Speciale Università Cattolica: un secolo di storia per guardare al futuro

Domenica 18 aprile, Giornata della Cattolica, Riflessi Magazine ha proposto un approfondimento tv sulla missione educativa e sulla presenza in città dell’Ateneo fondato nel 1921
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“Innovazione” è una delle parole chiave del nostro tempo, con tutte le sue declinazioni. È il motore del cambiamento e della crescita. L’Università Cattolica del Sacro Cuore ne ha sempre riconosciuto il valore. Ed è per questo che celebrarne i primi cento anni – come ricordato dallo slogan del centenario: “Un secolo di storia davanti a noi” – è guardare al futuro.

Proprio in quest’ottica si inserisce l’apertura del nuovo campus della Cattolica nell’ex monastero di Santa Monica, a Cremona, che potrà accogliere più di mille giovani studenti del polo Cremona-Piacenza.

Riflessi Magazine, in collaborazione con l’Ufficio delle Comunicazioni Sociale della Diocesi di Cremona, ha voluto cogliere l’occasione della Giornata dell’Universitá Cattolica, realizzando una trasmissione dedicata all’Ateneo fondato nel 1921, andata in onda nella serata di domenica 18 aprile.

«Il campus di S. Monica – ha esordito il vescovo di Cremona, mons. Napolioni – è un dono per il nostro territorio, perché invita all’apertura in un’ottica di formazione olistica, tipica dell’Università voluta da padre Gemelli».

Ed è proprio sulla stessa lunghezza d’onda che si è mosso anche il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, anch’egli ospite della trasmissione di Riflessi Magazine.

«La nostra città vuole dare spazio e fiducia ai giovani, e per farlo ha deciso di investire in progetti e collaborazioni con le università e le imprese», ha spiegato Galimberti, che ha poi ringraziato la fondazione Arvedi-Buschini per la realizzazione del nuovo campus «il quale darà un respiro ancora più ampio alla nostra comunità». 

Oltre alla realizzazione del campus, infatti, partiranno due nuovi corsi di laurea magistrale: “Innovazione e imprenditorialità digitale” e “Livestock and agro-green innovation”. Secondo i coordinatori che ne hanno curato lo sviluppo – il prof. Fabio Antoldi ed il prof. Paolo Ajmone Arsan – gli studenti avranno la possibilità di crescere e formarsi in modo ancor più diretto rispetto a prima, accorciando quel passo che separa il mondo universitario da quello lavorativo e che, da sempre, genera incertezza ed incute timore.

«Questa è una delle missioni della Cattolica – ha spiegato il prof. Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze Agrarie – ed è il motivo per cui abbiamo deciso di investire in questo senso. Promuovere le relazioni con il territorio e con le aziende è fondamentale per poter guardare al futuro».

Alle parole di Trevisan hanno fatto eco quelle di Carolina Cortellini, presidente del CRIT, secondo cui la presenza di progetti per i giovani «darà nuova linfa anche al settore imprenditoriale», e di Francesca Pisaneschi, studentessa della Cattolica, entusiasta dell’innovazione proposta dal proprio Ateneo.

Il volto di Francesca diventa quindi quello di tutti i giovani, che non sono necessariamente sfiduciati, come spesso si sente dire, ma desiderosi di partecipare alla costruzione del futuro. È stata proprio questa una delle sottolineature fatte dalla professoressa Paola Bignardi, coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. «Dall’ultimo report annuale è emerso il bisogno, da parte dei giovani, di sentirsi coinvolti in prima persona nella costruzione del proprio futuro». 

Un futuro che si potrà costruire grazie ad investimenti innovativi, fatti su strutture, collaborazioni, progetti, ma soprattutto sulle persone. È questo lo stile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che l’ha portato, nel corso di un secolo di storia, a poter guardare al domani con entusiasmo e desiderio di costante innovazione.

 

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Andrea Bassani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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