Terremoto in Croazia: la Caritas accanto alla popolazione colpita dal sisma

Ognuno può garantire un proprio contributo attraverso Caritas Cremonese
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Un potente terremoto di magnitudo 6.2 il 29 dicembre ha colpito la Croazia. L’epicentro nella cittadina di Petrinja, a circa 50 km dalla capitale Zagabria. La violenza è stata tale che il terremoto si è sentito anche in Bosnia e Erzegovina, Serbia, Ungheria, Slovenia, Austria, oltre che in molte regioni italiane.

La regione epicentro del terremoto aveva già subito un altro grave terremoto lo scorso 22 marzo, di magnitudo 5.5, e il 28 dicembre c’era stata nella stessa zona un’altra forte scossa di magnitudo 5.2.

Si calcola che il terremoto del 29 dicembre sia stato circa 30 volte più potente di quello del marzo scorso. La sequenza di terremoti negli ultimi mesi aveva già reso molto fragile le infrastrutture e le abitazioni della zona. il terremoto di oggi ha dunque provocato numerosi danni materiali.

Dalle prime informazioni risultano devastate ampie zone di Petrinje e della vicina città di Sisak, moltissimi danni sono segnalati a Zagabria, non solo nelle case, ma anche in molte strutture pubbliche: ospedali, asili, case di riposo, ministeri. Anche vari edifici religiosi risultano gravemente danneggiati, in particolare nell’arcidiocesi di Zagabria (la città e le sue aree periferiche contano 1 milione di abitanti) e nella diocesi di Sisak. Notizie di danni materiali anche da altre cittadine croate e perfino da alcuni paesi della vicina Bosnia e Erzegovina.

La Croazia si trovava già in una problematica situazione a causa della pandemia, che aveva costretto il paese a un lockdown a partire da fine novembre, dal momento che il paese era arrivato a registrare oltre 4.000 nuovi contagi e 90 vittime al giorno su una popolazione di circa 4 milioni di abitanti.

Caritas Italiana segue con apprensione l’evolversi della situazione ed ha preso contatto con Caritas Croazia. In queste prime ore Caritas Croazia sta cercando di organizzare il primo aiuto insieme alle Caritas diocesane locali – in particolare quelle di Zagabria e di Sisak – ma le condizioni rendono molto difficile il lavoro proprio per la mancanza di elettricità e collegamenti telefonici stabili. La direttrice della Caritas diocesana di Sisak, Kristina Radic, ha dichiarato: «La situazione è grave. Ho fatto un giro di persona per la città di Sisak e la situazione è molto grave».

Il Vescovo di Sisak, mons. Vlado Kosic, ha lanciato un appello: «Una grande tragedia ha colpito la nostra comunità. Molti edifici civili e religiosi sono stati danneggiati. Non siamo ancora a conoscenza se ci siano delle vittime ma riceviamo messaggi che ci informano di persone ancora sotto le macerie. Speriamo siano ancora vive, preghiamo per tutti coloro che sono stati colpiti. Cerchiamo di restare uniti anche in questa tragedia che ha colpito tutta la Croazia e in particolare la nostra diocesi di Sisak, così come siamo stati uniti in molte altre tragedie che hanno colpito la nostra comunità nel recente passato, come la guerra e la pandemia in corso».

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto che sta colpendo la Croazia.

Ognuno può offire un proprio contributo per sostenere gli interventi di Caritas:

  • Con un versamento C/C postale n. 68 411 503
  • C/C bancario Iban IT 57 H 05156 11400 CC054 0005161

Intestati a Fondazione San Facio Onlus e indicando la causale: “Terremoto Croazia”

Oppure in contanti o con assegno presso l’Ufficio Caritas di via Stenico 2 B, a Cremona.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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