Sharewood, una falegnameria dove si redistribuiscono saper fare e relazioni

Il 25 settembre l'inaugurazione della nuova struttura della coop. Nazareth dedicata al vigile Ferrari
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Si chiamerà Sharewood perché c’entrano sia il legno, sia la condivisione. La nuova falegnameria della Cooperativa Nazareth sta scaldando i motori in vista dell’inaugurazione che avrà luogo venerdì 25 settembre a Cremona (accessi limitati per rispettare il distanziamento). Si tratta di un progetto che è stato prima avviato in forma sperimentale e che ora si sta concretizzando in modo strutturale negli spazi al piano terra di via Redegatti, sede del centro diurno della Cooperativa Gamma.

Il laboratorio sarà dedicato al vicecomandante della Polizia locale Roberto Ferrari, scomparso improvvisamente a dicembre del 2018, appassionato della lavorazione del legno e sempre attento ai giovani in situazioni di difficoltà. La sua famiglia e gli amici più cari hanno attivato una raccolta fondi destinata anche alla falegnameria di Nazareth «per ascoltare ancora i suoi desideri e coltivare ciò che Roberto ha seminato».

A guidare l’iniziativa è Nicola, educatore di Nazareth con la passione della falegnameria. Intorno, in totale, gravitano una ventina di ragazzi. Hanno individuato lo spazio, hanno sgomberato i locali che sono stati nell’ordine legatoria, laboratorio di oggettistica e magazzino, e hanno dato il via alla riqualificazione. I ragazzi hanno dato una mano anche in questa fase, soprattutto per le operazioni di abbellimento. «Mancano le rifiniture, ma ci siamo quasi – dice Nicola – Abbiamo deciso di lasciare anche qualche piccola imperfezione perché vuol dire comunque valorizzare l’impegno dei ragazzi».

«Da grande non voglio fare il falegname – dice Ibrahim, 18 anni – ma qui posso imparare tante cose che mi possono servire per il domani. Costruiamo cose che sono fatte da noi, che possiamo fare da soli…». «E poi impariamo anche tante parole in italiano e conosciamo altre persone», si aggiunge Kristian, 17enne. Con loro, a dare la testimonianza sul progetto, ci sono un altro Kristian, Kimo, Mahdi, Abdu Rahma, Sabjan. Sette ragazzi e cinque paesi (Costa d’Avorio, Guinea, Albania, Marocco e Egitto).

La falegnameria è pensata innanzitutto come spazio educativo per loro, per i minori stranieri non accompagnati del Centro diurno Giona di via Bonomelli. «Non vogliamo creare dei falegnami – spiega l’educatore Nicola – ma dare ai ragazzi l’opportunità di fare un percorso di formazione al lavoro. Imparare i termini degli attrezzi, sperimentarsi nel processo di produzione di un oggetto a partire anche dal progetto, dal pensiero, acquisire le competenze per piccoli lavori di riparazione utili nei contesti in cui vivono, rispettare le regole, risolvere piccoli problemi di lavoro, fare insieme agli altri, sono alcuni degli obiettivi». I ragazzi verranno seguiti e valutati dall’educatore responsabile e per ognuno verrà compilata una apposita scheda con attitudini e abilità. All’interno del laboratorio di falegnameria ci sarà spazio anche per momenti dedicati alla ricerca del lavoro, con la collaborazione dell’Agenzia per il lavoro Mestieri Lombardia. I ragazzi potranno sperimentarsi in simulazioni di colloqui di lavoro e stesura di curriculum.

Ma non solo il il saper fare. Il laboratorio di falegnameria sarà anche strumento d’incontro tra culture e diversità, spazio aperto a chiunque abbia voglia di cimentarsi con il legno e con il fai da te. In questo senso, sono in fase di strutturazione le collaborazioni con il vicino Centro Diurno psichiatrico per adulti della Cooperativa Gamma e con l’area del penale minorile della Cooperativa Cosper per la partecipazione anche dei propri adulti e ragazzi.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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