Vaccini, padre Bebber: sanità privata pronta come sempre a collaborare

Al Sir le dichiarazioni del superiore della casa di cura San Camillo di Cremona, presidente nazionale dell'Associazione religiosa istituti sociosanitari
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«Pronti a collaborare come sempre». Così padre Virginio Bebber, superiore della casa di cura San Camillo di Cremona e presidente nazionale dell’Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari), commenta al Sir l’ipotesi di coinvolgere le strutture sanitarie gestite da enti e congregazioni religiose nella grande campagna vaccinale anti-Covid.

Grazie anche all’accordo di collaborazione raggiunto per la prima volta in Italia con la sanità privata convenzionata, è stato inaugurato a Genova il grande hub per le vaccinazioni alla Fiera del Mare. Due le linee di vaccinazione: una gestita dalla Asl3 e l’altra da personale della sanità privata. “Certamente questa è una buona pratica e ne abbiamo anche altre”, ha detto il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo.

«A Cremona negli Istituti Camilliani – prosegue Bebber commentando l’accordo di Genova – abbiamo messo a disposizione locali e medici e stiamo già vaccinando le persone più fragili. In Lombardia abbiamo trovato già un accordo con la regione per la partecipazione di Aris e Aiop a questo sforzo immane, e la stessa cosa si sta realizzando nel Lazio. Da parte mia ho lanciato un forte appello a tutte le nostre istituzioni per affiancare il pubblico in questa circostanza, come del resto è stato fatto in ogni frangente di questa grave epidemia. Sono certo che anche questa volta i nostri sapranno rispondere come si conviene».

Non va infatti dimenticato il grande sforzo fatto dagli istituti religiosi per fronteggiare la pandemia. «Molte nostre strutture – sottolinea il camilliano – hanno volontariamente riconvertito interi reparti per ospitare malati Covid ed hanno realizzato decine e decine di terapie intensive con le loro sole forze. Hanno messo a disposizione persino alberghi, dove solitamente si svolgono esercizi spirituali e case vacanze per religiosi, per accogliere i dimessi Covid bisognosi di ulteriore assistenza». E conclude: «Figurarsi se ci tiriamo fuori proprio ora. Siamo pronti ma qualcuno bussi alla porta e ci si dia modo di organizzarci».

Giovanna Pasqualin Traversa

(Fonte: AgenSir)

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