Una barca in mezzo al mare: a Sant’Ilario veglia ecumenica per l’unità tra cristiani (Audio e Foto)

Con due giorni in anticipo rispetto all’inizio “formale” della Settimana di preghiera per l’unità tra i cristiani, nella serata di giovedì 16 gennaio, a Cremona, nella chiesa di Sant’Ilario, si è tenuta una partecipata veglia ecumenica, alla presenza del vescovo Antonio Napolioni e del pastore Nicola Tedoldi della Chiesa metodista di Piacenza-Cremona. Promossa dalla Diocesi di Cremona, tramite l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e dalla Chiesa cristiana metodista locale, nonché animata – in maniera commovente – da diversi cori delle comunità cristiane cattoliche della diocesi – è stata un’occasione di riflessione per molti.

Dopo un breve saluto del parroco don Irvano Maglia, vi è stata l’introduzione del professor Mario Gnocchi, che ha subito fatto notare ai presenti una bellissima barca in legno ai piedi dell’altare (realizzata per un presepe di alcuni anni fa dalle abili mani di due parrocchiani, Luca e Stefano). Perché una barca? Perché – ha spiegato – oltre ad essere simbolo della missione cristiana ed ecumenica, è anche al centro della lettura voluta per la Settimana ecumenica 2020 dalla comunità cristiana maltese, quest’anno incaricata della scelta.  Nel testo di Luca si narra infatti il pericoloso viaggio di San Paolo – prigioniero dei romani – da Gerusalemme a Roma. Una tempesta sorprende la barca che naufraga sulle cose maltesi, dove la popolazione locale accolse i naufraghi e, come è riportato negli atti degli apostoli, li “trattarono con gentilezza”.

Cuore della veglia – dove vi è stata anche una colletta comune per i corridoi umanitari – è stata l’omelia del pastore Tedoldi, che ha invitato i presenti a immedesimarsi nel viaggio di Paolo e a essere su quella stessa barca con lui, in mezzo alla tempesta. Senza avere paura, perché “gli apostoli ci hanno abituato al soffio di un altro vento, quello dello Spirito di Dio. Da lui possiamo lasciarci trasformare”.  Ha poi ricordato che nelle difficoltà della vita a volte si è costretti a confrontarsi con il silenzio di Dio, ma non bisogna temere perché Lui ha un progetto buono e insieme possiamo scoprirlo. “Questo è il messaggio ecumenico: non abbiamo paura delle differenze perché c’è una sola Parola per tutti e insieme potremo condurre la barca a porto sicuro. Noi che condividiamo la stessa fede abbiamo il dovere di non dividerci e di dirigerci verso la stessa metà perché guidati dalla stessa parola. Dobbiamo saperci accogliere tra di noi nonostante le differenze e lo straniero deve essere trattato come amico, proprio come hanno fatto allora gli abitanti di Malta, senza i quali forse il Vangelo non sarebbe arrivato a Roma e noi forse non lo avremmo mai conosciuto”.

La veglia si è conclusa con una benedizione e l’invito a proclamare il Vangelo.

Photogallery della veglia