Riforma delle Soprintendenze, per il territorio diocesano si passa a tre diverse competenze, a fronte delle attuali due

Nota del responsabile dell'Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, mons. Achille Bonazzi
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Pubblichiamo una nota del responsabile dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, mons. Achille Bonazzi, in merito alle riforme promosse dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo riguardo alle Soprintendenze e alle loro ricadute operative sugli interventi sul territorio diocesano.

Il Ministro Dario Franceschini ha operato in poco più di un anno due significative riforme delle Soprintendenze: ne scaturiscono diversi elementi di novità che è bene siano portati a conoscenza dei Rev.di Parroci per le conseguenze che determinano sul piano operativo.

  • Il DCPM 171/14 ha determinato la fusione delle Soprintendenze Storico–Artistiche con quelle Architettoniche: se attuata avrebbe semplificato l’iter per le autorizzazioni, soprattutto nel caso delle superfici decorate, non ponendosi più il problema se richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza per i Beni storico–artistici o a quella dei beni architettonici. Affermo “se attuata”, dato che la Soprintendenza di Mantova sarebbe dovuta scomparire. La realtà è risultata diversa nel concreto, poiché hanno continuato ad esistere entrambe le Soprintendenze.
  • Il recente DM 44 del 23/01/16 col quale vengono riformate nel numero e nelle competenze le stesse Soprintendenze. Nella nostra Regione le Soprintendenze da 2 (Brescia e Milano) passano a 4 (Milano metropolitana, Milano periferia, Brescia e Mantova) ed acquistano competenze anche nel settore archeologico, venendo denominate “Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio”.

Questo determina, nonostante le intenzioni e le affermazioni, un ulteriore grado di complessità anche per la nostra Diocesi.  La realtà cremonese e mantovana faranno riferimento a Mantova; la zona bergamasca a Brescia; Cassano e dintorni a Milano periferia. Anche a motivo della diminuzione dei funzionari  quest’ultima riforma determinerà ritardi che non sono imputabili all’Ufficio Diocesano, anche per ulteriori varianti nel settore delle competenze, alcune delle quali faranno di nuovo riferimento al Segretariato Regionale. Per tale prospettiva invito i Parroci che eventualmente stanno elaborando nuovi progetti a velocizzare la conclusione degli stessi così da non aver bisogno di frequentare le Soprintendenze nel periodo di passaggio (prossimi mesi di giugno e luglio).  Sottolineo inoltre che l’ufficio diocesano, come detto, da due passa ad interferire con tre Soprintendenze. Ancora  risulta più complesso fare riferimento a Mantova piuttosto che Brescia facilmente raggiungibile con l’autostrada. Auspico che questa nuova riforma possa determinare tempi più rapidi per l’ottenimento delle autorizzazioni, ma non ci spero molto.

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