Usa, vandalismo contro statue e siti cattolici: la condanna dei vescovi

Preoccupazione nei presuli statunitensi dopo un lungo periodo di incidenti e danneggiamenti contro luoghi e simboli del cattolicesimo: "Segno di una società che ha bisogno di guarigione"
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Chiese incendiate, statue di Cristo e della Vergine Maria vandalizzate o decapitate: crescono, negli Stati Uniti, gli episodi di danneggiamento contro luoghi e simboli del cattolicesimo. Un dato preoccupante che la Conferenza episcopale locale (Usccb) commenta con una dichiarazione di due Arcivescovi: Thomas G. Wenski e Paul S. Coakley, presidenti rispettivamente del Comitato episcopale per la libertà religiosa e del Comitato per la giustizia interna e lo sviluppo umano: “Che si tratti di gesti compiuti da singoli individui tormentati che gridano aiuto o da agenti di odio che cercano di intimidire – si legge nella nota – questi attacchi sono il segno di una società che ha bisogno di guarigione”. Si tratta di “incidenti in cui le azioni umane sono chiare, ma le motivazioni no”, continuano i presuli che poi affermano: “Mentre ci sforziamo di comprendere la distruzione di questi sacri simboli dell’amore e della devozione disinteressata, preghiamo per tutti coloro che l’hanno causata, e rimaniamo vigili contro di essa”.

Un difficile momento sociale

La nota episcopale sottolinea quindi “il particolare momento di conflitto culturale che stanno vivendo gli Stati Uniti”: “Il cammino verso il futuro – sottolineano i presuli – deve passare attraverso la compassione e la comprensione praticate e insegnate da Gesù e da Maria”. “Contempliamo, piuttosto che distruggere, le immagini che rappresentano l’amore di Dio – è l’appello conclusivo dell’Usccb – Seguendo l’esempio del Signore, rispondiamo alla confusione con la comprensione e all’odio con l’amore”.

Gli atti vandalici a cui fanno riferimento i vescovi si sono verificati, negli ultimi tempi, in diverse regioni del Paese: l’episodio più eclatante è avvenuto a giugno quando la statua di San Junípero Serra eretta a San Francisco è stata abbattuta, sull’onda delle proteste anti-razziste scatenatesi in seguito alla morte dell’afroamericano George Floyd, deceduto dopo l’arresto da parte di un poliziotto bianco. Ma non solo: il 18 luglio, nella chiesa di “Nostra Signora dell’Assunzione” di Bloomingburg, a New York, è stato abbattuto un monumento ai bambini mai nati, istoriato con alcuni versetti del profeta Isaia. In precedenza, ai primi di luglio, il crocefisso della parrocchia di Santa Bernadette di Rockford, in Illinois, è stato distrutto a colpi di martello. A metà luglio, inoltre, in un resort sciistico del Monstana, una statua di Cristo è stata imbrattata con vernice marrone e coperta di striscioni con la scritta “Ribellatevi”.

E ancora: nella notte tra il 2 e il 3 luglio, una statua della Vergine Maria è stata decapitata a Gary, nell’Indiana. Ulteriori atti vandalici si sono registrati, nelle ultime settimane, contro altri luoghi di culto cattolici. Il più grave è stato l’incendio scatenatosi nella chiesa della “Missione di San Gabriele” a Los Angeles, tra le più antiche degli Stati Uniti, fondata nel 1771 da San Junípero Serra.

Isabella Piro

(Fonte: VaticanNews)

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