Casalmaggiore, impegno e finanziamenti per far rinascere la chiesa di S. Rocco

Dopo il contributo di 76.412 euro garantito dal bando di Fondazione Cariplo, vinto nel 2021, per la copertura del 50% delle spese di restauro della chiesa di San Rocco, arrivano alla parrocchia di Casalmaggiore ulteriori fondi: 200.000 euro per la conservazione e il consolidamento delle rovine della chiesa distrutta dall’esondazione del fiume Po del 1951. Casalmaggiore potrà dunque usufruire di questo finanziamento, stanziato nel 2022, grazie alla vittoria del bando promosso dalla sezione per la sicurezza sismica dei luoghi di culto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

«Dopo la vittoria dei due bandi – spiega l’architetto Gabriele Pezzini – siamo arrivati a una conclusione: unire, con l’accordo della Sovrintendenza e di Fondazione Cariplo, i due finanziamenti in un unico progetto, magari suddiviso in due lotti, che presenteremo a settembre». E prosegue: «In attesa della pubblicazione delle linee guida del Pnnr, l’auspicio è quello di ottenere l’approvazione entro ottobre, per poter poi stabilire i termini di inizio e fine lavori».

Il progetto andrebbe a costituire il secondo recente intervento sulla chiesa di San Rocco, dopo una prima opera di messa in sicurezza attuata attraverso il puntellamento della struttura pericolante. Il finanziamento di Fondazione Cariplo servirà alla conservazione degli affreschi, degli stucchi e delle opere decorative interne, mentre il contributo del Pnnr andrà poi a concludere il recupero sismico strutturale e di messa in sicurezza finale di tutta la struttura.

Chiesa di San Rocco che rappresenta un punto d’incontro tra generazioni, accumunate da un sentimento di devozione e cura dell’edificio: «La scuola Romani di Casalmaggiore si è presa molto a cuore questo progetto di restauro – racconta l’architetto –: infatti, già si era mossa, nel 2018, attraverso un convegno, affinché Casalmaggiore riuscisse a ottenere il primo finanziamento; essa è ancor oggi impegnata in una campagna di sensibilizzazione per un’ulteriore raccolta fondi, il cui collettore e la cui gestione dovranno essere concordati tra le associazioni del territorio». Non solo studenti però tra gli “affezionati” a San Rocco: «Tra gli anziani sento spesso parlare con nostalgia della chiesa che fu, prima dell’esondazione – conclude Pezzini –. Mi auguro che tutta questa devozione si possa trasformare in un aiuto concreto per rimettere in sesto San Rocco».

Un forte sentimento di affezione e interesse, dunque, per quel che resta della struttura di questa chiesa, ormai in stato di rudere, ma mai veramente dimenticata. A tal proposito il commento di don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore: «È quasi illogico che si finanzi il restauro di ruderi, ma l’interesse e il coinvolgimento della scuola e della comunità hanno fatto sì che questa struttura non finisse nel dimenticatoio».