Terra Santa: una “nuova” Via Crucis a Gerusalemme

Da oggi i pellegrini giunti a Gerusalemme, potranno trovare 14 sculture bronzee che rappresentano la passione di Gesù in corrispondenza delle stazioni della Via Crucis sulla Via Dolorosa
image_pdfimage_print

Sono state svelate lunedì 7 ottobre, dopo una Messa celebrata nella Basilica di San Salvatore a Gerusalemme, le 14 sculture bronzee posizionate sulla Via Crucis che hanno ricevuto la benedizione di Papa Francesco lo scorso 21 settembre nella sala Clementina al Vaticano. Le sculture, realizzate dalla fonderia artistica Bmn Arte di Verona e commissionate all’artista Alessandro Mutto, raffigurano la passione di Gesù che cade sotto il peso della croce e da oggisaranno per milioni di cristiani che giungono in pellegrinaggio a Gerusalemme un simbolo tangibile dove raccogliersi in preghiera.

Come è nata l’opera

L’idea del fondatore dell’azienda veronese è nata nel lontano 2003, in occasione della posa della “Porta della Pace”, realizzata anch’essa dalla fonderia scaligera, un portale bronzeo raffigurante scene bibliche della nascita di Gesù donato dall’Associazione Porta della Pace alla Custodia di Terra Santa e posto all’ingresso che conduce dalla Basilica di Santa Caterina a Gerusalemme alla Basilica della Natività. Dopo l’esperienza di Gerusalemme gli ispiratori e i fondatori dell’Associazione Porta della Pace, tra cui lo stesso imprenditore Roberto Brizzi, Augusto Nalini, mons. Giorgio Benedetti e padre Ibrahim Faltas, si erano promessi l’impegno di realizzare “un’opera” per Gerusalemme. «Ogni anno milioni di pellegrini ripercorrono la Via Dolorosa di Gesù a Gerusalemme rivolgendosi all’unico simbolo di riferimento per la preghiera, un disco raffigurante i numeri progressivi romani ad indicare le quattordici stazioni – spiega Roberto Brizzi, titolare della Fonderia Artistica Bmn Arte e ideatore assieme allo scultore Alessandro Mutto del progetto della realizzazione delle 14 stazioni in bronzo benedette da Papa Francesco-. Quando realizzammo la porta in bronzo per la Chiesa di Santa Caterina in Betlemme, riproducendo nell’opera la suggestione simbolica della genealogia di Cristo considerai che ai fedeli che giungono da ogni parte del mondo mancava un riferimento nel meditare sugli eventi della passione di Cristo. Così abbiamo messo a disposizione le nostre migliori competenze per riprodurre la carica emotiva della Via Dolorosa percorsa da Gesù che si avvicinava progressivamente alla crocifissione sul Golgota. Grazie al sistema di fusione a cera persa che consente di ottenere una riproduzione fedele nei minimi dettagli, curando la finitura a mano con la massima precisione, siamo riusciti a ricostruire il percorso di commemorazione che adesso potrà accompagnare i fedeli a Gerusalemme. Appartiene all’etica cristiana, infatti, non solo il sentimento del dono materiale pensato per i pellegrini, ma anche la possibilità di portare il dono spirituale della nostra arte in terra Santa reso possibile grazie alla benedizione del Santo Padre».

Le sculture donate alla Custodia di Terra Santa

Il progetto, realizzato in collaborazione tra la Diocesi di Verona e la Custodia di Terra Santa, si è concretizzato nella realizzazione delle 14 stazioni della Via Crucis su sculture in bronzo delle dimensioni di circa 50 x 60 cm. In particolare 9 stazioni, dalla I alla IX, sono state appese al muro della Via Dolorosa, le altre cinque sono collocate nella Cappella della Custodia di Terra Santa dei Padri Francescani all’interno del Santo Sepolcro. Le sculture realizzate in bronzo con la nobile tecnica della fusione a cera persa, sono state donate alla Custodia di Terra Santa, con una cerimonia a cura dalla Diocesi di Verona tramite l’Associazione Una Via Crucis a Gerusalemme. «Mi sono sentito parte di un viaggio virtuale che mi ha portato a quell’epoca – ha spiegato Mutto -, con passione ho cercato di riprodurre il più fedelmente possibile le sculture rappresentanti la Via Crucis. Per la produzione ho studiato molto, mi sono documentato e ho fatto ricerche storiche e mi considero contento del lavoro svolto».

(Fonte: VaticanNews)

Facebooktwittermail