento chirurgico.

Nato il 3 maggio 1991 a Londra e morto il 12 ottobre 2006 a Monza per una leucemia fulminante, il 15enne Carlo Acutis è considerato il “patrono di Internet” per la sua passione per l’informatica. ”L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”, ripeteva spesso.

“Su questa base, in data da definire, Carlo sarà proclamato santo, passando così dal culto locale che è proprio dello status di beato, al culto universale che caratterizza i santi canonizzati”, scrive il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Domenico Sorrentino, precisando: “La Chiesa di Assisi è in festa. Sia lode al Signore, che sta facendo grandi cose, per dare un colpo d’ala al nostro entusiasmo nella coerenza cristiana e nell’annuncio del Vangelo. Grazie anche al Santo Padre che sta assecondando l’opera di Dio. Trovandomi ancora a Roma, dove si conclude l’Assemblea generale della Cei, conto di arrivare in serata ad Assisi, per ringraziare il Signore nella celebrazione eucaristica. Ma fin d’ora mi unisco ai fedeli che si trovano nel santuario per una preghiera di lode”.

Poi la preghiera: “Voglia il Signore continuare la sua opera attraverso la testimonianza del beato Carlo. Egli potrà essere chiamato ‘Santo’ e venerato con il culto liturgico dovuto ai Santi solo dopo la canonizzazione. Liturgicamente, pertanto, tutto rimane come prima. Ma esprimiamo con esultanza la nostra gioia in unione con la famiglia, specie il papà Andrea e la mamma Antonia, e tutti i devoti di Carlo sparsi nel mondo”. Mons. Sorrentino conclude: “Egli ci ottenga dal Signore di amarlo come lo ha amato lui, soprattutto nella Santa Eucaristia. In attesa di rivedervi, vi benedico di cuore”.

Diventerà presto santo, grazie al riconoscimento del miracolo, anche don Giovanni Merlini, moderatore generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, nato a Spoleto il 28 agosto 1795 e morto a Roma il 12 gennaio 1873. Nella stessa udienza, il Santo Padre ha autorizzato i decreti riguardanti le virtù eroiche dello scienziato e politico Enrico Medi, che diviene così Venerabile.




Misericordia io voglio: a inizio giugno a Caravaggio proposta formativa per i preti della Lombardia sulla pastorale della riconciliazione

I preti sono sempre meno e sempre più oberati dalle mille cose che da fare in una comunità che richiede diverse attenzioni e una miriade di aspetti che non possono essere tralasciati. Ma a pensarci bene sono solo due le cose che il prete e solo lui può fare: la Messa e la Confessione. Tutte le altre possono essere svolte egregiamente da laici e membri della comunità che vivono lo spirito di comunione e di appartenenza e si fanno carico delle varie incombenze che la vita di una comunità cristiana richiede.

Nelle comunità si dovrebbe fare in modo di permettere al sacerdote di fare bene queste due cose. E i preti stessi dovrebbero lasciar spazio ai laici per potersi occupare al meglio di queste due cose che nessuno può fare al loro posto. Ed è necessario che i sacerdoti siano sempre più preparati.

Eppure siamo in tempi in cui a Messa ci si va sempre meno e a confessarsi non ci si va più. Dunque perché tanta insistenza? Per dirci che quelle restano le due vie su cui il Signore manifesta il suo amore: nel dono di sé del sacrificio dell’altare e nella sua misericordia senza limiti.

Da questo nasce la proposta “Misericordia io voglio. Per una pastorale della riconciliazione” che, in sinergia con la Conferenza episcopale lombarda, il Santuario di Caravaggio offre a tutti i preti delle diocesi lombarde. Tre giorni di formazione – da mercoledì 5 a venerdì 7 giugno – che culmineranno con la solennità del Sacro Cuore di Gesù, giorno dedicato alla santificazione del Clero, per riflettere e approfondire il tema della Riconciliazione sotto la guida del vescovo di Mantova Marco Busca.

Vogliono essere giorni di fraternità sacerdotale, ma soprattutto di ascolto e confronto su un ministero che oggi più che mai richiede capacità di ascolto, di discernimento e disponibilità. C’è un gran bisogno e il popolo di Dio quando trova sacerdoti che accolgono e ascoltano e sanno essere veri strumenti nelle mani di Dio misericordioso, vanno e vengono perché bisognosi di amore e misericordia.

Per informazioni e iscrizioni cliccare qui.

Locandina informativa della proposta per i sacerdoti




Celebrata la Festa di Santa Rita, nel cuore della devozione cremonese

Ricorre il 22 maggio la memoria liturgica di santa Rita da Cascia, donna, sposa, madre e poi monaca fedele a Dio e al Crocifisso. Una festa particolarmente sentita anche a Cremona, presso la rettoria delle Ss. Margherita e Pelagia, nota anche come chiesa di S. Rita, cuore della devozione cremonese alla “santa degli impossibili”.

Numerose celebrazioni hanno scandito il programma, culminato nel giorno della memoria liturgica. Una notevole partecipazione ha caratterizzato tutte le celebrazioni, in particolare la Messa solenne delle 9, presieduta da monsignor Carlo Rodolfi, canonico del Capitolo della Cattedrale, e concelebrata dal rettore della chiesa, don Claudio Anselmi. Una chiesa gremita, con fedeli anche all’esterno, per assistere alla celebrazione e ad attendere la benedizione delle rose, segno caratteristico della festa.

A sinistra della chiesa affollato anche il Mercatino di Santa Rita, che ha messo a disposizione oggetti legati alla devozione della santa – e naturalmente le rose a caratterizzare gran parte delle proposte – a sostegno di “Amici di Santa Rita”, associazione senza scopo di lucro che persegue esclusivamente finalità rivolte alla tutela, promozione e valorizzazione dei beni mobili ed immobili di interesse artistico e storico, commissionando direttamente o finanziando interventi riguardanti la chiesa delle Ss. Margherita e Pelagia, nonché il complesso di S. Rita ad essa collegato.

«Come sempre la chiesa di Santa Rita è un punto di riferimento per pellegrini, fratelli e sorelle nella fede, per turisti – spiega don Claudio Anselmi –. E quindi, per chi sa che cos’è santa Rita l’appuntamento è atteso, vissuto e partecipato. Per chi incappa nella stranezza di questo viavai di rose è un interrogativo. Ma santa Rita fa il resto e la comunità si fa testimonianza e profezia».

Una festa che, come sottolinea il rettore, «è sempre fonte di interrogativi per l’uomo di buona volontà e per il credente». Santa Rita, esempio di virtù umane, è stata una donna «di quei secoli in cui il ruolo della donna era spesso ritagliato e su misura di identità femminile come sposa, come donna della casa, oppure come monaca». Conclude quindi don Anselmi: «Santa Rita ha avuto il privilegio di fare questa esperienza sia nella casa che nel monastero e quindi è un richiamo oggi per l’uomo di buona volontà a domandarsi cosa sia davvero la realizzazione della vita cristiana e della vita umana. Per la vita umana è fare il bene; per la vita cristiana è perseguire la santità attraverso l’insegnamento di Gesù, che ci ha lasciato un unico comandamento, quello dell’amore».

Le celebrazioni si chiuderanno giovedì 23 maggio con il Rosario alle 17.30 e la Messa, alle 18, in suffragio degli iscritti e dei benefattori della Pia Unione; lo stesso pomeriggio ancora aperto anche il Mercatino.

 

Lo stile di Santa Rita da Cascia: ricerca, esperienza, condivisione del primato di Dio