Visita del Vescovo in Svizzera a don Bressani e don Migliorati

I due sacerdoti diocesani, originari della Bergamasca, dagli anni '90 offrono il loro servizio a favore degli italiani in terra elvetica
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Mercoledì 26 e giovedì 27 giugno il vescovo Napolioni ha fatto visita, nella Svizzera tedesca, ai due sacerdoti cremonesi impegnati nella pastorale per i migranti italiani in Svizzera. Si tratta di due bergamaschi. Più di 600mila.000 (compresi coloro che hanno il doppio passaporto) gli italiani presenti nella Confederazione elvetica. E ancora oggi si assiste a nuovi arrivi dall’Italia per cercare lavoro.

Molta la curiosità del Vescovo, accompagnato dal vicario episcopale per il clero, don Gianpaolo Maccagni, e dal segretario don Flavio Meani. Curiosità sul tipo di pastorale che i sacerdoti italiani svolgono nelle cinquanta missioni di lingua italiana presenti nelle diocesi svizzere.

Prima tappa nella missione di Coira dove opera don Francesco Migliorati (in foto accanto, insieme al Vescovo e al suo segretario): classe 1947, originario di Covo, dopo essere stato vicario a Covo e parroco a Pumenengo e Zanengo, dal 1990 ha lasciato l’Italia per mettersi a servizio degli emigrati italiani in Svizzera.

Ad Aarau vive invece don Giuseppe Bressani, caravaggino che ha varcato le Apli nel 1993 dopo aver servito in diocesi, come vicario, le parrocchie di Fontanella, Mozzanica e Soncino.

Aarau è una cittadina di 15000 abitanti, capitale del Cantone Argovia. La Missione Italiana comprende un territorio che si estende su una quindicina di parrocchie, per circa 4.200 nuclei famigliari.

Bella la collaborazione con le parrocchie locali. Grande l’impegno per non ridurre la pastorale ai soli sacramenti. Infatti sono presenti vari gruppi: quello dei giovani, dei piccolissimi, la corale, quello missionario, ministranti, lettori, ministri straordinari della Eucarestia e un gruppo della terza età. Insomma una comunità vivace che può realizzare tante attività grazie alla bella e grande presenza dei volontari.

Con gioia il Vescovo Antonio è stato accolto e lui, con la sua innata spontaneità, si è lasciato coinvolgere. Dopo la Messa, una bella serata con cena insieme al Consiglio pastorale della missione e un gruppo di giovani (in alto la foto di gruppo realizzata al termine della serata).

«La visita del vescovo Napolioni – sottolinano dalla comunità italiana in Svizzera – ci aiuta a capire che la Chiesa italiana non pensa solo ad accogliere, ma si prende cura anche di coloro che cercano lavoro fuori dai confini nazionali».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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