Società, lavoro, economia e «conversione ecologica»: leggere i tempi del Covid alla luce della Laudato Si’

Interessante incontro digitale con Don Bruno Bignami, ospite delle associazioni di Cassano d'Adda
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Un tempo di forti difficoltà e sofferenza ma anche una occasione di riscoperta e ripensamento. La pandemia da Covid 19 ha rimesso infatti in discussione molte certezze sulle quali sembrava poggiare la vita individuale e sociale della comunità cristiana ma non solo.

A fare chiarezza su un momento epocale tanto insolito e travolgente, ci ha provato don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei –,  relatore di eccezione della conferenza trasmessa su piattaforma zoom nella serata di giovedì 21 maggio , dal provocatorio titolo “La conversione ecologia ai tempi del covid: siamo pronti?”.

L’incontro, organizzato dalla Azione cattolica interparrocchiale di Cassano d’Adda, da Comunione e Liberazione, Masci, Agesci, U.S. Pierino Ghezzi  e  Acli, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale,  avrebbe dovuto svolgersi presso il TeCa Teatro Cassanese ma l’emergenza sanitaria ha costretto ad un ripensamento in Rete che ha tuttavia consentito di estendere la partecipazione ben oltre i confini della città.

«Velocizzazione»  è la parola chiave, tratta dall’enciclica “Laudato si!”, da cui si è sviluppata la riflessione di don Bruno. «Siamo alla vigilia del quinto anno dalla pubblicazione di questa importante enciclica – ha premesso – è giunto il momento di verificare cosa è accaduto e cosa sta accadendo, anche a livello ecclesiale». «Il mondo sta andando talmente veloce che rischiamo di non capire, di non riflettere, di non avere consapevolezza a cosa stiamo andando incontro. – ha proseguito don Bignami – La crisi sanitaria di questi tre mesi ci consegna un tempo diverso: una buona fetta del Paese si è fermata e abbiamo  avuto occasione di guardarci come se si fosse scesi da un treno in corsa. Si osservano da fuori le carrozze sulle quali si è viaggiato e ci si accorge che hanno bisogno di essere un po’ sistemate, ci si rende conto che qualcosa non andava pienamente per il verso giusto».

Non mancano certo le ansie e le giustificate paure. «Qualcuno è terrorizzato dal fatto che il treno riparta senza di lui: qualcuno potrebbe trovarsi senza lavoro, con una situazione psicologia o famigliare diversa. Come ripartire? – ha interrogato il relatore – È tempo di conversione: occorre guardarsi dentro e intorno per capire cosa sia essenziale e cosa no».

Indispensabile si rivela quindi il  rifarsi al cuore della “Laudato si!”: «Rimettersi dentro le reti comunitarie del proprio vissuto e fare in modo che funzionino e diventino esperienza vera perché si risolvano i problemi sociali. – ha precisato don Bignami – Occorre tenerlo presente quando tra qualche settimana o mese la crisi toccherà con ferocia alcune categorie di persone e la risposta non potrà essere limitata alla devoluzione di fondi o contributi. Va costruito un modello comunitario, non solo una soluzione tecnica o economica».

Occorre insomma attuare una vera e propria conversione che «non è sicuramente facile da trovare» non consiste «in una via di mezzo»  e non si limita alla speranza che la «ecnica possa risolvere tutto».  L’efficace risposta consiste nell’andare controcorrente a quanto si è finora  attuato: «Abbiamo seminato individualismo a più non posso negli ultimi anni: abbiamo così scoperto che mancano i luoghi di condivisione che sono fondamentali».

Scendendo nella concreta analisi della attualità, don Bruno Bignami fa notare anche come la nostra società sia un colosso con i piedi di argilla, un sistema i cui tagli alla sanità hanno reso evidenti  le fragilità. Si è inoltre constatato come l’attenzione per l’ambiente e l’ecologia «non siano questioni da boy scout ma problemi che riguardano tutti indistintamente».

Positiva invece la forte certezza che rimane nel volontariato: «Esiste un modello cooperativo che è ricchezza straordinaria: senza il terzo settore il nostro Paese sarebbe decisamente più povero», ha riconosciuto don Bruno.

Animato e partecipato si è rivelato il dibattito  tra i presenti che non solo ha concluso ma ha dato anima all’intero incontro, con interventi coordinati che hanno contraddistinto i vari passaggi della interessante relazione.

Marco Galbusera

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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