Un Avvento di fraternità per il pane e per il lavoro

Quest’anno la carità diocesana sostiene la "Borsa di sant'Omobono", il fondo speciale per le povertà causate dal Covid
image_pdfimage_print

Nel periodo dell’Avvento, ogni anno, la Diocesi di Cremona propone come gesto di educazione alla carità e di risposta al bisogno il cosiddetto Avvento di fraternità, una raccolta fondi solitamente destinata a sostenere opere e progetti missionari in giro per il mondo. Quest’anno, però, l’emergenza sanitaria ha cambiato le carte in tavola.

«Sono tante le famiglie bisognose che si sono ritrovate in difficoltà economiche anche gravi per via della pandemia», spiega Alessio Antonioli, uno degli operatori della Caritas diocesana. «Per non farle sentire sole e aiutarle concretamente, è stato istituito un fondo speciale, la Borsa di sant’Omobono, che quest’anno sarà al centro dell’Avvento di fraternità. Il fondo è nato grazie a un impegno finanziario della Diocesi e dalla Caritas nazionale, ma oggi ha bisogno della generosità di tutti».

«Le comunità – ricordano da Caritas – hanno già dimostrato di avere il cuore grande e, soprattutto nelle difficoltà, sanno muoversi con intelligenza e creatività. Oggi più che mai c’è bisogno di sostenersi gli uni con gli altri, moralmente e anche economicamente».

Le risorse raccolte saranno ridistribuite alle fasce più deboli attraverso le valutazioni di gruppi di lavoro zonali, facenti capo alla Caritas diocesana, in base ad un preciso regolamento. Fanno parte di queste commissioni laici e sacerdoti, che conoscono da vicino bisogni e difficoltà. I piani di azione e distribuzione degli aiuti si concentrano in particolare su tre ambiti. Il primo riguarda la casa e la salute, tramite un aiuto per pagare affitto, mutuo, bollette di luce, acqua e gas, medicinali e visite mediche. Il secondo, invece, è un supporto per il reinserimento nel mondo del lavoro (con possibilità di sostenere i costi, o parte di essi, per l’iscrizione a corsi di formazione o aggiornamento finalizzati a un reinserimento ) o per l’avvio di tirocini formativi o l’erogazione di borse lavoro. Il terzo ambito di intervento è quello educativo e scolastico: tanti ragazzi durante il lockdown hanno faticato a seguire le lezioni a distanza, spesso perché sprovvisti del materiale necessario: in questo caso esiste la possibilità di sostegno per il pagamento di libri scolastici, strumenti didattici, mense, rette scolastiche oppure corsi post-diploma.

Operativa a partire dal 4 ottobre scorso, la Borsa di sant’Omobono nasce allo scopo di sostenere a livello locale tutti coloro che, a causa della pandemia, non hanno più alcuna forma di sostentamento oppure sono in gravi, anche se temporanee, difficoltà economiche. Il suo funzionamento è affidato alla Caritas diocesana, alla rete delle parrocchie, dei centri di ascolto delle Caritas e della San Vincenzo e, dove possibile, agisce in accordo con gli enti pubblici. Le offerte dei privati, delle aziende e delle fondazioni, come anche dalla compartecipazione di parrocchie e associazioni, sono tutte deducibili. Per questo Avvento, quindi, l’invito rivolto a tutti (parroci, religiosi, operatori e volontari delle parrocchie e dei centri di ascolto delle Caritas e San Vincenzo parrocchiali) è quello di intensificare il fondamentale compito dell’ascolto e della raccolta delle richieste di aiuto. Sebbene la Borsa di sant’Omobono sia oggi un aiuto concreto per dare sostegno alla povertà creata dall’emergenza sanitaria, la diocesi auspica che possa diventare anche in futuro uno strumento permanente ed efficace di carità. Seguendo le orme del patrono della città. La generosità di sant’Omobono è divenuta infatti proverbiale: la sua borsa non si esauriva, proprio perché sempre pronta ad aprirsi ai bisogni. A tutti, indistintamente, è chiesto di contribuire al suo mantenimento.

Come fare domanda di aiuto

criteri per la presentazione delle domande di aiuto (da dare in parrocchia e con valutazione a livello zonale) sono i seguenti: residenza nel territorio diocesano; perdita, riduzione, precarietà lavorativa o in attesa della cassa integrazione. I documenti da presentare sono i seguenti: Isee (obbligatorio); ultime tre buste paga o documenti dello stato di disoccupazione/cassa integrazione; contratto d’affitto e ultima ricevuta di pagamento; documentazione attestante l’eventuale situazione debitoria; modulo della privacy (obbligatorio).

 

Come sostenere la Borsa

È possibile contribuire al progetto Borsa di sant’Omobono con versamento sui conti:

  • postale n. 68 411 503
  • bancario Iban IT 57 H 05156 11400 CC054 0005161

intestati a “Fondazione San Facio Onlus” e con causale “Borsa di sant’Omobono”.

Le donazioni possono essere effettuate anche in tutte le parrocchie attraverso l’iniziativa «Avvento di fraternità» oppure presso gli ufficio della Caritas diocesana in via Stenico 2/B, a Cremona.

 

Scarica e condividi il post:

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

Facebooktwittermail