Per don Giuliano Vezzosi l’inizio del ministero a Castelverde è con il «noi»

Nella mattinata di domenica 22 settembre il vescovo Napolioni ha presieduto la Messa di insediamento del nuovo parroco delle cinque parrocchie di Castelverde
image_pdfimage_print

Nella mattinata di domenica 22 settembre don Giuliano Vezzosi ha iniziato il proprio ministero di parroco delle cinque parrocchie del comune di Castelverde. Per lui, però, prima dell’accoglienza ufficiale da parte delle comunità di “S. Michele arcangelo” in Castelnuovo del Zappa, “S. Archelao martire” in Castelverde, “S. Abramo” in Costa S. Abramo, “S. Biagio vescovo” in Marzalengo e “S. Martino vescovo” in San Martino in Beliseto, a dargli il benvenuto sono stati gli ospite della Fondazione “Opera Pia SS. Redentore” di Castelverde.

Insieme al direttore Giovanni Falsina, al Consiglio d’amministrazione e ai dipendenti c’erano naturalmente gli ospiti della casa di riposo, radunati presso la Rsa, dove la signora Angiola, a nome di tutti, ha rivolto il saluto al nuovo parroco. Uno spaccato di quella che è la sua nuova famiglia, un passaggio di generazione che idealmente inizia dai vicini asilo nido “Ciribiricoccole” e scuola dell’infanzia “Monsignor Gardinali” per passare poi dall’oratorio sino all’ultima stagione in questa vera e propria “cittadella della carità”, come l’amava definire mons. Gardinali.

All’esterno dell’Opera Pia, mentre qualche goccia di pioggia faceva tenere con il fiato sospeso, tutte le realtà parrocchiali e del paese attendevano don Vezzosi per accompagnarlo in modo solenne verso la chiesa parrocchiale, sul cui sagrato, a sorpresa, il nuovo parroco ha trovato un gruppo di amici che con lui condivide la passione per la bicicletta.

Intanto la pioggia più consistente ha costretto a cambiare un po’ i programmi e a lasciare la parola al primo cittadino non all’esterno della chiesa, ma solo una volta che i concelebranti hanno raggiunto il presbitero della chiesa di S. Archelao. Il benvenuto da parte del sindaco Graziella Locci, che ha tratteggiato la bellezza di questo territorio, tra tradizioni differenti e grande voglia di mettersi in gioco.

 

Dopo la lettura del decreto di nomina di don Vezzosi da parte di don Paolo Arienti, l’incaricato diocesano per la Pastorale giovanile che da un anno risiede a Costa S. Abramo, don Vezzosi ha compiuto due gesti caratteristici del rito di insediamento di un nuovo parroco: l’aspersione dell’assemblea e l’incensazione dell’altare. Poi a prendere la parola è stato Matteo Morandi, che ha salutato il nuovo parroco a nome delle cinque comunità parrocchiali, in cammino in una unità pastorale costruita senza non poche difficoltà cercando di mettere insieme le tante differenze. In questo senso parole di stima e gratitudine sono state espresse anche per il vicario. Non è mancato il grazie al Vescovo per il dono di uno nuovo pastore, che dovrà essere «aggrappato al cielo, ma radicato in terra, ammaliato dalla verità» oltre che un amico: queste le aspettative.

Nell’omelia il Vescovo, prendendo spunto dalla seconda lettura (1 Tm 2,1-8), ha invitato anzitutto a cambiare la prospettiva con cui si guarda alla parrocchia, orientando lo sguardo al Signore. Con un riferimento al brano evangelico dell’amministratore disonesto (Lc 16,1-13), monsignor Napolioni in qualche modo ha messo in relazione la funzione di amministratore al ministero del parroco, mettendo in guardia da quell’atteggiamento egoistico che con termine di legge ha definito «appropriazione indebita». Da qui l’invito a cambiare la prospettiva con cui si guarda alla parrocchia, orientando lo sguardo al Signore, per passare così dal «mia» al «sua», per scoprire la vera essenza di una comunità da vivere nel «noi».

La celebrazione, animata con il canto dalla corale parrocchiale diretta dal maestro Giorgio Scolari e servita all’altare da un nutrito gruppo di ministranti (in entrambi i casi all’insegna dell’interparrocchialità) coordinati dal vicario don Enrico Ghisolfi, è stata concelebrata da diversi sacerdoti, tra i quali il collaboratore parrocchiale don Luciano Carrer.

Al termine della Messa il commosso saluto di don Vezzosi che, insieme ai tanti grazie, ha guardato con fiducia al nuovo incarico.

Quello del nuovo parroco è stato un discorso breve, sostenuto dall’affetto dei tanti che gremivano la chiesa. E tra loro naturalmente i familiari di don Vezzosi.

Dopo le firme sui verbali da parte del Vescovo, del nuovo parroco e di cinque testimoni (uno per comunità parrocchiale), la festa è continuata in oratorio dove don Vezzosi ha potuto salutare gli amici che l’hanno accompagnato a Castelverde (in particolare da San Bernardo) e iniziato a conoscere meglio i suoi nuovi parrocchiani.

 

Photogallery

 

Biografia di don Vezzosi

Classe 1958, originario della parrocchia di S. Sigismondo in Cremona, don Giuliano Vezzosi è stato ordinato il 19 giugno 1982. Ha iniziato il proprio ministero come vicario di S. Stefano in Casalmaggiore; nel 1987 il trasferimento a Sesto Cremonese sempre come vicario. Nel 1995 è stato nominato parroco di S. Marino, incarico al quale dal 2003 ha affiancato anche quello di amministratore parrocchiale di Gadesco e Pieve Delmona. Dal 1993 al 2003 è stato anche incaricato diocesano per le vocazioni.

Dal 2007 era parroco di S. Bernardo in Cremona. Ora mons. Napolioni gli ha affidato le cinque parrocchie del comune di Castelverde: prende il testimone da don Roberto Rota. Sarà affiancato dal vicario don Enrico Ghisolfi con il collaboratore parrocchiale Luciano Carrer e il diacono permanente Umberto Bertelle.

 

Saluto del nuovo parroco sul bollettino parrocchiale

Qualche giorno fa don Enrico mi ha chiesto di scrivere due righe di presentazione per il giornalino parrocchiale: accetto volentieri l’invito e colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto a ognuno di voi e a tutte le comunità parrocchiali che insieme formano un’unica famiglia.

Devo riconoscere che questa esperienza pastorale per me è totalmente nuova: sia perché non ho mai avuto l’occasione di ‘custodire’ così tante comunità, sia perché l’ambito che si apre davanti è molto ricco e variegato.

Ho diversi ricordi di Castelverde risalenti agli anni Novanta del secolo scorso (così avete già compreso di quale età sono!), quando ero vicario a Sesto Cremonese e nell’allora Zona VI si collaborava per tante iniziative, animate da sacerdoti quali don Giuseppe Soldi, don Eugenio Mondini, don Giuseppe Piacentini, don Luigi Mantia, don Carlo Rodolfi. Sono ricordi che testimoniano un impegno bello e generoso e che ci fanno capire come sia importante anche oggi continuare a condividere esperienze che aiutino le persone a crescere nella vita cristiana.

La storia di oggi ci presenta nuove sfide, nuove realtà da affrontare: soprattutto ci chiede di riscoprire una comunione e una collaborazione nella formazione delle persone e nella condivisione dell’esperienza cristiana.

Per questo da parte mia sarà necessario conoscere bene ogni comunità e scoprire tesori e tradizioni che hanno fatto la vita cristiana di Costa Sant’Abramo, di Marzalengo, di San Martino in Beliseto, di Castelnuovo del Zappa e di Castelverde! E non posso dimenticare gli ospiti della Fondazione Opera Pia SS. Redentore.

Mi sa che ci vorrà davvero un po’ di tempo per conoscere bene luoghi, persone e situazioni.

Penso, però, che l’impegno più grande sarà quello di costruire insieme una comunità, una famiglia, che educhi i suoi figli a seguire il progetto che il Signore affida loro, a vivere quella Parola che ci viene offerta e che deve guidare la nostra vita e le nostre scelte. Un progetto che come Chiesa siamo chiamati a costruire con pazienza e dedizione.

Chiedo a voi un ricordo per me nella preghiera (e da parte mia mi impegno già da ora a ricordare ognuno di voi) perché lo Spirito Santo ci guidi a camminare sempre alla luce della Parola di Dio.

Un grazie particolare a don Roberto per il lavoro svolto in questi anni e un augurio per la nuova missione che gli è stata affidata; un grazie a don Enrico per aver accompagnato don Roberto e per aver gestito questo ‘scambio’ di parroci; a don Luciano per la sua attenzione agli anziani.

Un grazie anche a tutte le persone, uomini e donne, che con la loro dedizione e la loro disponibilità rendono viva la vita delle comunità.

Ancora un saluto e un arrivederci a presto.

don Giuliano

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

Facebooktwittermail